Il Delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione mediatica dopo nuove dichiarazioni destinate a far discutere. L’avvocato Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, ha avanzato una ricostruzione alternativa dell’omicidio di Chiara Poggi intervenendo ai microfoni del programma televisivo «Far West». Secondo il legale, il caso che da anni divide opinione pubblica e giustizia potrebbe nascondere uno scenario completamente diverso da quello sancito dalle sentenze: non un delitto maturato nell’ambito delle relazioni personali della vittima, ma un omicidio commissionato da un’organizzazione criminale. Un’ipotesi che, seppur priva di conferme investigative, riapre il dibattito su uno dei casi giudiziari più discussi della cronaca italiana.
Un’organizzazione criminale dietro il Delitto di Garlasco
Nel corso dell’intervista, Lovati ha parlato di «azioni omicidiarie strumentali», distinguendole da altre forme di delitto. Secondo l’avvocato, si tratta di omicidi compiuti con l’obiettivo di nascondere una verità più ampia o di costruire una narrazione alternativa capace di depistare le indagini. In questa prospettiva, il Delitto di Garlasco rientrerebbe proprio in questa categoria: un’azione pianificata non soltanto per colpire la vittima, ma anche per orientare l’attenzione investigativa verso piste fuorvianti. Lovati ipotizza che dietro l’omicidio di Chiara Poggi possa esserci un’organizzazione criminale che avrebbe assoldato un sicario “ad hoc” per compiere il delitto, lasciando poi che i sospetti ricadessero su altri soggetti.
Stasi e Sempio sono vittime per Lovati
Le dichiarazioni dell’avvocato toccano anche uno dei passaggi più controversi della vicenda giudiziaria legata al Delitto di Garlasco, ovvero la riapertura delle indagini nel 2017 che portò gli investigatori a concentrare l’attenzione su Andrea Sempio. Secondo Lovati, quell’attività investigativa sarebbe stata il risultato di una «macchinazione» organizzata da investigatori legati allo studio dei difensori di Alberto Stasi. Il legale ha sostenuto che il DNA di Sempio sarebbe stato prelevato clandestinamente. Parole molto pesanti che hanno avuto conseguenze giudiziarie: proprio per queste affermazioni Lovati è stato rinviato a giudizio con l’accusa di diffamazione. Nella sua ricostruzione, sia Stasi sia Sempio sarebbero vittime di un sistema accusatorio distorto, mentre i veri responsabili del Delitto di Garlasco resterebbero ancora nascosti.






