Milano, 18 gennaio 2026 – Una lunga e suggestiva distesa di candele accese in Piazza Duomo ha illuminato ieri sera il cuore di Milano in memoria delle vittime delle proteste in Iran. Dopo un primo presidio in Piazza Castello, decine di persone si sono radunate nella piazza simbolo della città per una cerimonia commemorativa organizzata dalle attiviste del movimento “Donna, Vita, Libertà”. Il silenzio ha fatto da cornice a questo momento di raccoglimento, dedicato a migliaia di cittadini iraniani caduti negli ultimi mesi durante le manifestazioni contro il regime iraniano.
Un appello alla politica italiana

Durante l’iniziativa, l’attivista italo-iraniana Leyla Mandrelli ha rivolto un appello forte e chiaro alle istituzioni del nostro Paese: “In questo momento c’è un SOS per l’Iran. Tutta la classe politica italiana si unisca al fianco del popolo iraniano senza nessun se e senza nessun ma. Si tratta di un atto di grande umanità e responsabilità civile“. Questo appello arriva in un momento di grande tensione, a un anno dall’inizio della rivolta nata dalla tragica morte di Mahsa Amini, giovane curdo-iraniana uccisa dalla Polizia Morale iraniana, evento che ha scatenato un’ondata di proteste in tutto il Paese.
Il movimento “Donna, Vita, Libertà”: storia e significato
Lo slogan “Donna, Vita, Libertà” (in curdo Jin, Jîyan, Azadî) è diventato il grido di battaglia di una generazione di donne e uomini che lottano per i diritti umani, la libertà di scelta e la democrazia. Nato dal movimento di liberazione curdo e diffusosi a livello globale, questo motto ha accompagnato le proteste iraniane fin dai funerali di Mahsa Amini nel settembre 2022, risuonando nelle piazze e nelle università del Paese e anche in diverse città del mondo, tra cui l’Italia.
Il movimento denuncia la repressione feroce messa in atto dalle autorità iraniane, che ha coinvolto torture, arresti arbitrari, esecuzioni sommarie e violenze di ogni tipo, con particolare attenzione alle donne che sfidano il regime togliendosi il velo obbligatorio. La repressione si è tradotta in una serie di nuove misure discriminatorie, come il divieto di accesso al lavoro, all’istruzione e ai servizi pubblici per chi non indossa il velo, oltre a processi sommari e pene detentive.
L’attrice e attivista iraniana Sadaf Baghbani, presente a Milano, ha raccontato la sua personale esperienza di lotta e resistenza, sottolineando il coraggio delle donne iraniane che combattono “a mani nude” contro un sistema violento e patriarcale. Sadaf, ferita durante le proteste del 2022, oggi continua la sua battaglia in Italia, portando la voce delle donne iraniane anche attraverso il teatro e la cultura.
La serata si è conclusa con l’intervento musicale del rapper persiano Radin, un ulteriore segnale di solidarietà e speranza per un futuro di libertà e giustizia in Iran.
Fonte: Nicoletta Totaro - Milano, una distesa di candele in Piazza Duomo per le vittime delle proteste: "SOS Iran"






