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Home Cronaca

Zoe Trinchero: la ragazza era ancora viva quando è stata gettata nel canale

Femminicido Zoe Trinchero, l’autopsia aggrava la posizione di Alex Manna: “Era ancora viva quando è stata lanciata”

by Federico Liberi
11 Febbraio 2026
Femminicidio Zoe Trinchero

Femminicidio Zoe Trinchero | ANSA/TINO ROMANO - alanews

Ha chiesto scusa, poi ha scelto il silenzio, ma gli esiti dell’autopsia hanno cambiato il peso dell’accusa. Zoe Trinchero, 17 anni, è stata gettata nel canale di Nizza Monferrato quando era ancora viva. A stabilirlo è l’esame autoptico eseguito dall’anatomopatologa Alessandra Cicchini. Una conclusione che esclude definitivamente l’ipotesi dell’omicidio preterintenzionale e rafforza l’accusa nei confronti del ventenne Alex Manna.

Femminicido Zoe Trinchero: Alex Manna in silenzio davanti al gip

Lunedì pomeriggio, nel carcere di Alessandria, Manna si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’udienza di convalida del fermo davanti al pubblico ministero Giacomo Ferrando e al giudice per le indagini preliminari Aldo Tirone.

Una scelta che segue la confessione resa sabato in caserma, quando il giovane aveva ammesso l’aggressione.

“Il mio cliente aveva già detto tutto quello che doveva dire al pubblico ministero, per questo si è avvalso della facoltà di non rispondere”, ha spiegato l’avvocata Gambino. “Per rispetto delle famiglie, anch’io preferisco il silenzio: è una situazione molto delicata che ha sconvolto una comunità, la famiglia della ragazza e la famiglia del mio assistito. I suoi genitori non si capacitano di quello che è successo”.

L’autopsia di Zoe Trinchero: la morte è dovuta alla caduta

Secondo quanto emerso dall’esame medico-legale, Zoe presentava un trauma cranico causato dai pugni ricevuti. Tuttavia, la morte è stata attribuita alla caduta nel canale da un’altezza di circa tre metri. Un elemento cruciale: la giovane era viva al momento in cui è stata lanciata.

Questo dettaglio rafforza l’ipotesi che Manna volesse uccidere o fosse consapevole dell’altissimo rischio di provocarne la morte, configurando il cosiddetto dolo eventuale.

Il ventenne è già accusato di omicidio aggravato dai futili motivi. Non è invece contestato, al momento, il reato di femminicidio introdotto lo scorso dicembre, che prevede l’aggravante della “discriminazione della vittima in quanto donna o per reprimere l’esercizio dei suoi diritti o delle sue libertà”.

In un primo momento si era ipotizzato che all’origine dell’aggressione potesse esserci un rifiuto da parte di Zoe. Circostanza che Manna ha negato nella confessione:

“Non mi fregava di lei perché ero fidanzato – ha dichiarato nella caserma dei carabinieri di Nizza – Non ho provato a baciarla, non avevo un interesse sessuale o sentimentale. Non l’ho toccata prima dell’aggressione, abbiamo avuto un litigio verbale, alzando la voce, quando abbiamo parlato del mio tradimento. Non riesco a spiegarmi perché ho reagito così”.

Convalidato il fermo di Alex Manna

È stata convalidata oggi l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Alex Manna, il ventenne autore confesso dell’omicidio di Zoe Trinchero, la ragazza di 17 anni trovata senza vita a Nizza Monferrato lo scorso 7 febbraio. Il giovane rimane detenuto nel carcere di Alessandria, dove è stato ristretto dalla sera dell’arresto.

Durante l’udienza, come riportato dall’avvocata difensore Patrizia Gambino, sono stati riconosciuti gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Manna, soprattutto in virtù della sua confessione. L’accusa formalmente rimane quella di omicidio aggravato dai futili motivi. La difesa è stata affiancata da un secondo legale, Rocco Giuseppe Iorianni, del foro di Palmi.

La famiglia dell’assassino lascia Montegrosso d’Asti dopo minacce

Nel frattempo, sono emerse notizie riguardanti la famiglia di Alex Manna, che ha deciso di lasciare la propria abitazione a Montegrosso d’Asti a causa di pesanti minacce telefoniche. I genitori e i quattro figli, molto conosciuti in paese e per anni gestori del bar locale, hanno preferito mantenere segreto il luogo dove si sono trasferiti per tutelare la propria sicurezza, vista la tensione e il clima di forte ostilità venutisi a creare in seguito all’omicidio.

La notte dell’omicidio e il tentato depistaggio

La sera del delitto, Alex e Zoe si erano allontanati dal gruppo di amici. Dopo una discussione, lui l’ha colpita e poi l’ha lanciata nel canale.

“Continuava a urlare ‘è colpa mia, sono andato via, sono scappato’ – ha raccontato Mario, ex fidanzato della diciassettenne – Per un po’ ha fatto anche finta di cercare il corpo”. Subito dopo, Manna avrebbe indicato come responsabile Naudy Carbone, musicista di origini africane residente a Nizza Monferrato fin dall’infanzia. “Per convincerci che era stato lui, Alex ci ha detto che quell’uomo aveva un grosso coltello”, ha riferito uno degli amici presenti quella sera.

Una versione che ha scatenato la rabbia di diverse persone, che si sono radunate sotto casa del musicista. I carabinieri stanno ora svolgendo accertamenti sul tentato linciaggio e lavorano per identificare i presenti, che potrebbero essere indagati.

Tags: prima paginaZoe Trinchero

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