accordo Israele-Libano tra le parti prevede il ristabilimento della sovranità libanese con una fascia di sicurezza confermata da Israele.
Il meccanismo è descritto come sequenziale e subordinato al ritorno del controllo dell’esercito sul territorio. Le condizioni del processo e le misure di sicurezza vengono richiamate come presupposto per il progressivo ritiro delle forze esterne.
Nel contesto regionale la notizia accelera le tensioni: critiche dall’opposizione israeliana, contestazioni da parte di Hezbollah e condanne da parte di un organismo regionale del Golfo per attacchi iraniani con droni contro uno Stato del Golfo.
Dettagli dell’accordo e conferme israeliane
Il documento quadro tra le due parti stabilisce un percorso che Israele definisce sequenziale. Secondo il comunicato, il ristabilimento della sovranità libanese è subordinato al controllo effettivo dell’esercito sul territorio e al progressivo adeguamento delle condizioni di sicurezza.
Israele conferma inoltre l’istituzione di una fascia di sicurezza come parte del complesso degli accordi. La formulazione punta a garantire che il processo avvenga per fasi, con verifiche sul terreno e passaggi concordati tra le parti coinvolte.
Reazioni politiche e regionali
All’interno di Israele l’accordo Israele-Libano ha incontrato critiche dall’opposizione. Yair Lapid ha denunciato la mancanza di limiti ai trasferimenti di denaro dall’Iran verso Hezbollah e l’assenza di una scadenza per lo smantellamento delle armi del gruppo.
Hezbollah ha definito l’intesa una resa della sovranità, mentre un organismo regionale del Golfo ha condannato gli attacchi iraniani con droni contro uno Stato del Golfo, segnando una reazione informata dal più ampio quadro di tensione regionale.
Nel medesimo filone di reazioni, il portavoce iraniano Esmaeil Baghaei ha accusato l’Italia di «complicità in un atto illecito» nella guerra Stati Uniti-Israele contro l’Iran. Le dichiarazioni aggiungono un elemento di attrito tra attori regionali e partner esterni.
Il confronto politico nazionale e le repliche regionali indicano che l’accordo Israele-Libano sarà al centro del dibattito nelle prossime fasi diplomatiche. La portata dell’intesa e le garanzie per il controllo dell’esercito restano i nodi decisivi per la sua attuazione.
Per ora, l’accordo è presentato come un percorso condizionato da verifiche sul campo e dalla progressiva restituzione della sovranità alle istituzioni libanesi, mentre le reazioni pubbliche mostrano divisioni interne e risposte esterne che potrebbero influenzare l’evoluzione del processo.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 27 giugno
Nuova escalation nella Guerra in Iran dopo l’attacco con un drone contro una nave cargo nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti hanno annunciato raid contro obiettivi iraniani, definendoli una risposta all’azione attribuita a Teheran. I Guardiani della Rivoluzione (IRGC) affermano invece di aver colpito postazioni dove sono schierate forze americane nella regione, presentando l’operazione come una ritorsione per gli ultimi attacchi ordinati dall’amministrazione Trump.
Cosa sapere:
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Gli Stati Uniti hanno colpito obiettivi in Iran dopo l’attacco a una nave nello Stretto di Hormuz
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L’azione americana viene presentata come una risposta al raid con drone contro il cargo
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I Guardiani della Rivoluzione (IRGC) rivendicano attacchi contro basi con presenza militare Usa nella regione
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Teheran definisce l’operazione una ritorsione per gli ultimi raid ordinati da Donald Trump
Il Comando Centrale Usa (Centcom) riferisce di aver lanciato nuovi attacchi contro «molteplici obiettivi» in Iran in risposta a un attacco con drone iraniano contro una nave vicino allo Stretto di Hormuz. Secondo Centcom, un mercantile battente bandiera panamense è stato colpito da un drone suicida mentre transitava con oltre due milioni di barili di greggio. Le forze statunitensi hanno preso di mira infrastrutture di sorveglianza militare, sistemi di comunicazione, siti di difesa aerea, depositi di droni e capacità di posa di mine, senza precisare la località degli attacchi, si legge in una nota ufficiale.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha accusato il governo italiano di usare argomentazioni ingannevoli per negare il suo coinvolgimento nella guerra Usa-Israele contro l'Iran, secondo media locali. Nonostante il premier Giorgia Meloni abbia escluso un coinvolgimento diretto, il segretario della NATO Mark Rutte ha affermato che l'Italia ha permesso il transito di centinaia di aerei militari statunitensi da basi sul suo territorio. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha precisato che l'autorizzazione riguardava solo attività tecniche e logistiche, non operative. Baghaei ha replicato su social media che tale supporto «costituisce un contributo diretto a una guerra illegale di aggressione» e ha definito la posizione italiana «un argomento fallace per evitare la responsabilità di complicità».
L'annuncio dell'accordo quadro tra Israele e Libano, raggiunto negli Stati Uniti, ha suscitato un cauto ottimismo in Israele, secondo fonti locali. L'intesa prevede un «processo sequenziale» con l'esercito libanese che ristabilirà la «piena sovranità su tutto il territorio libanese», subordinata allo smantellamento verificato dei gruppi armati non statali, un chiaro riferimento a Hezbollah. Solo al termine di questa fase le forze israeliane potranno «progressivamente ritirarsi» dall'area del sud Libano occupata dall'inizio di marzo, quando è ripresa l'offensiva che ha causato oltre 4.000 morti. Il testo di Washington non specifica i metodi di verifica ma indica due «zone pilota» per un primo ritiro israeliano, con l'esercito libanese che assumerà gradualmente la responsabilità della sicurezza.
Yair Lapid, leader dell'opposizione israeliana, ha criticato l'accordo quadro con il Libano, sostenendo che «consente il proseguimento dei trasferimenti di denaro dall'Iran a Hezbollah» e «non fissa una scadenza per lo smantellamento delle armi di Hezbollah». In un post su X, Lapid ha inoltre accusato il primo ministro Benjamin Netanyahu di aver accettato «un ritiro dal territorio libanese senza ottenere nulla in cambio e senza separare i fronti iraniano e libanese», secondo quanto riferito.
Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah, secondo l'agenzia Wafa. Amin Abu Aliya, capo del consiglio locale, riferisce che i militari hanno ripreso il raid spargendo numerosi lacrimogeni tossici in varie zone. Sei persone, tra cui un anziano con problemi cardiaci, hanno riportato difficoltà respiratorie dopo il lancio di gas vicino all'ingresso orientale. Secondo fonti locali, i soldati hanno sottratto denaro a diversi residenti a un posto di blocco all'ingresso occidentale e hanno detenuto temporaneamente un uomo e un bambino, poi rilasciati.
Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Hossein Mohebi, ha smentito l’esistenza di una linea diretta tra militari iraniani e statunitensi per gestire lo Stretto di Hormuz, definendo «completamente false» le affermazioni di funzionari americani. La dichiarazione arriva dopo nuovi scambi di fuoco tra Usa e Iran, seguiti a attacchi contro navi commerciali fuori da un corridoio indicato da Teheran, secondo media locali.
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha difeso l’accordo con il Libano, affermando che l’esercito israeliano «controlla una fascia di sicurezza in Libano» e sta «approfondendo la distruzione delle infrastrutture» sia in superficie sia sottoterra, secondo media israeliani. Smotrich ha aggiunto che Hezbollah «non è ancora stato eliminato, ma è stato colpito duramente» e che esiste un «impegno internazionale per la sua eliminazione» e per mantenere «la libertà d’azione israeliana per contrastare minacce e impedire rafforzamenti», restando nella zona di sicurezza fino a quel momento. Ha inoltre dichiarato che l’Iran è «molto più debole rispetto alla vigilia della guerra, sul piano militare, governativo ed economico».
Il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha parlato con il suo omologo egiziano, Badr Abdelatty, sui recenti sviluppi regionali dopo l'accordo tra Iran e Stati Uniti. Secondo una nota del ministero degli Esteri qatariota, Al Thani ha sottolineato l'importanza di «evitare ripercussioni di attacchi ingiustificati, garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e proseguire nel dialogo, nella diplomazia e nella de-escalation».
Il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha discusso con il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan, gli ultimi sviluppi regionali. Secondo un comunicato qatariota, il confronto ha riguardato in particolare gli sforzi diplomatici per rafforzare la sicurezza e la stabilità dopo la firma del memorandum tra Stati Uniti e Iran. La telefonata è stata confermata dal ministero degli Esteri del Qatar.
Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha criticato l'accordo quadro con il Libano, definendolo «un grande errore», secondo quanto riportato dal suo profilo X. Ben-Gvir ha annunciato di aver chiesto al primo ministro una votazione in cabina di regia e ha detto di opporsi all'intesa da settimane. Ha aggiunto che il Libano non disarmerà Hezbollah, poiché membri del governo libanese appartengono al movimento, e ha sottolineato che solo l'esercito israeliano può «distruggere» Hezbollah, secondo quanto riferiscono media israeliani.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito «un risultato storico per Israele» l'accordo quadro con il Libano, che apre la strada a una possibile pace tra i due Paesi, secondo quanto riferito da media israeliani. Durante una conferenza stampa, Netanyahu ha descritto l'intesa come un «colpo importante» per l'Iran e Hezbollah, sottolineando che la cosiddetta zona di sicurezza nel sud del Libano resterà finché persisterà la minaccia verso Israele. Ha inoltre spiegato che l'accordo segnala a Teheran che «non ha alcun ruolo né coinvolgimento» nella regione. Netanyahu ha confermato che Israele si ritirerà da due piccole aree attualmente occupate, in un progetto pilota per disarmare Hezbollah e trasferire il controllo all'esercito libanese.
Il ministero della Salute libanese comunica che almeno 4.246 persone sono morte e 12.190 sono rimaste ferite negli attacchi israeliani in Libano dal 2 marzo. La cifra si riferisce all'escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah, secondo fonti ufficiali.
La Francia si dice «pronta a contribuire» all'attuazione dell'accordo quadro firmato da Libano e Israele, definendolo un passo verso il ripristino della sovranità libanese, secondo il ministero degli Esteri francese. Il comunicato sostiene il «monopolio totale sulle armi» del governo libanese e chiede il ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese. L'intesa, siglata a Washington dopo cinque tornate di negoziati, prevede un processo per disarmare Hezbollah, che ha respinto la proposta, riferiscono fonti ufficiali.
Il leader di Hezbollah Naim Qassem ha definito «umiliante, vergognoso e una resa della sovranità» l'accordo quadro tra Israele e Libano, secondo media locali. Il ministro della Difesa israeliano ha ordinato alle forze di prepararsi a una «permanenza prolungata» nella cosiddetta zona di sicurezza nel sud del Libano, riferiscono fonti ufficiali. A Nabatieh al-Fawqa, nel sud del Libano, a circa le 15:30 GMT, aerei israeliani hanno colpito la città, secondo corrispondenti sul posto. L'agenzia palestinese Wafa segnala che un drone israeliano ha preso di mira una tenda che ospitava sfollati palestinesi in via al-Jalaa, a Gaza Ovest. Sempre Wafa riferisce che coloni israeliani hanno lanciato pietre contro un ragazzo di 16 anni ferendolo alla testa al posto di blocco di Awarta, a sud-est di Nablus, in Cisgiordania occupata.
Coloni israeliani hanno aggredito la comunità beduina di al-Tabana, vicino a Khan al-Ahmar, a est di Gerusalemme Est occupata, secondo il governatorato di Gerusalemme citato dall'agenzia Wafa. Il governatorato ha denunciato un'escalation di attacchi volti a molestare le comunità palestinesi e a costringerle ad abbandonare le loro terre.
Il Comando dell'esercito libanese ha riaffermato il rispetto per la libertà di espressione in un contesto di «sfide eccezionali» per il paese, secondo fonti ufficiali. Ha invitato i cittadini a mantenere un comportamento responsabile in vista delle manifestazioni previste a Beirut e in altre zone. L'esercito ha avvertito che non tollererà violazioni della sicurezza o della pace civile causate da azioni con conseguenze imprevedibili. La richiesta segue la firma di un accordo quadro tra Israele e Libano, che ha scatenato proteste nel paese.
Il Dipartimento di Stato Usa ha diffuso il testo dell'accordo trilaterale firmato a Washington tra Israele e Libano, che prevede un «processo sequenziale» per il ripristino della sovranità libanese su tutto il territorio. Secondo il documento, l'esercito libanese assumerà il controllo «dopo il disarmo verificato dei gruppi armati non statali», un chiaro riferimento a Hezbollah. L'intesa non impone il ritiro israeliano dalla porzione di territorio libanese occupata, ma prevede una «progressiva ridislocazione» delle truppe israeliane e l'istituzione di due «zone pilota» affidate alla sicurezza libanese.
Il ministro della Difesa israeliano Katz ha ordinato alle forze armate di prepararsi a una «permanenza prolungata» nella cosiddetta zona di sicurezza nel sud del Libano, secondo un video diffuso da fonti ufficiali. Katz ha precisato che lui e il primo ministro hanno dato istruzioni in tal senso dopo l'accordo mediato dagli Stati Uniti tra Israele e Libano per porre fine alle ostilità e trasferire il controllo territoriale all'esercito libanese. Ha inoltre sottolineato che «non ci sarà alcun riposizionamento o ritiro israeliano nel sud del Libano finché Hezbollah non sarà disarmata in tutto il Paese», definendo questo punto «il principio fondamentale stabilito dall'accordo».
Coloni israeliani hanno ferito alla testa un ragazzo palestinese di sedici anni questa sera al posto di blocco di Awarta, a sud-est di Nablus, riferisce l'agenzia Wafa. Secondo l'organizzazione per i diritti umani Al-Baidar, i coloni hanno fatto irruzione nella comunità araba di al-Kaabneh, a est di Ramallah, e hanno perquisito la casa di Naif Kaabneh. Altri attacchi sono stati segnalati nella comunità beduina di Al-Mahtoush-Al-Ara’ara vicino a Khan al-Ahmar, a est di Gerusalemme occupata. Con la protezione dell'esercito, i coloni hanno fatto irruzione anche nella città di Qabalan, a sud di Nablus, secondo fonti locali.
Le forze israeliane hanno irrotto in varie località nelle aree di Ramallah e Al-Bireh in Cisgiordania occupata, riferisce l'agenzia Wafa. Le operazioni hanno interessato i comuni di Silwad e al-Mazra’a al-Sharqiya a est di Ramallah, oltre ai villaggi di Deir Jarir, Taybeh e al-Mazra’a al-Gharbiya. Non risultano arresti al momento. In precedenza, le forze avevano fatto irruzione nel centro di Ramallah sparando lacrimogeni, secondo fonti locali.
Il comandante dell'esercito libanese, generale Rodolphe Haykal, ha incontrato i vertici della Difesa britannica durante una visita a Londra, riferisce l'esercito libanese. Le parti hanno discusso «le modalità di supporto all'esercito e il rafforzamento della cooperazione bilaterale». I colloqui hanno riguardato le sfide nelle missioni di mantenimento della pace, la protezione delle frontiere e il raggiungimento di un cessate il fuoco duraturo in Libano. Haykal ha incontrato il capo di Stato Maggiore Rich Knighton, il consigliere per la sicurezza nazionale Jonathan Powell, il ministro della Difesa Vernon Coaker e il sottosegretario per il Medio Oriente Hamish Falconer.
La Guardia Rivoluzionaria iraniana afferma che gli Stati Uniti hanno violato l'articolo 5 del memorandum d'intesa attaccando l'Iran e sottolinea che il passaggio nello Stretto di Hormuz deve avvenire in coordinamento con le autorità iraniane. Il ministero degli Esteri iraniano condanna gli attacchi statunitensi, sostenendo che hanno infranto l'articolo 1, che prevede la cessazione immediata delle ostilità, secondo fonti ufficiali. La disputa tra Iran e Stati Uniti riguarda l'interpretazione del memorandum, con lo Stretto di Hormuz come punto centrale del contendere.
Incidenti si registrano nel sud del Libano, in particolare alla periferia di Nabatieh al-Fawqa, dove un drone israeliano ha colpito un incrocio vicino a un parco giochi, riferisce la National News Agency. Nella zona di Hasbaiyya, le forze israeliane avanzano verso nord con il supporto di mitragliatrici, secondo la stessa fonte. Nonostante il cessate il fuoco abbia in gran parte retto durante la settimana, permangono scontri isolati che hanno causato diverse vittime.
Dana Shabat, 18 anni, sostiene gli esami di maturità nella Striscia di Gaza, secondo media locali. La giovane ha mantenuto una media superiore al 99%, ma resta preoccupata per il futuro. Dana spera di ottenere una borsa di studio all’estero per sfuggire alle difficoltà causate dalla guerra israeliana, che ha già provocato oltre 73.000 morti palestinesi dal ottobre 2023. La madre di Dana è stata uccisa in un raid israeliano lo scorso maggio.
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha definito l'accordo quadro tra Israele e Libano «un passo cruciale per evitare l'escalation», secondo un comunicato diffuso sui social media. Von der Leyen ha ringraziato gli Stati Uniti per la mediazione e ha sottolineato che i prossimi passi fondamentali sono lo smantellamento dei gruppi armati non statali e la tutela della sovranità e integrità territoriale libanese. La Commissione europea si è detta pronta a sostenere la stabilità regionale, anche attraverso un contributo umanitario di 100 milioni di euro per i sfollati, secondo quanto riferito.
Un attacco dell'esercito israeliano ha colpito Gaza City, riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Un drone israeliano ha preso di mira una tenda che ospitava sfollati in via al-Jalaa, nella parte occidentale della città. Secondo Wafa, diversi feriti sono stati trasportati all'ospedale al-Shifa. Da ottobre, le forze israeliane hanno condotto attacchi quasi quotidiani su Gaza, nonostante il cosiddetto cessate il fuoco.
Il governo israeliano definisce vittoria l'accordo quadro con il Libano perché soddisfa tutte le sue richieste, secondo fonti ufficiali. L'intesa prevede nessun ritiro dalla cosiddetta zona di sicurezza in Libano, libertà di movimento e di attacco, e un ritiro graduale senza scadenze. Netanyahu e altri esponenti di governo festeggiano, mentre l'opposizione non ha ancora commentato. Media locali sottolineano che il confronto tra governo libanese e Hezbollah favorisce Israele, che evita così un coinvolgimento diretto.
Il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi riferisce di aver ricevuto una telefonata dal collega giordano Ayman Safadi, che lo ha congratulato per la firma dell'accordo quadro mediato dagli Stati Uniti con Israele. Safadi ha espresso «la speranza che l'accordo favorisca gli interessi del Libano», inclusa la riaffermazione della sovranità e il ripristino della stabilità, ha detto Raggi su X. Il ministro ha ringraziato il Giordano per il sostegno costante e ha definito l'intesa «una vittoria per la diplomazia e per l'autorità dello Stato e delle sue istituzioni».
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che l'Italia è pronta a offrire supporto diplomatico all'accordo recentemente firmato tra Israele e Libano. Lo ha detto a Dubrovnik, dove partecipa al forum internazionale e al vertice MED-9, definendo l'intesa «certamente un passo avanti». Tajani ha aggiunto che Roma potrebbe contribuire a una futura missione internazionale dopo il mandato della forza di pace Onu UNIFIL. Ha inoltre sottolineato il ruolo significativo che Italia e Francia possono svolgere nel sostegno alla ricostruzione del Libano e nel rafforzamento delle sue istituzioni per garantire la sovranità del paese.
Due palestinesi, tra cui una bambina, sono stati uccisi in un raid israeliano nella zona di al-Mawasi, designata come area sicura nel cessate il fuoco, riferiscono fonti mediche. Altri quattro palestinesi sono rimasti feriti e ricevono cure d'urgenza all'ospedale Nasser, uno dei pochi ancora parzialmente operativo nel sud di Gaza. Secondo testimoni, i droni israeliani continuano a sorvolare e colpire la zona, causando ampi danni e disorientamento tra la popolazione.
Il leader di Hezbollah, Hassan Qassem, ha accusato i vertici libanesi di legittimare l'occupazione israeliana «per molti anni a venire» firmando un accordo quadro con Israele, secondo media locali. Qassem ha avvertito che ciò potrebbe portare all'annessione di territori al «regime sionista». Ha invitato le autorità libanesi a «ritirare i loro peccati che stanno distruggendo il Libano». Hezbollah si dice pronto a collaborare per la sovranità del Libano e l'espulsione dell'occupante israeliano.
Naim Qassem ha definito il ruolo dell'Iran nel garantire il cessate il fuoco in Libano «un dono di onore, dignità e forza», secondo fonti ufficiali. Il leader di Hezbollah ha affermato che il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti ha fornito al Libano «una carta potente» per tutelare «l'integrità territoriale e la sovranità del paese».
Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha condannato le proposte che collegano il ritiro israeliano dal Libano meridionale al disarmo del gruppo. Nasrallah ha definito «molto pericolosa» l’idea di associare il ritiro israeliano al disarmo della resistenza in tutto il Libano, affermando che supera tutte le linee rosse, secondo media regionali.
Naim Qassem ha respinto l'accordo quadro raggiunto a Washington, affermando che deve essere sostituito dal memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti. «L'accordo quadro di Washington è umiliante, vergognoso e una rinuncia alla sovranità», ha detto il leader di Hezbollah. Qassem ha aggiunto che «questo accordo è nullo e privo di valore» e che devono essere applicate le disposizioni del memorandum iraniano-americano, secondo media locali.
Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha garantito che il gruppo proseguirà la lotta armata nonostante l'ultimo accordo tra Libano e Israele. «Continueremo la resistenza sul campo per sconfiggere l'occupazione», ha detto Qassem. Ha aggiunto che «non abbiamo abbandonato il campo nelle circostanze più difficili e non lo faremo», secondo media locali.
Il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha condannato «con la massima fermezza» gli attacchi contro il Bahrain, attribuiti a droni lanciati dall'Iran, secondo una nota ufficiale. Il ministero ha definito gli attacchi una «palese violazione» della sovranità del Bahrain e una «minaccia alla sua sicurezza e stabilità», secondo quanto riferito da media locali.
Il ministero degli Esteri iraniano riferisce che l'esercito ha colpito obiettivi legati alle forze Usa in risposta a raid sulla costa sud, accusando Washington di violare l'accordo di cessate il fuoco. Il Bahrain denuncia attacchi con droni iraniani sul proprio territorio, definendoli «una grave violazione» che ostacola la de-escalation regionale. Qatar, Emirati Arabi Uniti e Kuwait condannano gli attacchi attribuiti all'Iran contro il Bahrain. Media libanesi riportano bombardamenti israeliani vicino a Markaba e Nabatieh al-Fawqa, nonostante l'accordo firmato venerdì a Washington. Un bambino palestinese di dieci anni è morto per le ferite subite in un bombardamento israeliano nella Striscia di Gaza meridionale, secondo fonti locali.
Il ministero degli Esteri del Qatar condanna «con forza» gli attacchi iraniani contro il Bahrain, sottolineando la necessità di evitare conseguenze negative nella regione. L'istituzione invita a proseguire nel dialogo e nella diplomazia, puntando alla de-escalation e al rafforzamento della sicurezza regionale e internazionale, secondo quanto riferito da fonti ufficiali.
Jasem Mohamed Albudaiwi, segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), condanna «con la massima fermezza gli attacchi traditori» dell'Iran contro il Bahrain. Albudaiwi riferisce che i droni iraniani hanno preso di mira «infrastrutture civili e proprietà» nel territorio bahreinita, secondo un comunicato pubblicato su X.
Le prossime elezioni in Israele potrebbero decidere il futuro politico di Benjamin Netanyahu, sotto pressione per la gestione dei conflitti regionali e le accuse di corruzione, secondo analisti. Netanyahu, primo ministro più longevo del paese, affronta la sfida più difficile della sua carriera con il voto previsto per ottobre. La situazione si complica dopo che Netanyahu avrebbe convinto il presidente Donald Trump a intraprendere una linea dura contro l'Iran, provocando attacchi di Teheran contro Israele e i paesi del Golfo, riferiscono fonti diplomatiche. Intanto Israele è coinvolto in un nuovo conflitto con Hezbollah in Libano, con Netanyahu diviso tra la pressione americana per fermare l'offensiva e l'opinione pubblica favorevole alla prosecuzione delle operazioni.
Il presidente libanese Michel Aoun ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, della situazione in Libano e dell'accordo quadro firmato con Israele, secondo un comunicato del suo ufficio. Sheikh Mohamed ha ribadito il sostegno alla posizione di Aoun e del governo libanese, dichiarando che gli Emirati sono pronti a supportare il Libano in ambito politico, economico e sociale durante questo periodo difficile. Il presidente libanese ha ringraziato gli Emirati per il loro appoggio. L'accordo quadro tra Libano e Israele è stato firmato venerdì dopo il quinto ciclo di negoziati diretti a Washington.
Mohsen Rezaei, consigliere del leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei, accusa gli Stati Uniti di aver violato l'articolo 5 del Memorandum d'intesa sullo Stretto di Hormuz. Secondo Rezaei, l'articolo prevede il ripristino del passaggio sicuro per le navi commerciali e la discussione tra Iran e Oman sulla gestione futura del tratto marittimo. «La risposta alla violazione di qualsiasi articolo del memorandum sarà rapida e decisa», ha scritto Rezaei su X, riferisce l'agenzia Tasnim.
Stati Uniti e Iran si scambiano accuse di violare il memorandum d'intesa firmato il 15 giugno, secondo media internazionali. La tensione riguarda il controllo dello Stretto di Hormuz, bloccato da Teheran in risposta al conflitto tra Usa e Israele. L'Iran considera la via marittima un punto strategico per il suo potere geopolitico. Il confronto mette a rischio la tenuta dell'accordo tra Donald Trump e Masoud Pezeshkian, secondo analisti.
Il ministero degli Esteri del Kuwait ha condannato un presunto attacco iraniano contro il Bahrain, dopo che Manama ha denunciato il lancio di droni iraniani sul suo territorio questa mattina. In un comunicato pubblicato su X, il Kuwait ha definito queste aggressioni «una pericolosa minaccia alla sicurezza e stabilità regionale» e un ostacolo agli sforzi internazionali di de-escalation. Il paese ha espresso «piena solidarietà» al Bahrain e sostegno a tutte le misure adottate per difendere sovranità e sicurezza.
La difesa civile di Gaza riferisce di aver soccorso sette feriti in un attacco israeliano contro tende che ospitavano sfollati nell'area di al-Mawasi a Khan Younis, nel sud della Striscia. I feriti sono stati trasferiti all'ospedale Nasser e all'ospedale della Croce Rossa, secondo la stessa organizzazione. Due persone sono morte e quattro palestinesi sono rimasti feriti in un raid con droni su due tende di fortuna, riferiscono due fonti mediche. Dal cessate il fuoco di ottobre 2025, il ministero della Salute di Gaza conta oltre 1.025 morti e circa 3.280 feriti per attacchi israeliani.
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul definisce l'accordo tra Israele e Libano un'opportunità per risolvere un conflitto di lunga data e migliorare la sicurezza regionale, secondo un post su X. Wadephul ha elogiato la mediazione statunitense, ma ha sottolineato che ora è fondamentale l'attuazione dell'intesa. Ha invitato il Libano a garantire il monopolio statale sull'uso della forza e Israele a ricevere garanzie di sicurezza chiare, esortando tutte le parti, compreso Hezbollah, a «agire responsabilmente per raggiungere una stabilità e una pace durature». Hezbollah non ha partecipato ai negoziati che hanno portato all'accordo, nonostante il conflitto decennale con Israele.
Un drone israeliano ha colpito l'area di Nabatieh, nel sud del Libano, secondo l'agenzia di stampa nazionale libanese NNA. L'attacco ha interessato l'incrocio del parco divertimenti Farah nella zona di Nabatieh al-Fawqa. Il raid è avvenuto un giorno dopo la firma di un accordo di sicurezza mediato dagli Stati Uniti tra Israele e Libano, volto a ridurre le tensioni lungo il confine dopo mesi di scontri con Hezbollah.
Il Joint Maritime Information Center, organismo della Marina statunitense, ha comunicato l'espansione di una rotta nello stretto di Hormuz vicino alle coste dell'Oman per consentire traffico in entrata e uscita. L'annuncio arriva mentre gli Stati Uniti spingono per la riapertura dello stretto. L'Iran ha ribadito che le navi devono rispettare le sue direttive e ha minacciato di imporre tariffe per il transito, che un tempo riguardava un quinto del petrolio e gas naturale mondiale. Stati Uniti e paesi del Golfo hanno respinto le richieste iraniane, considerando lo stretto una via internazionale nonostante sia nelle acque territoriali di Iran e Oman.
Il giudice pubblico Ahmad Rami al-Hajj ha ordinato alle forze di sicurezza libanesi di adottare misure per prevenire disordini, riferisce l'agenzia NNA. L'ordine segue le proteste di sostenitori di Hezbollah che hanno bloccato le strade contro l'accordo quadro tra Israele e Libano. Il giudice ha inoltre chiesto alle forze di sicurezza di identificare i manifestanti per procedere legalmente, secondo la stessa agenzia statale. Venerdì sera i sostenitori di Hezbollah hanno incendiato pneumatici e bloccato una strada verso l'aeroporto di Beirut.
L'Iran comunica la ripresa dello sdoganamento delle merci dal porto emiratino di Jebel Ali dopo gli attacchi statunitensi seguiti all'attacco con droni a una nave cargo nello Stretto di Hormuz, riferisce l'agenzia IRNA. Un funzionario commerciale iraniano spiega che i container bloccati per «condizioni di guerra» stanno ora venendo sdoganati e prevede un ritorno graduale ai livelli commerciali pre-conflitto. Il porto di Jebel Ali rappresenta un importante snodo regionale per le merci iraniane, il cui commercio è stato influenzato dalle tensioni regionali e dalle sanzioni occidentali contro Teheran.
L'Regno Unito Maritime Trade Operations ha ricevuto una segnalazione di un incidente nello Stretto di Hormuz. Il comandante di una petroliera ha riferito che la nave è stata colpita da «un proiettile non identificato», ha detto l'UKMTO. La petroliera ha subito danni al ponte di comando, tutti i membri dell'equipaggio sono salvi e al momento non risultano danni ambientali. Le autorità stanno indagando sull'accaduto, ha aggiunto l'UKMTO.
Gebran Bassil, deputato libanese e leader del Movimento Patriottico Libero, ha definito «necessario un impegno responsabile» nell’accordo quadro tra Israele e Libano, secondo quanto riferisce dal suo profilo X. Bassil ha avvertito che l’intesa «può essere vantaggiosa se recupera tutti i nostri diritti, ma pericolosa se genera conflitti». Ha esortato a «evitare di cadere in scontri interni e a non respingere a priori ogni soluzione che liberi il territorio, rafforzi lo Stato e stabilisca la pace».
Un bambino palestinese di dieci anni è deceduto per le ferite riportate in un bombardamento israeliano nel sud della Striscia di Gaza, riferiscono fonti mediche. Una fonte dell'ospedale Nasser ha detto all'Anadolu Agency che Walid Youssef Abu Jazar è morto per le ferite subite giorni prima in un raid israeliano nell'area di al-Mawasi, a ovest di Khan Younis, nel sud di Gaza.
Il ministero degli Esteri di Bahrain condanna con fermezza un attacco con droni iraniani avvenuto nelle prime ore del mattino, definendolo una «grave violazione» della sovranità e del diritto internazionale. Secondo il comunicato, diversi droni hanno preso di mira il territorio del paese, senza precisare la località o il tipo di obiettivo. L’incidente ha messo a rischio civili e ha compromesso gli sforzi di de-escalation nella regione, si legge nella nota.
Teheran condanna i raid statunitensi e accusa Washington di violare un memorandum d'intesa, secondo media iraniani. Gli Stati Uniti affermano di aver colpito depositi di missili e droni iraniani, mentre i Guardiani della Rivoluzione affermano di aver attaccato basi militari Usa nella regione. Nonostante lo scambio di attacchi, il fragile cessate il fuoco sembra reggere, secondo fonti locali. Il conflitto entra nel centoventesimo giorno.
Andrea Dessi, dell'American University of Rome, afferma che l'escalation recente dimostra come il memorandum d'intesa sia «estremamente delicato e possa crollare in qualsiasi momento». Secondo l'analista, è nell'interesse di Iran e Stati Uniti evitare un conflitto aperto. Dessi prevede una «nuova normalità» di tensioni ricorrenti nei prossimi 30-60 giorni, mentre le parti negoziano. Entrambi i Paesi vogliono mostrare di controllare lo stretto, creando una situazione di potenziale scontro che potrebbe sfuggire al controllo.
Mohammad Eslami, accademico iraniano, afferma che «entrambi i lati stanno cercando di rivendicare la vittoria» dopo che l'Iran ha accusato gli Usa di violare un memorandum d'intesa con attacchi lungo la sua costa meridionale, secondo media locali. Eslami spiega che Iran e Stati Uniti «non avevano altra scelta che ricorrere ad attacchi vaghi per arrivare a un accordo diplomatico». L'Iran sostiene che le sue forze armate hanno effettuato raid difensivi contro obiettivi collegati alle truppe americane e ha avvertito i Paesi del Golfo di non permettere l'uso dei loro territori per attacchi contro Teheran. Secondo Eslami, negoziatori iraniani e statunitensi stanno definendo i dettagli di un memorandum per porre fine al conflitto, con l'Iran che rifiuta il riconoscimento dello Stretto di Hormuz come via internazionale e punta a imporre un nuovo quadro normativo.
La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha accusato gli Stati Uniti di aver violato i loro impegni attaccando la costa iraniana, secondo un comunicato dell'IRGC. Il corpo ha affermato di aver colpito più siti militari statunitensi nella regione in risposta, citando l'articolo 5 del memorandum d'intesa che richiede il coordinamento con l'Iran per il transito nello Stretto di Hormuz. L'interpretazione iraniana, che impone il coordinamento anche per il passaggio nelle acque territoriali dell'Oman, è contestata da Washington. L'IRGC ha avvertito che risponderà con maggiore durezza a eventuali nuovi attacchi, minacciando di compromettere i negoziati in corso.
Iran e Stati Uniti si sono reciprocamente accusati per attacchi nel Golfo, alimentando timori sulla tenuta del fragile cessate il fuoco. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche iraniane ha riferito di aver colpito siti statunitensi in risposta a raid Usa contro strutture missilistiche, droni e radar iraniani. Il Comando Centrale Usa ha dichiarato che gli attacchi recenti miravano a siti iraniani come risposta a «un’aggressione ingiustificata contro la navigazione commerciale» da parte iraniana, definita una violazione del cessate il fuoco, secondo fonti ufficiali.
Il ministero degli Esteri iraniano riferisce che le forze militari hanno colpito obiettivi collegati agli Stati Uniti in risposta a raid aerei sulla costa meridionale. La nota accusa gli attacchi Usa di violare la Carta Onu e il memorandum di cessate il fuoco tra i due Paesi. L'Iran non ha specificato i bersagli né la loro ubicazione.
Il ministero della Salute di Gaza riferisce che almeno 73.043 palestinesi sono morti dall'inizio della guerra israeliana nell'ottobre 2023. Tra questi, 1.031 decessi sono avvenuti dopo il cessate il fuoco di ottobre 2025, mentre 3.309 persone sono rimaste ferite nello stesso periodo. Complessivamente, il ministero segnala 173.417 feriti a causa degli attacchi israeliani.
Il ministero degli Esteri iraniano condanna gli attacchi statunitensi contro diverse località sulla costa meridionale dell'Iran, accusando Washington di violare la Carta Onu e il Memorandum d'intesa sulla fine della guerra. Secondo il ministero, gli attacchi hanno colpito strutture di sorveglianza costiera e le forze armate iraniane hanno risposto con azioni contro obiettivi legati agli Stati Uniti. L'Iran invita inoltre gli Stati del Golfo a impedire l'uso dei loro territori per azioni ostili e sollecita Onu e organismi internazionali a intervenire sulle presunte violazioni del diritto internazionale.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ringraziato il Pakistan per aver facilitato il trasferimento dei membri dell'equipaggio iraniano di una nave sequestrata dagli Stati Uniti durante il blocco dello Stretto di Hormuz. Secondo il ministero degli Esteri pakistano, 22 membri dell'equipaggio della Lenore/Davina sono stati trasferiti nella città di Karachi. Araghchi ha espresso gratitudine a Islamabad per il ruolo diplomatico e il sostegno nel processo di pace con gli Stati Uniti, riferisce la Farnesina pakistana su X.
Il deputato libanese Ashraf Rifi ha definito «storico» l’accordo quadro firmato con Israele, affermando che il Libano sta finalmente «agendo come uno stato». Rifi, ex ministro della Giustizia, ha aggiunto che è caduta l’idea che uno «stato nello stato» protegga il paese, riferendosi al predominio militare di Hezbollah. Secondo l’agenzia di stato NNA, ha sottolineato che non è più accettabile che le decisioni libanesi restino «ostaggio del progetto iraniano» o che Hezbollah mantenga il controllo sulle istituzioni.
L'Agenzia Nazionale di Stampa libanese riferisce che le forze israeliane hanno bombardato nella notte la zona di Markaba, a circa 1,5 chilometri dal confine con il Libano. L'attacco avviene dopo la firma di un «accordo quadro» tra Israele e Libano a Washington, definito dal segretario di Stato Usa Marco Rubio come un «primo passo» nelle trattative.
Il primo ministro Shehbaz Sharif ha evidenziato la necessità della libertà di navigazione durante un discorso alla Pakistan Naval Academy. Sharif ha affermato che la situazione regionale in evoluzione ha reso cruciale la sicurezza marittima per l'economia globale e le catene di approvvigionamento internazionali. Ha aggiunto che il diritto di libera circolazione è diventato una necessità imprescindibile per il mondo intero. Secondo Sharif, la Marina pakistana garantisce non solo la difesa nazionale, ma svolge anche un ruolo stabilizzatore nella regione marittima strategica.
L'agenzia Mehr cita il responsabile dei porti di Hormozgan che esclude danni al porto di Sirik dopo i raid Usa contro l'Iran. Nonostante le esplosioni segnalate, il porto opera regolarmente e le attrezzature non risultano compromesse, riferisce il media semi-ufficiale.
L'agenzia Mehr cita il responsabile dei porti di Hormozgan che afferma che il porto di Sirik non ha subito danni dopo il nuovo attacco Usa contro l'Iran. Secondo la fonte, il porto funziona normalmente e le esplosioni segnalate non hanno danneggiato le attrezzature.
Ibrahim Azizi, capo della Commissione Sicurezza Nazionale e Politica Estera del parlamento iraniano, afferma che i raid Usa su Teheran durante i colloqui dimostrano la mancanza di impegno di Washington verso la diplomazia e il cessate il fuoco. Azizi definisce l'attacco «una violazione sconsiderata» che porterà «ritiro e rimpianto» per gli Stati Uniti, secondo il suo post su X. Le sue dichiarazioni seguono l'annuncio della Guardia Rivoluzionaria iraniana, che riferisce di aver colpito postazioni militari Usa nella regione in risposta ai raid americani nel sud del paese.
Ibrahim Azizi, capo della Commissione Sicurezza Nazionale e Politica Estera del parlamento iraniano, afferma su X che i raid Usa contro l’Iran durante i negoziati dimostrano la mancanza di impegno di Washington verso la diplomazia e il cessate il fuoco. Azizi definisce l’attacco «una violazione sconsiderata» che «porterà come sempre a ritiro e rimpianti» per gli Stati Uniti. Le sue parole seguono l’annuncio della Guardia Rivoluzionaria iraniana che le sue forze navali hanno colpito posizioni militari Usa nella regione in risposta ai raid americani. Il Comando Centrale Usa ha confermato di aver colpito obiettivi iraniani dopo aver accusato Teheran di un attacco a una nave commerciale nello Stretto di Hormuz.
Rachel Accurso, nota come Ms Rachel, ha sostenuto in conferenza stampa un rapporto Onu che documenta il presunto targeting intenzionale di Israele sui bambini palestinesi a Gaza, secondo fonti Onu. «Stiamo osservando bambini simili ai nostri lottare per sopravvivere a un genocidio, senza alcuna azione o responsabilità», ha detto. Chris Sidoti, commissario Onu e coautore del rapporto, ha definito i fatti «assolutamente strazianti». Sidoti ha aggiunto che gli Stati hanno obblighi legali di intervenire e che «avremmo dovuto agire tre anni e mezzo fa, ma non è troppo tardi per iniziare».
Il Dipartimento di Stato americano ha diffuso il testo di un accordo quadro raggiunto tra Libano e Israele a Washington, riferiscono fonti ufficiali. Il documento prevede che l'esercito israeliano si ritiri progressivamente dal territorio libanese dopo lo smantellamento degli armamenti di gruppi non statali come Hezbollah. Il Comando Centrale Usa ha pubblicato un video di presunti raid contro obiettivi iraniani, poche ore dopo aver annunciato attacchi contro depositi missilistici, droni e radar costieri in Iran. La Guardia Rivoluzionaria iraniana accusa gli Stati Uniti di violare gli impegni previsti dal memorandum d'intesa, affermando che l'accordo conferisce a Teheran il controllo sulle navi nel Golfo di Hormuz.
L'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha comunicato che 2.500 marinai sono stati evacuati dallo Stretto di Hormuz nei tre giorni e mezzo in cui è stato aperto questa settimana, secondo fonti ufficiali. L'IMO aveva stimato la presenza di 11.000 marinai bloccati, mentre la Federazione Internazionale dei Lavoratori dei Trasporti (ITF) indicava a inizio giugno circa 20.000 persone. L'ITF ha precisato che la maggior parte dei lavoratori proviene dal Global South e che alcune navi sono a corto di carburante, acqua e cibo. Il direttore dell'IMO, Arsenio Dominguez, ha aggiunto che l'accordo tra Stati Uniti e Iran prevede due rotte di transito: una a nord, gestita dall'Iran, e una a sud, con l'assistenza di Oman e Stati Uniti. Dominguez ha inoltre spiegato che la presenza di mine marine impedisce l'uso della rotta storica coordinata dall'IMO dal 1968.
Famiglie libanesi iniziano a rientrare nei loro villaggi nel sud del Libano dopo mesi di sfollamento, trovando vaste distruzioni causate dai raid israeliani, riferisce media locali. Hussein Damash è tra chi affronta le rovine della propria abitazione, esprimendo timori per la prosecuzione degli attacchi e la presenza militare israeliana. «Israele potrebbe colpire in qualsiasi momento», ha detto Damash, «non si può fidare, non rispetta le leggi internazionali».
Israele ha causato la morte di almeno 1.031 palestinesi nella Striscia di Gaza, secondo dati delle autorità sanitarie palestinesi, nonostante un cessate il fuoco in vigore. Fonti locali riferiscono che le violenze continuano a provocare vittime tra la popolazione civile.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu definisce la guerra in Libano una difesa del nord di Israele e afferma che le truppe israeliane non si ritireranno finché Hezbollah non sarà disarmato e la minaccia persisterà. Il presidente libanese Joseph Aoun considera l’accordo quadro come «il primo passo per il Libano verso il pieno controllo del suo territorio». Hezbollah insiste invece sull’uscita incondizionata di Israele e, secondo il segretario generale Naim Qassem, «non deve esserci normalizzazione» con Israele. Il gruppo sostiene che Israele non è affidabile e che deve mantenere le armi per difendersi qualora l’esercito libanese non fosse in grado. L’accordo che prevede il disarmo prima del ritiro israeliano è destinato a incontrare forte opposizione da parte di Hezbollah.
Il National Iranian American Council (NIAC), gruppo di pressione negli Stati Uniti, condanna l’attacco alla nave nello stretto di Hormuz e la risposta militare americana contro l’Iran, secondo un comunicato social. NIAC chiede che «Usa e Iran usino canali diplomatici per risolvere le controversie, non le bombe». L’organizzazione avverte che ogni indebolimento dell’accordo rischia di far tornare i due Paesi al conflitto.
La compagnia taiwanese Evergreen Marine ha comunicato che la sua nave cargo Ever Lovely è stata colpita da un oggetto non identificato al largo dell'Oman giovedì. Secondo l'agenzia britannica UKMTO, l'incidente è avvenuto poco dopo le 18 locali (14:10 GMT), con un impatto sul lato di dritta del ponte di comando a circa 3,6 miglia nautiche da Khawr Naiwah. L'equipaggio ha riscontrato danni ai vetri del ponte, ma nave, carico e personale risultano illesi, secondo la compagnia. Evergreen ha precisato che la nave seguiva la rotta raccomandata da UKMTO.
Il Comando Centrale Usa (Centcom) ha diffuso un video in bianco e nero, di qualità scadente, collegato a un precedente post che rivendica un attacco all’Iran, riferiscono fonti ufficiali. Il filmato, classificato «non riservato», mostra esplosioni e fumo ma nessun obiettivo riconoscibile. L’esercito americano ha dichiarato di aver colpito depositi di missili e droni iraniani e siti radar costieri.
Il portavoce Stephane Dujarric ha dichiarato che l'Onu spera in una «riapertura stabile» dello Stretto di Hormuz. Dujarric ha sottolineato l'importanza che tutte le parti rispettino gli accordi firmati e mantengano l'attenzione sulla stabilità regionale e globale. Ha inoltre evidenziato le difficoltà dei marittimi bloccati sulle navi, fondamentali per il commercio quotidiano, secondo quanto riferito da fonti Onu.
Israele e Libano hanno sottoscritto un accordo quadro in 14 punti dopo negoziati mediati dagli Stati Uniti, riferiscono fonti ufficiali. L'intesa prevede che l'esercito libanese assuma progressivamente la responsabilità della sicurezza in zone pilota, con possibilità di ampliamento previo accordo reciproco. Il governo libanese si impegna a ristabilire il monopolio statale sull'uso della forza e al disarmo verificato di tutti i gruppi armati non statali, in particolare Hezbollah. Israele afferma che la fine della minaccia di tali gruppi eliminerà la necessità di azioni militari o presenza sul territorio libanese e conferma di non avere ambizioni territoriali. Gli Stati Uniti coordineranno il sostegno internazionale per la ricostruzione del Libano.
JD Vance ha affermato che è stato istituito un canale di comunicazione tra Stati Uniti e Iran per gestire le tensioni nello Stretto di Hormuz. Tuttavia, i Guardiani della Rivoluzione (IRGC) hanno smentito l'esistenza di tale linea, definendola non attiva e non prevista. L'IRGC ha avvertito che risponderà con maggiore durezza a eventuali azioni ripetute, mentre cresce la preoccupazione che le tensioni militari possano compromettere il memorandum d'intesa e i negoziati in corso, secondo fonti ufficiali.
Tom Fletcher, responsabile degli aiuti umanitari dell’Onu, ha chiesto una «de-escalation sostenuta e prolungata» e accesso umanitario senza ostacoli in Libano, dove persiste una grave crisi umanitaria a causa dei mesi di attacchi israeliani. Fletcher ha inoltre sottolineato la necessità di «ritorni sicuri, volontari e dignitosi» per le famiglie libanesi sfollate, definendo l’accordo tra Israele e Libano annunciato a Washington «un momento di speranza e opportunità», secondo un post su Twitter.
L'Iran ritiene strategico affermare il controllo e la sovranità sullo stretto di Hormuz, secondo fonti ufficiali. Per Teheran, lo stretto rappresenta il deterrente massimo e la leva più importante nel negoziato con Washington. Politici, funzionari e ufficiali dei Guardiani della Rivoluzione affermano di essere pronti a difendere questa posizione. Essi sostengono che il conflitto ha modificato l'ambiente strategico e intendono preservare questa nuova realtà.
Il Comando Centrale Usa (CENTCOM) riferisce di aver lanciato un attacco «potente» contro depositi di missili, droni e radar costieri iraniani in risposta a un presunto raid con droni iraniani su una petroliera nel Golfo. Il vicepresidente Usa JD Vance scrive su X che «l’Iran ha firmato un accordo di cessate il fuoco che gli Stati Uniti hanno rispettato» e avverte che «la violenza sarà contrastata con violenza». La Guardia Rivoluzionaria iraniana condanna gli attacchi e afferma che la marina iraniana ha colpito obiettivi nella regione dove sono schierate forze Usa, aggiungendo che «una nuova aggressione riceverà una risposta più ampia». Ebrahim Azizi, capo della Commissione Sicurezza nazionale del parlamento iraniano, accusa Trump di «mancanza di impegno verso negoziati e cessate il fuoco» e definisce gli attacchi «una violazione sconsiderata» dell’intesa.
Gli Stati Uniti hanno colpito depositi di missili, droni e radar costieri iraniani, secondo CENTCOM, in risposta agli attacchi iraniani contro quattro navi commerciali. La Casa Bianca considera la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz una linea rossa da non oltrepassare, vista la sua importanza strategica per l’energia globale. Il Pentagono ha evitato di colpire strutture militari iraniane più ampie, calibrando la risposta in base al fatto che l’attacco iraniano ha riguardato navi commerciali e non militari. CENTCOM sottolinea che la scelta dei bersagli riflette questa valutazione.
L’esercito statunitense ha condotto «attacchi potenti» contro l’Iran in risposta a un attacco con drone iraniano contro una nave cargo nello Stretto di Hormuz, riferiscono fonti militari. L’Iran ha denunciato la violazione degli impegni da parte degli Usa, citando il memorandum d’intesa che assegna a Teheran il controllo del traffico nello stretto, secondo l’agenzia IRGC. Il presidente Donald Trump aveva definito l’attacco iraniano sulla nave Ever Lovely «una violazione sciocca» dell’accordo. Intanto, Israele e Libano hanno firmato un «accordo quadro» definito «primo passo» dal segretario di Stato americano Marco Rubio, mentre le forze israeliane hanno ucciso diverse persone in attacchi a Gaza e nel sud del Libano.
