L’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz da sabato, mentre i colloqui con gli Stati Uniti proseguono tra tensioni e sfiducia reciproca. La decisione accresce l’instabilità in Medio Oriente. Il vicepresidente iraniano ha affermato che Teheran non ha fiducia negli Stati Uniti e ha chiesto di mantenere alta la prontezza militare.
I negoziati non si fermano, tuttavia il tono resta duro. La leadership iraniana lega il dialogo a una postura difensiva, inoltre segnala che la sicurezza resta priorità. Dall’altra parte, Trump ha avvertito che agirà se l’Iran non rispetterà l’accordo in essere. Ha anche confermato che i fondi sbloccati saranno destinati ad acquisti di cibo dagli Stati Uniti.
Colloqui e minacce nella guerra in Iran
I contatti politici tra le parti continuano, ma la fiducia è ai minimi. Il vicepresidente iraniano ha ribadito la linea: nessuna fiducia verso Washington, quindi massima prontezza. Questo messaggio mira a rassicurare l’apparato interno e, allo stesso tempo, a segnalare all’esterno che il confronto resta aperto ma vigile.
Trump ha legato il prosieguo del percorso al rispetto dell’accordo. Ha minacciato azioni nel caso in cui l’Iran mancasse gli impegni. La mossa inserisce un elemento coercitivo nel negoziato. Inoltre introduce un perimetro operativo: dialogo possibile, di conseguenza condizioni rigide.
La combinazione tra negoziato e deterrenza definisce il quadro di queste ore. Da un lato, la diplomazia resta attiva. Dall’altro, le parti danno priorità a posture che possano dissuadere mosse unilaterali. Ne derivano segnali alternati, infatti la prosecuzione dei colloqui convive con avvertimenti reciproci.
Hormuz chiuso e fondi per cibo: le mosse in campo
La chiusura di Hormuz pesa sul teatro regionale perché incide su una rotta vitale. L’Iran ha adottato il provvedimento mentre manteneva canali di contatto con gli Stati Uniti. Il messaggio è duplice: pressione sullo scenario esterno e affermazione di controllo interno. Tuttavia la prosecuzione dei colloqui indica che uno spazio negoziale resta aperto.
Trump ha confermato l’uso dei fondi sbloccati per acquisti di cibo dagli Stati Uniti. Il passaggio, per quanto limitato, crea un corridoio economico specifico. Inoltre consente una narrazione di rigidità e pragmatismo insieme: sostegno a beni umanitari, ma condizioni sul rispetto dell’accordo. La dinamica resta quindi vincolata a verifiche concrete.
Il quadro della guerra in Iran si regge su tre assi: colloqui in corso, chiusura di Hormuz e minacce di risposta. La priorità dei protagonisti è fissare limiti e opzioni. Nel frattempo, la prosecuzione dei contatti indica che nessuno chiude il canale politico. I prossimi passi dipendono da scelte verificabili: rispetto degli impegni e gestione del provvedimento su Hormuz.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 22 giugno
Segnali di apertura nei negoziati tra Washington e Teheran. I mediatori di Pakistan e Qatar parlano di progressi incoraggianti dopo la prima giornata di colloqui ad alto livello in Svizzera. Secondo quanto riferito, Stati Uniti e Iran avrebbero concordato una roadmap per arrivare a un accordo definitivo entro 60 giorni e la creazione di una cellula di coordinamento per favorire la fine delle operazioni militari in Libano. Un passo che potrebbe incidere sugli equilibri regionali dopo mesi di tensioni.
Cosa sapere:
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Stati Uniti e Iran registrano progressi nei colloqui in Svizzera
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Pakistan e Qatar definiscono i negoziati “incoraggianti”
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Prevista una roadmap per un accordo finale entro 60 giorni
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Creata una de-confliction cell per facilitare la fine delle operazioni in Libano
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La Guerra in Iran entra in una nuova fase diplomatica
Il ministro degli Esteri dell'Oman, Busaidi, ha incontrato il suo omologo iraniano e il presidente del parlamento Ghalibaf per discutere la cooperazione bilaterale, riferisce il ministero degli Esteri omanita. Durante l'incontro, entrambe le parti hanno sottolineato l'importanza di sfruttare il momento diplomatico attuale per sostenere la pace, la de-escalation e la stabilità secondo il diritto internazionale e il buon vicinato. Hanno inoltre affrontato la sicurezza regionale e la tutela della navigazione marittima nello Stretto di Hormuz e nelle vie internazionali, conclude la nota.
Il presidente Donald Trump ha detto che i fondi iraniani sbloccati saranno usati da Teheran esclusivamente per acquistare cibo dagli Stati Uniti. «Tutti quei soldi torneranno sotto forma di acquisti di cibo di cui hanno disperato bisogno», ha dichiarato ai giornalisti, sottolineando che l'Iran ha 91 milioni di abitanti da sfamare. Intanto, il governatore della banca centrale iraniana ha affermato che Teheran non è obbligata ad acquistare input agricoli dagli Usa secondo gli accordi vigenti, riporta l'agenzia Tasnim.
Il vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref afferma che l'Iran «non ha fiducia nel nemico», secondo l'agenzia ISNA. Aref sottolinea che «anche in caso di accordo con gli Stati Uniti non c'è garanzia che le azioni ostili cessino». Per questo, secondo lui, «mantenere la prontezza del paese e aumentare il potere deterrente tramite lo sviluppo scientifico e tecnologico è una necessità permanente per la Repubblica islamica».
Il presidente Donald Trump ha detto ai giornalisti che «se l'Iran non rispetta l'accordo o non si comporta correttamente, farò ciò che devo fare». Ha aggiunto che «finché l'Iran ci rispetta, non avremo problemi», secondo quanto riferiscono media statunitensi.
Gli Stati Uniti hanno dichiarato che, con il progredire dei colloqui, l'Iran sta ottenendo significativi vantaggi finanziari, secondo fonti ufficiali. Prima l'Iran vendeva petrolio a prezzi fortemente scontati a causa delle sanzioni americane e dei rischi per gli acquirenti. Ora, con l'accesso al mercato garantito, Teheran può vendere a valore di mercato, incrementando notevolmente le entrate. Washington ha inoltre precisato che il superamento di specifici obiettivi nei negoziati porterà a ulteriori rimozioni di sanzioni, aumentando le opportunità economiche per l'Iran.
L'Iran considera il «deconfliction cell» per porre fine alle operazioni militari in Libano una vittoria nei negoziati con gli Stati Uniti, riferisce l'agenzia IRNA. Il presidente Pezeshkian ha affermato che «la controparte è stata costretta a ritirarsi sulla questione libanese e ha cessato le uccisioni e i massacri della popolazione oppressa». Intanto, nel villaggio di Maifadoun, nel sud del Libano, si registrano case distrutte dopo il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivato a Muscat per discutere nuovi accordi sullo stretto di Hormuz, riferiscono media locali. Ghalibaf è stato accolto dal ministro degli Esteri omanita Sayyid Badr bin Hamad Al Busaidi e incontrerà il sultano Haitham bin Tariq Al Said. Alle trattative parteciperà anche il ministro degli Esteri iraniano Ali Bagheri Araghchi.
Il vicepresidente JD Vance ha definito «molto produttivi» i colloqui in Svizzera, sottolineando però che «non ci si può fidare delle parole di nessuno», secondo quanto riferiscono fonti ufficiali. Vance ha spiegato che è stato istituito un meccanismo per garantire che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto, oltre a un sistema per assicurare un cessate il fuoco regionale. Ha inoltre ricordato che l'Iran ha autorizzato l'ingresso di ispettori per armi e nucleare «per la prima volta da molto tempo». Tuttavia, ha precisato che «si deve valutare ciò che gli ispettori potranno effettivamente fare una volta entrati».
L'Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz a partire da sabato, secondo fonti iraniane. Il ministero degli Esteri attribuisce la decisione alle presunte aggressioni israeliane contro il Libano. Nonostante ciò, un portavoce del ministero ha riferito che sono stati compiuti progressi e che le parti stanno lavorando a un meccanismo per garantire il passaggio sicuro di navi e petroliere.
Zeine Zeidane, nuovo capo Africa del Fondo Monetario Internazionale, ha avvertito che l’instabilità in Medio Oriente crea difficoltà per l’Africa, con effetti che potrebbero durare mesi. Zeidane ha sottolineato il ruolo del Medio Oriente come importante esportatore di fertilizzanti, con impatti sulla sicurezza alimentare e sui costi di produzione africani. Durante un briefing, ha indicato come priorità aiutare i paesi della regione a superare questo shock. Ha inoltre ricordato che, nonostante un cessate il fuoco sia già in vigore, le nazioni del Golfo stimano che la ripresa completa di produzione ed esportazioni richiederà sei o sette mesi.
Il ministero della Salute di Gaza riferisce che i morti per gli attacchi israeliani da ottobre 2023 sono saliti a 73.035, con 173.368 feriti, secondo l’agenzia Wafa che cita fonti mediche locali. Da quando è stato concordato il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, gli attacchi israeliani hanno ucciso 1.005 palestinesi in tutta Gaza, riferiscono le autorità sanitarie.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha avuto una telefonata con il primo ministro del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani e alti funzionari statunitensi, riferisce il ministero degli Esteri del Qatar. La conversazione si è concentrata sulle «attuali iniziative politiche e diplomatiche per rafforzare il rispetto del cessate il fuoco in Libano», secondo la stessa fonte. I colloqui hanno inoltre preso spunto dall'intesa recente tra Stati Uniti e Iran.
Il Comitato Onu per i Diritti dell'Infanzia ha avvertito che i bambini palestinesi in Cisgiordania occupata e Gaza sono sempre più a rischio. Il comitato ha condannato le azioni israeliane che limitano il lavoro delle organizzazioni per i diritti umani, tra cui raid militari, divieti di viaggio, sanzioni e minacce di arresto, secondo un comunicato. «Senza queste organizzazioni, i bambini palestinesi saranno meno protetti e le violazioni dei loro diritti rischiano di continuare impunemente», si legge nel documento.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha espresso al collega iraniano Pezeshkian il sostegno di Ankara all'accordo tra Stati Uniti e Iran. Durante una telefonata, Erdogan ha sottolineato l'importanza di vigilare contro chi tenta di sabotare i negoziati e si è detto pronto a offrire ogni supporto necessario, riferiscono fonti ufficiali.
Il successo dell'accordo dipende da come gli Stati Uniti definiscono la conformità iraniana, secondo fonti ufficiali. Il segretario al Tesoro ha annunciato la sospensione delle sanzioni sull'esportazione del petrolio iraniano, indicando la procedura prevista. Il memorandum d'intesa prevede l'apertura immediata dello Stretto di Hormuz e il rilascio simultaneo della deroga alle sanzioni.
Il ministero della Salute pubblica del Libano ha comunicato che il bilancio complessivo delle vittime degli attacchi israeliani dal 2 marzo è di 4.175 morti. Il Centro operativo per le emergenze sanitarie ha aggiunto che i feriti sono 12.164, secondo fonti ufficiali.
Secondo l'agenzia Wafa, le forze israeliane hanno aumentato gli attacchi in Cisgiordania occupata, colpendo diverse località. A Turmus Ayya, a nord-est di Ramallah, hanno fatto irruzione in un caffè e in una falegnameria, trattenendo un uomo poi rilasciato. Un gruppo di coloni israeliani ha aggredito alcuni palestinesi vicino ad Atara, legandoli e trattenendoli fino all'arrivo delle forze israeliane, riferiscono fonti locali. A Silwan, nella Gerusalemme Est occupata, un bambino è stato arrestato. A Jenin, le truppe israeliane hanno scavato un terreno agricolo per preparare un campo militare, nonostante il proprietario Mansour Qabha e la sua famiglia possiedano documenti ufficiali di proprietà, secondo quanto riportato.
Donald Trump ha scritto sui social che «tutti sono pienamente consapevoli che l'Iran accetterà ispezioni approfondite sulle armi per garantire la “onestà nucleare” a lungo termine».
Commentatori e giornalisti israeliani criticano la mancanza di rappresentanza israeliana nel comitato negoziale, secondo media locali. Il comitato, già istituito in Libano nel novembre 2024 per monitorare il cessate il fuoco, non avrebbe raggiunto i suoi obiettivi. Gli osservatori sottolineano anche il ruolo del governo libanese nel disarmare Hezbollah. Fonti riferiscono che Israele subisce pressioni dagli Stati Uniti in merito.
Stati Uniti, Iran, Qatar, Pakistan e Libano avviano una cella di deconfliction, ma Israele e Hezbollah, protagonisti sul terreno, non ne fanno parte, riferiscono fonti locali. L’obiettivo è evitare escalation involontarie tramite un meccanismo di comunicazione tra le parti. Hezbollah ha dichiarato che rispetterà il cessate il fuoco se Israele farà altrettanto, segnando il periodo più lungo di calma nel sud del Libano da marzo. Tuttavia, rimane incerta la reazione di Hezbollah all’occupazione israeliana, secondo analisti.
Fatih Birol, direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, ha detto che la crisi energetica legata all'Iran favorirà l'elettrificazione globale. Secondo Birol, molti governi stanno rivedendo strategie, politiche e tecnologie energetiche per migliorare la sicurezza interna e proteggersi dalle oscillazioni dei prezzi dei combustibili fossili. «Mi aspetto che questa crisi dia un impulso ulteriore all'elettrificazione», ha aggiunto.
Il negoziatore iraniano Ghalibaf e il ministro degli Esteri Araghchi sono in viaggio verso l'Oman per discutere la gestione dello Stretto di Hormuz. Ghalibaf ha scritto su Telegram che affronteranno il rafforzamento degli accordi iraniani e la cooperazione bilaterale nella zona, secondo fonti ufficiali.
Il governatore della Banca centrale iraniana ha definito complessa la questione delle condizioni sull’utilizzo dei fondi congelati durante i negoziati, secondo media locali. Ha aggiunto che sarà la banca centrale a decidere come impiegare queste risorse. I negoziati hanno riguardato inizialmente tra 6 e 25 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati a causa delle sanzioni statunitensi. Complessivamente, sono bloccati tra 100 e 120 miliardi di dollari in conti internazionali, uno dei principali punti di attrito insieme a riparazioni di guerra, sanzioni e limiti alle esportazioni petrolifere.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato all'agenzia IRNA che l'Iran continuerà a collaborare con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) secondo le procedure esistenti. Baghaei ha precisato che le interazioni con l'Aiea avverranno «in conformità con le approvazioni dell'Assemblea consultiva islamica e le decisioni del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale».
Il vicepresidente Usa Vance ha affermato che i negoziati con l'Iran hanno fatto «molti buoni progressi» e hanno posto «una base molto solida» per un accordo finale. Il Dipartimento del Tesoro Usa ha emesso una licenza generale che autorizza la produzione, consegna e vendita di petrolio greggio e prodotti petrolchimici iraniani fino al 21 agosto, secondo fonti ufficiali. Il primo ministro del Qatar ha definito «molto importanti» i colloqui in Svizzera per preparare i futuri negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il presidente iraniano Pezeshkian visiterà il Pakistan per un giorno martedì, riferiscono media locali. In Libano il cessate il fuoco tiene, ma la paura di nuovi scontri impedisce ai profughi di tornare nelle loro case, secondo fonti sul posto. Il primo ministro Netanyahu ha ribadito che il suo ordine all'esercito israeliano resta invariato e che le truppe «non hanno restrizioni in merito», riferiscono media israeliani.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha annunciato la creazione di un canale di comunicazione per evitare malintesi e garantire il transito sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz, secondo media locali. L'Iran ha però confermato la chiusura dello stretto a partire da sabato, avvertendo che le imbarcazioni che si avvicinano metterebbero a rischio la propria sicurezza. La questione si inserisce in un contesto più ampio di tensioni ancora irrisolte.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio visiterà domani Bahrain, Kuwait e Emirati Arabi Uniti, secondo fonti ufficiali. Parteciperà a un incontro del Consiglio di Cooperazione del Golfo a Bahrain. Rubio discuterà il memorandum d'intesa e la situazione nello Stretto di Hormuz durante la missione.
Un cessate il fuoco ha tenuto in gran parte in Libano, segnando la pausa più lunga in tre mesi di conflitto tra Hezbollah e Israele, secondo un funzionario della sicurezza libanese anonimo. L'ufficiale ha riferito all'agenzia Reuters che l'adesione al cessate il fuoco è stata «quasi totale» da sabato sera, pur segnalando il lancio di colpi da un carro armato israeliano verso un villaggio vicino a Tiro e l'uso di granate sonore da parte delle forze israeliane in altre due località lunedì. Un drone israeliano ha sorvolato Beirut, secondo fonti locali. Hassan Wazni, direttore di un ospedale a Nabatieh, ha confermato una situazione di calma dalla sera di sabato, definendo questa la pausa più lunga dall'inizio del conflitto.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu afferma che le sue direttive all'esercito non sono cambiate e che le truppe non hanno «alcuna restrizione in merito». In un video, Netanyahu sottolinea che i combattenti nel sud del Libano hanno piena libertà d'azione per neutralizzare qualsiasi minaccia diretta o in evoluzione contro di loro o la popolazione locale. Il premier ribadisce inoltre la sua posizione ferma sulla permanenza nella zona di sicurezza nel sud del Libano «per tutto il tempo necessario», secondo quanto riferito.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha discusso con il ministro degli Esteri siriano Asaad al-Shaibani degli sviluppi rapidi nella regione, riferisce l'ufficio del premier. La telefonata segue le dichiarazioni del presidente Trump che ipotizzava un intervento siriano contro Hezbollah «se Israele non riuscisse a completare l'operazione». Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha escluso un'incursione militare, affermando che Damasco punta solo a soluzioni diplomatiche, politiche ed economiche per la stabilità regionale. Salam ha definito la posizione di al-Sharaa «fraterna e schietta», secondo una nota ufficiale.
Ghadir Nezami, vice segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, afferma che le forze militari restano allerta nonostante i negoziati in corso con gli Stati Uniti. Secondo Nezami, Washington e Tel Aviv hanno attaccato l'Iran due volte nell'ultimo anno durante i colloqui di pace, alimentando sfiducia tra le parti. Il funzionario ha incontrato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi a Nuova Delhi, in occasione del vertice BRICS, per discutere sviluppi regionali e cooperazione bilaterale, riferisce l'ambasciata iraniana in India.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha emesso una licenza generale che autorizza la produzione, la consegna e la vendita di petrolio greggio e prodotti petrolchimici di origine iraniana fino al 21 agosto, secondo fonti ufficiali. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha collegato la decisione ai colloqui in corso in Svizzera, sottolineando l’impegno dell’Iran a garantire il libero transito nello Stretto di Hormuz e a consentire l’accesso degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian effettuerà una visita di un giorno in Pakistan martedì, secondo Habib Abbasi, direttore generale delle relazioni pubbliche dell’ufficio presidenziale. Abbasi ha spiegato che il viaggio servirà a seguire gli accordi precedenti e a esplorare nuove opportunità di cooperazione commerciale. Il presidente iraniano esprimerà inoltre «apprezzamento» per il ruolo di mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti, ha riferito l’agenzia semi-ufficiale Tasnim.
Le esportazioni di petrolio greggio dell'Arabia Saudita sono scese ad aprile a circa 3,99 milioni di barili al giorno, il livello più basso mai registrato, secondo i dati della Joint Organizations Data Initiative (JODI). Si tratta del secondo calo mensile consecutivo rispetto ai 4,97 milioni di barili al giorno di marzo. La produzione di greggio saudita ha raggiunto a sua volta il minimo storico di 6,316 milioni di barili al giorno, in calo rispetto ai 6,967 milioni di marzo. I dati JODI coprono il periodo dal 2002, anno di inizio delle rilevazioni.
Le forze israeliane trattengono i corpi di due adolescenti palestinesi uccisi vicino a un insediamento illegale in Cisgiordania, secondo la Autorità generale degli affari civili di Ramallah. L'agenzia di stampa palestinese Wafa ha identificato le vittime come Reda Sami Awad, 15 anni, e Arafat Ismail Awad, 19 anni. Wafa riferisce che «le forze israeliane stanno trattenendo i loro corpi». L'esercito israeliano ha dichiarato che gli omicidi sono avvenuti durante un'«operazione antiterrorismo».
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha incontrato il vice segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano Ghadir Nezami durante il vertice BRICS a New Delhi, riferisce il ministero degli Esteri cinese. Wang ha definito l'accordo in 14 punti tra Stati Uniti e Iran «espressione dello spirito di uguaglianza» e conforme agli obiettivi della Carta Onu e alle norme internazionali. Ha aggiunto che l'attuazione dell'intesa contribuirà a consolidare il cessate il fuoco, migliorare le relazioni bilaterali e favorire la pace in Medio Oriente. Wang ha inoltre affermato che la Cina sostiene l'Iran nella tutela della sovranità, sicurezza e dignità nazionale, apprezzando gli sforzi di Teheran per migliorare i rapporti con i Paesi del Golfo. Nezami ha ringraziato Pechino per il sostegno politico, secondo l'ambasciata iraniana.
Il vicepresidente Usa JD Vance ha dichiarato che i negoziati con l'Iran hanno fatto «molti buoni progressi» e hanno posto «una base molto solida» per un accordo finale. Secondo Vance, nonostante la minaccia della delegazione iraniana di abbandonare i colloqui, le trattative sono proseguite fino alle prime ore di oggi. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) tornerà in Iran per verificare il rispetto dell'accordo preliminare. Gli Stati Uniti potrebbero sbloccare asset iraniani per consentire l'acquisto di soia, mais e grano, ha aggiunto Vance dopo la conferenza stampa in Svizzera.
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha incontrato il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot durante il vertice di Burgenstock in Svizzera, riferisce il ministero degli Esteri qatariota. I due hanno discusso gli sviluppi recenti in Medio Oriente, concentrandosi sugli sforzi per «consolidare la sicurezza e la stabilità» dopo la firma del memorandum tra Washington e Teheran. Sheikh Mohammed ha ribadito il pieno sostegno di Doha alle trattative, definendo il dialogo e i mezzi pacifici «la via per soluzioni sostenibili» alle questioni aperte tra le parti.
Il vice primo ministro pakistano Ishaq Dar ha definito «sostanziali» i progressi nelle trattative tecniche a Burgenstock, in Svizzera. Dar ha lodato l'impegno costruttivo di Stati Uniti e Iran nell'attuazione del memorandum di intesa di Islamabad, aggiungendo che una delegazione del ministero degli Esteri pakistano resterà in Svizzera per proseguire i colloqui tecnici durante la settimana, secondo una nota ufficiale.
Il ministero della Salute di Gaza riferisce che tre palestinesi sono stati uccisi e 11 feriti nella Striscia nelle ultime 24 ore, mentre molti altri restano intrappolati sotto le macerie, secondo fonti locali. Nel suo rapporto quotidiano, il ministero ha aggiornato il bilancio delle vittime da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore l'11 ottobre, con 1.024 morti, 3.260 feriti e 784 corpi recuperati. Le cifre si riferiscono solo ai pazienti trasportati negli ospedali della Striscia.
Il vicepresidente Usa Brian Vance ha affrontato la questione dei fondi iraniani congelati, spiegando che l'obiettivo è garantire che eventuali risorse sbloccate vadano a beneficio della popolazione iraniana e non al finanziamento del terrorismo. Vance ha citato una proposta di Jared Kushner con il Qatar, secondo cui lo sblocco dei fondi iraniani richiederebbe l'approvazione congiunta di Usa e Qatar, e i soldi verrebbero utilizzati per acquistare mais e grano americani a favore degli iraniani, ha riferito ai giornalisti.
Il vicepresidente Usa Vance ha affrontato il tema dei fondi iraniani congelati, spiegando che ogni sblocco dovrebbe garantire che il denaro vada a favore della popolazione iraniana e non al finanziamento del terrorismo, secondo quanto riferito ai giornalisti. Vance ha citato una proposta di Jared Kushner e del Qatar, che prevede un controllo congiunto Usa e qatariota sul processo di sblocco e l’utilizzo dei fondi per acquistare soia, mais e grano americani destinati all’Iran.
Il vicepresidente Usa Vance ha annunciato che gli ispettori dell’Aiea torneranno in Iran per controllare il rispetto dell’accordo preliminare. «Abbiamo fatto grandi progressi e dobbiamo celebrarlo», ha detto Vance, auspicando un accordo finale e una soluzione permanente.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato che il Libano accoglie con favore le iniziative internazionali per porre fine alla guerra con Israele, ma non accetterà interferenze negli affari interni. Aoun ha sottolineato che lo Stato, non le comunità religiose, è responsabile della protezione di tutti i libanesi e che la priorità resta costruire una nazione forte e unita. Ha aggiunto che «la competizione politica è legittima ma non deve ostacolare il progresso dello Stato», secondo media locali.
Il vicepresidente Usa JD Vance ha parlato con la stampa a Burgenstock, in Svizzera, sui progressi dei colloqui con l’Iran. Secondo fonti ufficiali, si tratta del primo intervento di un alto funzionario americano dopo la conclusione delle trattative principali domenica sera.
Secondo analisti, le minacce di Donald Trump durante i colloqui potrebbero aver offerto «una leva extra» all'Iran. I negoziati hanno stabilito una struttura e un processo, ma permangono divergenze su temi come i missili balistici e i proxy regionali iraniani, che Teheran evita di discutere. Gli iraniani hanno evitato di apparire in foto all'inizio e hanno saltato la seconda sessione dopo un post incendiario di Trump sui social, secondo fonti diplomatiche.
Tzipi Livni, ex ministro degli Esteri israeliano, ha criticato la gestione del governo israeliano sulla situazione in Libano, secondo quanto scritto su X. Livni ha definito fallimentare il meccanismo attuale tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Libano per fermare le operazioni delle Forze di Difesa israeliane (IDF) in Libano. Ha aggiunto che il governo non ha sfruttato i successi militari per garantire la sicurezza. Livni ha proposto un meccanismo guidato da Israele, Stati Uniti e Libano per far rispettare la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza Onu e disarmare Hezbollah, sostenendo che l'Iran e Hezbollah erano allora più deboli e che l'IDF avrebbe potuto continuare le operazioni in base all'evoluzione sul terreno.
L'Onu descrive come catastrofica la situazione umanitaria a Gaza, mentre il mondo si concentra sui negoziati tra Iran e Stati Uniti. Secondo l'ultimo rapporto, le truppe israeliane hanno avanzato verso aree abitate di Gaza City, costringendo decine di famiglie a lasciare le proprie case. Dal cessate il fuoco di ottobre 2025 si contano 1.005 morti e 3.157 feriti. Le carenze di carburante ostacolano gli aiuti, costringendo le organizzazioni a privilegiare i servizi essenziali e sospendere quelli non critici, mentre l'aumento delle temperature e la mancanza di acqua potabile aggravano il rischio di malattie legate a infestazioni di parassiti e roditori.
Un attacco israeliano ha ucciso una studentessa liceale a Gaza mentre si recava al centro d'esame, secondo fonti mediche. I droni israeliani hanno lanciato missili nel quartiere commerciale di Rimal, distruggendo edifici e negozi. Testimoni riferiscono tre esplosioni in 15 secondi, con numerosi feriti gravi colpiti da schegge. La ragazza è morta sul colpo durante i raid, riferiscono fonti locali.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif riferisce che i negoziati tra Iran e Stati Uniti si sono conclusi con successo in Svizzera. Sharif parla di un clima positivo e costruttivo che ha portato a progressi incoraggianti, tra cui un accordo su una tabella di marcia per un'intesa finale entro 60 giorni e la creazione di un comitato di alto livello per la supervisione politica. Secondo Sharif, sono inoltre iniziate ulteriori consultazioni tecniche. Il premier pakistano conferma che Islamabad continuerà a svolgere un ruolo onesto e sincero per favorire il dialogo e una soluzione pacifica duratura.
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun auspica che Iran e Stati Uniti mantengano lo slancio nei loro negoziati e lavorino per un progresso positivo, riferisce l'agenzia Xinhua. Guo ha inoltre espresso il sostegno di Pechino agli sforzi di mediazione di Pakistan, Qatar e altri attori coinvolti. Le dichiarazioni seguono l'annuncio di progressi nelle trattative diplomatiche tra Usa e Iran dopo il primo ciclo di colloqui ad alto livello in Svizzera, secondo fonti ufficiali.
Il Libano resta vulnerabile e potrebbe essere sfruttato da chi vuole ostacolare i negoziati tra Stati Uniti e Iran, afferma Mohanad Hage Ali del Malcolm H Kerr Carnegie Middle East Center di Beirut. Secondo l'analista, il conflitto in Libano «attende solo un'altra scintilla» e il paese è diventato una zona cuscinetto usata come «pugno» da chi vuole influenzare le trattative. Hage Ali sottolinea che Israele è particolarmente insoddisfatto dei negoziati, mentre una fazione iraniana contraria potrebbe sabotare gli accordi attraverso il fronte libanese.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha detto al collega neozelandese Winston Peters in una telefonata che Israele rispetterà il cessate il fuoco in Libano finché Hezbollah non lo violerà, secondo un comunicato pubblicato su X. Sa’ar ha aggiunto che Israele non ha ambizioni territoriali in Libano, ma non si ritirerà dalla zona di sicurezza per non esporre i suoi cittadini ad attacchi o invasioni di Hezbollah. Ha inoltre affermato che la sovranità libanese è stata violata per decenni da quella che ha definito «un’occupazione indiretta» dell’Iran tramite Hezbollah e ha sottolineato che «è nell’interesse di Libano e Israele smantellare lo stato terroristico di Hezbollah». Sa’ar ha infine invitato Peters a visitare Israele.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha avuto una telefonata con il vicepresidente Usa JD Vance, il consigliere della Casa Bianca Jared Kushner e il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, riferisce la presidenza. Durante il colloquio hanno esaminato modalità per consolidare il cessate il fuoco in Libano e ridurre le operazioni militari israeliane. I partecipanti hanno valutato la creazione di una cellula di coordinamento per monitorare l’attuazione degli accordi, aggiunge la presidenza.
Israele avvia colloqui a Washington con il Libano per raggiungere un accordo che riduca la pressione americana, secondo fonti diplomatiche. L’intesa potrebbe prevedere il ritiro israeliano da alcune zone del sud Libano e il loro passaggio all’esercito libanese, a condizione che Hezbollah non sia presente. Israele valuterà autonomamente se l’esercito libanese soddisfa i requisiti richiesti. La situazione politica interna israeliana resta tesa, con i partner della coalizione di Netanyahu preoccupati, riferiscono media locali.
La nazionale iraniana di calcio ha diffuso un messaggio dal locker room del SoFi Stadium di Los Angeles dopo la seconda partita del girone ai Mondiali 2026, riferisce l'ambasciata iraniana in Australia su X. I giocatori hanno ringraziato i tifosi iraniani nel mondo e hanno espresso il desiderio di «pace, rispetto e amicizia tra tutte le nazioni». Il messaggio è arrivato in un clima di commemorazione per le 168 vittime del missile su una scuola a Minab nel febbraio 2026, ricordate con striscioni e maglie sugli spalti.
La delegazione iraniana ha lasciato la Svizzera per tornare a Teheran dopo 18 ore di colloqui intensi, riferisce l'agenzia di stampa statale iraniana. Il gruppo era guidato dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, dal governatore della Banca centrale Abdolnaser Hemmati, dal vice ministro del Petrolio Hamid Boord e dal negoziatore nucleare Ali Bakri. Secondo le agenzie ISNA e Tasnim, il team tecnico, guidato dal vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, resta in Svizzera per proseguire le trattative tecniche sul memorandum di Islamabad.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano riferisce che i colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera hanno registrato progressi su sanzioni e esportazioni di petrolio, secondo l'agenzia di stato IRNA. Baqaei ha dichiarato che le trattative, durate circa 18 ore, hanno affrontato in dettaglio la vendita di petrolio iraniano, il rilascio delle licenze necessarie e lo sblocco di beni congelati. La riunione è stata temporaneamente sospesa dopo minacce del presidente Trump, ma gli scambi sono proseguiti tramite mediatori. Sul dossier nucleare, Baqaei ha avvertito gli Usa contro «posizioni eccessive e illogiche», precisando che non sono in corso negoziati formali.
I prezzi del petrolio sono scesi dopo la conclusione dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Svizzera, con Teheran che ha annunciato di aver ottenuto deroghe per le esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici, riducendo i timori di carenze sul mercato globale. Il Brent ha perso 1,68 dollari, pari al 2,09%, attestandosi a 78,89 dollari al barile alle 06:33 GMT. I prezzi avevano raggiunto 82,30 dollari all'apertura, spinti da un avvio turbolento delle trattative, con minacce del presidente Trump di riaprire il conflitto e l'annuncio iraniano di aver nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz. Sugandha Sachdeva, fondatrice di SS WealthStreet, ha spiegato che «il calo è stato guidato soprattutto dal miglioramento delle prospettive di una svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran».
L'esercito israeliano riferisce di aver ucciso due miliziani di Hamas in attacchi separati nel nord di Gaza durante il fine settimana, secondo un comunicato pubblicato sui social media. Tra le vittime c'è Ahmed Munir Khalil Zaza, indicato come ufficiale di ingegneria del Battaglione West Jabalia nella zona di Gaza City, accusato di costruire esplosivi e case trappola. In un secondo attacco, l'esercito afferma di aver ucciso Hussein Tsafadi, ritenuto comandante dell'unità di cecchini a Gaza City. Da ottobre 2025, Israele ha ucciso oltre mille palestinesi a Gaza e controlla ora il 64% della Striscia, secondo fonti ufficiali.
Le squadre della Protezione civile libanese hanno recuperato 13 corpi dalle macerie nelle aree di Nabatieh e Marjayoun, nel sud del Libano, secondo un comunicato ufficiale. La Protezione civile riferisce che i suoi operatori stanno anche liberando le strade principali e secondarie di Nabatieh, Dibbine e Blatt per rimuovere detriti e agevolare il traffico. Il ministero della Salute libanese ha aggiornato il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani dal 2 marzo a almeno 4.106 morti e 12.153 feriti. Un escavatore ha rimosso le macerie di un edificio crollato dopo un bombardamento israeliano a Nabatieh.
Commentatori israeliani descrivono come un dilemma strategico il piano di «deconfliction» tra Stati Uniti e Iran annunciato in Svizzera, perché cambia le regole finora seguite da Israele, secondo media locali. Il precedente cessate il fuoco con Hezbollah era gestito tra Usa e Israele, garantendo libertà d’azione a Israele nel sud del Libano, dove ha continuato a distruggere villaggi e impedire il ritorno dei residenti, con oltre 600 vittime. Ora la dinamica è più ampia e Israele teme di dover accettare compromessi, mentre il governo valuta quanto possa cedere senza perdere il consenso interno. Il ministro della Difesa israeliano ha confermato che Israele resterà nel sud del Libano e manterrà la presenza nel castello di Beaufort, sottolineando l’importanza simbolica e strategica del sito.
Le forze israeliane hanno ucciso Reda Sami Hassan Awad, 15 anni, e Issa Arafat Ismail Awad, 19 anni, vicino al insediamento di Karmei Tzur a Beit Ummar, secondo la agenzia palestinese Wafa. Altri due giovani sono rimasti feriti durante gli scontri. Una donna palestinese di 50 anni è stata ferita in un'incursione militare israeliana a Kafr Qalil, a sud di Nablus. Le forze israeliane hanno demolito l'abitazione di un piano di Muhammad Ali Salim Musa nell'area di Umm Rokba ad al-Khader, a sud di Betlemme. Quattro palestinesi sono stati arrestati nella provincia di Hebron, mentre coloni israeliani hanno dato fuoco a un deposito di veicoli a Shuqba, a ovest di Ramallah, secondo fonti locali.
Ebrahim Azizi, presidente della Commissione Sicurezza Nazionale e Politica Estera del parlamento iraniano, ha definito lo Stretto di Hormuz «acque sovrane iraniane» e ha avvertito che «la decisione finale spetta al popolo e alle forze armate iraniane», secondo un post su X. Azizi ha risposto alle minacce durante i colloqui tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che il passaggio nello stretto è fortemente limitato dopo la dichiarazione iraniana di chiudere nuovamente la via navigabile in risposta a dispute regionali sul cessate il fuoco. Azizi è noto per la sua linea dura sia sulla questione nucleare sia sul controllo dello Stretto di Hormuz, secondo fonti parlamentari.
In Iran prevale lo scetticismo verso gli Stati Uniti, secondo media locali. Funzionari, dal ministro degli Esteri al presidente, sostengono che Washington non sia affidabile. Il riferimento è all'esperienza negativa del JCPOA, l'accordo nucleare del 2015, considerato un punto di svolta nelle relazioni bilaterali.
Esmail Gerami Moghaddam, presidente del Partito della Fiducia Nazionale, afferma che i riformisti iraniani sostengono con fermezza la squadra negoziale di Teheran, pur esprimendo riserve sugli Stati Uniti. «Sappiamo tutti che gli americani non sono affidabili», ha detto all'agenzia ISNA. Gerami Moghaddam ha aggiunto che «nessun accordo viene firmato senza la volontà della leadership» e ha accusato le fazioni che cercano di sfruttare il sentimento popolare di «alimentare il mulino del nemico», secondo media locali.
Stati Uniti e Iran hanno annunciato l’istituzione di una «cellula di deconflictazione» per il Libano, secondo fonti ufficiali. L’intesa potrebbe prevedere un distacco tra Hezbollah e le forze israeliane, forse con la creazione di una zona smilitarizzata. Tuttavia, mancano dettagli precisi e non è chiaro se Hezbollah e Israele accetteranno l’accordo. L’intesa tra Washington e Teheran richiederà compromessi da entrambe le parti, mentre Israele ha escluso un ritiro dal Libano, complicando la situazione politica interna di Netanyahu.
Le autorità greche e palestinesi hanno condannato la decisione di Israele di negare l’ingresso a una delegazione di sindacalisti greci diretti a Ramallah, in Cisgiordania occupata, secondo fonti ufficiali. Il ministero degli Esteri greco ha espresso preoccupazione dopo che i rappresentanti, invitati dalla Federazione Generale Palestinese dei Sindacati, sono stati respinti e rimpatriati. Atene ha precisato che i viaggiatori avevano rispettato tutte le condizioni di ingresso e dichiarato lo scopo della visita alle autorità israeliane. Il ministero degli Esteri palestinese ha definito la misura «arbitraria e illegale», denunciando interrogatori, detenzioni e deportazioni, e ha accusato Israele di ostacolare le delegazioni internazionali per nascondere le condizioni dell’occupazione.
Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Zarif, ha confermato che l'Iran ha ottenuto le condizioni richieste per avviare i colloqui tecnici in Svizzera, secondo media locali. Tra le condizioni c'erano l'applicazione degli articoli 1, 10 e 11 del Memorandum d'intesa, il via libera alle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici iraniani e la revoca del blocco economico. Zarif ha aggiunto che alcuni beni iraniani congelati sono stati sbloccati e che è stato avviato un piano di sviluppo infrastrutturale. Questi sviluppi indicano un progresso nelle trattative, riferiscono fonti ufficiali.
Esmail Qaani, comandante della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha avvertito Israele di lasciare il Libano meridionale o affrontare una nuova ritirata umiliante come nel 2000, secondo Press TV. In un post sui social media, Qaani ha detto che se Israele continuerà «l’aggressione e l’occupazione», sarà cacciato «con umiliazione e sconfitta». Ogni 25 maggio il Libano celebra il Giorno della Liberazione per ricordare il ritiro israeliano dopo 22 anni di occupazione nel sud del paese.
Pakistan e Qatar segnalano «progressi incoraggianti» nel primo giorno di colloqui in Svizzera, inclusa la creazione di un meccanismo per ulteriori consultazioni tecniche, secondo la dichiarazione congiunta dei mediatori. Il documento indica inoltre che Stati Uniti e Iran hanno concordato di istituire una «cellula di deconflictazione» per garantire la cessazione delle operazioni militari in Libano. Il negoziatore iraniano Abbas Araghchi ha definito i risultati «un grande passo avanti» per porre fine alla guerra in Libano, aggiungendo che Washington ha accettato di sospendere le sanzioni sul petrolio iraniano e di liberare alcuni fondi congelati. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha riferito che la delegazione di Teheran ha rifiutato di proseguire i colloqui quadrilaterali con gli Stati Uniti dopo una «dichiarazione minacciosa» di Donald Trump, precisando che il lavoro della squadra negoziale iraniana in Svizzera è «completato» e che i team tecnici continueranno a operare nel corso della settimana.
Il ceo di AirAsia X, Bo Lingam, riferisce che la compagnia malese ha tagliato i prezzi del 5% dal 15 giugno e continuerà a rivederli settimanalmente in base al calo del costo del carburante. Lingam attribuisce il calo dei prezzi del carburante all'accordo tra Stati Uniti e Iran, che ha portato sollievo al settore aereo dopo i picchi di marzo. Il prezzo del carburante a Singapore è sceso a circa 112 dollari al barile, rispetto ai 242 dollari del 30 marzo, ma resta sopra gli 80 dollari pre-conflitto.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano e della delegazione negoziale, ha detto che la guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, deve finire e che tutte le clausole del memorandum d’intesa sono state discusse, secondo media locali. Ha aggiunto che dopo la minaccia del presidente Trump, le parti hanno abbandonato il formato quadrilaterale e hanno continuato i colloqui con i mediatori, affrontando temi come le esportazioni di petrolio e lo sblocco degli asset. I mediatori riferiscono un impegno costruttivo e l’avvio immediato dei gruppi di lavoro, ma resta incerta la loro composizione e modalità operative.
Il primo ministro malese Anwar Ibrahim ha annunciato che da luglio il governo ridurrà il prezzo del diesel sovvenzionato, citando progressi nei negoziati per porre fine al conflitto in Iran. Anwar ha dichiarato alla Star Newspaper che la decisione mira a diminuire i costi nonostante l’incertezza della situazione. Il premier ha riferito che Shehbaz Sharif, coordinatore delle trattative, è fiducioso in un allentamento della crisi mediorientale, che favorirà la stabilità dei prezzi del diesel.
Pakistan e Qatar riferiscono che la prima sessione di colloqui di alto livello tra Stati Uniti e Iran si è conclusa con esiti produttivi. È stato istituito un comitato politico di supervisione e sottogruppi per nucleare, sanzioni e risoluzione delle controversie. Il comitato ha approvato una roadmap per raggiungere un accordo entro 60 giorni e ha stabilito una linea di comunicazione per prevenire incidenti, in particolare nello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha pubblicato un post che collega la morte di studentesse in un attacco Usa-Israele con la partecipazione iraniana ai Mondiali di calcio. Araghchi ha scritto che ogni passo degli iraniani, dal campo di calcio al tavolo negoziale fino al campo di battaglia, rappresenta la «difesa dell’onore e della dignità» del popolo iraniano. L’attacco missilistico del 28 febbraio ha ucciso circa 160 persone, per lo più studentesse e insegnanti, secondo fonti ufficiali.
A Nabatieh si registra una calma cauta dopo giorni di scontri sanguinosi, secondo fonti locali. Le truppe israeliane hanno tentato per settimane di conquistare le alture intorno alla città, inclusa la collina Ali Taher, senza successo. In un’imboscata Hezbollah avrebbe ucciso quattro soldati israeliani, scatenando una dura risposta aerea con centinaia di attacchi su Nabatieh e dintorni.
La delegazione statunitense ai colloqui di Burgenstock è guidata dal vicepresidente JD Vance e include l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump. L’Iran è rappresentato dal presidente del Parlamento Mohammed Bagher Ghalibaf, dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, dal governatore della Banca centrale Abdolnaser Hemmati, dal vice ministro del Petrolio Hamid Boord e dal negoziatore nucleare Ali Bakri. Il Pakistan partecipa con il premier Shehbaz Sharif e il capo di stato maggiore Syed Asim Munir, mentre il Qatar è rappresentato dal premier e ministro degli Esteri Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani. Sono presenti anche il vicepresidente e ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis e il capo dell’Agenzia Onu per l’energia atomica Rafael Grossi.
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha riferito «progressi significativi» nella mediazione di Pakistan e Qatar per porre fine alla guerra in Libano. Araghchi ha citato la sospensione delle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici, la fine del blocco, il rilascio di alcuni fondi congelati e l’avvio di un piano di ricostruzione e sviluppo per l’Iran. Ha aggiunto che la prima vera prova sarà la creazione della «cellula di deconflictazione in Libano», secondo un suo post su Twitter.
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha pubblicato una foto con i negoziatori statunitensi JD Vance e Jared Kushner, scrivendo su X che i lavori continuano da Lucerna. L’immagine mostra i protagonisti impegnati nei colloqui in corso, secondo fonti ufficiali.
Il Comando Centrale Usa (Centcom) comunica che le forze statunitensi sono presenti in cielo, terra e mare in tutto il Medio Oriente. Centcom ha diffuso immagini di due aerei da guerra impegnati in una «pattuglia di routine» e di truppe a bordo della portaerei Abraham Lincoln nel Mare Arabico, secondo fonti ufficiali.
Pakistan e Qatar hanno definito «positive e costruttive» le trattative tra Stati Uniti e Iran in Svizzera, secondo una dichiarazione congiunta dei mediatori. Il comunicato riferisce che sono stati compiuti progressi, tra cui la creazione di un meccanismo per ulteriori colloqui tecnici. Le parti intendono proseguire il dialogo per consolidare gli accordi raggiunti.
Mohammed Baghaei ha detto ai media iraniani che la delegazione di Teheran ha rifiutato di continuare i colloqui quadrilaterali con Stati Uniti, Pakistan e Qatar in Svizzera dopo una «dichiarazione minacciosa» di Donald Trump durante le trattative. Secondo Baghaei, Qatar e Pakistan hanno tentato di proseguire, ma l’Iran ha escluso la prosecuzione in quella forma. La delegazione iraniana ritiene necessario «costringere l’altra parte a rispettare gli impegni», ha aggiunto.
Baghaei riferisce che sono state avviate discussioni sul passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. «Un meccanismo è stato istituito, ed è importante», ha detto secondo media locali.
Il negoziatore iraniano Baghaei ha dichiarato che la delegazione ha chiesto la fine della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, durante il primo giorno di colloqui con gli Stati Uniti. Ha aggiunto che si sono registrati «buoni progressi» sulle licenze per la vendita di petrolio e sul rilascio di beni iraniani, secondo media locali.
