Roma, 5 gennaio 2026 – L’entrata in vigore dal primo gennaio delle nuove disposizioni fiscali sulla tassazione dei carburanti ha determinato una significativa novità sul mercato italiano: per la prima volta dal febbraio 2023, il prezzo medio del gasolio ha superato quello della benzina. Lo riporta Staffetta Quotidiana, evidenziando come questo effetto sia il risultato diretto dell’allineamento delle accise tra i due carburanti, che ha visto un aumento di 4,05 centesimi al litro sul gasolio e una riduzione equivalente su quest’ultimo.
Effetto delle accise sui prezzi di gasolio e benzina
Secondo i dati comunicati all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy e rielaborati da Staffetta Quotidiana, il prezzo medio nazionale del diesel in modalità self service è attualmente di 1,666 euro al litro, leggermente superiore ai 1,650 euro al litro della benzina. Nel caso del servizio al distributore, il diesel è quotato a 1,803 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 1,798 euro al litro. Questa inversione di tendenza è una diretta conseguenza dell’allineamento delle accise, che ha uniformato l’imposta a 67,26 centesimi di euro al litro per entrambi i carburanti.
L’intervento normativo è stato motivato dalla volontà di eliminare quella che veniva considerata una forma di sussidio ambientale dannoso legato alla precedente aliquota inferiore applicata al gasolio. Con questo adeguamento, l’Italia detiene ora l’accisa sul gasolio più alta d’Europa, mentre la benzina si posiziona ottava a livello continentale, scivolando dietro Paesi come Francia e Irlanda, ma restando sopra la Germania.
Altri Fattori che Influenzano i Prezzi alla Pompa
Oltre alla variazione delle accise, sui prezzi dei carburanti ha inciso anche un aumento del costo di miscelazione dei biocarburanti, che è cresciuto tra 1,5 e 2 centesimi al litro a causa dell’incremento della quota d’obbligo. Tuttavia, questo aumento è stato in parte compensato dal calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, scese anch’esse tra 1,5 e 2 centesimi al litro tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.
Nonostante tali oscillazioni, i prezzi alla pompa non hanno subito un calo significativo, evidenziando come le dinamiche di mercato e le politiche fiscali continuino a mantenere elevati i costi per gli automobilisti. Inoltre, dal 2023 si è interrotta la riduzione temporanea delle accise attuata durante il periodo più critico della crisi energetica, che aveva portato a un risparmio di circa 18,3 centesimi al litro su benzina e diesel.
Il Codacons segnala che, con l’aumento delle accise previsto dalla Manovra 2026, il rincaro sui pieni di gasolio potrà tradursi in un aggravio economico annuo di circa 59 euro per ciascun automobilista diesel, considerando due pieni al mese. A ciò si sommano ulteriori aumenti intervenuti negli ultimi mesi, che portano il rincaro complessivo a oltre 80 euro annui.
Il quadro attuale riflette una fase di aggiustamento fiscale e di mercato che impone una maggiore attenzione ai costi per i consumatori, con il gasolio che, per la prima volta da tempo, si presenta più caro della benzina, invertendo una tendenza consolidata negli ultimi anni.
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