Il mare davanti a Lampedusa si agita e scatta l’allerta per i migranti. Le navi delle ONG, quelle impegnate nei soccorsi in mare, hanno già invertito la rotta, puntando tutte verso il porto sicuro dell’isola. Non solo chi ha appena effettuato salvataggi, ma anche chi era ancora in attesa di partire. Le onde, alte quasi sei metri, e i venti che superano i 40 nodi trasformano il Mediterraneo centrale in un campo di battaglia per la navigazione. Partire dalla Libia o dalla Tunisia in queste condizioni è un rischio troppo grande. E la tempesta, dicono le previsioni, non mollerà almeno fino al 19 marzo.
Allarme per i migranti nel Mediterraneo
Secondo le previsioni del consorzio meteorologico Lamma, l’area a sud di Lampedusa è quella più colpita da questo rapido peggioramento. Non si tratta di un passaggio di breve durata: i venti di burrasca e le onde alte rendono la navigazione molto pericolosa. Per questo le ONG impegnate nel Mediterraneo centrale stanno rivedendo le rotte e chiedono alle autorità italiane di permettere alle navi già impegnate nei soccorsi di attraccare nei porti più vicini, garantendo così la sicurezza delle persone salvate ma non ancora sbarcate. Mediterranea Saving Humans ha espresso tramite i suoi canali social una forte preoccupazione per le condizioni meteo e ha invitato le autorità a prestare massima attenzione durante le operazioni di sbarco e assistenza.
Le navi in porto e quelle ancora in mare
Tra le imbarcazioni che hanno anticipato o modificato la rotta verso Lampedusa ci sono la Trotamar III del Compass Collective, la Nadir della ONG tedesca Resqship e la Safira di Mediterranea Saving Humans. Altre sono invece ancora in mare con persone a bordo in attesa di sbarco: la Life Support di Emergency trasporta 123 naufraghi diretti a Civitavecchia, l’AitaMari – che ha salvato 32 persone – deve ancora attraccare a Vibo Valentia, mentre la Sea Watch 5 conta 84 persone a bordo e ha come porto assegnato Marina di Carrara. Questi spostamenti fanno parte di un sistema di coordinamento che cerca di gestire al meglio la sicurezza in queste condizioni difficili e di garantire una pronta accoglienza.
Il Mediterraneo centrale si conferma così un terreno delicato per le operazioni di soccorso e gestione degli sbarchi. Serve massima attenzione da parte delle istituzioni e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. Quando il mare si agita, la priorità resta sempre la sicurezza di migranti, equipaggi e operatori.





