Guerra in Iran, la diretta di oggi, 16 giugno
Nuovi segnali di distensione nella Guerra in Iran dopo l’accordo digitale firmato da Donald Trump, JD Vance e Mohammad Bagher Ghalibaf. Il vicepresidente americano afferma che gli ispettori dell’Aiea potrebbero tornare presto nel Paese e che non saranno applicati pedaggi nello Stretto di Hormuz durante i 60 giorni di negoziati. Intanto le prime petroliere iraniane hanno attraversato il passaggio marittimo dopo la revoca del blocco navale statunitense, mentre la Cia mantiene dubbi sulla reale disponibilità di Teheran a un accordo definitivo.
Cosa sapere:
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JD Vance prevede il ritorno degli ispettori Aiea in Iran
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Nessun pedaggio previsto nello Stretto di Hormuz durante i negoziati
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Tre petroliere iraniane e due navi cargo hanno attraversato Hormuz
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L’accordo è stato firmato digitalmente da Trump, Vance e Ghalibaf
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La Cia esprime dubbi sulle reali concessioni che Teheran sarebbe pronta ad accettare
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Vance: anche Israele finirà per sostenere l’accordo
Cosa sta succedendo
Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è stato firmato digitalmente e prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz con il ritorno degli ispettori Aiea in Iran per il controllo del programma nucleare. L’accordo include anche la fine immediata della guerra su tutti i fronti, mentre la tregua in Libano resta fragile con attacchi di Hezbollah verso Israele.
Ultimi sviluppi: Il vicepresidente Usa JD Vance conferma il ritorno degli ispettori nucleari in Iran e la collaborazione con l’Aiea, mentre esplosioni a Sirik e Qeshm regolano il traffico nello Stretto di Hormuz.
- Stretto di Hormuz: riapertura immediata e missione europea per la sminatura e libertà di navigazione
- JD Vance: accordo di una pagina e mezzo, ispettori Aiea torneranno in Iran
- Libano: Hezbollah attacca soldati israeliani, tregua fragile senza cessate il fuoco bilaterale
Hezbollah afferma di aver attaccato presunti soldati israeliani in avanzamento verso Kfar Tebnit, secondo media locali. La tregua in Libano resta fragile, con una riduzione dei raid aerei israeliani ma senza un cessate il fuoco bilaterale. Fonti di sicurezza libanesi riferiscono che le truppe israeliane cercavano di raggiungere le colline strategiche di Ali al-Taher. Hezbollah avverte di non accettare un cessate il fuoco unilaterale e conferma che Nabatieh rimane una linea del fronte attiva.
Una fonte pakistana ha riferito ad Haaretz che il memorandum tra Stati Uniti e Iran include una clausola sul Libano che permette a Israele di proseguire le operazioni militari nel Paese. Un secondo informatore ha definito la formulazione «molto vaga» e ha confermato che Israele interpreta l'accordo come non vincolante per le sue attività in Libano. Ieri un alto funzionario della Casa Bianca ha escluso l'obbligo di Israele a ritirarsi dal Libano secondo l'intesa.
Fonti governative iraniane riferiscono che l’accordo tra Stati Uniti e Iran è stato firmato digitalmente, anche se il testo non è ancora pubblico. Il presidente Masoud Pezeshkian ha definito il memorandum «un documento onorevole per il Paese» se attuato correttamente. I media vicini al Consiglio supremo di sicurezza nazionale sottolineano la riapertura dello Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali e la revoca del blocco navale americano, evidenziando la «riconoscenza esplicita della sovranità» di Iran e Oman.
Due alti funzionari dell’amministrazione Usa hanno illustrato in un briefing che il memorandum firmato da Trump e dal vicepresidente JD Vance prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, ma il traffico navale tornerà gradualmente ai livelli normali, non prima di alcune settimane, secondo fonti ufficiali. Trump ha dichiarato su Truth che le mine saranno rimosse e che lo Stretto sarà aperto senza pedaggi in modo «permanente». Il memorandum stabilisce una riapertura temporanea di 60 giorni, con possibilità di estensione nell'accordo finale.
L'indice principale della Borsa di Teheran ha guadagnato 116.000 punti, raggiungendo 5,097 milioni, con un aumento del 2,3% in una sola seduta, secondo media locali. Anche l'indice ponderato per le medie e piccole imprese è salito di 31.000 punti a 1,368 milioni. La Borsa iraniana ha riaperto il mese scorso dopo 80 giorni di chiusura dovuti alla guerra. Pur non essendo il motore principale del finanziamento economico in Iran sotto sanzioni, il mercato fornisce indicazioni sullo stato dell'economia e sulla fiducia degli investitori.
Navi iraniane hanno attraversato lo stretto di Hormuz, indicato come il primo risultato concreto del memorandum d'intesa politico con gli Stati Uniti, secondo fonti ufficiali iraniane. Il passaggio rappresenta un progresso, poiché per l'Iran la fine del blocco era la prima condizione per avanzare nel memorandum. Tra la popolazione iraniana, la reazione al memorandum è mista, con diffidenza diffusa e richieste di verifiche tangibili sul rispetto degli impegni. Il transito delle petroliere attraverso Hormuz verso acque internazionali potrebbe garantire entrate economiche significative e segnare un passo verso un accordo economico più ampio tra Iran e Stati Uniti, riferiscono analisti.
Hamas definisce «politicamente motivata e sotto pressione di gruppi sionisti» la decisione della Corte d'Appello del Regno Unito di confermare il divieto all'organizzazione Palestine Action, secondo un comunicato del gruppo palestinese. Hamas accusa il divieto di voler «perseguitare e intimidire chi sostiene i diritti palestinesi e condanna il genocidio compiuto» dall'esercito israeliano a Gaza. La Corte d'Appello ha ribaltato la sentenza di un tribunale inferiore che aveva giudicato illegittimo e sproporzionato il divieto imposto dal governo sotto il Terrorism Act 2000. La decisione è arrivata dopo il ricorso del governo contro la sentenza di febbraio.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito «fake news» la notizia secondo cui Washington starebbe versando 300 milioni di dollari a Teheran. In un post sul social Truth, Trump ha aggiunto che l'Iran ha accettato di non dotarsi mai di armi nucleari, secondo quanto riferito dal presidente stesso.
Il direttore della Cia John Ratcliffe ha riferito al presidente Donald Trump e ad altri funzionari che le prove raccolte sollevano dubbi sulla volontà dell'Iran di fare concessioni sul nucleare, secondo tre fonti citate da Axios. Nel team di Trump, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno espresso preoccupazioni sul memorandum d'intesa, mentre il vicepresidente Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner lo hanno sostenuto.
Il governatore della Banca centrale iraniana, Abdolnaser Hemmati, ha guidato una delegazione a Mosca per discutere le relazioni monetarie e bancarie tra Iran e Russia, riferisce l’agenzia semi-ufficiale Fars. Durante la visita, la delegazione si concentrerà su facilitazioni negli scambi monetari, cooperazione tra le banche centrali e nuovi meccanismi per aumentare il volume degli scambi economici. La Russia resta un alleato chiave per l’Iran, sotto sanzioni occidentali da anni, mentre si attendono colloqui sul rilascio delle sanzioni Usa.
Il testo finale del memorandum d’intesa (MoU) tra Usa e Iran non è stato ancora reso pubblico, e restano dubbi sul contenuto del documento che sarà firmato venerdì a Ginevra, secondo fonti ufficiali. Il vicepresidente Usa Vance ha dichiarato a NBC News che l’accordo prevede il ritorno degli ispettori nucleari in Iran e la distruzione delle scorte di uranio altamente arricchito, definendo questi punti centrali del MoU. Vance ha aggiunto che la data per le ispezioni potrebbe essere definita venerdì e che su questo punto c’è un ampio consenso. Tuttavia, funzionari iraniani hanno affermato che le trattative sul nucleare proseguiranno dopo la firma dell’accordo iniziale, secondo media locali.
Jotaro Tamura, amministratore delegato di Mitsui OSK Lines, afferma al Financial Times che il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà per settimane, finché l’accordo tra Iran e Stati Uniti non sarà «concreto». Tamura sottolinea che non basta un’intesa formale, ma serve una situazione reale che rassicuri le compagnie di navigazione. Il dirigente ricorda i numerosi tentativi falliti di riapertura dal conflitto iniziato a fine febbraio, secondo quanto riferito dal quotidiano britannico.
Charlie Robertson, capo economista dell’Equity Group, sostiene che la riapertura dello Stretto di Hormuz porterà sollievo globale, ma gli effetti economici positivi non saranno immediati. Robertson ha spiegato che la chiusura ha interrotto una prospettiva globale molto ottimistica, definita «una storia rialzista» prima dell’evento. Ha aggiunto che la chiusura ha costretto le banche centrali a sospendere i piani di taglio dei tassi, aumentando il peso degli interessi per i governi e quindi la pressione fiscale sui cittadini, secondo quanto riferito.
Il ministero della Salute libanese riferisce che i raid aerei israeliani nelle ultime 24 ore hanno ucciso almeno 15 persone, tra cui due donne, e ferito 82 civili. Dall’inizio del conflitto il 2 marzo, i morti civili sono 3.798 con 11.781 feriti, secondo il ministero. L’intensità degli attacchi è diminuita dopo l’accordo tra Stati Uniti e Iran, ma l’esercito libanese invita la popolazione a non tornare nel Sud finché non saranno rimosse macerie e mine.
Il governo iraniano conferma la firma digitale del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti, anche se il testo non è ancora pubblico, secondo fonti ufficiali. Il presidente Masoud Pezeshkian ha definito il documento «onorevole per il Paese» se attuato correttamente, riporta la tv di Stato. Secondo media iraniani, l’accordo prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali e il riconoscimento della sovranità di Iran e Oman sulla zona, con un impegno finanziario di 300 miliardi di dollari per la ricostruzione.
Due alti funzionari dell’amministrazione Trump hanno illustrato il memorandum firmato con l’Iran, annunciando una possibile diffusione entro 48 ore, secondo media statunitensi. Il testo prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz per 60 giorni, con possibilità di estensione, ma Washington sottolinea che il traffico navale tornerà gradualmente ai livelli normali. Trump ha dichiarato che lo Stretto sarà riaperto senza pedaggi e ha confermato che le mine saranno rimosse.
La guerra contro l'Iran non ha portato benefici a Benjamin Netanyahu, secondo analisti internazionali. Israele considera l'Iran un nemico da 47 anni, ma il tentativo di Netanyahu di spingere gli Stati Uniti a un cambio di regime è fallito, riferiscono esperti. Il regime iraniano è cambiato, ma resta forte con arsenali nucleari e missilistici e mantiene alleanze regionali solide. Secondo fonti diplomatiche, la strategia di Netanyahu ha prodotto effetti contrari alle aspettative.
L’American Israele Public Affairs Committee (AIPAC) ha espresso cautela sul memorandum annunciato da Trump con l’Iran, sottolineando l’importanza che l’accordo preservi «il diritto sovrano del nostro alleato democratico Israele di rispondere alle minacce alla sicurezza». Il gruppo ha aggiunto che il Congresso Usa «avrà un ruolo cruciale nel collaborare con l’amministrazione durante le trattative e nella revisione dell’accordo finale». AIPAC ha inoltre chiesto che l’intesa affronti i programmi missilistici e di droni iraniani e il sostegno ai gruppi armati regionali.
Il presidente Trump definisce «fake news» le notizie su un presunto pagamento di 300 milioni di dollari all'Iran, riferiscono media statunitensi. Il vicepresidente JD Vance assicura che non ci saranno pedaggi nello Stretto di Hormuz durante i 60 giorni di negoziati con Teheran. Vance prevede il ritorno degli ispettori Aiea in Iran e conferma che l'intesa prevede la distruzione delle scorte di uranio arricchito. John Thune, leader repubblicano al Senato, chiede un briefing sull'accordo mentre alcuni democratici criticano la guerra voluta da Trump. Il comandante Esmail Qaani dell'IRGC afferma che il conflitto ha «discreditato l'America» e accelerato la crisi del governo israeliano.
L’organizzazione Global Echo ha scoperto che esportatori israeliani dichiarano come prodotti in Israele frutta e verdura coltivate negli insediamenti illegali in Cisgiordania e nelle alture del Golan. L’indagine ha analizzato oltre 30.000 documenti di esportazione dal 2017 al 2026, rilevando che circa un sesto delle spedizioni verso l’Europa contiene prodotti da insediamenti, spesso etichettati erroneamente. Michael Lynk, ex relatore Onu sulla Palestina, parla di «occultamento sistematico» e di una pratica burocratica che dissolve la distinzione legale tra prodotti.
Human Rights Watch e Amnesty International hanno criticato la decisione della Corte d’Appello britannica di confermare il divieto di Palestine Action come «gruppo terroristico». Human Rights Watch ha definito la sentenza «disastrosa», sottolineando che la classificazione ha portato all’arresto di migliaia di persone per semplici proteste, secondo un post su X. Amnesty ha definito la decisione «profondamente deludente» e un «grave abuso» dei poteri antiterrorismo con conseguenze sui diritti umani, riferisce la ong con sede a Londra.
Nonostante l’annuncio di un memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran per porre fine a quasi quattro mesi di ostilità, a Teheran la popolazione resta scettica, secondo fonti locali. La città, provata da anni di sanzioni e tensioni, non mostra fiducia che la crisi sia conclusa. Rimangono questioni delicate come il programma nucleare iraniano, le sanzioni Usa e i beni congelati di Teheran, che probabilmente saranno affrontate in seguito, alimentando il pessimismo tra molti iraniani.
Saman Rezaei, capo del Sindacato dei Marittimi Mercantili iraniani, ha confermato che circa 22.000 marittimi sono bloccati nel Golfo da quasi quattro mesi, con gravi ferite e un aumento delle minacce e attacchi alle navi mercantili, soprattutto dopo il blocco navale Usa. Rezaei ha chiesto la partenza sicura di tutti i marittimi con cooperazione internazionale, indipendentemente dagli esiti politici, e ha evidenziato i danni psicologici subiti da marittimi e famiglie durante il conflitto, secondo media locali.
Il generale Esmail Qaani, comandante della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha dichiarato a media iraniani che la guerra Usa-Israele contro l’Iran ha «completamente delegittimato l’America» e accelerato il «crollo» del «regime criminale israeliano», secondo fonti ufficiali. Qaani ha sottolineato che, nonostante pressioni e attacchi senza precedenti, nessun gruppo di resistenza ha abbandonato il campo, provocando timore nei nemici. Ha aggiunto che i gruppi regionali hanno deciso autonomamente di opporsi agli Usa per difendere l’Iran. Ha inoltre affermato che «Hezbollah non può essere smantellato» e rappresenta gran parte della comunità sciita e non in Libano.
Un analista ha definito la guerra degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran «una scelta non necessaria», osservando che gli obiettivi odierni erano già stati raggiunti con l’accordo del 2015 sotto Obama. Ha aggiunto che se l’accordo non fosse stato abbandonato, l’Iran non avrebbe arricchito uranio oltre il 60 per cento. L’esperto ha sottolineato che la rivendicazione di meriti per la guerra al G7 mira a presentare Trump come mediatore, collegando il conflitto nel Golfo alla guerra in Ucraina per rafforzare la sua immagine di risolutore, secondo fonti ufficiali.
Il vicepresidente Usa Vance ha rilasciato diverse interviste a emittenti nazionali nelle ultime ore, secondo fonti ufficiali. Su ABC News ha confermato la firma digitale dell’accordo, pur mantenendo riserbo sui dettagli. A CBS News ha negato che l’Iran riceverà «miliardi di dollari di asset» nell’intesa. Su CNBC ha detto che restano molte questioni da definire, ma che gli Usa «hanno tutte le carte in mano». A CNN ha difeso l’accordo dalle critiche repubblicane, mentre a Fox News ha assicurato che l’Iran non otterrà «un centesimo» senza cambiamenti nel suo comportamento. Infine, a NBC News ha confermato il ritorno degli ispettori nucleari in Iran.
Alcuni legislatori democratici hanno espresso dubbi sul memorandum d’intesa con l’Iran. La deputata Betty McCollum lo definisce una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco senza affrontare le cause profonde, mettendo a rischio la pace duratura. Diana DeGette parla di «fallimento» della guerra contro l’Iran e ritiene giustificato il «sospetto» verso l’accordo, sottolineando che la fine del conflitto non garantisce la sicurezza americana. Il senatore Andy Kim chiede trasparenza sul contenuto dell’intesa e critica la mancanza di «tempo, riflessione e diplomazia» da parte dell’amministrazione Trump.
Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran non è stato ancora reso completamente pubblico, ma fonti ufficiali indicano che prevede la fine dei combattimenti su tutti i fronti, incluso il Libano, e la rimozione del blocco navale americano sui porti iraniani. Entrambe le parti confermano che nei 60 giorni successivi alla firma in Svizzera si discuteranno il programma nucleare iraniano e l’allentamento delle sanzioni. Un funzionario iraniano ha riferito a Reuters che gli Usa avrebbero accettato di sbloccare 25 miliardi di dollari di fondi congelati e sospendere le sanzioni sul petrolio per un periodo, ma il vicepresidente Usa Vance ha negato qualsiasi rilascio di fondi o sanzioni.
Il vicepresidente Usa JD Vance ha riferito a Fox News che Donald Trump potrebbe rendere pubblico l'accordo con l'Iran prima della firma ufficiale prevista venerdì a Ginevra. La cerimonia vedrà la partecipazione di Vance e del capo negoziatore iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf. Secondo funzionari della Casa Bianca, i dettagli completi saranno diffusi entro 24-48 ore, mentre l'accordo sarebbe già stato firmato elettronicamente.
Il board editoriale del Wall Street Journal critica l'accordo sul cessate il fuoco con l'Iran, definendo Donald Trump «in ritirata» sui suoi obiettivi principali. Il quotidiano evidenzia che la pressione politica interna e i rischi militari hanno spinto a rinnovare probabilmente più volte la tregua di 60 giorni. Il Wsj avverte che Trump potrebbe considerare l'intesa come una partnership di fatto con Teheran e invita il Congresso a esaminare con attenzione ogni accordo definitivo.
Il Financial Times riporta che l'amministrazione Trump avrebbe previsto un fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Iran, subordinato a un accordo definitivo e al rispetto del memorandum d'intesa. Secondo un funzionario statunitense, il fondo non proverrebbe da governi ma da investitori privati interessati al Paese. Trump ha definito la notizia «fake news», secondo media locali.
Il vicepresidente americano JD Vance ha dichiarato a Fox che «distruggeremo l'uranio arricchito insieme agli iraniani». L'annuncio conferma l'impegno congiunto nel controllo del materiale nucleare, secondo quanto riferito dall'intervista.
Secondo Axios, l'Iran manterrà lo status quo del proprio programma nucleare durante i negoziati con gli Stati Uniti. Il memorandum prevede inoltre che Washington non imponga nuove sanzioni né dispieghi ulteriori forze nella regione, citano fonti informate.
Il vicepresidente americano JD Vance ha negato che l'Iran riceverà fondi dai contribuenti statunitensi, rispondendo alle critiche sul possibile fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione iraniana. L'affermazione è stata fatta in un'intervista a Fox News, secondo media statunitensi.
Il vicepresidente Usa JD Vance ha confermato a Nbc che gli ispettori degli impianti nucleari torneranno in Iran nell'ambito dell'accordo con Washington. Vance ha aggiunto che «l'Aiea e gli Usa aiuteranno l'Iran a distruggere le sue scorte di uranio altamente arricchito».
Benjamin Netanyahu ha confermato la sua candidatura a primo ministro alle elezioni israeliane previste per ottobre. In conferenza stampa, Netanyahu ha dichiarato: «Mi candiderò alle prossime elezioni e intendo vincere», secondo fonti locali.
Press Tv riferisce che sarebbe iniziata la revoca del blocco navale statunitense sui porti iraniani, a seguito del memorandum di intesa firmato tra Teheran e Washington. Secondo l'emittente, «tre petroliere e due navi cariche di beni essenziali per l'Iran hanno superato il blocco navale».
Il board editoriale del New York Times afferma che «il presidente Trump ha perso questa guerra» e che l'accordo con l'Iran è «benvenuto ma porta con sé verità dure». Secondo il quotidiano, gli Stati Uniti escono dal conflitto «indeboliti militarmente, diplomaticamente ed economicamente» e subiranno conseguenze strategiche per anni. Il board sottolinea che Trump ha ottenuto «ben poco» e definisce l'intesa «un ridimensionamento umiliante» e «una sconfitta» per lui e per l'America.
Alcuni media arabi hanno segnalato esplosioni nella zona di Sirik e sull'isola di Qeshm, nel sud dell'Iran, vicino allo Stretto di Hormuz. L'agenzia iraniana Mehr riferisce che le detonazioni sono state «condotte per regolare il traffico nello Stretto di Hormuz», secondo Ynet. Finora nessuna autorità ufficiale, incluse le Guardie Rivoluzionarie, ha commentato l'accaduto.
La Cia ha raccolto informazioni che mettono in dubbio la volontà dell'Iran di accettare le condizioni chieste dagli Stati Uniti in un possibile accordo nucleare, riferisce Axios. Il capo della Cia John Ratcliffe ha espresso queste perplessità a Donald Trump e ad altri funzionari, insieme al segretario di Stato Marco Rubio e al capo del Pentagono Pete Hegseth. Secondo una fonte citata da Axios, l'intelligence indica che «le intenzioni dell'Iran non sono in linea con gli impegni dell'accordo».
Il vicepresidente Usa JD Vance ha dichiarato a Cnn che l'Iran «avrà benefici se rispetterà gli accordi». Ha precisato che il documento firmato domenica è «di una pagina e mezzo» e «non contiene i dettagli operativi dell'intesa».
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver salvato Israele dalla «minaccia nucleare esistenziale» grazie alla guerra con gli Stati Uniti contro l'Iran. Nel suo primo discorso televisivo dopo l'accordo tra Iran e Usa, ha detto: «Non ho commesso errori» e ha confermato la sua candidatura alle prossime elezioni, aggiungendo «intendo anche vincere».
I leader di Italia, Francia, Regno Unito e Germania affermano in una dichiarazione congiunta il loro impegno a garantire la riapertura urgente dello Stretto di Hormuz con libertà di navigazione incondizionata. Secondo la nota, la missione sarà strettamente difensiva e indipendente, con l’obiettivo di assicurare la navigazione commerciale e condurre operazioni di sminamento nel rispetto degli obblighi costituzionali di ciascun Paese.
Il rappresentante iraniano Gharibabadi ha annunciato ai media locali che il memorandum d’intesa sarà firmato ufficialmente venerdì in Svizzera e entrerà in vigore da quella data. Ha precisato che due punti sono già operativi da questa mattina: la fine immediata della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, e la revoca del blocco navale statunitense contro l’Iran. Gharibabadi ha definito il memorandum il risultato non solo di sforzi diplomatici, ma anche di «successi militari» iraniani.
Un alto funzionario statunitense ha riferito a Reuters che il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran è stato firmato in forma digitale da Donald Trump, dal vicepresidente JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf. L'accordo prevede l'apertura immediata dello Stretto di Hormuz e la fine del blocco navale Usa, mentre lo sblocco dei fondi iraniani congelati e l'allentamento delle sanzioni avverranno in seguito, secondo Reuters. La stessa fonte ha aggiunto che la postura militare americana resterà invariata fino al completamento dei negoziati definitivi. Entro 24-48 ore saranno diffusi i dettagli dell'intesa, mentre questa settimana dovrebbero iniziare i negoziati tecnici.
Il vicepresidente Usa JD Vance ha dichiarato che Israele sosterrà il nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran, nonostante le divergenze con il premier Benjamin Netanyahu. In un'intervista alla Nbc, Vance ha detto: «Sappiamo che questo accordo renderà Israele più sicuro». Ha aggiunto che, pur non sempre allineati, gli interessi di Washington e Tel Aviv sono in gran parte convergenti, secondo quanto riferisce la stampa americana.
