Palmoli, 7 marzo 2026 – Continua a suscitare forte emozione e reazioni la vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco, al centro di un acceso dibattito pubblico dopo l’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha disposto l’allontanamento di Catherine Birmingham, madre dei tre bambini ospitati in una casa famiglia, dalla struttura dove si trovava dal novembre scorso.
Proteste e vicinanza alla “famiglia nel bosco”
Con striscioni recanti slogan come “Giù le mani dai bambini” e “La famiglia è il fondamento della Chiesa e dividerla è vergognoso”, i manifestanti hanno espresso la loro solidarietà ai minori e alla famiglia, ormai separata da quattro mesi. Una delle organizzatrici ha spiegato al microfono: “Vi siamo vicino e non vi lasciamo soli in questo momento difficile. Vi vogliamo bene e speriamo di portarvi almeno un minimo di conforto”. Tra i presenti anche Leonora e Armando Carusi, imprenditori che hanno offerto gratuitamente un casolare a Nathan, marito di Catherine Birmingham, madre dei bambini.
Leonora ha definito “inaccettabile” la scena dell’allontanamento della madre, avvenuto tra le lacrime dei piccoli. “È assurdo che queste cose possano succedere da parte delle istituzioni che dovrebbero garantire sostegno e aiuto”, ha dichiarato. Armando ha aggiunto che Nathan è “più deluso del solito” ma continua a prendersi cura di Catherine. La manifestazione in programma per oggi pomeriggio prevede una fiaccolata silenziosa, a cui parteciperanno la comunità di neorurali e i manifestanti del presidio spontaneo nel bosco, per testimoniare vicinanza e solidarietà.
Le ragioni dell’allontanamento della madre e le reazioni ufficiali
L’ordinanza del Tribunale dei Minori de L’Aquila, che ha disposto l’allontanamento di Catherine Birmingham dalla casa famiglia, descrive la donna con toni duri: è definita “ostile e squalificante”, con un atteggiamento che avrebbe influenzato negativamente anche i tre figli. Secondo gli educatori, la madre manifesterebbe scatti d’ira e un’opposizione sistematica alle indicazioni del personale educativo, imponendo anche le proprie convinzioni in tema di istruzione, tra cui l’idea di iniziare il percorso scolastico dei bambini solo dopo i sette anni, privilegiando esperienze dirette nella natura.
Il clima conflittuale tra Catherine e i servizi sociali si sarebbe aggravato nel tempo, complicando la convivenza e influenzando negativamente i bambini, che avrebbero mostrato comportamenti aggressivi verso educatori e altri minori. Al contrario, il padre viene descritto come figura rassicurante e di sostegno.
La decisione ha provocato reazioni a livello istituzionale e politico. La ministra alla Famiglia, Natalità e Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha definito la separazione dei genitori dai figli una “misura estrema” sottolineando la necessità di una valutazione preventiva approfondita prima di prendere simili decisioni. Anche la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Marina Terragni, ha chiesto la sospensione del trasferimento dei minori, sollecitando un approfondimento medico indipendente per valutare le conseguenze psicologiche della separazione.
Nel frattempo, la legale della famiglia, Danila Solinas, ha denunciato la situazione come “terribile”, criticando l’operato dei servizi sociali e l’atteggiamento istituzionale che avrebbe imposto l’allontanamento nonostante le proteste strazianti dei bambini.
Il padre è tornato questa mattina alla casa famiglia ed è rimasto con i figli per tutta la mattinata, trascorrendo con loro del tempo nel parco adiacente alla struttura, un gesto che ha voluto essere un segno di vicinanza e normalità in una situazione drammatica.
La famiglia e la comunità: un momento di forte tensione
Catherine Birmingham, accompagnata dalla sorella Rachel, si trova ora nel casolare nel bosco che la famiglia aveva abitato, ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai giornalisti, limitandosi a prendersi cura degli animali di loro proprietà. Rachel ha confidato di essere “sotto shock totale” per la situazione, sottolineando la difficoltà di vivere un distacco così improvviso e doloroso.
La vicenda ha scosso non solo la comunità locale ma anche l’opinione pubblica e la politica nazionale, con richieste di chiarimenti e interventi urgenti da parte di diverse forze politiche e istituzionali. La mobilitazione attorno alla famiglia nel bosco continua a essere un segnale di come temi quali la tutela dei minori e il ruolo delle istituzioni siano al centro di un acceso dibattito pubblico.






