Foggia, 15 gennaio 2026 – Un’esecuzione in piena sera ha scosso Foggia. Un uomo di 34 anni, Alessandro Moretti, è stato colpito a morte in un agguato armato mentre si trovava a bordo di uno scooter in via Sant’Antonio. Ferito da diversi colpi d’arma da fuoco, è stato soccorso e trasportato in ospedale, dove però è deceduto poco dopo il ricovero. Sul luogo dell’attentato sono intervenuti immediatamente gli agenti di polizia, impegnati nei rilievi e nelle prime attività investigative.
Il legame con il boss Rocco Moretti e il timore di una nuova faida
Dalle prime verifiche emerge che la vittima era il figlio del fratello minore di Rocco Moretti, figura storica della criminalità foggiana e ritenuto uno dei capiclan più influenti del territorio. Questo collegamento familiare viene considerato un elemento di forte allarme dagli inquirenti, poiché potrebbe innescare una nuova spirale di violenza tra gruppi rivali e riaprire scenari di faida nella città.
Il profilo del capoclan: carcere duro e maxi sequestri
Rocco Moretti, 75 anni, è attualmente detenuto in regime di 41 bis e sta scontando una condanna definitiva a 10 anni e 8 mesi di reclusione nell’ambito del processo “Decima azione”, uno dei procedimenti più rilevanti contro la mafia foggiana. Le accuse nei suoi confronti comprendono associazione mafiosa, estorsione e detenzione illegale di armi. Negli ultimi mesi è stato inoltre destinatario di sequestri patrimoniali per oltre 2,5 milioni di euro, provvedimenti che si inseriscono in una più ampia offensiva giudiziaria contro i patrimoni criminali.
I clan in crisi: sequestri per 20 milioni e forte disgregazione
Secondo le prime valutazioni investigative, l’omicidio potrebbe essere collegato al momento di profonda difficoltà attraversato dai clan della cosiddetta “Società foggiana”, duramente colpiti negli ultimi anni da sequestri per circa 20 milioni di euro grazie all’azione della magistratura. Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Bari descrivono infatti una situazione caratterizzata da forte disgregazione interna e gravi problemi economici, un contesto che rende il quadro criminale particolarmente instabile e potenzialmente esplosivo.





