Francoforte sul Meno, 18 marzo 2026 – In risposta alle crescenti minacce ibride e incursioni di droni che interessano l’Europa, è stata annunciata oggi una joint venture tedesco-israeliano-americana finalizzata alla produzione di droni per la protezione delle infrastrutture critiche europee. L’alleanza strategica, denominata Onberg Autonomous Systems, unisce la filiale tecnologica del gruppo tedesco Heidelberger Druckmaschinen e una controllata americano-israeliana della società statunitense Ondas.
Una risposta tecnologica alla minaccia dei droni
Il progetto nasce in un contesto di crescente allarme per la sicurezza dei siti sensibili in Germania e nel resto dell’Europa, dove negli ultimi mesi sono stati rilevati ripetuti sorvoli di droni su aeroporti, basi militari e centrali elettriche. Eric Brock, CEO di Ondas, ha sottolineato come “l’Europa si trova ad affrontare l’urgente necessità di proteggere le proprie infrastrutture critiche, le installazioni militari e i beni civili dalla minaccia in continua evoluzione rappresentata dai droni”.
I sistemi di difesa sviluppati da Ondas, tra cui il noto sistema anti-drone “Iron Drone Raider”, saranno inizialmente distribuiti principalmente in Germania e Ucraina, con l’obiettivo di estendere la copertura a tutta l’Unione Europea. La produzione e l’assemblaggio saranno localizzati in Germania, sfruttando le catene di approvvigionamento europee. In particolare, uno stabilimento vicino a Berlino sarà trasformato in un centro di eccellenza per sistemi di difesa antidrone e sicurezza autonoma.
Impatto sul mercato e sostegno politico
L’annuncio della joint venture ha avuto un impatto positivo immediato sul mercato azionario: il titolo di Heidelberger Druckmaschinen, quotato sull’indice Sdax di Francoforte, ha registrato un rialzo superiore al 9%. Questa iniziativa arriva in un momento di crescente tensione in Europa orientale, con frequenti incursioni di droni russi in Polonia e Ucraina che hanno spinto i leader europei e della NATO a rafforzare la cooperazione in materia di difesa aerea.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha recentemente chiesto la creazione di uno scudo di difesa aerea europeo e ha offerto supporto tecnico e addestrativo alla Polonia per contrastare le minacce dei droni russi. Parallelamente, la NATO, con i suoi 32 membri, continua a monitorare la situazione, sottolineando l’importanza di una risposta coordinata alle sfide poste dalle nuove tecnologie militari autonome.
Questa alleanza industriale rappresenta dunque un passo significativo verso un’Europa più sicura e tecnologicamente avanzata nel settore della difesa contro le minacce aeree autonome.






