Milano, 16 marzo 2026 – Proseguono le indagini sul drammatico deragliamento del tram avvenuto lo scorso 27 febbraio in via Vittorio Veneto, che ha provocato la morte di due persone e il ferimento di una cinquantina di passeggeri. Il conducente del mezzo, indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio in Procura, rimanendo ancora sotto choc.
Il conducente del tram e l’interrogatorio in Procura
Pietro M., 60 anni, dipendente dell’Atm e alla guida del tram al momento dell’incidente, è stato convocato dalle pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara per chiarire le dinamiche dell’incidente. Assistito dagli avvocati Mirko Mazzali e Benedetto Tusa, il tranviere ha deciso di non rispondere alle domande, in quanto non ancora in condizioni psicologiche di affrontare l’interrogatorio. Secondo quanto riferito dal suo legale Mazzali, «è ancora sotto choc». Fin da subito, Pietro M. aveva dichiarato di aver perso il controllo del mezzo a causa di un malore.
Indagini e ipotesi sull’incidente
Le indagini, coordinate dal procuratore Marcello Viola e dalla pm Elisa Calanducci, puntano a fare luce sulle cause del deragliamento. I rilievi tecnici preliminari escludono anomalie nel funzionamento del Tramlink: i sistemi di sicurezza, lo scambio e la segnaletica erano regolarmente operativi, e i freni di emergenza non sono stati attivati prima dello schianto. La procura ha nominato come superconsulente il professor Fabrizio D’Errico, esperto di disastri ferroviari.
Al momento, la pista principale si concentra sull’errore umano. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche l’eventuale uso del cellulare da parte del conducente. L’analisi dei tabulati telefonici ha escluso conversazioni durante il turno di lavoro, con telefonate registrate solo un’ora prima dell’incidente e subito dopo l’impatto, quando Pietro M., sotto choc, ha comunicato alla centrale operativa Atm di un deragliamento. Resta aperta l’ipotesi di una distrazione o di un malore, come indicato dallo stesso tranviere.
Nel frattempo, Atm ha espresso cordoglio per le vittime e sta fornendo supporto alle persone coinvolte nell’incidente, con un primo indennizzo di cinquemila euro a persona. Le autorità sono inoltre impegnate nel contattare i familiari delle vittime per offrire assistenza.
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