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Home Economia

Ex Ilva, Fim-Cisl: “Serve un vero piano industriale, no a tagli e cassa integrazione”

Il sindacato guidato da Ferdinando Uliano boccia la proposta del Governo: “Insufficiente su occupazione, sicurezza e decarbonizzazione”. Pronte mobilitazioni

by Davide Di Carlo
12 Novembre 2025

Roma, 12 novembre 2025 – La Federazione Italiana Metalmeccanici (FIM-CISL), attraverso la voce del suo segretario nazionale Ferdinando Uliano, ha espresso un netto rifiuto nei confronti del piano industriale presentato dal Governo per il futuro degli stabilimenti Ilva in Italia. Durante una conferenza stampa tenutasi nella capitale, Uliano ha definito il documento non solo insufficiente sul fronte industriale, ma anche inadeguato rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione e tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Il giudizio della FIM-CISL sul piano governativo

immagine

“Quello che ci ha prospettato il governo non è un piano industriale, non è un piano di decarbonizzazione, non è un piano che mette in sicurezza impianti, occupazione, salute e sicurezza”, ha dichiarato Uliano, sottolineando come il documento si limiti a prevedere la messa in cassa integrazione di 6.000 lavoratori senza offrire una strategia concreta per il rilancio industriale. Il segretario nazionale della FIM ha definito questo approccio “inaccettabile” e ha accusato il governo di voler “fare cassa alle spalle dei lavoratori” senza fornire risposte chiare.

Il piano, secondo Uliano, sembra puntare a un ridimensionamento dell’attività produttiva, con una presenza attiva sul posto di lavoro stimata in circa 2.400 unità a Taranto e pochi altri nei restanti stabilimenti, su un totale di poco meno di 9.700 dipendenti. Questo scenario è stato definito “inimmaginabile” in un contesto in cui l’Italia, come uno dei paesi industriali più rilevanti in Europa, ha bisogno di acciaio per sostenere settori strategici come l’automotive.

La posizione di Ferdinando Uliano e le prossime azioni sindacali

Ferdinando Uliano, 57 anni, originario di Bergamo, guida la FIM-CISL dal marzo 2024, dopo una lunga esperienza sindacale iniziata nel settore metalmeccanico locale e proseguita a livello nazionale, con particolare attenzione all’automotive e alle crisi industriali più complesse. Uliano ha annunciato che il sindacato organizzerà assemblee operative tra i lavoratori per “caricarsi della loro forza e della loro lotta” e ha anticipato l’intenzione di promuovere scioperi e altre iniziative concordate con gli stessi lavoratori per contestare la posizione del governo.

“È indispensabile che la presidenza del Consiglio, a partire dalla sua presidente Giorgia Meloni, prenda in carico la vertenza e non accetteremo mai un delitto industriale”, ha concluso il segretario della FIM, ribadendo l’urgenza di un vero piano industriale che tuteli la produzione, l’occupazione e la sicurezza nei siti Ilva.

La FIM-CISL, sindacato autonomo e democratico che rappresenta oltre 200 mila metalmeccanici in Italia, continua così la sua storica attività di tutela dei lavoratori nel settore metalmeccanico, impegnandosi a fare pressione sul governo affinché riveda le sue scelte industriali e sociali.


Fonte: Davide Di Carlo - Ex Ilva, Uliano (Fim-Cisl): "Meloni segua vertenza, non accetteremo delitto industriale"

Tags: Adolfo UrsoEx IlvaFimFiomTarantoUILM

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