Roma, 5 marzo 2026 – Proseguono le udienze nel processo per il femminicidio di Ilaria Sula, la giovane studentessa uccisa lo scorso 26 marzo 2025 nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano di Roma. Al centro dell’attenzione è il racconto di Nosr Manlapaz, madre di Mark Antony Samson, imputato per l’omicidio, che ha recentemente patteggiato due anni di reclusione per il concorso nell’occultamento del cadavere.
La testimonianza della madre di Samson
Durante l’ultima udienza tenutasi nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, Nosr Manlapaz ha descritto le drammatiche ore che hanno preceduto e seguito il delitto. «Quando Mark è uscito di casa, ho pulito la sua stanza, c’era molto sangue a terra», ha dichiarato la donna, che ha confessato di aver preso lo zaino di Ilaria con i vestiti e di averli gettati via. Ha inoltre riferito di aver visto il corpo di Ilaria a terra, a faccia in giù, con i piedi visibili dalla porta aperta della stanza di Mark, che appariva in stato di agitazione e piangente.
La madre ha raccontato anche di come il figlio le avesse chiesto di aiutarlo a pulire il sangue e di procurarsi buste e detersivo. «Avevo paura che mio marito chiamasse la polizia», ha ammesso Nosr, spiegando di aver voluto proteggere il marito dallo shock e di aver agito per paura.
Le tensioni prima dell’omicidio di Ilaria Sula
Emergono nuovi dettagli anche dagli amici e testimoni ascoltati in aula. Un coinquilino di Ilaria ha riferito che, due giorni prima dell’omicidio, Mark aveva manifestato già segni di rabbia estrema: dopo essere stato respinto dalla giovane, aveva conficcato un coltello su un post-it attaccato al frigorifero.
Tre amici di Samson hanno inoltre ricordato le parole inquietanti del giovane, che avrebbe dichiarato: «O Ilaria torna con me, o l’affogo nell’acquario». La coppia aveva festeggiato il loro anniversario a Monte Guadagnolo, località da cui poi Samson ha abbandonato il corpo di Ilaria in una valigia, gettandolo da un dirupo nel comune di Capranica Prenestina.
Processo e sviluppi giudiziari
La madre di Samson è stata condannata a due anni con sospensione condizionale, dopo aver patteggiato per il concorso nell’occultamento del cadavere. Il processo a Mark Antony Samson, invece, proseguirà con l’istruttoria a partire dal prossimo 9 dicembre. L’imputato, difeso dall’avvocato Paolo Foti, è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dal vincolo affettivo con la vittima, nonché di occultamento di cadavere.
Alla prima udienza erano presenti sia Mark che i genitori di Ilaria, che hanno ribadito la loro richiesta di giustizia per la giovane donna, vittima di un crimine che ha scosso profondamente l’opinione pubblica romana e nazionale.






