Bruxelles, 11 marzo 2026 – La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia e altri 18 Paesi membri dell’Unione Europea, inclusi Francia e Germania, per il mancato invio del piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva “case green”, scaduto al 31 dicembre 2025. La mossa dell’esecutivo comunitario sottolinea la necessità di accelerare gli sforzi per la decarbonizzazione del patrimonio edilizio europeo entro il 2050.
La direttiva “case green” e le scadenze europee
I piani nazionali di ristrutturazione sono stati concepiti come strumenti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’UE, fungendo da tabelle di marcia dettagliate per la trasformazione energetica degli edifici. Entro la fine del 2025, tutti i Paesi membri avrebbero dovuto presentare a Bruxelles una prima bozza di questi piani, che l’esecutivo comunitario avrebbe avuto sei mesi per valutare e su cui avrebbe formulato raccomandazioni. Successivamente, entro dicembre 2026, le capitali devono inviare la versione definitiva delle tabelle di marcia.
I contenuti obbligatori dei piani includono una dettagliata panoramica del patrimonio edilizio nazionale, suddiviso per tipologie di edifici, nonché una tabella di marcia con obiettivi chiari e misurabili per gli anni 2030, 2040 e 2050. Inoltre, devono essere illustrate le politiche e le misure da adottare, insieme all’indicazione delle necessità di investimento e le fonti di finanziamento previste per l’attuazione.
Procedura di infrazione e implicazioni per l’Italia
La procedura d’infrazione rappresenta un segnale di allerta per l’Italia, che ora ha due mesi per rispondere formalmente alla lettera di costituzione in mora inviata da Bruxelles. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà procedere con l’invio di un parere motivato, ulteriore passaggio formale nell’iter sanzionatorio europeo.
La mancata presentazione del piano nazionale di ristrutturazione degli edifici sottolinea le difficoltà ancora presenti nel coordinamento delle politiche ambientali e nella pianificazione strategica a livello nazionale. Questa direttiva è fondamentale per centrare gli impegni europei di decarbonizzazione, in particolare nell’ambito del settore edilizio, responsabile di una quota significativa delle emissioni di gas serra. La situazione evidenzia quindi l’urgenza di un impegno più efficace per rispettare gli obblighi comunitari e contribuire agli sforzi globali di sostenibilità ambientale.





