Milano, 3 gennaio 2026 – Prosegue l’impegno degli ospedali italiani nel soccorso ai giovani vittime della tragedia avvenuta a Crans-Montana durante la notte di Capodanno. È appena giunta all’Ospedale Niguarda di Milano una nuova paziente quindicenne, trasferita dall’ospedale di Losanna, dove era stata inizialmente ricoverata. La ragazza è stata presa in carico dal Centro Ustioni del nosocomio milanese, specializzato nella cura delle gravi ustioni riportate nel rogo che ha devastato il bar Le Constellation.
Nuovi arrivi al Niguarda, il ruolo della Lombardia

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha aggiornato la stampa sulla situazione dei pazienti italiani coinvolti nella strage: “Abbiamo un filo diretto con i medici di Zurigo, nostro punto di riferimento per i casi più gravi. Man mano che riceviamo aggiornamenti, siamo pronti a trasferire i ragazzi in Italia per le cure”. In totale, sono sette i pazienti ricoverati a Niguarda, quasi tutti adolescenti con un’età media di 15 anni, ad eccezione di una donna di 29 anni. L’assessore ha sottolineato l’importanza del lavoro continuo dei chirurghi plastici e del personale sanitario per la gestione delle ustioni, che coinvolgono dal 30 al 50% della superficie corporea.
Bertolaso ha inoltre ringraziato tutte le istituzioni e gli operatori coinvolti nei trasporti d’emergenza, effettuati anche in condizioni meteorologiche difficili, definendo l’operazione un “gioco di squadra italiano” di cui andare orgogliosi. È previsto l’arrivo di ulteriori pazienti nelle prossime ore, con l’obiettivo di completare i trasferimenti dai centri svizzeri.
La tragedia e le indagini in Svizzera
La notte del 31 dicembre, un incendio è divampato nel locale Le Constellation a Crans-Montana, provocando almeno 40 vittime e 121 feriti, di cui 14 italiani e 16 francesi. La Procura del Canton Vallese ha aperto un’inchiesta per omicidio e lesioni colpose, ma al momento non risultano indagati. Secondo la procuratrice generale Beatrice Pilloud, il locale era stato ispezionato tre volte in dieci anni e rispettava le norme di sicurezza.
Molti giovani sarebbero rimasti intrappolati nel bar interrato, dove l’unica via di fuga era una scala con una porta stretta, che si è rivelata insufficiente a causa delle fiamme che hanno ostruito le altre uscite. Le autorità svizzere stanno completando le procedure di identificazione delle vittime; finora sono stati identificati quattro corpi, tutti cittadini svizzeri, tra cui due minorenni.
L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha confermato che le operazioni di identificazione proseguiranno nelle prossime ore e che le famiglie verranno informate direttamente dalle autorità locali. Le indagini mirano a ricostruire le dinamiche dell’incendio, partito probabilmente da una candelina scintillante posta su una bottiglia di champagne, che ha incendiato il soffitto rivestito di schiuma fonoassorbente infiammabile.
Nel frattempo, a Milano, il prefetto Claudio Sgaraglia ha incontrato le famiglie dei ragazzi feriti, sottolineando l’impegno costante delle istituzioni per supportare le vittime e i loro cari in questo momento di dolore.
L’attenzione resta alta su Crans-Montana, località svizzera nota per la sua vocazione turistica e sportiva, che ora affronta una delle tragedie più gravi della sua storia recente.






