Milano, 10 gennaio 2026 – Emergono dettagli inquietanti dalle testimonianze raccolte nel procedimento che investe l’Istituto Penale per Minorenni Beccaria di Milano, dove sono indagati 42 operatori per presunte violenze e torture ai danni di minori detenuti. A renderlo noto è Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone, che ha seguito da vicino le udienze come parte offesa.
Un quadro grave e sistemico al Beccaria
Secondo quanto riferito da Gonnella, le testimonianze dei ragazzi, tutti nati nel 2008 e quindi minorenni al momento dei fatti, descrivono un contesto di violenze perpetrate non da singoli, ma da gruppi di agenti. Le aggressioni avvenivano spesso fuori dalla vista delle telecamere di sicurezza, in spazi isolati dell’istituto, e seguivano dinamiche ben precise: i minori venivano portati fuori dalla cella e da reparti comuni, subivano maltrattamenti e, successivamente, spesso venivano confinati in isolamento o trasferiti in altri istituti penali minorili.
Il procedimento giudiziario ipotizza reati gravissimi quali maltrattamenti, lesioni, falsi e soprattutto tortura. Gonnella sottolinea le difficoltà nella tutela delle vittime, molte delle quali ancora non assistite da un difensore e trattenute in condizioni di custodia che aumentano la loro vulnerabilità.
La prospettiva di Antigone
L’impegno di Antigone, associazione attiva dal 1991 nella difesa dei diritti umani e della giustizia penale, si concentra sull’emersione di questi abusi e sulla tutela dei minori coinvolti. La presidente di Antigone Lombardia, Valeria Verdolini, evidenzia come sia importante che i giovani detenuti possano partecipare al processo senza subire ulteriori traumi o rischi, e che la giustizia faccia emergere la verità per evitare il ripetersi di simili fatti.
Verdolini, sociologa del diritto e attivista nota per il suo libro “Abolire l’impossibile”, insiste sul fatto che la lotta contro la violenza istituzionale deve fondarsi su una cultura della responsabilità e del cambiamento strutturale. In questo senso, il caso del Beccaria rappresenta un momento cruciale per mettere in luce le pratiche di tortura nelle carceri minorili e per avviare processi di riforma.
La prossima udienza dell’incidente probatorio è fissata per il 23 gennaio, quando proseguiranno le audizioni protette dei minori coinvolti. Antigone continua a monitorare con attenzione l’evolversi del procedimento, che potrebbe rappresentare un punto di svolta nella tutela dei diritti dei giovani detenuti in Italia.





