Proseguono le drammatiche operazioni di soccorso e assistenza ai feriti dell’incendio avvenuto nella notte di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana, località sciistica svizzera. Il bilancio della tragedia continua ad aggiornarsi: si contano 115 feriti, di cui tra 80 e 100 in condizioni critiche, e almeno 47 vittime. Tra i feriti gravi vi sono diversi giovani italiani, molti dei quali ricoverati negli ospedali di Milano, Zurigo, Sion e Berna. Restano ancora sei italiani dispersi e numerosi feriti non ancora identificati.
Crans-Montana: le condizioni dei feriti italiani e le ricerche dei dispersi
Tra i giovani italiani coinvolti nell’incendio, Manfredi Marcucci, 16 anni, si trova in coma farmacologico all’ospedale Niguarda di Milano, dove è stato trasferito per essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico. A raccontare le sue condizioni è stato il padre, Umberto Marcucci, che ha anche riferito di aver soccorso il figlio immediatamente dopo l’incendio. Manfredi presenta ustioni estese su circa il 30-40% del corpo, in particolare alle braccia, alla schiena e al capo, colpito dalle fiamme mentre cercava di fuggire dal locale. Il padre ha descritto le condizioni delle mani del figlio come simili a quelle della celebre immagine della bambina del Vietnam, sottolineando come molti ragazzi fossero gravemente ustionati, soprattutto le ragazze che indossavano gonne e calze, meno protettive rispetto ai jeans.
Altri giovani italiani versano in gravi condizioni: Francesca Nota, compagna di scuola di Chian Kaiser Talingdan, è ricoverata in terapia intensiva a Zurigo con ustioni gravi e diffuse. Chian, studente milanese di origine filippina, è stato seguito da un soccorritore durante le prime ore dopo l’incendio ed è stato trasferito da Sion, ma il centro di cura finale non è stato ancora confermato, con ipotesi che lo collocano anche in Francia.
Un altro ferito italiano di rilievo è Gregory Esposito, 19 anni, di Milano, attualmente ricoverato in terapia intensiva a Berna con condizioni stabili. Esposito è originario di Baveno, nel Verbano-Cusio-Ossola, e il sindaco locale, Alessandro Monti, ha espresso vicinanza alla famiglia e solidarietà per la tragedia.
Restano invece disperse le tracce di almeno sei giovani italiani, tra cui Giovanni Tamburi di Bologna, per il quale la madre ha lanciato un appello pubblico chiedendo aiuto per ritrovarlo. Giovanni, 16 anni, era con il padre imprenditore in vacanza a Crans-Montana e si trovava con un gruppo di amici al momento dell’incendio. La madre ha fornito un dettaglio identificativo importante: il ragazzo indossava una catenina d’oro con l’immagine della Madonna. Altri dispersi sono Riccardo Minghetti, 16 anni di Roma, e Emanuele Galeppini, 17 anni, giovane promessa del golf genovese residente a Dubai, di cui la Federazione Italiana Golf ha confermato la morte.
Le autorità svizzere hanno istituito una helpline (numero 0848 112 117) e sono attivi sui social media gruppi e profili dedicati agli aggiornamenti sulle persone coinvolte, con l’obiettivo di facilitare le ricerche e il supporto alle famiglie.
Interventi e supporti italiani e internazionali
In risposta alla gravità della situazione, il ministro italiano della Protezione Civile, Nello Musumeci, ha annunciato la firma di un decreto per la mobilitazione nazionale del servizio di protezione civile. Questo permetterà l’impiego coordinato di uomini e mezzi italiani, non solo nelle regioni del Nord Italia confinanti con la Svizzera, per supportare le operazioni di soccorso e assistenza.
La Valle d’Aosta ha inviato quattro psicologi per fornire supporto psicologico alle persone coinvolte nella tragedia, con un veicolo dedicato messo a disposizione dalla Protezione civile regionale. Inoltre, una delegazione italiana guidata dal capo della Protezione civile regionale parteciperà a un incontro a Sion con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e le autorità elvetiche per coordinare le prossime azioni e incontrare i familiari delle vittime.
La Polonia ha annunciato la disponibilità ad accogliere 14 feriti per fornire assistenza medica specialistica negli ospedali del Paese, mentre altri tre feriti sono stati trasferiti in Francia. Il ministero della Sanità francese ha predisposto 19 letti per accogliere pazienti provenienti dalla Svizzera, tra cui 15 per adulti e 4 pediatrici.
Il bar Le Constellation, di proprietà di una coppia francese, Jessica e Jacques Moretti, è stato teatro della tragedia. La donna è stata ferita a un braccio, mentre il marito non era presente al momento dell’incendio. La struttura, rinnovata e molto frequentata soprattutto durante le festività, poteva ospitare fino a 300 persone all’interno e 40 all’esterno.
Le autorità svizzere, tramite Stéphane Ganzer, capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, hanno confermato che tra i feriti molti non sono ancora stati identificati, e il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi ulteriormente.
La Farnesina ha aggiornato il quadro degli italiani coinvolti: 13 italiani ricoverati in ospedale, con 3 trasferiti in Italia, 10 ospedalizzati in Svizzera o in altri Paesi e 6 ancora dispersi. Restano in corso le procedure di identificazione e assistenza per le vittime e i feriti, mentre le famiglie attendono notizie con angoscia e speranza.
Il contesto e le cause della tragedia
L’incendio è scoppiato intorno all’1:30 del primo gennaio all’interno del bar-discoteca “Le Constellation”, situato nel centro di Crans-Montana. Le prime ricostruzioni indicano che il rogo sia stato innescato da una combinazione di candele scintillanti accese su una bottiglia di champagne e un petardo, che hanno causato un “flashover”, ovvero una rapida e violenta propagazione delle fiamme in un ambiente chiuso.
Molti testimoni hanno riferito che l’unica via di fuga dal locale interrato era una scala stretta e una porta di uscita angusta, che ha ostacolato la fuga dei presenti. La maggior parte delle vittime sono giovani e giovanissimi; molti corpi sono irriconoscibili a causa delle ustioni.
Crans-Montana, nota località turistica e meta di eventi mondani e sportivi, si trova a 1.495 metri di altitudine nel Canton Vallese ed è famosa per le sue piste da sci e per eventi internazionali come i Campionati mondiali di sci alpino. La tragedia ha scosso profondamente non solo la comunità locale, ma anche l’intera Italia e l’Europa, con numerosi messaggi di cordoglio da parte delle istituzioni.
Il delicato processo di identificazione delle vittime prosegue, mentre la comunità internazionale si stringe attorno a famiglie e sopravvissuti, ancora alle prese con un dramma di proporzioni enormi.






