Davos, 22 gennaio 2026 – I colloqui per porre fine alla guerra in Ucraina hanno compiuto notevoli passi avanti, tanto da essere ora concentrati su un solo nodo da sciogliere. Lo ha annunciato lo stesso Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti, intervenuto a un evento ucraino in occasione del World Economic Forum di Davos.
Il punto chiave dei negoziati tra Ucraina e Russia
Secondo Witkoff, che ricopre l’incarico di inviato speciale per le missioni di pace dal luglio 2025, “i negoziati si sono ridotti a un’unica questione, discussa in varie iterazioni, il che indica che è una problematica risolvibile”. L’ex imprenditore immobiliare di New York, stretto collaboratore del presidente Donald Trump e noto per il suo approccio pragmatico alla diplomazia, ha sottolineato che se entrambe le parti saranno disposte a risolvere questo problema, si arriverà a una soluzione definitiva.
Witkoff, che si recherà oggi a Mosca accompagnato dal genero del presidente americano Jared Kushner, non ha voluto fornire ulteriori dettagli sul contenuto specifico di questa questione, lasciando aperti scenari per i prossimi sviluppi diplomatici. Il suo ruolo è stato centrale nel mediare precedenti accordi di cessate il fuoco, come quello tra Israele e Hamas nel gennaio 2025, e attualmente segue con attenzione anche le tensioni nel Medio Oriente.
Zelensky oggi a Davos
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è atteso a Davos per una serie di incontri cruciali, tra cui un previsto colloquio con Donald Trump. L’appuntamento, riportato dai media ucraini e confermato da fonti internazionali, rappresenta un momento di rilievo nel contesto delle relazioni tra Ucraina, Stati Uniti ed Europa, in un periodo segnato da tensioni geopolitiche e crisi energetiche.
Secondo quanto riferito dal Financial Times, Zelensky dovrebbe incontrare Trump intorno alle ore 13 locali. L’evento era inizialmente atteso come l’occasione per la firma di un ambizioso piano di prosperità da 800 miliardi di dollari che coinvolge Ucraina, Stati Uniti ed Europa. Tuttavia, al momento non è prevista alcuna firma ufficiale. Le trattative sono infatti ancora in corso, con questioni delicate come la gestione della Groenlandia e la composizione del Board of Peace per Gaza che rimangono sospese tra Washington e le capitali europee.
Un ulteriore ostacolo alla definizione del piano è il rifiuto, finora, della Russia di aderire al più ampio progetto di pace in 20 punti elaborato dagli Stati Uniti con il contributo di Kiev e dell’Europa, circostanza che ha indotto a rallentare il processo negoziale.






