Nola, 23 febbraio 2026 – Si è concluso il lungo e doloroso addio a Domenico Caliendo, il piccolo di due anni e sei mesi affetto da una grave miocardiopatia dilatativa. La sua storia ha commosso l’Italia intera, diventando simbolo di speranza, sofferenza e ora di ricerca di giustizia. Domenico, soprannominato “il piccolo guerriero” dalla mamma Patrizia, si è spento dopo un trapianto di cuore impossibile, che avrebbe dovuto donargli una nuova vita ma che, a causa delle sue condizioni ormai compromesse, non ha potuto salvarlo.
Il ricordo e l’affetto della comunità

Davanti alla casa di Domenico, a Nola, si accumulano fiori, peluche e biglietti commoventi, mentre uno striscione recita: “Non dovevi diventare una notizia, dovevi diventare grande”. La famiglia è circondata da un oceano d’amore che si è manifestato anche davanti all’ospedale Monaldi di Napoli, dove il piccolo era ricoverato. La mamma Patrizia, profondamente segnata, ha passato la domenica a sfogliare l’album fotografico di Domenico, ricordando i momenti di gioia e di quotidianità condivisi con il figlio, che amava ballare, giocare a pallone e divorare dolci.
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha annunciato la disponibilità del Comune a realizzare un murale in memoria di Domenico, da posizionare vicino all’ospedale Monaldi o all’interno, per celebrare la sua vita e il suo coraggio. L’opera sarà affidata a Zak Whm, noto street artist milanese, già autore di murales commemorativi significativi. Nel frattempo, la famiglia, con l’aiuto dell’avvocato Francesco Petruzzi, sta avviando la creazione di una fondazione dedicata a Domenico, per sostenere altri bambini affetti da patologie cardiache gravi.
L’inchiesta e la richiesta di giustizia
La vicenda ha scosso profondamente l’opinione pubblica e ha dato il via a un’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli. Al momento, sono sette gli indagati, tra medici e infermieri dell’ospedale Monaldi, a cui sono stati sequestrati cellulari e notificati avvisi di garanzia. L’ipotesi di reato, inizialmente lesioni colpose gravissime, è ora aggravata in omicidio colposo. Si indaga sulle modalità di espianto del cuore a Bolzano, sul trasporto dell’organo a Napoli e sulle ragioni che hanno portato a effettuare il trapianto senza verificare adeguatamente le condizioni dell’organo.
La mamma di Domenico, Patrizia, ha espresso con dignità la sua richiesta di giustizia e verità: “Ora è un angioletto, ma non dovremo mai dimenticarlo”. Le autorità e le istituzioni, dalla premier Giorgia Meloni al presidente del Senato Ignazio La Russa, hanno espresso cordoglio e sostegno alla famiglia, impegnandosi a fare piena luce su questa tragica vicenda.
I funerali del piccolo Domenico, dopo l’autopsia, sono previsti per giovedì o venerdì, con lutto cittadino già proclamato dal sindaco di Nola Andrea Ruggiero. Nel frattempo, la città e l’intera nazione continuano a raccogliersi in un abbraccio di commozione e solidarietà per un bimbo che ha lasciato un segno profondo nel cuore di tutti.






