Roma, 23 febbraio 2026 – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha espresso oggi un giudizio netto sulle conseguenze della recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti in materia di dazi doganali, sottolineando anche la criticità derivante dalla debolezza del dollaro e la necessità di un intervento della Banca Centrale Europea (BCE).
Urso, decisione della Corte Suprema Usa e impatto sui dazi
Nel corso del programma radiofonico “Il Pomeriggio” su Radio1Rai, Urso ha evidenziato come la sentenza della Corte Suprema americana abbia penalizzato l’Italia rispetto a paesi concorrenti come Cina e Brasile. La Corte ha ridotto i dazi imposti dall’amministrazione Trump, che erano superiori al 15% concordato con la Commissione Europea, compromettendo così la posizione competitiva delle imprese italiane sul mercato statunitense. Il ministro ha quindi chiesto l’avvio di una nuova fase negoziale con gli Stati Uniti, auspicando un chiarimento sulle intenzioni dell’amministrazione americana riguardo ai dazi e agli accordi commerciali in essere.
La Corte Suprema degli Stati Uniti, istituita nel 1789, è il massimo organo giudiziario federale americano e ha il potere di controllo di legittimità costituzionale. Con la sua decisione, ha inciso direttamente sulle politiche commerciali internazionali, influenzando in modo significativo gli equilibri tra i partner globali.
Il problema del dollaro debole e la richiesta di intervento alla BCE
Urso ha poi affrontato un altro nodo cruciale per il sistema economico italiano: la debolezza del dollaro. “È assolutamente vero che la debolezza del dollaro sia un problema“, ha dichiarato, ribadendo che tale condizione aggrava il differenziale con l’euro. Di conseguenza, ha sollecitato la BCE a rivedere la propria politica monetaria per affrontare “la realtà nel suo complesso” e contrastare il crescente divario valutario che rappresenta un vero e proprio dazio commerciale per l’Europa.
Le tensioni sui dazi e le oscillazioni valutare si riflettono anche sui mercati finanziari globali. Dopo le recenti turbolenze causate dall’imposizione di tariffe doganali americane, le borse asiatiche hanno mostrato segnali di ripresa, con Tokyo che ha chiuso in rialzo del 6,02%, mentre Milano ha aperto la seduta con un rimbalzo dell’1,22% sull’indice Ftse Mib, a dimostrazione dell’instabilità e delle opportunità che caratterizzano il contesto economico internazionale.
In questo scenario, la posizione dell’Italia, rappresentata dal ministro Urso, sottolinea la necessità di un dialogo costruttivo con gli USA e di un’azione coordinata europea per tutelare le imprese italiane e mantenere competitività sui mercati globali.






