Droni e raid tra Libano e Cisgiordania: Israele accelera l’offensiva
Un drone in volo sopra il sud del Libano è stato abbattuto nelle ultime ore dall’antiaerea israeliana, lo conferma lo stato maggiore di Tel Aviv. Gli allarmi non sono scattati. Subito dopo, altre operazioni aeree israeliane hanno colpito obiettivi nelle province di Nabatieh, Bint Jbeil e Marjeyoun, tutte zone dove la presenza di Hezbollah resta forte. La notte si è riempita di esplosioni anche nella Cisgiordania occupata: nel campo profughi di Qalandiya, le truppe israeliane hanno aperto il fuoco, uccidendo un uomo di 30 anni.
Hezbollah rilancia la sfida e la crisi travolge la popolazione civile
Hezbollah continua a colpire postazioni militari israeliane nel sud del Libano, scena di una spirale di attacchi sempre più intensi. Ogni colpo alimenta l’insicurezza: l’International Rescue Committee fa emergere la crescita di ansia e depressione tra i libanesi. Chi vive vicino alle zone di scontro deve lasciare le case in fretta, oppure sopporta settimane di paura e privazioni. Gli operatori delle ONG denunciano l’impossibilità per molte famiglie di sentirsi sicure o di trovare assistenza per i traumi generati dalle bombe e dagli sfollamenti forzati.
Ira e minacce dall’Iran, Washington replica: ora la tensione è alle stelle
La politica iraniana adotta toni durissimi. Il presidente del parlamento alza la voce davanti ai media, offrendo «prontezza» assoluta delle forze armate contro chi minaccia Teheran. Insiste sul riconoscimento dei diritti del popolo iraniano, seguendo i 14 punti della piattaforma negoziale, e mette in chiaro che ogni ritardo si tradurrà in un costo per i contribuenti americani. Poi arriva la controreplica della Casa Bianca. Il presidente degli Stati Uniti definisce i negoziati sul cessate il fuoco «appesi a un filo», accusando Teheran di frapporre ostacoli ai colloqui.
Le ferite della crisi e la memoria della Nakba
Un anniversario torna a segnare il calendario: a Gaza si commemorano i 78 anni dalla Nakba, il dramma delle espulsioni forzate commemorate da migliaia di persone tra tensioni e nuovi sfollamenti. L’eco della crisi rimbalza anche nello sport: durante i festeggiamenti per il titolo del Barcellona, un calciatore mostra la bandiera palestinese, e i media internazionali rilanciano il gesto come messaggio di solidarietà.
Israele, Hezbollah, Iran: la partita militare e il peso umanitario
Il drone abbattuto e la crescita di attacchi ai confini non sono solo dettagli tecnici. Con Hezbollah sempre più aggressivo e l’Iran a ribadire la sua disponibilità allo scontro, la regione viaggia verso una nuova fiammata militare. I raid israeliani attraversano il Libano meridionale, la popolazione civile resta isolata tra bombe e sfollamenti. I dati delle ONG parlano chiaro: l’emergenza umanitaria si aggrava, la richiesta di soccorsi cresce ogni settimana.
Le mosse possibili: escalation o tregua difficile
Se Teheran dovesse passare dalle parole ai fatti, il conflitto rischia di estendersi. L’ascesa di Hezbollah e l’attivismo delle milizie regionali alzano la minaccia di nuovi attacchi coordinati contro Israele o suoi alleati. Una soluzione diplomatica appare lontana: la tensione tra Washington e Teheran complica le trattative, riducendo i margini per una de-escalation immediata. Gli osservatori non escludono recrudescenze militari in Libano e nuovi raid sui civili.
Punti già chiari e zone d’ombra della crisi
- Israele ha colpito un drone al confine libanese senza dare l’allarme alla popolazione.
- Hezbollah ha aumentato la frequenza e la precisione dei propri attacchi.
- I 78 anni dalla Nakba riportano al centro il tema degli sfollati palestinesi a Gaza.
- L’Iran mostra una postura di sfida, mentre il dialogo con gli Stati Uniti appare fragile.
Resta in sospeso l’effettiva risposta di Teheran e la possibile entrata di altri attori regionali nel conflitto. Difficile anticipare nuovi raid o il livello di coinvolgimento delle milizie filo-iraniane in Libano nei confronti dei civili. Tutto gira attorno alla prossima dichiarazione ufficiale dal parlamento iraniano o a un’ulteriore escalation militare: saranno questi appuntamenti a dettare i ritmi delle prossime settimane in Medio Oriente.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 11 maggio
Nuova tensione nella guerra in Iran dopo la dura reazione di Donald Trump alla controproposta inviata da Teheran sul piano di pace americano. Il presidente Usa definisce la risposta iraniana “totalmente inaccettabile” e accusa il regime di “giocare”. Intanto l’Iran chiede compensazioni di guerra e il riconoscimento della propria sovranità sullo Stretto di Hormuz, mentre Israele continua le operazioni militari in Libano. La crisi resta al centro degli equilibri energetici e geopolitici globali.
Cosa sta succedendo nella guerra in Iran:
- Trump boccia la risposta iraniana al piano di pace Usa
- Teheran chiede compensazioni di guerra e sovranità su Hormuz
- Media iraniani: il piano Usa equivale alla “resa” dell’Iran
- Iran minaccia problemi alle navi dei Paesi che sostengono le sanzioni
- Netanyahu: Israele vuole azzerare gradualmente gli aiuti militari Usa
I palestinesi a Gaza ricordano i 78 anni dalla Nakba, evento del 1948 che causò l'espulsione o la fuga di circa 700-750 mila persone. Secondo storici, milizie armate ebraiche, molte formate da coloni europei, costrinsero migliaia di palestinesi a lasciare le loro abitazioni per fondare lo Stato di Israele su territori abitati da secoli. Fonti locali sottolineano che la memoria di quei fatti si intreccia con le attuali tensioni e spostamenti forzati.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf afferma che le forze armate del Paese sono pronte a rispondere a qualsiasi aggressione, secondo media locali. Le sue dichiarazioni seguono il commento di Donald Trump che definisce il cessate il fuoco tra Washington e Teheran «sospeso a un filo». L'Agenzia nazionale libanese riferisce che un drone israeliano ha colpito con un missile guidato un'auto nella città di Doueir, causando due morti. Il Dipartimento del Tesoro Usa ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro tre persone e nove società legate a Teheran, alcune con sede a Hong Kong. L'ufficio di Benjamin Netanyahu condanna le sanzioni dell'Unione europea contro i coloni israeliani.
L'esercito israeliano comunica di aver abbattuto un «obiettivo aereo sospetto» individuato in un'area occupata da soldati israeliani nel sud del Libano. Secondo una nota militare, non sono stati attivati allarmi sonori in base al protocollo vigente.
Lamine Yamal ha sventolato una bandiera palestinese durante i festeggiamenti per il titolo di La Liga conquistato dal Barcellona, riferisce media spagnoli. I giocatori e lo staff tecnico hanno sfilato per le strade su un autobus scoperto davanti a decine di migliaia di tifosi. Il gesto di Yamal è stato ripreso in un video diffuso online. La Spagna si è distinta per le critiche a Israele sulla crisi di Gaza, causando tensioni diplomatiche, secondo analisti.
Aerei israeliani hanno condotto una serie di raid nel sud del Libano, colpendo diverse località nei distretti di Nabatieh e dintorni, riferisce l'Agenzia Nazionale Libanese. Secondo il rapporto, Barashit e Kfar sono stati bersagliati, mentre Yater ha subito cinque attacchi distinti. Gli aerei hanno effettuato inoltre due raid ciascuno su Jmeijmeh e Haris. Altri attacchi sono stati segnalati a Kfardounine nel distretto di Bint Jbeil, oltre che a Majdal Selm e Blat nel distretto di Marjeyoun. Le operazioni fanno parte di un'escalation più ampia di attacchi israeliani nel sud del Libano, con raid ripetuti durante tutta la giornata.
Giorgio Cafiero, analista politico, definisce «inutili» i commenti di Trump che respingono la risposta iraniana alla proposta Usa. Cafiero, amministratore delegato di Gulf State Analytics, afferma ad Al Jazeera che tali dichiarazioni ostacolano i negoziati sostenuti da paesi come il Pakistan. Secondo l’esperto, il linguaggio del presidente Usa indebolisce gli sforzi diplomatici e rischia di far retrocedere le trattative.
Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato che «non c'è alternativa all'accettazione dei diritti del popolo iraniano» secondo la proposta in 14 punti per porre fine alla guerra, secondo quanto riportano media locali. Ghalibaf ha aggiunto che «qualsiasi altro approccio sarà del tutto inconcludente, solo una serie di fallimenti». Ha inoltre sottolineato che «più si indugia, più i contribuenti americani ne pagheranno il prezzo».
Il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha parlato con il ministro degli Esteri del Kuwait, Jarrah Jaber Al Ahmad Al Sabah, esortando a proseguire la diplomazia nella crisi tra Stati Uniti e Iran, secondo il ministero degli Esteri qatariota. I due hanno affrontato gli sviluppi regionali, inclusi il cessate il fuoco tra Washington e Teheran e gli sforzi per la de-escalation volti a rafforzare sicurezza e stabilità nell'area. Hanno inoltre sottolineato la necessità che tutte le parti coinvolte partecipino a mediazioni per raggiungere un accordo duraturo che eviti nuove tensioni.
Il portavoce aggiunto del segretario generale Onu Antonio Guterres, Farhan Haq, ha commentato le parole di Trump sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran definito «in bilico». Haq ha sottolineato che l’Onu evita di dare peso alla retorica delle parti coinvolte e punta a mantenere l’impegno diretto delle stesse nel negoziato. Ha inoltre apprezzato il ruolo di mediatore del Pakistan e ha chiesto che le trattative proseguano, avvertendo che un ritorno al conflitto su larga scala sarebbe «catastrofico». Haq ha infine definito la situazione «insostenibile» per la limitazione della libertà di movimento nello Stretto di Hormuz.
Ben Cahill, senior fellow dell'Atlantic Council Global Energy Center, riferisce che la California ha già i prezzi della benzina più alti negli Stati Uniti. Cahill attribuisce la situazione alle politiche statali su tasse e regolamentazioni, oltre a chiusure di raffinerie nell'ultimo anno. Secondo Cahill, la guerra e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno aumentato ulteriormente la pressione sui prezzi, che potrebbero salire ancora.
Tom Fletcher, coordinatore umanitario dell'ONU, denuncia oltre 100 raid israeliani in Libano in 24 ore, con vittime civili e famiglie sfollate, secondo un post su X. Fletcher sottolinea che gli aiuti umanitari proseguono, ma non possono sostituire un cessate il fuoco. «Stiamo facendo tutto il possibile per supportare chi ha bisogno, ma ciò che serve davvero è un cessate il fuoco genuino», ha detto il funzionario ONU.
Il ministro della Difesa belga Theo Francken ha confermato ad Al Jazeera il sostegno del Belgio al piano congiunto franco-britannico per rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz. Francken ha sottolineato che le nazioni europee hanno la responsabilità di supportare i Paesi del Golfo contro l'aggressione iraniana, garantendo la libertà di navigazione. Ha aggiunto che l'Europa dispone delle capacità tecniche per operazioni di bonifica e ha invitato la NATO a mantenere l'unità evitando critiche pubbliche tra gli alleati.
L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito «inaccettabile» la decisione dell'Ue di sanzionare i coloni israeliani in Giudea e Samaria, termine biblico per la Cisgiordania occupata. Secondo Netanyahu, Israele proteggerà sempre il diritto degli ebrei a vivere nella loro terra ancestrale. L'ufficio ha inoltre accusato l'Unione europea di mostrare «debolezza morale» equiparando cittadini israeliani a terroristi di Hamas, definendo l'Ue «moralmente fallita» per queste misure, secondo quanto riferito dal suo account Twitter ufficiale.
Gli Stati Uniti hanno introdotto un nuovo pacchetto di sanzioni per aumentare la pressione economica sull'Iran, colpendo tre persone e diverse aziende legate a Teheran. Secondo il sito del Dipartimento del Tesoro americano, le misure riguardano nove società, alcune con sede a Hong Kong.
Barry Andrews, eurodeputato irlandese, ha definito le sanzioni Ue contro i coloni israeliani un «primo passo» e ha chiesto misure più incisive, come restrizioni commerciali e sospensione della cooperazione scientifica. Andrews ha inoltre sollecitato una revisione dell'accordo di associazione Ue-Israele con l'obiettivo di sospenderlo, secondo quanto scritto su X. Billy Kelleher, altro eurodeputato irlandese, ha condiviso l'appello a sospendere il patto commerciale, sottolineando che il governo e l'esercito israeliani favoriscono gli insediamenti illegali, secondo i suoi post sui social media.
Il presidente Donald Trump ha ribadito che spetta solo a lui decidere quando interrompere il cessate il fuoco e tornare alla guerra, secondo fonti ufficiali. Ha aggiunto di essere disposto ad aspettare, pur sottolineando che il cessate il fuoco tiene nonostante scontri tra Stati Uniti e gruppi iraniani. Recentemente Trump ha definito il cessate il fuoco «in terapia intensiva», segnalando una crescente impazienza. Tuttavia, sembra intenzionato a mantenere questa attesa in attesa di una risposta iraniana ritenuta accettabile.
Ali Akbar Dareini, ricercatore del Centre for Strategic Studies, ha definito «vili e irrispettosi» gli ultimi attacchi verbali di Donald Trump contro l’Iran, secondo quanto riferisce Al Jazeera. Dareini ha aggiunto che le parole di Trump rappresentano un «ostacolo» a qualsiasi negoziato significativo tra Iran e Stati Uniti. L’analista ha sottolineato che l’Iran chiede la fine del blocco navale imposto dagli Usa sui suoi porti per aprire la strada a eventuali trattative. Dareini ha indicato tre opzioni per Trump, tutte negative: accettare la sconfitta e ritirarsi, intensificare il conflitto con conseguenze gravi per il Medio Oriente e il mercato energetico, o cercare una soluzione negoziata mediata da potenze come la Cina.
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, ha dichiarato su X che le forze armate del paese sono pronte a dare «una risposta meritata a ogni aggressione». Le sue parole seguono le dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump, che ha definito il cessate il fuoco con l’Iran «in pericolo». Ghalibaf ha aggiunto che «strategie e decisioni sbagliate portano sempre a risultati errati» e che l’Iran è pronto a tutte le opzioni, «saranno sorpresi», secondo quanto riferito.
Il comandante dell’esercito libanese Rudolf Heikal ha firmato un accordo di cooperazione con la Germania durante un incontro con la vice ambasciatrice tedesca Yasmin Raya, riferisce l’esercito libanese. Heikal ha espresso «gratitudine alle autorità tedesche per il continuo sostegno all’esercito» in un contesto di sfide attuali, si legge in una nota militare.
Hezbollah ha rivendicato una serie di attacchi contro obiettivi militari israeliani nel sud del Libano, definendo le operazioni una risposta a presunte violazioni del cessate il fuoco e attacchi contro villaggi libanesi, secondo media locali. Il gruppo armato ha riferito di aver lanciato droni contro soldati israeliani ad al-Bayada e di aver colpito postazioni di artiglieria israeliane ad al-Adisa. Hezbollah ha inoltre detto di aver bombardato con artiglieria veicoli e soldati israeliani vicino a due bulldozer sulla strada al-Bayada–Naqoura. In precedenza, il gruppo ha affermato di aver attaccato una concentrazione di soldati israeliani vicino al fiume Deir Siryan.
La popolazione del Sud Libano esprime crescente frustrazione mentre i combattimenti si intensificano, secondo fonti locali. Il bilancio delle vittime è aumentato rapidamente nei giorni scorsi a causa degli attacchi israeliani, ma molti residenti rifiutano di lasciare nuovamente la zona. La maggior parte di loro era già stata sfollata durante le prime sei settimane di conflitto, trascorrendo il tempo a Beirut o in altre regioni del Paese. Con l'inizio del cessate il fuoco tre settimane fa, molti sono tornati e dichiarano di non voler abbandonare di nuovo le proprie case, nonostante i rischi.
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir ha definito «antisemitica» l’Unione europea dopo le sanzioni imposte ai coloni israeliani accusati di violenze contro i palestinesi, secondo un post su X. Ben Gvir ha accusato l’Ue di colpire gli israeliani ignorando gli attacchi contro di loro. Ha inoltre assicurato che l’espansione degli insediamenti proseguirà nonostante le misure: «L’impresa degli insediamenti non sarà fermata. Continueremo a costruire, piantare, difendere e insediarci in tutta la terra di Israele».
Il primo ministro indiano Narendra Modi visiterà gli Emirati Arabi Uniti venerdì, nell'ambito di un tour che comprende anche Paesi Bassi, Svezia, Norvegia e Italia, secondo il ministero degli Esteri indiano. Modi incontrerà il presidente emiratino Mohammed bin Zayed Al Nahyan per discutere di cooperazione energetica e questioni regionali e internazionali di interesse comune.
Shmuel Zakay, responsabile dell'aviazione civile israeliana, ha denunciato che l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv è diventato una «base militare statunitense», secondo il quotidiano Yedioth Ahronoth. Zakay ha riferito al ministro dei Trasporti Miri Regev e al direttore generale Moshe Ben Zaken che l'attività militare sta ritardando il ritorno delle compagnie straniere e aumentando i prezzi dei biglietti. Ha aggiunto che la situazione compromette la stabilità finanziaria delle compagnie israeliane e ha chiesto di trasferire gli aerei Usa su basi militari dedicate.
Dania Thafer, analista del Gulf International Forum, afferma che il mancato progresso nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, inclusa l'ultima bocciatura di una proposta iraniana da parte di Trump, indica che «le due parti parlano senza ascoltarsi». In un'intervista ad Al Jazeera, Thafer sottolinea che serve un cambiamento nella situazione per far avanzare il dialogo, sia attraverso un'escalation sia attendendo chi cederà per primo. L'esperta si interroga sull'efficacia del blocco sul petrolio iraniano o su quello sullo Stretto di Hormuz, che potrebbe far cedere Trump a causa dell'impatto sui Paesi del Golfo e sull'economia globale. Thafer avverte di «un'alta probabilità di escalation», citando attacchi segnalati negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait, nonostante le smentite iraniane, e mette in guardia dal rischio di un conflitto congelato di bassa intensità, dannoso per tutte le parti coinvolte.
L'International Rescue Committee (IRC) avverte che la crisi umanitaria in Libano peggiora a causa dei continui attacchi israeliani, secondo un comunicato dell'organizzazione. Kelly Razzouk, vicepresidente per le politiche globali dell'IRC, riferisce che molte famiglie libanesi manifestano «ansia travolgente, dolore e depressione». Razzouk aggiunge che i bambini hanno difficoltà a dormire e i genitori affrontano il peso di garantire sicurezza mentre gestiscono il proprio trauma. Circa il 20% della popolazione libanese rimane sfollata, e l'accesso al supporto psicologico diventa sempre più urgente, conclude l'IRC.
L'Agenzia Nazionale Libanese riferisce che un drone israeliano ha lanciato un missile guidato contro un'auto nella città di Doueir, nel sud del Libano, causando la morte di due persone. L'attacco ha preso di mira un veicolo sulla strada, in una serie di raid che hanno colpito il sud del Libano e che in precedenza hanno ucciso almeno un individuo in un centro sanitario, secondo media locali.
Il presidente Trump afferma di considerare la ripresa di Project Freedom, l'operazione statunitense per liberare le navi bloccate vicino allo Stretto di Hormuz. Tuttavia, ha detto a Fox News di non aver ancora preso una decisione definitiva. L'operazione era stata sospesa martedì scorso poco dopo l'avvio, secondo fonti ufficiali.
Donald Trump ha detto a Fox News che negoziatori iraniani gli avrebbero riferito che gli Stati Uniti dovranno recuperare «polvere nucleare» dalle strutture iraniane distrutte. Trump ha sostenuto che l'Iran non dispone della tecnologia necessaria, secondo quanto riportano media statunitensi.
Il presidente Donald Trump ha detto a Fox News che i leader radicali iraniani «cederanno» e che continuerà a trattare con loro finché non raggiungeranno un accordo, secondo quanto riferito dai media statunitensi.
Abdolreza Rahmani Fazli, ambasciatore iraniano in Cina, afferma che Teheran ha manifestato la sua disponibilità a sostenere la proposta in quattro punti del presidente Xi per la pace in Medio Oriente. Secondo Fazli, il sostegno iraniano mira a «stabilire una sicurezza duratura e uno sviluppo condiviso nella regione del Golfo Persico», tema discusso anche durante l’incontro tra i ministri degli Esteri dei due Paesi. Il piano era stato presentato da Xi in un incontro con il presidente degli Emirati Zayed Al Nahyan a Pechino.
Un giovane è stato ucciso da colpi di arma da fuoco sparati dalle forze israeliane nel campo profughi di Qalandiya, in Cisgiordania occupata, riferisce l'agenzia Wafa. Il ministero della Salute palestinese ha identificato la vittima come Ayman Rafiq Muhammad al-Hashlamoun, 30 anni, colpito durante un'operazione nel campo. Secondo fonti palestinesi, le forze israeliane hanno fatto irruzione in un istituto di formazione professionale vicino al campo, usando gas lacrimogeni, granate stordenti e munizioni vere, e al-Hashlamoun è stato ferito alla testa. I soccorritori palestinesi sono stati impediti di intervenire e l'uomo è stato dichiarato morto; inoltre, la Mezzaluna Rossa ha curato un ragazzo di 15 anni ferito da un proiettile rivestito di gomma.
I registi del documentario Gaza: Doctors Under Attack, rifiutato dalla BBC, hanno vinto il Bafta TV Awards nella categoria attualità, secondo fonti ufficiali. Durante la cerimonia, i produttori hanno criticato la BBC per aver sospeso il progetto prima che fosse trasmesso da Channel 4. Il film, che raccoglie testimonianze dirette di operatori sanitari palestinesi a Gaza, ha ricevuto il premio quasi un anno dopo il rifiuto della BBC per presunta parzialità. Il produttore esecutivo Ben de Pear ha ringraziato i giornalisti e ha chiesto alla BBC se avrebbe escluso il film anche dalla proiezione Bafta trasmessa con oltre due ore di ritardo.
Rafael Advanced Defense Systems, produttore statale di Iron Dome, riferisce che il sistema ha abbattuto circa il 99% dei missili lanciati da Hamas e Hezbollah. Il presidente Yuval Steinitz ha detto che solo alcune decine di missili balistici provenienti dall’Iran non sono stati intercettati. Steinitz ha aggiunto che su 1.500 missili lanciati, la maggior parte è stata neutralizzata. Dal 7 ottobre 2023, Hamas e Hezbollah hanno sparato circa 40.000 razzi contro Israele, secondo il dirigente.
L’ex primo ministro del Qatar, Sheikh Hamad bin Jassim Al Thani, ha detto ad Al Jazeera che la guerra non è un’escalation improvvisa, ma il risultato di un’agenda israeliana a lungo termine per rimodellare violentemente il Medio Oriente. Il diplomatico ha definito la crisi nello Stretto di Hormuz la conseguenza più pericolosa del conflitto e ha messo in guardia contro le ambizioni di Netanyahu per un «Israele più grande». Ha inoltre chiesto la creazione urgente di un patto di difesa unificato nel Golfo, secondo l’intervista.
Un secondo cargo qatariota di gas naturale liquefatto (Gnl) sta transitando lo Stretto di Hormuz, pochi giorni dopo il passaggio del primo, secondo dati di LSEG visionati da Reuters. La nave Mihzem, con una capacità di 174 mila metri cubi, è partita da Ras Laffan in Qatar e si dirige verso Port Qasim in Pakistan, dove è attesa domani. Il primo cargo, Al Kharaitiyat, ha attraversato lo Stretto domenica seguendo la rotta settentrionale approvata dall'Iran.
Secondo fonti diplomatiche, il divario tra le richieste di Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto resta molto ampio. Il presidente Trump ha definito inaccettabile la controproposta iraniana. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha descritto l'offerta come ragionevole e generosa, basata sugli interessi nazionali di Teheran. Le trattative mirano a un accordo che coinvolga tutte le frontiere, in particolare il Libano, e includa misure di sicurezza.
Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha parlato telefonicamente con il collega saudita Faisal bin Farhan al-Jubeir per discutere le trattative in corso tra Iran e Stati Uniti, secondo fonti ufficiali. L'incontro si inserisce nel contesto degli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto regionale.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha informato l'ambasciatore Usa Michel Issa sugli sviluppi del terzo incontro tra Libano e Israele previsto questa settimana negli Stati Uniti. Secondo la presidenza libanese, Aoun ha sottolineato a Issa l'importanza di esercitare pressioni su Israele per porre fine alle violazioni del cessate il fuoco, alle operazioni militari e alla demolizione di abitazioni in Libano.
I conflitti in Medio Oriente spingono più traffico marittimo vicino alle coste sudafricane, aumentando il rischio di collisioni tra navi e balene, secondo ricercatori. Un documento presentato all'International Whaling Commission evidenzia che la costa sudoccidentale del Sudafrica ospita popolazioni di balene di rilievo globale e corridoi marittimi sempre più trafficati. Dopo il dirottamento di una nave britannica da parte degli Houthi nel novembre 2023 e il blocco dello Stretto di Hormuz, il traffico commerciale si è spostato intorno al Capo di Buona Speranza. La ricercatrice Els Vermeulen sottolinea che la «ampia sovrapposizione spaziale» in queste acque aumenta la probabilità di incidenti tra navi e cetacei.
Raid aerei israeliani nel sud del Libano hanno ucciso almeno quattro persone e ferito cinque, distruggendo diverse abitazioni, secondo la National News Agency libanese. Nell'attacco al villaggio di Abba, a Nabatieh, sono morti Najia Hassan Rammal, 78 anni, e il nipote di 11 anni Fadl Wahab Tarhini, mentre la loro casa è stata distrutta. Un altro raid a Jarjouaa, sempre a Nabatieh, ha ucciso i fratelli Ali e Nidal Naeem Moussa e ferito un'altra persona, riferisce la stessa agenzia.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato in un'intervista ai media statunitensi che la guerra contro l'Iran non è ancora conclusa, pur avendo «raggiunto un grande risultato». Ha sottolineato che resta materiale nucleare, come uranio arricchito, da rimuovere dal paese. Netanyahu ha aggiunto che permangono siti di arricchimento da smantellare, gruppi proxy sostenuti dall'Iran e missili balistici che Teheran intende ancora produrre, evidenziando che «molto è stato degradato, ma resta ancora lavoro da fare».
Le forze israeliane hanno inviato rinforzi nel campo profughi di Qalandiya, in Cisgiordania occupata, durante un raid seguito a un attacco armato contro la polizia di frontiera. Secondo Wafa, un giovane palestinese è rimasto gravemente ferito, mentre fonti ufficiali riferiscono che le forze hanno fatto irruzione in un istituto di formazione professionale vicino al campo, usando gas lacrimogeni, granate stordenti e munizioni vere. La morte del palestinese che ha sparato non è stata confermata.
L'esercito israeliano riferisce che tre soldati sono rimasti feriti a causa dell'esplosione di un drone esplosivo nel Libano meridionale. In precedenza, l'esercito aveva comunicato la morte di un soldato colpito da un drone lanciato da Hezbollah vicino al confine libanese, secondo fonti militari.
Le trattative diplomatiche per un accordo tra Stati Uniti e Iran sembrano bloccate, con entrambe le parti che accusano l'altra di avanzare richieste irragionevoli, secondo fonti ufficiali. Le tensioni nello Stretto di Hormuz continuano a spingere al rialzo i prezzi del petrolio. Il conflitto tra Usa e Iran, sostenuto da Israele, è giunto al 73° giorno. Domenica sera Trump ha respinto senza motivazioni la proposta iraniana per porre fine alla guerra.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbe partecipare il 14 maggio a Nuova Delhi alla riunione dei ministri esteri dei BRICS, secondo media indiani. L’incontro anticipa il 18° vertice BRICS previsto a settembre nella stessa città. L’India presiede attualmente l’alleanza economica che conta 11 membri principali, tra cui Russia e Cina.
La Cina ha espresso forte opposizione alle sanzioni Usa contro tre aziende cinesi accusate di supportare le operazioni militari iraniane, definendole «illegali e unilaterali», secondo il portavoce Guo Jiakun. Guo ha sottolineato che Pechino richiede alle imprese di rispettare leggi e regolamenti e difenderà i loro diritti legittimi. Ha aggiunto che la priorità è evitare una ripresa dei combattimenti, non usare la guerra per diffamare altri Paesi.
Pat Griffiths del Comitato Internazionale della Croce Rossa ha definito la sanità a Gaza «una vittima del conflitto armato», riferendo che gli ospedali sono danneggiati e pieni di feriti da proiettili ed esplosioni. Griffiths ha spiegato che, nonostante una tregua da ottobre, gli attacchi letali continuano e ha raccontato la drammatica esperienza di un chirurgo che ha perso un bambino con trauma cranico grave. Secondo lui, morte e disagi persistono quotidianamente per i palestinesi nella Striscia di Gaza, riferiscono fonti sul posto.
I prezzi dell'oro sono calati mentre le trattative di pace tra Stati Uniti e Iran rallentano, spingendo al rialzo il petrolio, riferisce Reuters. L'oro spot è sceso dello 0,6% a 4.684,32 dollari l'oncia alle 02:23 GMT, mentre i futures statunitensi per giugno hanno perso lo 0,8% a 4.692,70 dollari. Tim Waterer, analista capo di KCM Trade, ha spiegato che «si assiste a un ridimensionamento delle speranze per un accordo imminente, e l'oro risente della nuova crescita dei prezzi del greggio».
Baghaei ha dichiarato che la Cina è consapevole che la guerra contro l'Iran è stata «imposta» e non un incidente isolato. Secondo lui, l'Iran considera il conflitto una conseguenza delle azioni unilaterali degli Stati Uniti, che violano leggi internazionali. Baghaei ha aggiunto che Pechino attribuisce massima importanza alla stabilità nel Golfo Persico e nel Far East, e ammonisce gli Usa contro azioni illegali che minacciano la sicurezza regionale e globale, secondo media iraniani.
Il Nikkei 225 ha chiuso in calo dello 0,5% a 62.417,88 punti dopo aver raggiunto un massimo storico a 63.385,04, secondo dati della Borsa di Tokyo. La crisi in Medio Oriente ha prevalso sull’ottimismo per i risultati aziendali e gli investimenti tecnologici, riferiscono fonti finanziarie. Il più ampio indice Topix, meno influenzato da fattori geopolitici, ha invece guadagnato lo 0,3% a 3.840,93 punti.
La presidenza sudcoreana ha condannato l'attacco a un cargo nello Stretto di Hormuz e annuncia una risposta dopo l'identificazione della fonte, secondo un funzionario della Blue House. Esperti sudcoreani hanno avviato un'analisi forense preliminare dei danni alla poppa della nave, ha riferito la stessa fonte. La scorsa settimana un'esplosione e un incendio hanno colpito il cargo Namu, battente bandiera panamense e gestito dalla compagnia sudcoreana HMM, nella trafficata via marittima.
Il portavoce Baghaei ha dichiarato che l'Iran è a conoscenza delle molestie subite dai suoi cittadini negli Emirati Arabi Uniti nell'ultima settimana. «Abbiamo impartito istruzioni chiare alle nostre ambasciate e consolati a Dubai e stiamo monitorando attentamente la situazione», ha aggiunto secondo media locali. Riguardo alle sanzioni statunitensi contro un ministro iracheno per presunti legami con Teheran, Baghaei ha definito l'azione «un atto di arroganza e intimidazione». Ha inoltre sottolineato che ogni Paese deve rispettare la sovranità altrui e agire con responsabilità, lasciando agli iracheni la libertà di decidere secondo i propri interessi.
Il portavoce iraniano Baghaei ha esortato l’Europa a non cedere alle pressioni di Stati Uniti e Israele riguardo alla possibile missione navale nello Stretto di Hormuz. Ha definito la guerra «non solo immorale ma anche illegale», sottolineando che ogni intervento nella regione aggraverebbe le tensioni e i prezzi energetici. Baghaei ha chiesto ai Paesi del mondo di agire con responsabilità per evitare complicazioni.
Il primo ministro Narendra Modi ha esortato gli indiani a non acquistare oro per un anno, ridurre il consumo di carburante e conservare le riserve valutarie, secondo media locali. L'appello arriva mentre i prezzi del carburante aumentano a causa del blocco dello Stretto di Hormuz da parte delle autorità iraniane, attraverso cui passa il 90% delle importazioni di gas naturale liquefatto dell’India. Modi ha inoltre chiesto di rilanciare il lavoro da remoto e di rivedere le spese non essenziali per far fronte alla pressione economica derivante dall’aumento dei costi energetici globali. Ha infine invitato a ridurre il consumo di olio commestibile e ha sollecitato gli agricoltori a diminuire la dipendenza dai fertilizzanti chimici importati.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Baghaei, ha definito «legittima» la proposta di Teheran per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e riaprire lo Stretto di Hormuz, secondo media locali. Baghaei ha elencato le richieste iraniane: cessate il fuoco, la fine del blocco e della «pirateria» americana e lo sblocco di asset iraniani congelati ingiustamente per pressioni Usa. Ha aggiunto che la sicurezza dello Stretto di Hormuz e della regione, inclusa la stabilità in Libano, rappresentano un’offerta «generosa e responsabile» per la sicurezza regionale.
La ministra irlandese degli Esteri Helen McEntee definisce «profondamente preoccupante» la situazione a Gaza e in Medio Oriente, secondo un comunicato. In vista del Consiglio Affari Esteri Ue, McEntee sollecita misure concrete contro l’espansione degli insediamenti e la violenza dei coloni in Cisgiordania. La ministra chiede il divieto di commercio con gli insediamenti illegali e la sospensione degli accordi commerciali Ue-Israele, oltre a sanzioni contro i coloni violenti e i loro sostenitori.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha detto che le relazioni tra Iran ed Egitto si basano su «rispetto reciproco», rispondendo a notizie su presunti raid egiziani contro droni iraniani negli Emirati Arabi Uniti. Baghaei ha aggiunto che ogni intervento che possa compromettere la stabilità regionale è respinto, indipendentemente dall’attore coinvolto. Ha sottolineato che la sicurezza regionale deve essere garantita attraverso un aumento della fiducia tra i Paesi interessati.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano riferisce che gli Stati Uniti continuano a formulare «richieste irragionevoli». Secondo la stessa fonte, la risposta di Teheran alla proposta di Trump, inviata ieri al Pakistan, «non è stata eccessiva».
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che la stabilità e la sicurezza nella regione sono state «minate» dopo il rifiuto da parte di Donald Trump della risposta di Teheran alla sua proposta. Lo ha detto durante una conferenza stampa, secondo media iraniani.
Un raid aereo israeliano sulla città di Abba, nel sud del Libano, ha causato la morte di due persone e il ferimento di cinque, riferisce l'agenzia NNA. Secondo media locali, gli aerei da guerra hanno ripreso i bombardamenti su Kfar Remman, sempre nel sud del Libano, per la seconda volta in meno di un'ora.
Le forze israeliane hanno effettuato una serie di raid in Cisgiordania arrestando più di dodici persone, secondo l’agenzia Wafa. Tra gli arrestati figurano due nel governatorato di Ramallah e el-Bireh, un giovane a Qalqilya, due giovani a Tulkarem e almeno otto persone nel governatorato di Hebron. Un ventenne di al-Khader, a sud di Betlemme, è stato arrestato durante un raid nella sua abitazione, riferiscono fonti locali.
Kaja Kallas, responsabile della politica estera Ue, ha detto che il blocco potrebbe raggiungere oggi un accordo per imporre sanzioni contro i coloni israeliani violenti in Cisgiordania occupata. Lo ha affermato prima del vertice dei ministri degli Esteri a Bruxelles. Kallas ha aggiunto che non è ancora certo se si troveranno i voti necessari, dato che l’Ue richiede l’unanimità e un tentativo simile era stato bloccato dall’Ungheria a febbraio.
Tre petroliere cariche di greggio hanno attraversato lo Stretto di Hormuz con i sistemi di localizzazione spenti per evitare attacchi iraniani, riferisce Reuters citando dati di Kpler e LSEG. Due di queste, le VLCC Agios Fanourios I e Kiara M, ciascuna con 2 milioni di barili di greggio iracheno, hanno lasciato lo stretto domenica. L’Agios Fanourios, diretta in Vietnam, aveva fallito almeno due tentativi di transito dopo aver caricato greggio Basrah il 17 aprile. La destinazione della Kiara M non è chiara, secondo Reuters. Una terza VLCC, la Basrah Energy, ha caricato 2 milioni di barili di greggio Upper Zakum ad Abu Dhabi il primo maggio ed è uscita dallo stretto mercoledì, indicano i dati di Kpler.
Avichay Adraee, portavoce militare israeliano in arabo, ha avvertito della possibilità di nuovi raid nel sud del Libano e ha ordinato ai residenti di nove località di evacuare. Le aree interessate sono Ar-Rihan (Jezzine), Jarjouaa, Kfar Reman, Al-Numairiyah, Arab Salim, Al-Jumayjimah, Machghara, Qlaileh (Bekaa occidentale) e Harouf, secondo fonti ufficiali.
Le autorità iraniane hanno giustiziato un uomo accusato di spionaggio per i servizi segreti statunitensi e israeliani, riferisce l’agenzia Mehr. L’uomo è stato identificato come Erfan Shakurzadeh e lavorava in un’organizzazione scientifica nazionale specializzata nel settore satellitare, secondo fonti ufficiali.
Hezbollah afferma che i suoi combattenti hanno preso di mira una posizione militare israeliana all'interno di una casa a Baydar al-Faqani, nel comune di Taybeh, costringendo le truppe israeliane a ritirarsi. Secondo il gruppo libanese, l'attacco è stato ripetuto tre volte fino all'intervento di un elicottero israeliano per evacuare i feriti. L'esercito israeliano non ha rilasciato commenti immediati.
L'esercito israeliano riferisce di aver abbattuto «un obiettivo aereo sospetto» nel sud del Libano, in un apparente riferimento a un drone lanciato da Hezbollah, secondo fonti ufficiali.
I prezzi del petrolio sono saliti dopo che Trump ha definito «inaccettabile» la risposta dell'Iran alla sua proposta, secondo fonti di mercato. Il Brent ha guadagnato 4,16 dollari, pari al 4,11%, a 105,45 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha raggiunto 99,80 dollari, in aumento del 4,59%. La scorsa settimana entrambi i contratti avevano perso il 6% in attesa di una possibile fine del conflitto di dieci settimane che blocca il transito nel Golfo di Hormuz. Il ceo di Saudi Aramco, Amin Nasser, ha dichiarato domenica che la guerra ha fatto perdere circa un miliardo di barili di petrolio negli ultimi due mesi e che i mercati energetici richiederanno tempo per stabilizzarsi anche in caso di ripresa dei flussi.
La Knesset ha approvato una legge che introduce la pena di morte e processi pubblici per i palestinesi accusati di coinvolgimento negli attacchi del 7 ottobre 2023 in Israele, riferisce The Jerusalem Post. La norma, sostenuta da coalizione e opposizione, prevede un tribunale militare speciale a Gerusalemme con regole di prova modificate e la trasmissione in diretta delle udienze principali su un sito dedicato. Le accuse includono terrorismo, omicidio, violenza sessuale e genocidio, secondo il testo.
Al Jazeera Arabic riferisce che Israele ha condotto raid aerei sulle città libanesi di Kfar Tebnit e Choukine. Fonti locali segnalano un'escalation militare nella regione. Ulteriori dettagli saranno forniti non appena disponibili.
I media statali iraniani riferiscono che Teheran ha respinto il piano di pace degli Stati Uniti, definendolo una «resa all’avidità di Trump». Un funzionario iraniano ha detto ad Al Jazeera che la controproposta di Teheran punta a porre fine al conflitto e include negoziati sullo Stretto di Hormuz, il programma nucleare e la completa revoca delle sanzioni. Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha smentito le accuse del senatore democratico Mark Kelly secondo cui le scorte di munizioni americane sarebbero «esaurite» a causa della guerra con l’Iran. I prezzi del petrolio sono saliti, con il Brent a 104,01 dollari al barile dopo il rifiuto di Trump alla proposta iraniana. Il Parlamento israeliano si prepara a votare una legge che prevede la pena di morte e processi pubblici per i palestinesi accusati degli attacchi di ottobre 2023 nel sud di Israele.
Secondo il Jerusalem Post, l'esercito israeliano incontra difficoltà nel contrastare i droni First Person View (FPV) lanciati da Hezbollah. Il gruppo libanese utilizza cavi speciali per guidare i droni, che riescono a eludere i sistemi di disturbo israeliani. Il Jerusalem Post riferisce che Hezbollah ha diffuso immagini di un drone FPV che colpisce una batteria di Iron Dome al confine nord domenica scorsa. Durante una visita nel sud del Libano, funzionari israeliani hanno illustrato nuovi programmi pilota per migliorare l'identificazione e l'abbattimento dei droni FPV, ma l'esercito «sta ancora cercando di recuperare in tempo reale», secondo la stessa fonte.
Il ministro della Giustizia israeliano Yariv Levin ha presentato un disegno di legge per introdurre la pena di morte e processi pubblici contro i palestinesi coinvolti negli attacchi del 7 ottobre 2023 nel sud di Israele, riferiscono media israeliani. Il testo, sostenuto da maggioranza e opposizione, sarà votato oggi alla Knesset. Levin ha dichiarato che «se la pena di morte sarà imposta, sarà anche eseguita». Il presidente della commissione Costituzione Simcha Rothman ha definito la legge un segnale chiaro ai nemici di Israele, secondo media locali.
Israele ha colpito Gaza con raid di droni, uccidendo almeno tre palestinesi, secondo fonti locali. Dall’inizio della tregua mediata da Trump, le vittime israeliane sono 851. Israele ha autorizzato il passaggio di 200 persone al valico di Rafah con l’Egitto, ma limita fortemente i movimenti, consentendo l’uscita di meno di 40 pazienti al giorno nella prima settimana di maggio. Il ministero della Salute di Gaza denuncia circa dieci decessi quotidiani in attesa di evacuazione medica. Inoltre, Israele ha autorizzato l’ingresso di 600 camion di aiuti al giorno, ma ne fa entrare in media 223. Medici Senza Frontiere segnala una crisi di malnutrizione con aumento di aborti spontanei e mortalità infantile.
L’esercito israeliano ha annunciato la morte di un soldato ucciso in combattimento vicino al confine con il Libano. Secondo fonti militari, Alexander Glovanyov, 47 anni, autista di veicolo dell’esercito, è stato ucciso domenica.
Il chirurgo Tahir Mohammed, che ha operato in Libano e Gaza, ha negato le accuse israeliane secondo cui Hezbollah userebbe ambulanze per trasportare armi in Libano, in un’intervista a media internazionali. Mohammed ha citato un episodio in cui un’ambulanza non ha potuto soccorrere una giornalista ferita in Libano, che poi è morta. Ha inoltre ricordato attacchi israeliani contro operatori sanitari a Gaza, dove alcuni sono stati uccisi durante il recupero di feriti. «Queste accuse non hanno fondamento», ha detto, sottolineando che la politica israeliana di colpire operatori sanitari è costante.
Gli Stati Uniti hanno respinto la risposta iraniana a un piano in 14 punti per porre fine al conflitto, riferisce la stampa internazionale. Washington chiede la sospensione totale del programma nucleare iraniano, mentre Teheran accetta solo limitazioni temporanee. Il presidente Trump vuole inoltre prendere in custodia le 400 tonnellate di uranio arricchito iraniano, richiesta rifiutata da Teheran. L’Iran pretende il controllo formale dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale statunitense, che invece resterà in vigore fino a un accordo, secondo fonti ufficiali.
Mark Pfeifle, fondatore di Off the Record Strategies, afferma che Washington e Teheran stanno usando tattiche di pressione per vedere chi cederà per primo, definendo questi incontri «non negoziati di pace, ma di pressione». Secondo Pfeifle, gli Stati Uniti esercitano pressione tramite sanzioni, potenza navale e blocco, mentre l’Iran agisce nello Stretto di Hormuz generando «insicurezza, paura e disordine». L’analista sottolinea che per Trump si tratta di una strategia di attesa, mentre l’Iran è sotto forte stress economico con il rial in rapido crollo e un’inflazione superiore al 50 percento.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato al telefono con il suo omologo olandese Tom Berendsen, riferisce IRIB. Secondo i media statali iraniani, i due hanno «scambiato opinioni su relazioni bilaterali e sviluppi regionali e diplomatici in corso». La conversazione segue un colloquio analogo di Araghchi con il ministro egiziano Badr Abdelatty avvenuto nella stessa giornata.
Un funzionario iraniano anonimo ha detto ad Al Jazeera che la risposta di Teheran al piano Usa per porre fine alla guerra è «realistica e positiva». Secondo la fonte, la risposta iraniana punta a terminare i conflitti regionali, in particolare in Libano, e a risolvere le divergenze con gli Stati Uniti. Include negoziati sullo Stretto di Hormuz, sul programma nucleare e sulla completa rimozione delle sanzioni, con la richiesta di meccanismi chiari e garanzie internazionali per l’attuazione degli accordi.
Il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha smentito le affermazioni del senatore democratico Mark Kelly, secondo cui le munizioni americane sarebbero «esaurite» a causa della guerra con l'Iran. Hegseth ha definito «false e sciocche» le dichiarazioni di Kelly su un briefing riservato del Pentagono, aggiungendo che il dipartimento legale valuterà se il senatore abbia violato il giuramento. Kelly aveva invece avvertito che l'uso intensivo di munizioni rischia di indebolire la sicurezza nazionale e di compromettere la capacità di affrontare un eventuale conflitto con la Cina, secondo un'intervista a CBS.
Il documentario Gaza: Doctors Under Attack, che denuncia gli attacchi israeliani contro operatori sanitari nella Striscia di Gaza, ha vinto il BAFTA come miglior programma di attualità. La BBC, che aveva commissionato il film, ha deciso di non trasmetterlo per «preoccupazioni di imparzialità», secondo la regista Ramita Navai. Durante il discorso di accettazione, Navai ha ringraziato Channel 4 per aver poi trasmesso il documentario. Il produttore esecutivo Ben de Pear ha chiesto alla BBC se escluderà i realizzatori dalla proiezione del BAFTA, dato che aveva rifiutato il film.
Funzionari iraniani mantengono riserbo sui dettagli della risposta di Teheran alla proposta Usa trasmessa ai mediatori, riferiscono fonti diplomatiche. La proposta iraniana, inviata nel pomeriggio, prevede una fase iniziale per raggiungere un accordo che ponga fine al conflitto con garanzie di non ripresa. Successivamente, si affronta la questione marittima nello Stretto di Hormuz e un nuovo meccanismo di controllo. La fase finale riguarda il dossier nucleare e l’uranio arricchito, mentre il programma missilistico non è al momento oggetto di trattativa.
Il presidente Donald Trump ha definito «totalmente inaccettabile» la risposta dell’Iran alla proposta di pace degli Stati Uniti, secondo media iraniani. Teheran ha posto condizioni chiave, tra cui la revoca delle sanzioni Usa, la fine del blocco navale sui suoi porti e garanzie contro futuri attacchi. Kuwait e Emirati Arabi Uniti hanno segnalato la presenza di diversi droni nei loro spazi aerei, mentre il Qatar riferisce di un attacco con drone a una nave mercantile nelle sue acque territoriali. L’esercito iraniano ha avvertito Washington e Tel Aviv che, in caso di ripresa dell’«aggressione», «affronteranno opzioni sorprendenti», secondo media locali. Intanto Israele ha colpito due centri di emergenza a Bint Jbeil, in Libano, uccidendo due paramedici, mentre Hezbollah afferma di aver attaccato truppe israeliane. La Iranian Oil Terminals Company ha negato una fuoriuscita di petrolio vicino all’isola di Kharg, dopo che immagini satellitari avevano mostrato una vasta chiazza nel Golfo Persico.





