Escalation in Iran: raid su Isfahan con vittime, gli USA dispiegano i Marines
L’attacco a un sito industriale di Isfahan, con un bilancio di almeno 15 morti, segna un’escalation di grave entità nel conflitto iraniano, spostando il confronto su obiettivi non strettamente militari e provocando un’immediata risposta americana con il dispiegamento di truppe.
Raid su fabbrica iraniana, Washington invia 2.500 Marines
Un attacco attribuito a Stati Uniti e Israele ha colpito una fabbrica nella città industriale di Isfahan, nell’Iran centrale, causando la morte di almeno 15 persone e diversi feriti. L’agenzia iraniana Fars ha specificato che l’obiettivo era un sito produttivo di apparecchiature di riscaldamento. A questa escalation sul campo ha fatto seguito la decisione statunitense di dispiegare 2.500 Marines della 31ª Unità di Spedizione, partiti da Okinawa a bordo della USS Tripoli e considerati le prime truppe di terra mobilitate per il teatro operativo.
La tensione regionale si manifesta anche in altri scenari. Il Bahrein ha dichiarato di aver intercettato 125 missili e 203 droni dall’inizio degli attacchi iraniani, che hanno provocato due vittime nel regno. Sul fronte libanese, Hezbollah ha rivendicato l’abbattimento di un drone israeliano Hermes 450 nel sud del Libano, un’azione confermata dall’esercito israeliano.
Un conflitto su più fronti: dal fronte mediorientale al Libano, passando per la diplomazia
Gli ultimi sviluppi si inseriscono in un quadro di conflitto sempre più esteso e frammentato. Il dispiegamento dei Marines statunitensi, pur non essendo un’invasione, rappresenta un rafforzamento significativo della postura militare USA nella regione, segnalando la prontezza a interventi diretti. L’attacco su Isfahan sposta il focus su obiettivi industriali, sollevando interrogativi sulla strategia di indebolimento economico dell’Iran.
Sul piano diplomatico, si registra un’iniziativa della Francia, che ha elaborato una bozza d’accordo per la pace in Libano. La proposta, rivelata da fonti a Channel 12, includerebbe il riconoscimento di Israele da parte di Beirut e l’avvio di negoziati mediati da USA e Parigi. In questo quadro si inserisce l’incontro tra il comandante dell’esercito libanese, il Generale Rodolphe Haykal, e il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres per discutere della situazione.
La strategia della pressione: tra obiettivi industriali e isolamento regionale
Colpire una fabbrica a Isfahan non è un’azione militarmente convenzionale e potrebbe indicare una volontà di danneggiare la capacità produttiva iraniana, andando oltre gli asset puramente bellici. Questa tattica mira a generare pressione interna e a dimostrare la vulnerabilità di siti strategici nel cuore del Paese.
Le ripercussioni sulla vita civile e sugli eventi internazionali, come la cancellazione dei Gran Premi di Formula 1 in Bahrein e Arabia Saudita “per motivi di sicurezza”, accentuano l’isolamento della regione. Questa decisione, comunicata a Shanghai da F1 e FIA, testimonia come la percezione del rischio sia ormai tale da impattare grandi eventi economici e sportivi globali, amplificando le conseguenze del conflitto ben oltre il piano militare. Le proteste a Seul contro gli attacchi dimostrano inoltre una crescente mobilitazione dell’opinione pubblica internazionale.
Cosa cambia ora: sicurezza, sport e diplomazia sotto scacco
L’impatto immediato dell’escalation si traduce in un blocco di fatto per le attività internazionali nella regione del medio-oriente. La cancellazione delle gare di F1, previste per il 12 e 19 aprile, costituisce un precedente significativo per altri eventi e per il traffico aereo commerciale. L’intercettazione massiccia di droni e missili da parte del Bahrein, con esplosioni udite nella capitale Manama, rende tangibile la minaccia diretta per le popolazioni civili dei paesi vicini.
Sul piano strategico, la presenza dei Marines a bordo della USS Tripoli modifica l’equazione militare. Sebbene destinati a “rispondere a una crisi”, la loro prontezza a un eventuale dispiegamento in territorio iraniano introduce una variabile che Teheran non può ignorare. L’iniziativa diplomatica francese, d’altro canto, apre uno spiraglio negoziale che potrebbe divenire cruciale, sebbene la sua attuazione appaia complessa nell’attuale clima di scontro.
Scenari futuri plausibili
- Scenario 1: Escalation mirata e contenuta. Gli attacchi proseguono contro specifici obiettivi industriali e militari in Iran, senza però sfociare in un’invasione di terra su larga scala. Gli USA mantengono una pressione strategica. Segnale da monitorare: la natura e la frequenza dei prossimi raid e la tipologia di bersagli colpiti.
- Scenario 2: Intensificazione del conflitto al fronte libanese. In caso di fallimento della mediazione francese, gli scontri tra Israele e Hezbollah potrebbero intensificarsi, aprendo un secondo fronte di guerra ad alta intensità. Segnale da monitorare: la risposta ufficiale di Israele e Libano alla proposta di Parigi e il livello degli scontri al confine.
- Scenario 3: Incidente in aree marittime e internazionalizzazione. Un errore di calcolo o un attacco diretto a infrastrutture energetiche o navi militari nelle acque regionali potrebbe innescare una reazione a catena, coinvolgendo altre potenze regionali e internazionali. Segnale da monitorare: movimenti navali e dichiarazioni dei paesi vicini non ancora direttamente coinvolti.
Escalation in Iran: coordinate di un conflitto in evoluzione
Cosa sappiamo con certezza:
- Un attacco a una fabbrica di Isfahan ha causato almeno 15 morti.
- Gli Stati Uniti stanno dispiegando 2.500 Marines nel teatro operativo.
- I Gran Premi di Formula 1 in Bahrein e Arabia Saudita sono stati annullati.
- La Francia ha presentato una proposta diplomatica che prevede il riconoscimento di Israele da parte del Libano.
- Il Bahrein ha intercettato centinaia di missili e droni iraniani.
Cosa non sappiamo ancora:
- L’identità precisa degli autori dell’attacco su Isfahan e i dettagli completi sui danni.
- La missione specifica e le regole d’ingaggio dei Marines statunitensi dispiegati.
- Il bilancio totale delle vittime degli attacchi iraniani in Bahrein, oltre le due confermate.
Cosa sarà decisivo capire:
- Se la leadership iraniana ordinerà una rappresaglia diretta per l’attacco a Isfahan e con quali modalità.
- Quale sarà l’accoglienza reale della proposta diplomatica francese da parte del governo libanese e di Hezbollah.
- Se il dispiegamento delle truppe USA è un deterrente o il preludio a un intervento più diretto.
I prossimi giorni saranno determinanti per comprendere la direzione del conflitto. La risposta di Teheran all’attacco sul proprio territorio e la capacità della diplomazia internazionale di creare uno spazio negoziale, in particolare sul delicato fronte libanese, rappresentano le due variabili chiave da osservare per valutare le possibilità di un’ulteriore escalation o di un contenimento della crisi.
La guerra tra Iran in diretta, oggi 14 marzo 2026.
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato raid aerei contro obiettivi militari sull’isola iraniana di Kharg, hub strategico per le esportazioni petrolifere di Teheran, affermando che tutti i bersagli sono stati «annientati». Intanto un missile ha colpito l’eliporto dell’ambasciata Usa a Baghdad, mentre l’Iran minaccia attacchi contro infrastrutture energetiche della regione se verranno colpiti i propri impianti. Il Pentagono sta inoltre inviando nel Medio Oriente una unità di Marines, mentre resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz.
Raid Usa su Kharg Island: il presidente Donald Trump ha dichiarato che le forze statunitensi hanno «annientato tutti gli obiettivi militari» sull’isola iraniana di Kharg, al largo della costa sud-occidentale del Paese. Washington avverte che anche le infrastrutture petrolifere potrebbero essere colpite se Teheran continuerà a ostacolare il traffico nello Stretto di Hormuz.
Missile contro l’ambasciata Usa a Baghdad: secondo fonti irachene citate dall’Associated Press, un attacco missilistico ha colpito l’eliporto dell’ambasciata statunitense nella capitale irachena.
La minaccia di Teheran: l’Iran avverte che colpirà gli impianti energetici della regione se le sue infrastrutture petrolifere verranno attaccate. I media statali iraniani sostengono inoltre che le installazioni petrolifere sull’isola di Kharg non hanno subito danni.
Traffico nello Stretto di Hormuz: secondo un alto funzionario iraniano citato dalla CNN, Teheran starebbe valutando di consentire il passaggio limitato di petroliere, a condizione che il petrolio venga commerciato in yuan cinesi.
Marines verso il Medio Oriente: il Pentagono sta dispiegando nella regione una Marine Expeditionary Unit, una forza di risposta rapida composta da circa 2.500 Marines e marinai, riferiscono fonti statunitensi alla CNN.
Un video mostra una donna iraniana registrare un messaggio per il pubblico statunitense, spiegando il significato di "Allahu Akbar" per contrastare narrazioni islamofobiche del termine. Pochi istanti dopo l'inizio della registrazione, un presunto attacco USA-Israele ha provocato un'esplosione alle sue spalle.
Il ministero della Giustizia iracheno ha dichiarato che le aree circostanti l'aeroporto internazionale di Baghdad e il carcere centrale sono state oggetto di ripetuti attacchi nei giorni scorsi. L'agenzia di stampa irachena ha citato il portavoce del ministero, Ahmed Laibi, secondo cui alcuni attacchi sono avvenuti "molto vicino al carcere". Laibi ha aggiunto che "le cadute di proiettili vicino al sito carcerario destano preoccupazione per il potenziale effetto sulle nostre misure precauzionali e sui piani di sicurezza per proteggere la prigione o danneggiarne le infrastrutture".
Il ministero degli Esteri iraniano ha esortato i Paesi del Medio Oriente a "espellere" le forze armate statunitensi dai loro territori. L'appello arriva mentre il conflitto nella regione si intensifica, aumentando le tensioni.
La Formula 1 e la FIA hanno annullato i prossimi Gran Premi in Bahrein e Arabia Saudita. La decisione, legata a motivi di sicurezza per l'escalation in Medio Oriente, è stata comunicata domenica mattina a Shanghai. Le gare erano previste rispettivamente il 12 e il 19 aprile.
Centinaia di attivisti e manifestanti hanno sfilato nel centro di Seul. La protesta è diretta contro gli attacchi Usa-Israele, riferiscono fonti locali. La mobilitazione è caratterizzata da slogan per la pace.
Il Libano si dichiara pronto a colloqui diretti con Israele, mentre Tel Aviv minaccia la più grande invasione di terra dal 2006. Ron Dermer, stretto collaboratore del premier Netanyahu, è stato incaricato di gestire la questione libanese. Fonti diplomatiche indicano che i colloqui potrebbero iniziare entro pochi giorni, forse a Parigi o Cipro, coinvolgendo anche Jared Kushner per parte statunitense. Circolano voci su un piano di pace francese che prevederebbe il disarmo di Hezbollah e il riconoscimento di Israele da parte del Libano. Tuttavia, il ministero degli Esteri francese ha smentito tali indiscrezioni. Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri del partito Amal, ha posto una condizione chiara: un cessate il fuoco immediato prima di qualsiasi negoziato.
Una base militare all'aeroporto internazionale di Baghdad è stata bersaglio di un attacco con droni nella tarda serata di ieri. La struttura ospitava in precedenza truppe della coalizione internazionale a guida statunitense, secondo quanto riferito da due funzionari della sicurezza irachena. Un drone si è schiantato fuori dal perimetro di sicurezza, causando un incendio e danni a magazzini temporanei presenti nell'area.
La Formula 1 ha annunciato la cancellazione dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita previsti per aprile a causa del conflitto in corso. La decisione era attesa: un comunicato congiunto di Liberty Media e FIA ha confermato che le gare non saranno rimpiazzate il mese prossimo. "Nonostante alternative fossero state considerate, nessuna sostituzione sarà effettuata ad aprile", si legge nella nota.
Il gruppo libanese ha dichiarato di aver lanciato un attacco missilistico contro soldati israeliani vicino al confine con il Libano. Secondo una dichiarazione riportata dalla National News Agency libanese, Hezbollah ha colpito un assembramento di truppe nemiche a Khallat al-Mahafir, nel comune di al-Adisa. Israele non ha rilasciato commenti immediati.
I servizi di emergenza libanesi hanno riferito che attacchi israeliani su due città nel sud del paese hanno causato almeno cinque morti e sette feriti. L'agenzia di stampa nazionale del Libano ha dichiarato che "il raid nemico israeliano sulla città di Mefdoun – distretto di Nabatieh ha provocato il martirio di quattro cittadini, tra cui un bambino, e il ferimento di altri cinque". Un altro attacco su Majdal Selm, distretto di Marjeyoun, ha ucciso una persona e ne ha ferite altre due.
Il Pentagono ha promesso di intensificare la campagna militare contro l'Iran. Il Segretario alla Difesa statunitense ha dichiarato che ulteriori forze verranno dispiegate nella regione, aumentando la pressione.
Alcune navi continuano a transitare lo Stretto di Hormuz, nonostante le crescenti tensioni in Medio Oriente sollevino preoccupazioni sulla sicurezza marittima. Lo ha affermato Rockford Weitz, professore di studi marittimi presso la Tufts University. Secondo Weitz, un primo gruppo di "audaci" sta già attraversando lo stretto cruciale, e altri potrebbero unirsi presto. Ha aggiunto che l'Iran continua a inviare navi attraverso la rotta verso la Cina. Le assicurazioni contro i rischi di guerra marittima potrebbero presto tornare disponibili, sebbene non proteggano dagli attacchi. Molte compagnie di navigazione preferiscono attendere. Weitz ha anche segnalato che alcune navi che attraversano Hormuz spengono i loro transponder, un riflesso dei rischi attuali. Scorte navali potrebbero mitigare tali pericoli, ma l'organizzazione di tale protezione potrebbe richiedere vari giorni. Numerose imbarcazioni sono ancorate dopo le minacce iraniane di attaccare navi nello Stretto di Hormuz.
L'Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato 17 droni iraniani e sei missili balistici diretti verso il regno. Il Ministero della Difesa saudita ha comunicato che la maggior parte dei droni puntava alla Provincia Orientale. Non sono state segnalate vittime o danni immediati a seguito degli attacchi, secondo fonti del Ministero.
L'amministrazione Trump ha avvertito che le emittenti potrebbero vedersi revocare le licenze di trasmissione a causa di reportage critici sulla guerra contro l'Iran. Il presidente della Federal Communications Commission, Brendan Carr, ha dichiarato sui social media che le emittenti devono "operare nell'interesse pubblico", pena la perdita delle licenze. "Le emittenti che diffondono bufale e distorsioni, altrimenti note come fake news, hanno ora la possibilità di correggere la rotta prima del rinnovo delle loro licenze", ha scritto Carr. L'avvertimento è l'ennesima minaccia da parte di Carr, spesso criticato per dichiarazioni che sembrano voler allineare le emittenti alle priorità di Trump.
Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno dichiarato di aver lanciato diversi missili contro le forze statunitensi presenti nella base aerea Prince Sultan, vicino a Riad. Le autorità saudite non hanno ancora confermato l'attacco, ma il Ministero della Difesa aveva intercettato sei missili diretti verso Al-Kharj, dove la base è situata. La notizia arriva in un contesto di crescente tensione regionale.
Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno annunciato di aver lanciato diversi missili contro le forze statunitensi nella base aerea Prince Sultan, vicino a Riad. Le autorità saudite non hanno ancora confermato l'attacco. In precedenza, il Ministero della Difesa saudita aveva riportato l'intercettazione di sei missili diretti verso Al-Kharj, dove si trova la base.
Il Ministero della Difesa del Qatar ha annunciato via X che il paese è stato bersaglio di un attacco, che ha coinvolto quattro missili balistici e diversi droni lanciati dall'Iran. Le forze armate del Qatar hanno intercettato con successo tutti gli ordigni. Non si segnalano vittime né danni significativi a infrastrutture.
La Francia ha smentito le voci riguardo a una sua proposta diplomatica per fermare la guerra israeliana in Libano. Il Ministero degli Esteri ha dichiarato che "non esiste alcun piano francese" per risolvere il conflitto. Una nota ufficiale ha precisato che Parigi ha sostenuto l'apertura delle autorità libanesi a colloqui diretti con Israele, offrendo di facilitare il dialogo, ma spetterà unicamente alle parti definire l'agenda delle discussioni. La smentita arriva dopo un articolo di Axios che suggeriva un'iniziativa francese che avrebbe incluso il riconoscimento ufficiale di Israele da parte del Libano.
L'Iran ha dichiarato che il suo "ombrello di sicurezza è pieno di buchi". Teheran ha esortato le nazioni della regione a "espellere" le forze militari statunitensi dal loro territorio.
L'Ufficio Media di Fujairah ha dichiarato che sono in corso gli sforzi per domare un incendio nel porto di Fujairah, causato da detriti caduti dopo l'intercettazione di un drone. Nell'incidente un cittadino giordano ha riportato lievi ferite. Il porto di Fujairah si trova appena fuori lo Stretto di Hormuz ed è un polo cruciale per il rifornimento di carburante negli Emirati Arabi Uniti.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno esortato i civili a lasciare le zone vicine a fabbriche che avrebbero interessi statunitensi. I Pasdaran sostengono che Stati Uniti e Israele abbiano colpito stabilimenti causando vittime. Annunciate rappresaglie in risposta agli attacchi.
Raid aerei e fuoco di artiglieria israeliani stanno colpendo diverse città nel Libano meridionale, secondo l'Agenzia di Stampa Nazionale libanese. Bombardamenti aerei hanno interessato Mefdoun e l'area circostante tra Mefdoun e Zawtar al-Sharqiyah. Contemporaneamente, l'artiglieria pesante ha preso di mira città vicine come Zawtar, Yahmar, Arnoun e Mefdoun. In un altro episodio, le forze israeliane hanno tentato di avanzare ad Aita al-Shaab, dove sono stati uditi spari e bombardamenti. I combattenti di Hezbollah hanno risposto lanciando missili guidati contro le truppe israeliane in avanzamento.
Raid aerei e artiglieria israeliana stanno colpendo diverse località nel Libano meridionale, secondo l'agenzia di stampa ufficiale libanese NNA. I raid hanno interessato la città di Mefdoun e l'area tra Mefdoun e Zawtar al-Sharqiyah. Al contempo, pesanti bombardamenti di artiglieria hanno preso di mira Zawtar, Yahmar, Arnoun e la stessa Mefdoun. In una vicenda separata, le forze israeliane hanno tentato un'avanzata su Aita al-Shaab, dove si sono uditi spari. Combattenti di Hezbollah hanno risposto con missili guidati contro le truppe israeliane.
Un attacco aereo israeliano ha ucciso un'intera famiglia nel Libano meridionale, secondo l'agenzia di stampa nazionale libanese. Il raid ha colpito un'abitazione nella città di Qantara, provocando la morte di quattro membri della famiglia al-Saghir. Tra le vittime un padre, una madre e i loro due figli, come riportato dall'agenzia.
Il ministero dell'Interno del Bahrein ha annunciato l'arresto di sei persone. Sono accusate di aver diffuso video e disinformazione sugli attacchi iraniani nel paese. "Sei persone sono state arrestate e deferite alla procura per aver postato video sugli effetti dell'aggressione iraniana, lodando le sue azioni ostili e diffondendo notizie false", ha dichiarato il ministero. In Bahrein, almeno due persone sono morte e decine sono rimaste ferite a seguito degli attacchi.
Almeno 10.000 abitazioni sono state "danneggiate o completamente distrutte" a causa degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele, secondo quanto dichiarato dal governatore di Teheran, Mohammad Sadegh Motamadian, e riportato dall'agenzia di stampa iraniana ISNA. In precedenza, il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth aveva affermato che oltre 15.000 "obiettivi nemici" sono stati colpiti – più di 1.000 al giorno – dall'inizio del conflitto. Israele aveva comunicato che la sua aeronautica ha colpito oltre 200 obiettivi nelle ultime 24 ore, inclusi lanciamissili, sistemi di difesa e siti di produzione di armi.
Il Ministero della Difesa saudita ha dichiarato di aver intercettato e distrutto sei missili balistici. I proiettili erano diretti verso la provincia di al-Kharj, nel cuore del regno.
Droni hanno colpito strutture all'Aeroporto Internazionale del Kuwait, danneggiando parte del sistema radar. Nessun passeggero o membro del personale aeroportuale è rimasto ferito nell'incidente, avvenuto nelle prime ore del mattino. "L'Aeroporto Internazionale del Kuwait è stato preso di mira da diversi droni che hanno colpito il sistema radar. Fortunatamente, non ci sono state vittime", ha dichiarato Abdullah al-Rajhi, portavoce dell'autorità per l'aviazione civile.
Matthew Reed, vicepresidente di Foreign Reports, avverte che un attacco alle infrastrutture petrolifere di Kharg Island, da lui descritte come "il cuore pulsante dell'industria petrolifera iraniana", potrebbe provocare ritorsioni contro i produttori di greggio del Golfo. "Ciò inviterebbe l'Iran a fare lo stesso", ha dichiarato. Venerdì, gli Stati Uniti hanno annunciato di aver bombardato installazioni militari a Kharg, avvertendo che le critiche infrastrutture petrolifere dell'isola potrebbero essere le prossime se l'Iran continuerà a bloccare lo Stretto di Hormuz. Reed ha sottolineato come più a lungo durerà il conflitto, più difficile sarà per i mercati globali sostituire le forniture energetiche perse. "In questo momento, stiamo parlando di almeno dieci milioni di barili al giorno bloccati nel Golfo", ha aggiunto. "Aggiungete a questo oltre quattro milioni di barili al giorno di prodotti raffinati, e circa 11-12 miliardi di piedi cubi al giorno di GNL (gas naturale liquefatto) per i quali non esiste un facile sostituto. L'Agenzia internazionale dell'energia ha già annunciato il più grande rilascio di scorte petrolifere di emergenza nella sua storia."
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha chiesto un cessate il fuoco immediato nell'escalation del conflitto. Ha esortato tutte le parti a ridurre le tensioni e a privilegiare le soluzioni diplomatiche, mentre i rapporti indicano un'intensificazione dei bombardamenti su più fronti.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniano ha annunciato la sua "50esima ondata" di operazioni contro basi statunitensi nell'area. L'azione è stata "condotta contro le basi dell'esercito terrorista americano" negli Emirati Arabi Uniti (Al-Dhafra e Fujairah), in Bahrain (Jufayre e la Quinta Flotta Navale), in Kuwait (Ali Salem) e in Giordania (al-Azraq), secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars. Colpiti anche "radar di allerta precoce nella regione che fungevano da protezione per il regime sionista ", si legge nella nota.
Lo Stretto di Hormuz "non è ancora stato bloccato militarmente", ma è "sotto controllo" di Teheran. Lo ha dichiarato Alireza Tangsiri, comandante della marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, tramite un post su X. Tangsiri ha criticato le affermazioni americane su presunte distruzioni di navi iraniane o scorte di petroliere, sottolineando come gli USA "stanno chiedendo aiuto agli altri".
Il governo svizzero ha comunicato di aver discusso oggi richieste statunitensi di sorvolo militare. "Citando il diritto di neutralità, il Consiglio federale ha respinto due richieste avanzate in relazione alla guerra in Iran", si legge nella nota, aggiungendo che un volo di manutenzione e due richieste di sorvolo per aerei da trasporto sono stati approvati.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ribadito l'impegno per una "via d'uscita al conflitto" in Medio Oriente. Durante la giornata mondiale dei lavoratori del settore medico, Erdogan ha ricordato i "1.700 operatori sanitari uccisi a Gaza". Ha accusato Israele di "colpire scuole e ospedali" sia in Iran che in Libano, precisando che "la Turchia è in testa a coloro che difendono il rispetto dei diritti umani".
Le immagini dei danni a Eilat sono emerse nonostante la censura militare israeliana. Non è stato possibile nascondere l'impatto su dieci diverse aree della città strategica. Danni sono stati segnalati anche nel centro di Israele, nell'area di Tel Aviv. Nessuna vittima, ma un ferito grave a Eilat. Nelle vicinanze, ad Aqaba in Giordania, si sono viste colonne di fumo. Questi attacchi continuano a creare forte stress nella società israeliana: nel nord del Paese, le sirene suonano ogni 30 minuti, rendendo difficile prevedere un ritorno alla normalità.
L'Iran denuncia un "ombrello di sicurezza pieno di buchi" e invita le nazioni ad allontanare le forze militari statunitensi. Il presidente degli Stati Uniti ha avvertito che gli impianti petroliferi dell'isola di Kharg potrebbero essere il prossimo obiettivo. Intanto, "enormi esplosioni" hanno scosso il centro di Teheran dopo un raduno di migliaia di persone contro Stati Uniti e Israele.
Solo grazie alla disobbedienza dei cittadini è stato possibile vedere le conseguenze dell'attacco a Eilat. I danni a dieci diverse aree della città strategica erano impossibili da nascondere, nonostante il velo della censura militare. Si segnalano danni anche nell'area di Tel Aviv, in Israele centrale, con un ferito grave a Eilat, mentre nessun decesso è stato riportato. Nuvole di fumo sono state avvistate anche dalla vicina Aqaba, in Giordania. Sirene ogni trenta minuti nel nord di Israele continuano a mettere sotto pressione la popolazione.
Dal 1920, l'Iran ha vissuto due momenti politici decisivi che riflettono distinte identità civilizzazionali. Questi hanno plasmato non solo il carattere interno del paese, ma anche le sue relazioni globali. Oggi, con la Repubblica Islamica sotto una pressione senza precedenti, un terzo momento iraniano potrebbe avvicinarsi. A Teheran, il 10 marzo 2026, è visibile un cartellone che ritrae le guide supreme iraniane dal 1979 su un’autostrada.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha richiesto un colloquio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per discutere l'intercettazione di droni iraniani. Secondo il sito Ynet, Israele intende sfruttare l'esperienza di Kiev e mantenere la cooperazione. L'ambasciatore ucraino Yevgeny Kornychuk ha confermato la richiesta, auspicando che il colloquio avvenga presto.
L'Iran denuncia che il suo "ombrello di sicurezza è pieno di buchi" e invita le nazioni ad "espellere" i militari statunitensi. Il Presidente degli Stati Uniti ha avvertito che le strutture petrolifere dell'isola di Kharg potrebbero essere il prossimo obiettivo. Queste dichiarazioni seguono "enormi esplosioni" che hanno scosso il centro di Teheran dopo un raduno anti-USA-Israele.
Gli anni '20 hanno segnato l'inizio di due momenti politici cruciali per l'Iran, che hanno plasmato l'identità del paese e le sue relazioni internazionali. Oggi, mentre la Repubblica Islamica affronta pressioni senza precedenti, potrebbe avvicinarsi un terzo momento decisivo. Un cartellone ritraente le Guide Supreme dell'Iran dal 1979 è visibile su un'autostrada a Teheran il 10 marzo 2026.
Le autorità del Kuwait hanno riferito che droni hanno colpito strutture presso l'aeroporto internazionale del Kuwait. Non ci sarebbero vittime o feriti.
Dal 1920, l'Iran ha vissuto due momenti politici decisivi che riflettono due distinte identità civilizzazionali. Questi hanno plasmato non solo il carattere interno del Paese, ma anche le sue relazioni con il mondo. Oggi, con la Repubblica islamica sotto una pressione senza precedenti, un terzo momento iraniano potrebbe essere alle porte.
Il Ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato che quattro missili balistici iraniani e diversi droni hanno attaccato oggi lo stato del Golfo. In una nota, ha specificato che le forze armate del Qatar hanno intercettato tutti i velivoli e i missili.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato su X che gli Stati Uniti stanno "implorando" la Cina per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Araghchi ha criticato l'"ombrello di sicurezza" statunitense, invitando i Paesi vicini a cacciare gli "aggressori stranieri". L'Iran sottolinea che l'interesse principale degli USA è Israele.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto un colloquio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, focalizzato sull'esperienza di Kiev nell'intercettazione di droni iraniani. La richiesta, riportata dal sito israeliano Ynet, mira a rafforzare la cooperazione tra i due Paesi sul tema. L'ambasciatore ucraino in Israele, Yevgeny Kornychuk, ha confermato l'iniziativa, precisando che il confronto non è ancora avvenuto per problemi di calendario, ma si spera possa concretizzarsi a breve.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che il nuovo leader supremo Mojtaba Khamenei "non ha alcun problema", smentendo voci su sue presunte ferite. Venerdì, il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth aveva affermato che Khamenei "è ferito e probabilmente sfigurato". Araghchi ha riferito a MS NOW: "Non c'è alcun problema con il nuovo leader supremo. Ha inviato il suo messaggio ieri e svolgerà i suoi doveri". Nel suo primo discorso, Khamenei ha ribadito che lo Stretto di Hormuz rimarrà di fatto chiuso. Ha anche minacciato l'apertura di nuovi fronti se la guerra USA-Israele sul suo Paese continuerà.
Il Ministero della Difesa giordano ha dichiarato di aver intercettato 79 dei 85 missili e droni lanciati dall'Iran verso "siti vitali" nel regno durante la seconda settimana del conflitto in Medio Oriente. I restanti cinque droni e un missile sono atterrati in Giordania, precisa la dichiarazione. Il portavoce della Direzione di Pubblica Sicurezza giordana ha aggiunto che frammenti di 93 razzi e droni sono caduti nella seconda settimana di guerra "nella maggior parte delle province del regno, ferendo nove persone". Sabato scorso, la Giordania aveva accusato Teheran di aver lanciato 119 missili e droni sul suo territorio nella prima settimana di guerra, con un totale di almeno 14 feriti dagli attacchi iraniani.
L'Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato e distrutto un drone sopra la provincia orientale del paese. Lo ha riferito il Ministero della Difesa saudita tramite un post su X. I funzionari non hanno precisato il punto di lancio né se il velivolo abbia causato danni.
Il Ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha annunciato che le difese aeree del regno hanno intercettato e distrutto un drone sulla Provincia Orientale. Lo riporta un post su X, senza fornire dettagli immediati sull'origine del lancio.
Alireza Tangsiri, comandante della marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha dichiarato che l'Iran non ha chiuso lo Stretto di Hormuz, sottolineando che il vitale passaggio marittimo è "solo sotto controllo". Tangsiri ha accusato gli Stati Uniti di diffondere false informazioni sulla distruzione di navi iraniane e sull'scorta di petroliere. "Gli americani hanno falsamente affermato di aver distrutto le nostre navi e scortato petroliere, e ora chiedono supporto ad altri", ha scritto Tangsiri su X. Il presidente Trump, in un post su Truth Social, aveva sollecitato l'aiuto di paesi, inclusa la Cina, per "riaprire" lo stretto.
Il Pentagono ha confermato che le forze statunitensi hanno condotto attacchi mirati contro risorse navali iraniane nel Golfo Persico. Un portavoce ha dichiarato che l'operazione è stata una risposta alla recente aggressione iraniana, mirata a indebolire le sue capacità marittime.
Un attacco a Isfahan, Iran centrale, ha causato la morte di almeno 15 persone e il ferimento di diverse altre. Lo riporta Haaretz, citando l'agenzia iraniana Fars. L'azione avrebbe colpito una fabbrica di apparecchiature di riscaldamento e raffreddamento. Al momento dell'esplosione, diversi operai erano presenti all'interno dell'impianto.
Il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato che 14 operatori sanitari sono stati uccisi in attacchi nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha confermato che 12 medici, paramedici e infermieri sono deceduti in un bombardamento contro il centro sanitario di Bourj Qalaouiyeh venerdì sera. L'agenzia di stampa nazionale libanese ha precisato che un drone israeliano ha colpito un edificio residenziale.
L'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto i tentativi degli alleati mediorientali di avviare negoziati diplomatici per un cessate il fuoco con l'Iran. Lo riferisce Reuters citando tre fonti a conoscenza dei fatti. L'Iran, dal canto suo, ha dichiarato in precedenza di non accettare alcuna tregua finché non cesseranno gli attacchi USA e israeliani, come precisato da due fonti iraniane all'agenzia. Un alto funzionario della Casa Bianca ha confermato la posizione di Trump, affermando che la priorità è indebolire le capacità militari di Teheran. "Non è interessato a questo al momento e continueremo la missione senza sosta. Forse ci sarà un giorno, ma non adesso", ha detto il funzionario. "Il presidente Trump ha detto che la nuova potenziale leadership in Iran ha indicato di voler parlare e alla fine parlerà. Per ora, l'Operazione Furia Epica continua senza sosta", ha aggiunto.
Il ministro degli Esteri iraniano ha esortato i ministri della difesa dei paesi mediorientali a "espellere" le forze militari statunitensi dalla regione. L'appello arriva in un momento di forte tensione.
Il ministro degli Esteri iraniano ha lanciato un appello ai vicini del Golfo e ad altre nazioni del Medio Oriente affinché "espellano gli aggressori stranieri", mentre si intensificano gli attacchi nella regione. Abbas Araghchi ha scritto: "L'ombrello di sicurezza statunitense, tanto decantato, si è rivelato pieno di buchi e invita piuttosto che scoraggiare i problemi".
"Gli Stati Uniti ora supplicano altri, persino la Cina, di aiutare a rendere Hormuz sicura. L'Iran esorta i Paesi fratelli vicini a espellere gli aggressori stranieri, specialmente perché la loro unica preoccupazione è Israele."
Il presidente americano avverte l'Iran che le strutture petrolifere dell'isola di Kharg potrebbero essere il prossimo obiettivo. Forti esplosioni hanno scosso il centro di Teheran dopo che migliaia di persone si sono radunate in segno di sfida contro USA e Israele.
Il ministro degli Esteri iraniano ha lanciato un appello ai vicini del Golfo e ad altre nazioni mediorientali per "espellere gli aggressori stranieri". L'appello arriva mentre attacchi incrociati continuano a destabilizzare la regione. "L'esaltato ombrello di sicurezza statunitense si è rivelato pieno di falle e invitante piuttosto che scoraggiante i problemi", ha scritto Abbas Araghchi, aggiungendo: "Gli Stati Uniti ora implorano altri, persino la Cina, di aiutarli a rendere Hormuz sicura. L'Iran invita le nazioni vicine a espellere gli aggressori stranieri, soprattutto perché la loro unica preoccupazione è Israele".
Un attacco a Isfahan, nell'Iran centrale, ha causato la morte di almeno 15 persone e il ferimento di diverse altre, secondo quanto riportato dall'agenzia iraniana Fars, citata da Haaretz. L'obiettivo sarebbe stata una fabbrica di apparecchiature di riscaldamento e raffreddamento. Al momento del raid, diversi operai erano presenti nella struttura.
Il Kuwait ha dichiarato che due missili hanno colpito il perimetro della base aerea di Ahmad Al Jaber, causando danni limitati e ferendo tre soldati. Un portavoce del Ministero della Difesa kuwaitiano ha affermato che le difese aeree hanno rilevato sette missili nelle ultime 24 ore. Tre sono stati distrutti, mentre due sono caduti danneggiando aree vicine alla struttura. I tre militari feriti hanno riportato lesioni lievi e sono attualmente in cura.
L'esercito israeliano (Idf) ha dichiarato di aver eliminato due alti funzionari dell'intelligence iraniana venerdì sera, durante un "attacco mirato" a Teheran. La notizia è stata diffusa tramite un post su X delle Idf. I funzionari sono stati identificati come Abdullah Jalali-Nassab e Amir Shariat, entrambi in servizio presso il Comando di Emergenza Khatem al-Anbiya, dipendente dal regime iraniano. L'Idf ha inoltre attestato un'intensificazione delle operazioni in Iran, colpendo oltre 200 obiettivi nelle regioni occidentali e centrali del Paese nelle ultime 24 ore. Tra i bersagli figurano lanciatori di missili, sistemi di difesa e depositi di armi, secondo quanto precisato dalle autorità militari israeliane.
Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha solidarizzato con il Libano e ha condannato i raid aerei israeliani sulle infrastrutture pubbliche libanesi. Ha definito gli attacchi contro i ponti e le zone residenziali di Beirut una "grave minaccia per i civili". Il portavoce Jamal Rushdi ha espresso pieno sostegno alla decisione del governo libanese di vietare attività militari di Hezbollah.
L'inviato dell'Iran in Ucraina, Shahriar Amouzegar, ha minimizzato il supporto offerto da Kiev a Washington e ai suoi alleati nel Golfo, che pubblicizzano la loro esperienza nel distruggere droni di progettazione iraniana utilizzati dalla Russia. Amouzegar ha dichiarato all'AFP: "Per quanto riguarda le azioni che l'Ucraina sta intraprendendo in Medio Oriente contro i droni, le consideriamo essenzialmente nulla più di uno scherzo e un gesto vistoso".
Il Presidente Volodymyr Zelenskyy ha annunciato all'inizio del mese l'invio di esperti militari ucraini nei Paesi del Golfo e ha incaricato il capo negoziatore Rustem Umerov di proporre la vendita di droni intercettori. "Purtroppo, l'Ucraina è ora entrata effettivamente in una fase di confronto diretto con noi; cioè, si è schierata al fianco dei nostri nemici," ha concluso Amouzegar all'agenzia di stampa.
Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha espresso solidarietà al Libano, condannando i raid aerei israeliani. Ha definito gli attacchi alle infrastrutture civili e ai quartieri residenziali di Beirut come una "grave minaccia" per la popolazione. La dichiarazione è stata ribadita dal portavoce Jamal Rushdi, che ha anche sostenuto gli sforzi libanesi per limitare l'attività militare di Hezbollah.
Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha solidarizzato con il Libano, condannando i raid aerei israeliani contro le infrastrutture civili. Ha definito gli attacchi, inclusa la distruzione di ponti e i frequenti obiettivi residenziali a Beirut, una "grave minaccia" per i civili. Aboul Gheit ha espresso pieno sostegno a Beirut, impegnato a evitare un coinvolgimento nel conflitto regionale.
L'ambasciata statunitense a Baghdad ha emesso un'allerta di sicurezza, invitando i cittadini americani a lasciare immediatamente l'Iraq. "I cittadini statunitensi che scelgono di rimanere in Iraq sono fortemente incoraggiati a riconsiderare, alla luce della significativa minaccia posta dai gruppi terroristici di miliziani allineati all'Iran", si legge nel comunicato diffuso poco fa. La richiesta riflette una crescente preoccupazione per la sicurezza nella regione.
La Turchia esprime profonda preoccupazione per gli attacchi israeliani in Libano. Il ministro degli Esteri Hakan Fidan ha dichiarato che il premier Netanyahu potrebbe commettere "un nuovo genocidio" con la scusa di combattere Hezbollah. Ankara esorta la comunità internazionale ad agire immediatamente.
Le autorità libanesi affermano che il numero di persone costrette a lasciare le proprie case a causa della guerra israeliana è in costante aumento. L'unità governativa per la gestione del rischio disastri ha registrato 831.882 sfollati interni dall'escalation dei combattimenti il 2 marzo.
Il Regno Unito sta considerando diverse "opzioni" dopo l'invito del presidente statunitense Donald Trump a inviare navi da guerra nello Stretto di Hormuz. Un portavoce del ministero della Difesa britannico ha dichiarato a Sky News che sono in corso discussioni con alleati e partner per garantire la sicurezza della navigazione nella regione.
L'intelligence delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha annunciato l'arresto di 25 persone a Teheran e otto ad Hamadan. Sono accusati di aver raccolto foto e informazioni su siti militari e di sicurezza per conto di "nemici". Il capo della polizia, Ahmadreza Radan, ha dichiarato a Press TV che finora 81 persone sono state fermate per aver condiviso "informazioni interne iraniane con media ostili".
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana (IRGC) si dichiara pronto a inviare proprie forze in Libano, dove continuano gli scontri tra Hezbollah e Israele. Lo ha annunciato l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, sostenendo che la scelta farebbe seguito a una richiesta di intervento da parte di Hezbollah. Finora, nessun commento ufficiale è giunto dalle autorità di Teheran sulla presunta disponibilità.
Il ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di voler deliberatamente inasprire il conflitto. Ha esortato i paesi mediorientali a espellere le forze militari statunitensi dai loro territori, affermando che la presenza USA destabilizza la regione.
Circa 200 persone si sono riunite a Piazza Habima, a Tel Aviv, per manifestare contro la guerra israelo-statunitense all'Iran. I partecipanti hanno scandito slogan come "Non si può costruire la democrazia sui corpi di studentesse" e "Piloti, fermate i bombardamenti", secondo un video diffuso sui social dal giornalista arabo-israeliano Yanal Jabarin. La protesta segue manifestazioni analoghe disperse nelle scorse settimane, con diversi arresti. Un sondaggio dell'Israel Democracy Institute ha indicato che il 93% degli ebrei israeliani sostiene la guerra, mentre solo il 26% degli arabo-israeliani l'appoggia.
Il presidente statunitense Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno bombardato siti militari iraniani sull'isola di Kharg, definita il "gioiello della corona" di Teheran. Ha avvertito che le strutture petrolifere dell'isola potrebbero essere i prossimi obiettivi. L'annuncio arriva dopo "enormi esplosioni" a Teheran, seguite a manifestazioni di sfida contro Washington e Israele.
Il Kuwait ha rilevato sette droni ostili nelle ultime 24 ore, secondo un portavoce del Ministero della Difesa kuwaitiano. Tre droni sono stati abbattuti, mentre due sono precipitati fuori dalla zona di minaccia presunta. Due velivoli senza pilota avevano come obiettivo la base aerea Ahmed Al Jaber, una delle principali installazioni militari del paese, che ospita anche forze statunitensi.
Due droni hanno colpito l'ambasciata statunitense a Baghdad. Lo riferisce la CNN, citando una fonte della sicurezza americana. Non si conoscono ancora l'entità dei danni né eventuali vittime. Un video geolocalizzato dalla Cnn mostra fumo e piccole fiamme alzarsi da un edificio vicino al complesso diplomatico.
Il Presidente statunitense ha promesso di intensificare la campagna militare americana contro l'Iran. Ha citato le continue minacce alla stabilità regionale e agli interessi degli Stati Uniti, assicurando azioni decisive contro l'aggressione iraniana.
Israele ha condotto 400 attacchi, secondo quanto riferito da Al-Mayadeen TV. Le operazioni si sono concentrate su obiettivi specifici.
Un attacco attribuito a Stati Uniti e Israele contro la città industriale di Isfahan, nell'Iran centrale, ha provocato 15 morti e diversi feriti. L'agenzia di stampa Fars ha riferito che il raid ha colpito la città. Ulteriori dettagli sul bersaglio o sulle vittime non sono disponibili al momento.
Un attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro la città industriale di Isfahan, nell'Iran centrale, ha provocato 15 morti e diversi feriti, secondo quanto riportato dai media iraniani. L'agenzia Fars News ha precisato che l'attacco è avvenuto domenica. Maggiori dettagli sul bersaglio esatto e sull'identità delle vittime non sono stati divulgati immediatamente.
Le forze armate israeliane affermano di aver condotto circa 400 attacchi aerei nell'Iran occidentale e centrale dall'inizio della campagna attuale. Gli obiettivi dichiarati sono infrastrutture militari iraniane. Negli ultimi 24 ore, sono stati colpiti oltre 200 siti, secondo una nota militare.
I raid hanno preso di mira lanciatori di missili balistici, alcuni dei quali, si sostiene, erano pronti a essere lanciati verso Israele, oltre a sistemi di difesa aerea e depositi di armi. Gli attacchi sono stati eseguiti da caccia dell'aeronautica, basandosi su informazioni di intelligence.
Le autorità del Kurdistan iracheno (KRG) hanno sollecitato il governo federale di Baghdad a intervenire contro le milizie armate che operano al di fuori del controllo statale. La richiesta segue il recente attacco al consolato generale degli Emirati Arabi Uniti a Erbil. "Il governo federale deve porre fine a queste forze, gruppi e milizie fuorilegge", si legge in una nota KRG, definendo l'attacco un "atto terroristico" e una violazione del diritto internazionale. Secondo il KRG, tali azioni minano la sovranità e la sicurezza della regione e dell'intero Iraq.
Israele e Libano dovrebbero avviare colloqui diretti nei prossimi giorni, i primi dall'inizio della guerra in Iran che ha visto riaccendersi gli scontri tra Israele e Hezbollah. Jared Kushner, genero del presidente Trump, parteciperà ai colloqui, che potrebbero tenersi a Parigi o Cipro, ha riferito il quotidiano israeliano Haaretz, citando due fonti anonime. La delegazione israeliana sarà guidata da Ron Dermer, fiduciario del premier Benjamin Netanyahu. Il Ministero della Sanità libanese ha comunicato un bilancio di 826 morti e 2.009 feriti a seguito degli attacchi israeliani dal 2 marzo. In Israele, gli attacchi iraniani e di Hezbollah hanno provocato almeno 15 vittime e oltre 2.000 feriti.
Il presidente americano Donald Trump ha avvertito l'Iran che le strutture petrolifere dell'isola di Kharg potrebbero essere il prossimo obiettivo. Le forze statunitensi hanno bombardato siti militari iraniani sull'isola, definita il "gioiello della corona" di Teheran. Vastissime esplosioni hanno scosso il centro della capitale iraniana, dopo che migliaia di persone si erano radunate in aperta sfida a Stati Uniti e Israele.
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha dichiarato che Stati Uniti e Iran devono tornare ai negoziati per evitare un'ulteriore escalation del conflitto regionale. Parlando ad Ankara, Fidan ha avvertito che la guerra rischia di estendersi all'intera regione. "Il conflitto deve terminare al più presto. Siamo preoccupati per la sua diffusione". Fidan ha aggiunto che le difese aeree turche hanno intercettato un missile diretto verso il paese e ha confermato che Ankara mantiene i contatti con i funzionari iraniani. "Israele sta trascinando la regione in una nuova instabilità. Finché gli attacchi continueranno, si trasformerà in una spirale inarrestabile. La Turchia resisterà a ogni tipo di provocazione", ha affermato. Fidan ha anche avvertito che la continua chiusura della moschea di Al-Aqsa ai fedeli da parte di Israele è un "passo pericoloso che innescherà nuovi disordini nella nostra regione". Ha concluso: "Siamo preoccupati che Netanyahu si stia dirigendo verso un nuovo genocidio con il pretesto di combattere Hezbollah".
Mentre il conflitto con l'Iran entra nella sua terza settimana, la superiorità militare di Stati Uniti e Israele è contrastata da Teheran con mosse asimmetriche. L'Iran sta infatti mirando a vari punti di pressione economica al di fuori dei suoi confini. Con censura e propaganda che modellano la copertura da tutte le parti, il pubblico deve navigare in un labirinto informativo spesso fuorviante.
Sul campo di battaglia, a tre settimane dall'inizio del conflitto, l'iniziale vantaggio militare di Stati Uniti e Israele viene sempre più bilanciato da una strategia asimmetrica di Teheran. L'Iran sta infatti colpendo svariati punti nevralgici economici fuori dai propri confini. Con una forte censura e propaganda che modellano la copertura mediatica da ogni parte, il pubblico deve destreggiarsi in un labirinto di informazioni spesso fuorvianti, come si osserva nel filmato qui sotto.
La guerra in Iran è entrata nella sua terza settimana e il vantaggio militare di Stati Uniti e Israele è contrastato dalle azioni asimmetriche di Teheran. L'Iran ha colpito vari punti di pressione economica fuori dai suoi confini. Censura e propaganda influenzano la copertura su tutti i fronti, rendendo difficile l'orientamento per il pubblico.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato venerdì un ordine esecutivo per aumentare la produzione petrolifera al largo della California meridionale. La misura, volta a fronteggiare la domanda energetica post-conflitto con l'Iran e i prezzi del greggio oltre i 100 dollari al barile, si avvale del Defense Production Act, una legge dell'epoca della Guerra Fredda. L'ordine mira a snellire l'iter dei permessi per la Sable Offshore Corp di Houston, per riavviare la produzione da alcune piattaforme offshore californiane.
Rappresentanti israeliani e libanesi si incontreranno nei prossimi giorni per una serie di colloqui diretti. L'obiettivo è affrontare specifiche dispute di confine marittimo e terrestre, attualmente oggetto di mediazione statunitense. La notizia è stata riportata da diversi media regionali, citando fonti diplomatiche.
Le autorità del Kurdistan iracheno (Krg) hanno sollecitato il governo federale di Baghdad a intervenire contro le milizie armate che operano al di fuori del controllo statale. La richiesta giunge dopo l'attacco al consolato generale degli Emirati Arabi Uniti a Erbil. "Il governo federale deve porre fine a questi gruppi illegali che rappresentano una seria minaccia per la popolazione del Kurdistan e dell'Iraq", si legge in una nota del Krg. Il Krg ha condannato l'assalto alla sede diplomatica di Abu Dhabi, definendolo un "atto terroristico" e una violazione del diritto internazionale. Secondo le autorità regionali, tali "attacchi terroristici e sovversivi" minano la sovranità sia del Kurdistan sia dell'Iraq.
Mentre la guerra in Iran entra nella terza settimana, l'Iran sta contrastando asimmetricamente il vantaggio militare di Stati Uniti e Israele. Il Paese sta colpendo diversi punti di pressione economica al di fuori dei suoi confini. Censura e propaganda influenzano la copertura su tutti i fronti, rendendo difficile per il pubblico orientarsi nel flusso di informazioni.
Le basi militari statunitensi in Medio Oriente mettono in pericolo i Paesi della regione. Lo ha dichiarato il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, sostenendo che tali installazioni "non proteggono nessuno, sono una minaccia". Ghalibaf, tramite un post su X, ha accusato Washington di privilegiare Israele rispetto agli alleati regionali, affermando che gli Stati Uniti "sacrificano tutti per Israele e non si curano di nessuno tranne Israele". In una serie di post precedenti, Ghalibaf aveva anche sostenuto che l'ex presidente statunitense Donald Trump fosse stato "ingannato" dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel dare il via alla guerra contro l'Iran.
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che l'Iran colpirà le strutture di aziende statunitensi in Medio Oriente se le proprie infrastrutture energetiche verranno prese di mira. "Se le strutture iraniane saranno bersaglio, le nostre forze colpiranno le installazioni di compagnie americane nella regione o quelle in cui gli Stati Uniti hanno partecipazioni", ha affermato Araghchi, secondo quanto riportato dall'agenzia YCJ. Il Paese agirà "con cautela affinché le aree densamente popolate non siano colpite" in ritorsioni. Araghchi ha anche aggiunto che, sebbene "lo Stretto di Hormuz sia aperto", l'Iran non permetterà il transito a "navi petrolifere e imbarcazioni di nemici e dei loro alleati". Circa il 20% del petrolio mondiale transita per questa via marittima strategica che collega il Golfo all'Oceano Indiano.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l'Iran attaccherà gli impianti delle compagnie statunitensi nella regione se le sue infrastrutture energetiche saranno prese di mira. “Se gli impianti iraniani saranno colpiti, le nostre forze prenderanno di mira gli impianti delle compagnie americane nella regione o delle compagnie in cui gli Stati Uniti hanno quote”, ha affermato Araghchi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa YCJ. Ha aggiunto che il paese "agirà con cautela in modo che le aree densamente popolate non siano bersaglio" negli attacchi di rappresaglia. Araghchi ha anche dichiarato che, sebbene "lo Stretto di Hormuz sia aperto", l'Iran non permetterà "alle petroliere e alle navi dei nemici e dei loro alleati" di passare. Circa il 20% del petrolio mondiale transita attraverso questa via d'acqua strategica che collega il Golfo all'Oceano Indiano.
Il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che l'Iran colpirà le strutture di aziende statunitensi in Medio Oriente se le proprie infrastrutture energetiche saranno prese di mira. "Se le strutture iraniane verranno attaccate, le nostre forze colpiranno le strutture di aziende americane nella regione", ha detto Araghchi, secondo l'agenzia YCJ. Il paese agirà con cautela per evitare aree densamente popolate negli attacchi di rappresaglia. Araghchi ha anche affermato che, pur essendo lo Stretto di Hormuz aperto, l'Iran non permetterà il passaggio di petroliere e navi nemiche. Circa il 20% del petrolio mondiale transita per questa via navigabile che collega il Golfo all'Oceano Indiano.
Le basi militari statunitensi in Medio Oriente mettono in pericolo i paesi della regione, ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Le basi statunitensi "non proteggono nessuno, sono una minaccia", si legge in un suo post su X. Ghalibaf ha accusato Washington di privilegiare Israele rispetto agli alleati regionali, affermando che gli Stati Uniti "sacrificano tutti per Israele e non si preoccupano di nessuno tranne Israele". In una serie di post precedenti, Ghalibaf aveva anche sostenuto che l'ex presidente Donald Trump fosse stato "ingannato" dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel dare il via alla guerra contro l'Iran.
Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che le basi militari americane in Medio Oriente mettono in pericolo i paesi della regione. "Non proteggono nessuno, sono una minaccia", ha scritto Ghalibaf su X, accusando Washington di privilegiare Israele rispetto agli alleati regionali. Ha aggiunto che gli Stati Uniti "sacrificano tutti per Israele e non si preoccupano di nessun altro". In una serie di post precedenti, Ghalibaf aveva anche sostenuto che l'ex Presidente Usa Donald Trump fosse stato "ingannato" dal Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu nell'avviare il conflitto con l'Iran.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha ribadito a Beirut che le vie diplomatiche per fermare il conflitto tra Israele e Hezbollah restano aperte. Ha esortato la comunità internazionale a sostenere il Libano. "Non esiste una soluzione militare, solo diplomazia e il pieno rispetto della Carta ONU", ha affermato.
Il Presidente Masoud Pezeshkian afferma che l'Iran continua a operare normalmente, nonostante il conflitto, grazie agli sforzi diligenti dei "colleghi del governo" per mantenere i servizi. "Sono passati quindici giorni dalla guerra imposta e ingiusta, e malgrado le sfide relative a trasporti, comunicazioni e altro, grazie ai nostri colleghi di governo, non si sono verificati gravi disagi nella fornitura di servizi alla popolazione," ha scritto sui social media. "Con la vostra compagnia, nobile popolo iraniano, supereremo queste condizioni e ricostruiremo tutto ciò che hanno distrutto, anche meglio di prima."
Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che il paese continua a operare normalmente, nonostante la guerra, grazie agli sforzi diligenti dei "colleghi del governo" per mantenere i servizi. "Sono trascorsi quindici giorni dalla guerra imposta e ingiusta, e nonostante le sfide nei trasporti, nelle comunicazioni e in altri settori, grazie ai nostri colleghi di governo, non si sono verificati gravi disservizi alla popolazione", ha affermato sui social media. "Con la compagnia di voi, nobili popolo iraniano, supereremo queste condizioni e ricostruiremo tutto quello che hanno distrutto, anche meglio di prima".
Il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato che l'Iran continua a funzionare regolarmente nonostante la guerra, grazie agli sforzi diligenti dei "nostri colleghi nel governo" per mantenere i servizi. "Sono trascorsi quindici giorni dalla guerra imposta e ingiusta, e nonostante le sfide nei trasporti, nelle comunicazioni e altro, grazie ai nostri colleghi non si sono verificate gravi interruzioni nella fornitura di servizi alla popolazione", ha scritto sui social media. "Con il vostro supporto, nobile popolo iraniano, supereremo queste condizioni e ricostruiremo tutto ciò che Israele e gli Stati Uniti hanno distrutto, anche meglio di prima".
Il Pentagono ha promesso di intensificare la campagna militare statunitense contro l'Iran, mentre i due paesi si scambiano attacchi in escalation. La situazione evidenzia una crescente tensione nella regione.
Diverse fonti riportano intensi bombardamenti aerei che hanno colpito aree nel centro di Teheran. La natura degli obiettivi e l'estensione dei danni non sono ancora del tutto chiari, ma i servizi di emergenza sarebbero in stato di massima allerta.
Un soldato Unifil ha riportato "lievi ferite" ieri sera in Libano. La sua postazione, situata vicino a Meiss ej Jebel, è stata raggiunta da colpi. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sull'origine dell'attacco.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha ricevuto diversi ex premier nella sua residenza nel centro di Beirut. Hanno discusso i "rischi crescenti" che affrontano il paese e la "più ampia regione araba". Erano presenti Najib Mikati, Fouad Siniora e Tammam Salam, secondo l'Agenzia Nazionale di Notizie libanese. Dopo l'incontro, Siniora ha rilasciato una dichiarazione a nome del gruppo, condannando "gli attacchi israeliani intensificati e senza precedenti contro il Libano". Ha accusato "Israele di crimini di guerra umanitari, inclusa l'uccisione di civili, sfollamenti di massa e la distruzione di case e mezzi di sussistenza, soprattutto nel Libano meridionale e nelle periferie meridionali di Beirut". Salam e gli ex primi ministri hanno anche "denunciato le azioni ostili dell'Iran contro diversi paesi arabi, inclusi Golfo, Iraq e Giordania, oltre alla Turchia, affermando che questi paesi avevano lavorato per prevenire lo scoppio della guerra". Mikati, Siniora e Salam hanno anche "espresso sostegno agli sforzi compiuti dal Presidente".
L'esercito israeliano ha avvertito che "ogni camion che viaggia vicino alla costa potrebbe essere a rischio". La principale arteria di trasporto libanese è l'autostrada costiera, e queste segnalazioni sollevano preoccupazioni sulla possibile interruzione del movimento e sul deterrente per i civili che viaggiano o fuggono da aree colpite dai bombardamenti israeliani. In una dichiarazione, il portavoce dell'esercito israeliano Avichay Adraee ha accusato Hezbollah di camuffare lanci missilistici e trasportare armi usando camion civili lungo la costa libanese. I camion appaiono civili per mimetizzarsi tra i residenti, ha aggiunto, senza fornire prove.
L'esercito israeliano ha avvertito che "ogni camion che viaggia vicino alla costa potrebbe mettersi a rischio". La principale via di trasporto del Libano è l'autostrada costiera, e queste minacce potrebbero interrompere il traffico o dissuadere i civili dal muoversi o fuggire dalle zone bombardate. Il portavoce militare Avichay Adraee ha dichiarato che Hezbollah traveste lanci missilistici e trasferisce armi usando camion civili lungo la costa libanese. I mezzi, ha aggiunto senza fornire prove, sembrano civili per mimetizzarsi tra i residenti.
Il ministero della Sanità libanese ha dichiarato che il bilancio dei morti a seguito degli attacchi israeliani ha raggiunto 826, con 2.009 feriti dal 2 marzo, mentre gli attacchi continuano a intensificarsi nel paese. Il ministero ha aggiunto che il numero di paramedici uccisi è salito a 31, dopo il ritrovamento di due operatori sanitari dispersi tra le macerie di un centro sanitario a Burj Qalawiya. Il rapporto indica inoltre che cinque ospedali sono stati costretti a chiudere a causa di attacchi diretti o minacce alla sicurezza. Funzionari avvertono che il bilancio potrebbe aumentare ulteriormente.
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno annunciato l'uccisione di un "comandante chiave" dei Guardiani della Rivoluzione Islamica in Libano. L'attacco, avvenuto mercoledì, ha eliminato Hisham Abd al-Karim Yassin, membro dell'unità di comunicazioni di Hezbollah e della Forza Quds palestinese. Secondo le Idf, Yassin era coinvolto nel rafforzamento delle capacità operative di Hezbollah e il radicamento iraniano in Libano.
Il presidente statunitense Donald Trump ha smentito le voci sui presunti danni a cinque aerei cisterna, colpiti in una base in Arabia Saudita. Lo ha dichiarato tramite un post su Truth Social, attaccando il "New York Times" e il "Wall Street Journal". Secondo Trump, quattro velivoli sono quasi nuovamente operativi, mentre un quinto tornerà in servizio a breve dopo lievi riparazioni.
Donald Trump ha espresso l'auspicio che diverse nazioni, tra cui Cina, Francia e Giappone, contribuiscano a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. L'ex presidente degli Stati Uniti, tramite un post su Truth Social, ha sottolineato il rischio rappresentato da eventuali azioni iraniane, nonostante l'Iran abbia subito pesanti perdite. Ha concluso avvertendo che gli Stati Uniti interverranno militarmente se necessario.
Diverse detonazioni sono state percepite a Gerusalemme nel primo pomeriggio. L'esercito israeliano ha confermato l'intercettazione di missili lanciati in direzione della città, secondo quanto riportato da fonti militari alle 15:02 locali. Il sistema di difesa aerea ha neutralizzato le minacce senza apparenti danni a terra.
Sardar Naini, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (IRGC), ha affermato che gli attacchi iraniani contro filiali di banche statunitensi negli stati del Golfo sono stati di natura ritorsiva. "L'attacco alle filiali bancarie americane è stata una risposta all'attacco nemico contro due banche iraniane," ha dichiarato Naini, citato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim. Ha poi avvertito che "se il nemico ripeterà questa azione, tutte le filiali bancarie americane nella regione saranno un nostro bersaglio legittimo." Due attacchi consecutivi nell'area del Dubai International Financial Centre avevano portato all'evacuazione delle principali aziende finanziarie statunitensi a Dubai, come Citigroup e Standard Chartered, adottando misure di telelavoro. Nel frattempo, HSBC ha chiuso le sue filiali in Qatar, implementando politiche di lavoro a distanza per il personale della regione.
Altre tre membri della nazionale femminile di calcio iraniana, che avevano chiesto asilo in Australia, hanno deciso di rientrare in Iran. L'agenzia Fars ha riferito che due giocatrici e un membro dello staff logistico hanno cambiato idea e torneranno a casa. Questo sviluppo segue le richieste d'asilo di diversi membri della squadra iraniana durante la Coppa d'Asia femminile in Australia. La controversia era sorta dopo che alcune giocatrici si erano inizialmente rifiutate di cantare l'inno nazionale prima di una partita. L'Australia aveva poi concesso visti umanitari a diverse atlete che temevano persecuzioni al loro ritorno in Iran.
Anwar Gargash, consigliere diplomatico del Presidente degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha dichiarato che gli attacchi missilistici e con droni dell'Iran contro le nazioni vicine del Golfo evidenziano la sua "impotenza militare". "La strategia iraniana, che riflette la sua incapacità di affrontare gli attacchi americani e israeliani prendendo di mira gli stati del Golfo Arabo, rivela un'impotenza militare, una bancarotta morale e un isolamento politico", ha affermato Gargash. Ha chiesto un "ritorno al buon senso", iniziando con "la cessazione di prendere di mira i vicini e l'attivazione degli sforzi di mediazione".
Due persone sono rimaste ferite a Eilat, nel sud di Israele, a seguito di un attacco missilistico balistico. Tra le vittime, un bambino di 12 anni versa in gravi condizioni, colpito da schegge. Un uomo di 39 anni ha riportato ferite minori. I soccorritori hanno trasportato entrambi in ospedale, come riportato dal Times of Israel.
Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, dichiara che gli attacchi missilistici e con droni dell’Iran sui paesi vicini del Golfo evidenziano la sua "impotenza militare". "La strategia iraniana, che riflette la sua incapacità di affrontare gli attacchi americani e israeliani prendendo di mira gli Stati del Golfo, rivela impotenza militare, bancarotta morale e isolamento politico", ha detto Gargash. Ha chiesto un "ritorno al buon senso", a partire dallo stop agli attacchi sugli Stati vicini e dall'attivazione degli sforzi di mediazione.
Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià dell'Iran, si è dichiarato pronto a guidare una transizione nel Paese. Ha diffuso il messaggio tramite i suoi canali social, sottolineando il suo impegno "non appena la Repubblica islamica" verrà meno. La dichiarazione giunge in un momento di crescente tensione interna.
Nel suo ultimo post su Truth Social, l'ex presidente Donald Trump ha affermato che "molti paesi, specialmente quelli colpiti dal tentativo dell'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra" insieme agli Stati Uniti per "mantenere lo Stretto aperto e sicuro". Trump ha ribadito precedenti affermazioni sulla distruzione delle capacità militari iraniane, pur riconoscendo che "è facile per loro inviare un drone o due, sganciare una mina o lanciare un missile a corto raggio" nel cruciale passaggio. "Spero che Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e altri che sono colpiti da questa costrizione artificiale invieranno navi nell'area affinché lo Stretto di Hormuz non sia più una minaccia da parte di una Nazione totalmente decapitata", ha detto Trump. Nel frattempo, gli Stati Uniti "bombarderanno la costa a non finire", ha promesso l'ex presidente, aggiungendo che aprirà lo Stretto "un modo o nell'altro".
Il Wall Street Journal, citando due funzionari statunitensi anonimi, ha riportato che cinque aerei Usa sarebbero stati colpiti e danneggiati nella base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. Il presidente Donald Trump ha attaccato la notizia, dichiarando sulla sua piattaforma Truth Social: "La base è stata colpita alcuni giorni fa ma gli aerei non sono stati 'colpiti' o 'distrutti'". "Quattro dei cinque non hanno avuto praticamente alcun danno e sono già di nuovo operativi", ha scritto. "Uno ha subito danni leggermente maggiori, ma tornerà in volo a breve". Trump ha poi definito il giornale "gentaglia", scrivendo che "i media vogliono che perdiamo la guerra".
Il Segretario Generale dell'ONU, Antonio Guterres, si è detto "profondamente rattristato" dalla situazione in Libano dopo aver visitato centinaia di migliaia di sfollati. "Il sud del Paese rischia di diventare una terra desolata. Beirut sud, sotto ordine di evacuazione israeliano, rischia di essere bombardata fino all'oblio", ha dichiarato Guterres. Ha aggiunto che i libanesi sono stati trascinati in questa guerra. "Il mio messaggio ai belligeranti è chiaro: fermate i combattimenti, fermate i bombardamenti. Non c'è soluzione militare, solo diplomazia e applicazione della Carta ONU", ha concluso Guterres.
Il Segretario Generale dell'ONU, Antonio Guterres, si è detto "profondamente rattristato" per la situazione in Libano. Ha visitato centinaia di migliaia di sfollati e ospedali che curano civili feriti dagli attacchi israeliani. "Il sud del Paese rischia di diventare una terra desolata. Beirut sud, sotto ordine di evacuazione israeliano, rischia di essere bombardata fino all'oblio", ha detto Guterres in conferenza stampa. Il popolo libanese "è stato trascinato" in questa guerra, non l'ha scelta. "Il mio messaggio alle parti in conflitto è chiaro: fermate i combattimenti, fermate i bombardamenti. Non esiste soluzione militare, solo diplomazia e il rispetto della Carta ONU e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza", ha aggiunto.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è detto "profondamente addolorato" per la situazione in Libano. La dichiarazione è avvenuta dopo una visita a centinaia di migliaia di sfollati e negli ospedali che curano i civili feriti dagli attacchi israeliani. "Il sud rischia di diventare una terra desolata. Beirut sud, sotto ordine di evacuazione israeliano, rischia di essere bombardata fino all'annientamento", ha detto Guterres in conferenza stampa nella capitale libanese. "Il popolo libanese non ha scelto questa guerra, vi è stato trascinato", ha aggiunto.
Il generale Rodolphe Haykal, comandante dell'esercito libanese, ha incontrato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres a Yarzeh, a sud-est di Beirut. Il colloquio, riportato dall'agenzia NNA, si è focalizzato sulla "situazione generale nel paese e sugli sviluppi regionali" nel contesto del conflitto tra Israele e Hezbollah. Le parti hanno discusso anche della "necessità di attuare le risoluzioni internazionali, in particolare la Risoluzione ONU 1701".
Le riserve di gas negli stoccaggi sotterranei europei sono scese al 29,1%, il livello più basso dall'inizio della stagione di prelievo. Lo ha riferito il colosso russo Gazprom, citando dati aggiornati al 12 marzo di Gas Infrastructure Europe. Tutte le scorte accumulate per l'inverno sono state consumate entro metà febbraio.
Forti esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme e nelle regioni centrali di Israele. I boati seguono il lancio di missili balistici dal territorio iraniano, come riportato dai media locali che citano il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane.
Il Presidente degli Stati Uniti ha annunciato che un "potente" raid aereo ha colpito con successo le forze iraniane sull'isola di Kharg. Ha descritto l'operazione come un duro colpo alle capacità militari dell'Iran nella regione.
Il Generale Rodolphe Haykal, comandante dell'esercito libanese, ha incontrato il Segretario Generale dell'ONU Antonio Guterres presso il suo ufficio a Yarzeh, a sud-est di Beirut. L'incontro è avvenuto nel contesto dei rinnovati scontri tra Israele e Hezbollah. Hanno discusso la "situazione generale nel paese e gli sviluppi nella regione", secondo quanto riportato dall'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (NNA). Haykal e Guterres hanno anche affrontato la "necessità di attuare le risoluzioni internazionali, in particolare la Risoluzione ONU 1701". Adottata nell'agosto 2006 dopo 34 giorni di conflitto tra Israele e Hezbollah, essa ha stabilito un cessate il fuoco e il dispiegamento di forze libanesi e UNIFIL nel Libano meridionale, dichiarando inoltre la regione tra la Linea Blu e il fiume Litani libera da personale armato, eccetto le truppe libanesi e ONU. Haykal ha elogiato il ruolo dell'UNIFIL e gli sforzi di Guterres, sottolineando "l'importanza della cooperazione e del coordinamento tra UNIFIL e l'esercito libanese nelle attuali delicate circostanze".
Il Ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha discusso l'"aggressione militare" statunitense e israeliana con il suo omologo dello Sri Lanka, Vijitha Herath. Araghchi ha riferito della "situazione più recente derivante dall'aggressione militare degli Stati Uniti e del regime israeliano contro l'Iran", come comunicato dal Ministero degli Esteri. Ha anche ringraziato lo Sri Lanka per l'aiuto nel soccorso dell'equipaggio della nave iraniana Dena, colpita il 4 marzo, e per il supporto nel recupero dei corpi degli 84 marinai deceduti nell'affondamento. Gli Stati Uniti avrebbero esortato lo Sri Lanka a non rimpatriare i marinai iraniani sopravvissuti all'attacco.
Le sirene d'allarme risuonano a Tel Aviv e in diverse località centrali di Israele. La Protezione Civile israeliana ha confermato che l'attivazione è dovuta a un lancio di missili proveniente dall'Iran, avvenuto pochi minuti fa. La popolazione è stata invitata a cercare riparo immediatamente.
Il Ministero della Salute libanese ha comunicato che 26 paramedici hanno perso la vita a causa di attacchi israeliani. Dal 2 marzo, data di inizio degli scontri tra Israele ed Hezbollah, altri 51 operatori sono rimasti feriti. L'ultimo incidente, avvenuto venerdì sera nel villaggio di Burj Qalaouiyah, ha colpito un centro sanitario, causando 12 decessi e un ferito grave.
Il ministero ha aggiunto che sono in corso le ricerche per quattro persone ancora disperse sotto le macerie. Le autorità libanesi accusano Israele di aver intenzionalmente preso di mira il personale medico, respingendo le giustificazioni israeliane sull'uso di ambulanze a fini militari.
Israele ha presentato un ulteriore "aggiornamento urgente" alla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) sulla situazione a Gaza. Lo ha reso noto il Ministero degli Esteri israeliano. Questo è il secondo aggiornamento fornito da Israele dopo la decisione provvisoria del 26 gennaio, che imponeva a Israele di prevenire atti di genocidio, consentire aiuti umanitari e preservare prove. Il primo aggiornamento era stato inviato il 26 febbraio.
L'Ucraina si è trasformata in un "obiettivo legittimo" per l'Iran fornendo supporto sui droni a Israele. Lo ha dichiarato Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano. Il deputato ha citato l'Articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite.
Ecco gli ultimi aggiornamenti di oggi. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha rivendicato la distruzione di 90 obiettivi militari, inclusi depositi di mine navali e bunker missilistici, durante gli attacchi sull'isola iraniana di Kharg. Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC) hanno avvertito gli Emirati Arabi Uniti che le installazioni statunitensi sul loro territorio sono "obiettivi legittimi" dopo l'attacco a Kharg.
Gli Emirati Arabi Uniti dichiarano di aver intercettato nove missili balistici e 33 droni lanciati dall'Iran solo sabato, mentre la Giordania ha abbattuto 79 droni iraniani su 85 nell'ultima settimana. Intanto, un attacco israeliano vicino a Beirut ha causato almeno un morto, mentre Hezbollah rivendica attacchi notturni contro Israele. Infine, il presidente Emmanuel Macron si è detto pronto a facilitare colloqui a Parigi tra Libano e Israele. Un funzionario iraniano ha poi confermato che le esportazioni e le attività delle compagnie petrolifere da Kharg continuano senza interruzioni.
Ecco le ultime notizie: Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) dichiara che gli attacchi americani sull'isola iraniana di Kharg hanno distrutto 90 obiettivi militari, inclusi depositi di mine navali e bunker di missili. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha avvertito gli Emirati Arabi Uniti che le strutture statunitensi sul loro territorio sono "obiettivi legittimi" dopo l'attacco a Kharg. Gli Emirati Arabi Uniti riferiscono che le loro difese aeree hanno intercettato nove missili balistici e 33 droni lanciati dall'Iran solo sabato, mentre la Giordania ha intercettato 79 degli 85 droni iraniani nell'ultima settimana. Un attacco israeliano vicino a Beirut ha ucciso almeno una persona; Hezbollah rivendica una serie di attacchi notturni contro Israele e le sue truppe in Libano. La Francia è pronta a facilitare i colloqui a Parigi tra Libano e Israele, secondo il presidente Emmanuel Macron. Le esportazioni da Kharg e le attività delle compagnie petrolifere sono proseguite senza interruzioni dopo gli attacchi di venerdì, ha affermato un funzionario iraniano.
Le riserve di gas negli stoccaggi sotterranei europei sono scese al 29,1%, il livello più basso dall'inizio della stagione di prelievo. Lo ha dichiarato Gazprom, citando dati di Gas Infrastructure Europe aggiornati al 12 marzo. Secondo la compagnia russa, tutto il gas immesso negli UGS europei per l'inverno è stato esaurito a metà febbraio. Attualmente, i prelievi attingono alle riserve accumulate negli anni precedenti; i Paesi Bassi registrano una capacità residua dell'8%.
Le forze armate statunitensi hanno neutralizzato tre droni marini senza equipaggio (USV) e tre missili anti-nave in aree dello Yemen controllate dagli Houthi. Lo ha riferito il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). Gli obiettivi "rappresentavano una minaccia imminente per le navi mercantili e per le unità navali di Stati Uniti e coalizione nella regione", ha dichiarato il CENTCOM in una nota. Gli attacchi avvengono mentre gli Houthi intensificano la loro campagna contro le rotte marittime nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno "fermamente condannato il proditorio attacco di droni che ha preso di mira il Consolato Generale degli Emirati nel Kurdistan iracheno per la seconda volta in una settimana, ferendo due addetti alla sicurezza e danneggiando l'edificio". Il Ministero degli Esteri emiratino ha dichiarato che l'attacco rappresenta "una pericolosa escalation e una minaccia alla sicurezza e stabilità regionale". Gli Emirati hanno chiesto ai governi di Baghdad e della Regione del Kurdistan di indagare e identificare i responsabili.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno "condannato con forza il perfido attacco di droni" che ha avuto come obiettivo il consolato generale nel Kurdistan iracheno per la seconda volta in una settimana, ferendo due addetti alla sicurezza e danneggiando l'edificio. Il Ministero degli Esteri emiratino ha dichiarato che l'attacco rappresenta "una pericolosa escalation e una minaccia alla sicurezza e alla stabilità regionale." Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto a Baghdad e al governo curdo di indagare sull'accaduto per individuare i responsabili e assicurarli alla giustizia.
La portavoce governativa iraniana Fatemeh Mohajerani ha dichiarato che 42.914 unità civili sono state danneggiate nel conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Tra queste, 36.469 unità residenziali, inclusi 10.000 alloggi a Teheran, e 6.179 unità commerciali. Mohajerani ha aggiunto che 120 scuole sono state danneggiate, 206 tra insegnanti e studenti sono stati uccisi, 223 donne hanno perso la vita e 16 operatori sanitari sono morti.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno denunciato un nuovo attacco con drone contro il loro consolato a Erbil, nel Kurdistan iracheno. L'incidente ha provocato il ferimento di due agenti di sicurezza e danni alla struttura. Il Ministero degli Esteri di Abu Dhabi ha espresso "ferma condanna" per l'atto, il secondo in una settimana.
Da Washington, DC, Kimberly Halkett riporta che la Casa Bianca sta esercitando forti pressioni su altre nazioni per garantire il flusso di petrolio e merci attraverso lo Stretto di Hormuz. Si sta valutando un’assicurazione fino a 20 miliardi di dollari per garantire il passaggio sicuro.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha indicato diverse misure aggiuntive per mantenere in movimento petrolio e merci; la prima prevede navi scorta della Marina. Un'altra opzione in preparazione, non ancora ufficialmente annunciata, è il dispiegamento di 2.500 Marines statunitensi dal Giappone nella regione, che arriveranno in circa due settimane per fornire sicurezza, potenzialmente imbarcandosi su navi o offrendo protezione e scorta.
Almeno una persona è morta e quattro sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano a est di Beirut, secondo quanto riferito dal Ministero della Sanità libanese. L'esercito israeliano ha intensificato gli attacchi in Libano dopo il lancio di razzi da parte di Hezbollah contro Israele la scorsa settimana. L'intensità degli attacchi sembra mirare a esercitare massima pressione sia contro Hezbollah che contro il governo.
Almeno una persona è morta e quattro sono rimaste ferite in un attacco aereo israeliano avvenuto nella notte nei pressi di Beirut, capitale del Libano. Lo ha reso noto il ministero della Sanità libanese in un comunicato diffuso questa mattina. L'azione ha colpito un'area residenziale.
Sirene d'allarme risuonano a Tel Aviv e in diverse località del centro di Israele. Le autorità hanno confermato un lancio di missili in corso proveniente dall'Iran, scatenando l'attivazione dei sistemi difensivi. La popolazione è stata invitata a cercare riparo.
Le esportazioni di petrolio dall'isola iraniana di Kharg proseguono regolarmente, nonostante i recenti attacchi. Funzionari di Teheran hanno dichiarato all'agenzia Tasnim che il terminal petrolifero è "pienamente operativo" e le attività "senza interruzioni". Lo riporta il Guardian, specificando che non si registrano vittime. L’agenzia Mehr aggiunge che la situazione è tornata "rapidamente alla normalità". L'isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni petrolifere del paese.
L'ambasciata statunitense a Madrid e il consolato a Barcellona hanno emesso un avviso per i cittadini americani in Spagna. L'allerta riguarda le manifestazioni previste oggi in circa 150 città contro gli attacchi militari in Iran. Le proteste, organizzate dalla piattaforma "PararLaGuerra", condannano l'offensiva israelo-statunitense e chiedono la fine degli attacchi iraniani nella regione.
Una nuova riunione straordinaria dei ministri dell'Energia del G7 si terrà lunedì 16 in videoconferenza. Il vertice, presieduto dalla Francia, si concentrerà sul sostegno energetico all'Ucraina nel formato G7+. Parteciperanno anche i commissari UE Dan Jorgensen e Marta Kos, come appreso a Bruxelles.
L'aviazione israeliana ha condotto una serie di raid notturni nell'area di Teheran, colpendo un centro di ricerca spaziale iraniano e una fabbrica per la produzione di sistemi di difesa aerea. Lo hanno riferito le Forze di difesa israeliane (IDF), specificando che gli attacchi hanno avuto come obiettivo decine di infrastrutture del regime. Tra i bersagli, il principale centro spaziale del Paese, ritenuto cruciale per lo sviluppo di satelliti militari per sorveglianza e acquisizione bersagli.
L'Iran ha lanciato 85 missili e droni verso la Giordania nell'ultima settimana, secondo quanto dichiarato dall'esercito giordano. Le difese aeree del paese ne hanno intercettati 79; cinque droni e un missile sono caduti nel territorio giordano. Le squadre della protezione civile e la polizia hanno risposto a 93 segnalazioni di detriti, ha aggiunto l'esercito.
L'esercito giordano ha dichiarato di aver intercettato 79 dei 85 missili e droni lanciati dall'Iran verso la Giordania la scorsa settimana. Cinque droni e un missile sono caduti all'interno del territorio giordano, mentre le squadre della difesa civile hanno risposto a 93 segnalazioni di detriti precipitati. Lo ha reso noto un portavoce militare ad Amman.
L'Iran ha lanciato 85 missili e droni verso la Giordania nell'ultima settimana, ha comunicato l'esercito giordano. Le difese aeree giordane ne hanno intercettati 79, mentre cinque droni e un missile sono caduti all'interno del territorio nazionale. Le squadre di protezione civile e la polizia hanno risposto a 93 segnalazioni di detriti caduti, ha aggiunto l'esercito.
Il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) ha comunicato il rimpatrio di oltre 25.000 cittadini europei dal Medio Oriente dall'inizio del conflitto. Le operazioni sono state coordinate tra i Paesi UE, il SEAE e le delegazioni europee nell'area. Circa 9.000 individui sono stati evacuati tramite il meccanismo europeo di protezione civile.
Più di 25.000 cittadini europei sono stati rimpatriati dal Medio Oriente dall'inizio del conflitto con l'Iran. Lo rende noto il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE). Le operazioni sono state coordinate tra paesi UE, SEAE e delegazioni europee nella regione, con circa 9.000 persone evacuate tramite il meccanismo di protezione civile.
Il governo iraniano ha rilasciato nuove cifre sui danni causati dagli attacchi USA-Israele dall'inizio del conflitto, il 28 febbraio. La portavoce Fatemeh Mohajerani ha dichiarato che quasi 43.000 unità civili sono state danneggiate, di cui 36.500 residenziali. Solo a Teheran sono state colpite circa 10.000 unità. Mohajerani ha aggiunto che sono state colpite 43 unità di emergenza, 32 ambulanze e 120 scuole. Le vittime includono almeno 223 donne e il bilancio di studenti e insegnanti uccisi è salito a 206. Questi dati aggiornano le precedenti informazioni fornite dalla Mezzaluna Rossa iraniana.
Il governo iraniano ha rilasciato nuove statistiche sugli attacchi nel paese. La portavoce Fatemeh Mohajerani ha dichiarato che quasi 43.000 unità civili sono state danneggiate. Di queste, 36.500 erano unità residenziali.
La sola Teheran ha subito colpi che hanno interessato circa 10.000 unità. Sono stati colpiti 43 presidi di emergenza, 32 ambulanze e 120 scuole, e ha riferito di 223 donne uccise e 206 tra studenti e insegnanti.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha definito gli attacchi della scorsa notte sull'isola iraniana di Kharg un "colpo di precisione su larga scala". In una breve nota su X, ha affermato che l'operazione ha "distrutto depositi di mine navali, bunker missilistici e numerosi altri siti militari". Le forze statunitensi hanno colpito oltre 90 obiettivi militari iraniani, aggiunge la dichiarazione, "preservando le infrastrutture petrolifere". Un funzionario iraniano aveva precedentemente dichiarato che le esportazioni dall'isola sono "pienamente in corso" e le attività delle compagnie petrolifere continuano.
Gli Stati Uniti hanno rivendicato il successo delle operazioni condotte la scorsa notte contro l'isola iraniana di Kharg. Il Comando centrale americano (Centcom) ha assicurato di non aver colpito le installazioni petrolifere. "Le forze statunitensi hanno colpito con successo oltre 90 obiettivi militari iraniani sull'isola di Kharg, preservando le infrastrutture petrolifere", si legge in un post su X. L'attacco ha distrutto depositi di mine navali e bunker per missili.
Il presidente degli Stati Uniti ha ordinato un raid aereo sull'isola di Kharg, principale terminal petrolifero iraniano. "Abbiamo completamente annientato ogni obiettivo militare sull'isola", ha dichiarato Biden via social media. La Casa Bianca ha precisato che l'operazione risponde ai tentativi iraniani di bloccare lo Stretto di Hormuz.
I media iraniani hanno citato l'ammiraglio Alireza Tangsiri, capo della marina dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC). Tangsiri ha dichiarato che l'Iran avrebbe colpito forze statunitensi ad Abu Dhabi, in Bahrain e in Kuwait.
Una densa colonna di fumo nero è stata segnalata nel porto emiratino di Fujairah, già in passato teatro di incidenti. Le autorità iraniane hanno consigliato ai propri cittadini di evitare i porti degli Emirati Arabi Uniti. Un avviso di navigazione lanciato dall'UKMTO suggerisce attenzione nell'area.
Il "cerchio di fuoco" sciita creato dall'Iran, composto da Hezbollah, Houthi e milizie irachene, ha eseguito la sua missione rafforzando l'Asse della Resistenza. Queste forze, che in passato erano state indebolite, sono ora riemerse per affrontare uno scontro ritenuto decisivo. L'attività di questi gruppi è monitorata attentamente.
Il 28 febbraio scorsi, Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi in Iran, colpendo decine di alti esponenti governativi, come riportato dal _Corriere della Sera_. L'Iran ha reagito colpendo Israele e le basi statunitensi nel Golfo, bloccando il trasporto di petrolio e mobilitando gli Hezbollah in Libano. Permangono pesanti ripercussioni sul mercato energetico. Mojtaba Khamenei è indicato come nuova Guida Suprema, con una dichiarazione di Trump che minaccia di "ucciderlo”. Parallelamente, Israele starebbe spingendo per il coinvolgimento dei Paesi del Golfo.
Il ministro dell'Industria giapponese Ryosei Akazawa ha chiesto all'Australia un aumento della produzione di gas naturale liquefatto (GNL). Tokyo si affida al suo maggiore fornitore, Sydney, nel contesto della crisi in Medio Oriente. Il Giappone dipende dalla regione mediorientale per circa l'11% delle sue importazioni di GNL, con il 6% proveniente dallo Stretto di Hormuz. Akazawa ha sottolineato l'importanza vitale delle forniture australiane per la sicurezza energetica del Giappone, durante un incontro bilaterale con la ministra australiana delle Risorse Madeleine King. L'Australia fornisce circa il 40% del GNL importato dal Giappone.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver individuato missili lanciati dall'Iran verso il proprio territorio "poco fa". Un comunicato diffuso via Telegram conferma che le operazioni di intercettazione sono attualmente in corso.
Il presidente statunitense Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno bombardato siti militari iraniani sull'isola di Kharg, definita un "gioiello della corona". Ha poi avvertito l'Iran che le strutture petrolifere di Kharg potrebbero essere il prossimo obiettivo. Forti esplosioni sono state udite nel centro di Teheran dopo che migliaia di persone si sono radunate per sfidare gli USA e Israele.
Il ministero del Petrolio iraniano ha dichiarato che le operazioni di importazione ed esportazione di greggio sull'isola di Kharg procedono regolarmente. La comunicazione giunge dopo un raid israeliano che avrebbe colpito installazioni petrolifere e una raffineria nella zona. Le autorità minimizzano l'impatto degli attacchi.
Il portavoce del Pentagono, generale Patrick Ryder, ha annunciato che Washington sta lavorando per realizzare un corridoio marittimo per inviare aiuti a Gaza. Spera che sia operativo entro i prossimi 30-60 giorni. Ryder ha spiegato che si tratta di un molo galleggiante da collegare alla costa per permettere il flusso degli aiuti. "Non ci saranno forze statunitensi sul terreno a Gaza", ha ribadito Ryder in conferenza stampa, "lavoreremo con partner della regione per garantire la sicurezza".
La Giordania ha intercettato 79 missili e droni iraniani su un totale di 85 lanciati nell'ultima settimana, ha riferito l'esercito giordano. Cinque droni e un missile sono caduti all'interno del territorio giordano. Le squadre di protezione civile e la polizia hanno gestito 93 segnalazioni di detriti, ha aggiunto l'esercito.
La Società della Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS) ha dichiarato che un suo paramedico e un paziente sono stati uccisi da un cecchino israeliano presso l'ospedale al-Amal a Khan Younis. La PRCS ha identificato il paramedico come Amir Raed Abu Aysha, precisando che lavorava per l'organizzazione da tre anni. Il paziente Mohammed Maqadmeh, con bisogni speciali, era in cura in ospedale da oltre un mese. La PRCS ha denunciato l'attacco come una "flagrante violazione del diritto internazionale umanitario".
Il presidente francese Emmanuel Macron si è detto disponibile a facilitare colloqui a Parigi tra Libano e Israele. In un post su X, Macron ha riferito di aver parlato venerdì con il presidente, il primo ministro e lo speaker del parlamento libanese, i quali si sono mostrati aperti a "discussioni dirette con Israele". Ha esortato Israele a fermare la sua offensiva e gli attacchi, e Hezbollah a cessare la sua "escalation sconsiderata". "Israele deve cogliere questa opportunità per avviare colloqui e un cessate il fuoco, trovare una soluzione duratura e permettere alle autorità libanesi di rispettare gli impegni a sostegno della sovranità del Libano", ha scritto.
Il vicepremier Matteo Salvini ha suggerito che Italia ed Europa dovrebbero considerare un approccio pragmatico riguardo al petrolio russo. Riferendosi alla decisione degli Stati Uniti di allentare le sanzioni sul petrolio di Mosca, Salvini ha dichiarato da Ponte Milvio che la scelta americana non è pro o anti-Putin, ma dettata dal pragmatismo. La NATO e l'UE potrebbero trarre vantaggio da questa strategia, ha concluso.
Il presidente francese Emmanuel Macron si è detto pronto a facilitare i colloqui a Parigi tra Libano e Israele. In un post su X, Macron ha dichiarato di aver parlato venerdì con il presidente, il primo ministro e il presidente del parlamento libanesi, i quali si sono mostrati aperti a "discussioni dirette con Israele". Ha esortato Israele ad abbandonare la sua offensiva su larga scala e gli attacchi in corso, e Hezbollah a fermare la sua "sconsiderata escalation" del conflitto. "Israele dovrebbe cogliere questa opportunità per avviare colloqui e un cessate il fuoco, trovare una soluzione duratura e consentire alle autorità libanesi di adempiere ai loro impegni a sostegno della sovranità del Libano", ha scritto.
Israele ha pubblicato bandi di gara per la costruzione di 4.600 nuove abitazioni in insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata, secondo quanto riferito dall'associazione Peace Now. L'organizzazione, che monitora gli insediamenti, ha annunciato sui social media l'apertura delle gare per 4.607 unità abitative. La mossa arriva a pochi giorni dalle dichiarazioni degli Stati Uniti, che avevano definito la nuova costruzione di insediamenti controproducente per il raggiungimento di una pace duratura con i palestinesi.
Il presidente francese Emmanuel Macron si è detto pronto a facilitare i colloqui a Parigi tra Libano e Israele. Macron ha affermato su X di aver parlato venerdì con il presidente, il primo ministro e il presidente del parlamento libanesi, che si sono mostrati a favore di "discussioni dirette con Israele". Ha esortato Israele a fermare l'offensiva e gli attacchi, e Hezbollah a cessare la sua "sconsiderata escalation".
Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso parere favorevole alla decisione statunitense di allentare le sanzioni sul petrolio russo, invitando Europa e Italia a seguire un approccio "pragmatico". "Non si tratta di essere pro-Putin, non si tratta di essere anti-Putin," ha aggiunto Salvini a margine di un appuntamento elettorale a Roma. La dichiarazione è avvenuta durante un incontro con i cronisti a Ponte Milvio.
Donald Trump, che nel 2015 criticò le "guerre infinite" dei Bush, sembra ora rivedere le sue posizioni in Medio Oriente. Federico Rampini, nella rubrica Oriente-Occidente, sottolinea come il tycoon avesse sognato un Nobel per la Pace, con uno slogan come "America First" di ispirazione isolazionista. Molti analisti osservano che la sua politica estera potrebbe ora allinearsi a quelle che un tempo condannava.
Un'unità del sistema di difesa aerea C-RAM presso il complesso dell'ambasciata statunitense a Baghdad è stata colpita oggi da un missile. Nessun gruppo ha finora rivendicato l'azione, che giunge in un contesto di crescente tensione. Gruppi armati filo-iraniani, noti come Resistenza Islamica, hanno ripetutamente preso di mira strutture e interessi statunitensi in Iraq. La Resistenza Islamica ha offerto ieri una ricompensa per informazioni utili a catturare personale militare o di intelligence statunitense.
Un raid aereo israeliano ha danneggiato un ponte strategico nel sud del Libano, interrompendo il collegamento tra Nabatiyeh e Marjayoun. Lo ha riferito l'agenzia statale libanese National News Agency. Si tratta del terzo attacco nella stessa area in poche ore; Israele sostiene che Hezbollah utilizzi tali ponti per movimenti tra le sponde del fiume Litani.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha esortato Israele ad accettare i colloqui diretti proposti dal Libano per una de-escalation, offrendo Parigi come sede. In un post su X, Macron ha sottolineato la necessità di evitare il caos in Libano, invitando Hezbollah a fermare l'escalation e Israele a cessare i raid aerei. Il presidente ha evidenziato che il governo libanese è pronto a negoziare, un'opportunità che Israele per un cessate il fuoco duraturo.






