Guerra in Iran, la diretta di oggi, 22 giugno
Segnali di apertura nei negoziati tra Washington e Teheran. I mediatori di Pakistan e Qatar parlano di progressi incoraggianti dopo la prima giornata di colloqui ad alto livello in Svizzera. Secondo quanto riferito, Stati Uniti e Iran avrebbero concordato una roadmap per arrivare a un accordo definitivo entro 60 giorni e la creazione di una cellula di coordinamento per favorire la fine delle operazioni militari in Libano. Un passo che potrebbe incidere sugli equilibri regionali dopo mesi di tensioni.
Cosa sapere:
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Stati Uniti e Iran registrano progressi nei colloqui in Svizzera
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Pakistan e Qatar definiscono i negoziati “incoraggianti”
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Prevista una roadmap per un accordo finale entro 60 giorni
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Creata una de-confliction cell per facilitare la fine delle operazioni in Libano
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La Guerra in Iran entra in una nuova fase diplomatica
Cosa sta succedendo
I colloqui tra Usa e Iran proseguono con progressi significativi, tra cui l’istituzione di un meccanismo per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz e la richiesta iraniana di fine della guerra su tutti i fronti. Le trattative sono state definite positive e costruttive da Pakistan e Qatar.
Ultimi sviluppi: l’Iran segnala «buoni progressi» sul rilascio di asset iraniani e sulle licenze per la vendita di petrolio, mentre la delegazione ha rifiutato di continuare i colloqui quadrilaterali dopo una minaccia di Donald Trump.
- Meccanismo Stretto di Hormuz: istituito per garantire il passaggio sicuro delle navi
- Rilascio asset: progressi su licenze petrolifere e rilascio di fondi iraniani
- Colloqui quadrilaterali: delegazione iraniana ha rifiutato di proseguire dopo minaccia Trump
Pakistan e Qatar segnalano «progressi incoraggianti» nel primo giorno di colloqui in Svizzera, inclusa la creazione di un meccanismo per ulteriori consultazioni tecniche, secondo la dichiarazione congiunta dei mediatori. Il documento indica inoltre che Stati Uniti e Iran hanno concordato di istituire una «cellula di deconflictazione» per garantire la cessazione delle operazioni militari in Libano. Il negoziatore iraniano Abbas Araghchi ha definito i risultati «un grande passo avanti» per porre fine alla guerra in Libano, aggiungendo che Washington ha accettato di sospendere le sanzioni sul petrolio iraniano e di liberare alcuni fondi congelati. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha riferito che la delegazione di Teheran ha rifiutato di proseguire i colloqui quadrilaterali con gli Stati Uniti dopo una «dichiarazione minacciosa» di Donald Trump, precisando che il lavoro della squadra negoziale iraniana in Svizzera è «completato» e che i team tecnici continueranno a operare nel corso della settimana.
Il ceo di AirAsia X, Bo Lingam, riferisce che la compagnia malese ha tagliato i prezzi del 5% dal 15 giugno e continuerà a rivederli settimanalmente in base al calo del costo del carburante. Lingam attribuisce il calo dei prezzi del carburante all'accordo tra Stati Uniti e Iran, che ha portato sollievo al settore aereo dopo i picchi di marzo. Il prezzo del carburante a Singapore è sceso a circa 112 dollari al barile, rispetto ai 242 dollari del 30 marzo, ma resta sopra gli 80 dollari pre-conflitto.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano e della delegazione negoziale, ha detto che la guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, deve finire e che tutte le clausole del memorandum d’intesa sono state discusse, secondo media locali. Ha aggiunto che dopo la minaccia del presidente Trump, le parti hanno abbandonato il formato quadrilaterale e hanno continuato i colloqui con i mediatori, affrontando temi come le esportazioni di petrolio e lo sblocco degli asset. I mediatori riferiscono un impegno costruttivo e l’avvio immediato dei gruppi di lavoro, ma resta incerta la loro composizione e modalità operative.
Il primo ministro malese Anwar Ibrahim ha annunciato che da luglio il governo ridurrà il prezzo del diesel sovvenzionato, citando progressi nei negoziati per porre fine al conflitto in Iran. Anwar ha dichiarato alla Star Newspaper che la decisione mira a diminuire i costi nonostante l’incertezza della situazione. Il premier ha riferito che Shehbaz Sharif, coordinatore delle trattative, è fiducioso in un allentamento della crisi mediorientale, che favorirà la stabilità dei prezzi del diesel.
Pakistan e Qatar riferiscono che la prima sessione di colloqui di alto livello tra Stati Uniti e Iran si è conclusa con esiti produttivi. È stato istituito un comitato politico di supervisione e sottogruppi per nucleare, sanzioni e risoluzione delle controversie. Il comitato ha approvato una roadmap per raggiungere un accordo entro 60 giorni e ha stabilito una linea di comunicazione per prevenire incidenti, in particolare nello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha pubblicato un post che collega la morte di studentesse in un attacco Usa-Israele con la partecipazione iraniana ai Mondiali di calcio. Araghchi ha scritto che ogni passo degli iraniani, dal campo di calcio al tavolo negoziale fino al campo di battaglia, rappresenta la «difesa dell’onore e della dignità» del popolo iraniano. L’attacco missilistico del 28 febbraio ha ucciso circa 160 persone, per lo più studentesse e insegnanti, secondo fonti ufficiali.
A Nabatieh si registra una calma cauta dopo giorni di scontri sanguinosi, secondo fonti locali. Le truppe israeliane hanno tentato per settimane di conquistare le alture intorno alla città, inclusa la collina Ali Taher, senza successo. In un’imboscata Hezbollah avrebbe ucciso quattro soldati israeliani, scatenando una dura risposta aerea con centinaia di attacchi su Nabatieh e dintorni.
La delegazione statunitense ai colloqui di Burgenstock è guidata dal vicepresidente JD Vance e include l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump. L’Iran è rappresentato dal presidente del Parlamento Mohammed Bagher Ghalibaf, dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, dal governatore della Banca centrale Abdolnaser Hemmati, dal vice ministro del Petrolio Hamid Boord e dal negoziatore nucleare Ali Bakri. Il Pakistan partecipa con il premier Shehbaz Sharif e il capo di stato maggiore Syed Asim Munir, mentre il Qatar è rappresentato dal premier e ministro degli Esteri Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani. Sono presenti anche il vicepresidente e ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis e il capo dell’Agenzia Onu per l’energia atomica Rafael Grossi.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che il lavoro della delegazione negoziale di Teheran in Svizzera è «completo». Baghaei ha aggiunto che le squadre tecniche continueranno a lavorare per l’attuazione del memorandum d’intesa, precisando che la delegazione negoziale ha concluso la sua attività, mentre le trattative tecniche proseguiranno.
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha riferito «progressi significativi» nella mediazione di Pakistan e Qatar per porre fine alla guerra in Libano. Araghchi ha citato la sospensione delle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici, la fine del blocco, il rilascio di alcuni fondi congelati e l’avvio di un piano di ricostruzione e sviluppo per l’Iran. Ha aggiunto che la prima vera prova sarà la creazione della «cellula di deconflictazione in Libano», secondo un suo post su Twitter.
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha pubblicato una foto con i negoziatori statunitensi JD Vance e Jared Kushner, scrivendo su X che i lavori continuano da Lucerna. L’immagine mostra i protagonisti impegnati nei colloqui in corso, secondo fonti ufficiali.
Il Comando Centrale Usa (Centcom) comunica che le forze statunitensi sono presenti in cielo, terra e mare in tutto il Medio Oriente. Centcom ha diffuso immagini di due aerei da guerra impegnati in una «pattuglia di routine» e di truppe a bordo della portaerei Abraham Lincoln nel Mare Arabico, secondo fonti ufficiali.
I mediatori hanno dichiarato che i colloqui tecnici proseguiranno per tutta la settimana al resort di Burgenstock su tutte le questioni aperte, secondo fonti ufficiali. Hanno ringraziato Stati Uniti e Iran per l’impegno diplomatico e hanno assicurato che continueranno a garantire un clima costruttivo finalizzato a un accordo definitivo.
Stati Uniti e Iran hanno concordato la creazione di una cella di deconfliction con la Repubblica Libanese, facilitata dai mediatori, per garantire la cessazione delle operazioni militari in Libano secondo il memorandum d’intesa, riferisce la dichiarazione congiunta dei mediatori.
Pakistan e Qatar riferiscono che le parti hanno formato un comitato di alto livello per la supervisione politica della mediazione, con i capi negoziatori che riferiranno regolarmente e guideranno gruppi di lavoro su nucleare, sanzioni e risoluzione delle controversie. Il comitato ha approvato una tabella di marcia per un accordo finale entro 60 giorni e ha istituito una linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz.
Pakistan e Qatar hanno definito «positive e costruttive» le trattative tra Stati Uniti e Iran in Svizzera, secondo una dichiarazione congiunta dei mediatori. Il comunicato riferisce che sono stati compiuti progressi, tra cui la creazione di un meccanismo per ulteriori colloqui tecnici. Le parti intendono proseguire il dialogo per consolidare gli accordi raggiunti.
Mohammed Baghaei ha detto ai media iraniani che la delegazione di Teheran ha rifiutato di continuare i colloqui quadrilaterali con Stati Uniti, Pakistan e Qatar in Svizzera dopo una «dichiarazione minacciosa» di Donald Trump durante le trattative. Secondo Baghaei, Qatar e Pakistan hanno tentato di proseguire, ma l’Iran ha escluso la prosecuzione in quella forma. La delegazione iraniana ritiene necessario «costringere l’altra parte a rispettare gli impegni», ha aggiunto.
Baghaei riferisce che sono state avviate discussioni sul passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. «Un meccanismo è stato istituito, ed è importante», ha detto secondo media locali.
Il negoziatore iraniano Baghaei ha dichiarato che la delegazione ha chiesto la fine della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, durante il primo giorno di colloqui con gli Stati Uniti. Ha aggiunto che si sono registrati «buoni progressi» sulle licenze per la vendita di petrolio e sul rilascio di beni iraniani, secondo media locali.
