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Home Economia

Energia e carburanti più cari: rischio stangata da 14 mld per gli italiani

Confesercenti chiede una riforma strutturale della fiscalità energetica: “Servono accisa mobile e taglio degli oneri per evitare un nuovo shock su consumi e imprese”

by Marco Andreoli
11 Marzo 2026
Un uomo intento a fare benzina

Un uomo intento a fare benzina | Unsplash @engin akyurt - Alanews.it

L’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti legato alle tensioni internazionali, in particolare al conflitto in Iran, rischia di trasformarsi in una pesante stangata per famiglie e imprese italiane. Secondo le stime di Confesercenti, i rincari potrebbero costare complessivamente 14 miliardi di euro l’anno agli italiani se non verranno adottati interventi correttivi.

L’allarme arriva dall’associazione di categoria che rappresenta le piccole e medie imprese del commercio e del turismo. Il presidente dell’organizzazione chiede al governo di intervenire con misure strutturali sulla fiscalità energetica per ridurre la vulnerabilità del sistema economico italiano agli shock dei prezzi internazionali.

Energia e carburante: quanto pagheranno in più gli italiani

Secondo l’analisi realizzata da Confesercenti insieme al Gruppo d’Acquisto Confesercenti Innova Energia Ambiente, l’impatto dei rincari potrebbe essere significativo.

A quadro invariato, senza nuovi interventi, le famiglie italiane arriverebbero a spendere: 6,9 miliardi di euro in più per i carburanti; 7,1 miliardi di euro in più per le bollette energetiche. Il totale porterebbe quindi a una stangata di 14 miliardi di euro annui.

Parallelamente, lo Stato registrerebbe un aumento degli incassi Iva pari a circa 1,9 miliardi di euro complessivi, di cui 1,2 miliardi derivanti dai carburanti e 700 milioni dalle bollette.

Secondo Confesercenti, l’aumento dei costi energetici cancellerebbe di fatto i benefici del recente Decreto Bollette, colpendo due voci di spesa difficilmente comprimibili per le famiglie. Il peso complessivo di carburanti ed energia sul bilancio domestico salirebbe infatti dal 7,4% del 2025 all’8,4% nel 2026, riducendo la capacità di acquisto e frenando i consumi.

L’impatto sulle imprese e sull’economia

I rincari stanno già colpendo anche le imprese, in particolare quelle dei settori del commercio, della ristorazione e dell’ospitalità.

Le stime indicano aumenti significativi per i costi energetici annuali:

  • +1.282 euro per un ristorante con consumi elettrici di 50.000 kWh
  • +770 euro per un albergo con consumi di 30.000 kWh
  • +3.026 euro per un supermercato con consumi di 111.000 kWh

Anche il gas subirebbe rincari rilevanti:

  • +630 euro all’anno per un ristorante con consumi di 6.228 metri cubi
  • +800 euro per un albergo con 8.803 metri cubi di gas.

Secondo Confesercenti, l’effetto non si limiterebbe ai singoli settori ma coinvolgerebbe l’intera economia. L’inflazione potrebbe salire dall’1,8% previsto al 2,5%, mentre i consumi reali subirebbero una contrazione di circa 3,9 miliardi di euro.

Anche la crescita economica ne risentirebbe: il Pil italiano potrebbe perdere circa 5,5 miliardi, con la crescita prevista che scenderebbe dallo 0,7% allo 0,4%.

La richiesta: riforma strutturale della fiscalità energetica

Per evitare che ogni nuova crisi internazionale si traduca automaticamente in aumenti per famiglie e imprese, Confesercenti chiede interventi strutturali.

Tra le misure proposte figurano:

  • l’introduzione dell’accisa mobile, che ridurrebbe automaticamente le tasse sui carburanti quando i prezzi salgono;
  • la riduzione degli oneri di sistema sulle bollette;
  • una revisione complessiva della fiscalità sull’energia.

Secondo l’associazione, il peso fiscale sull’energia in Italia resta tra i più elevati in Europa e rende il sistema economico particolarmente esposto agli shock dei mercati internazionali. Senza una riforma strutturale, avverte Confesercenti, ogni nuova tensione geopolitica rischia di trasformarsi in un freno alla crescita, ai consumi e agli investimenti.

Tags: energiaPetrolio

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