Il ghiaccio del pianeta sta scomparendo a ritmi senza precedenti, spinto dal riscaldamento globale di origine umana. Dallo scioglimento dei ghiacciai in Alaska e Patagonia al diradamento del ghiaccio marino artico e alla contrazione delle calotte polari, la perdita di ghiaccio accelera, con gravi conseguenze per l’innalzamento dei mari e i modelli climatici in tutto il mondo.
I glaciologi avvertono che la perdita di ghiaccio non è più un processo lento e graduale, ma una crisi che si intensifica ogni anno. Recenti studi evidenziano come i poli siano particolarmente vulnerabili, con tassi di scioglimento molto superiori alla media globale.
Dove si trova il ghiaccio terrestre e come si sta sciogliendo
Quasi tutto il ghiaccio terrestre, circa il 99%, è immagazzinato nelle calotte polari di Antartide e Groenlandia, mentre il resto si trova principalmente nelle montagna sparse nel mondo, secondo il glaciologo Christian Vincent. Se tutto il ghiaccio dell’Antartide si sciogliesse, il livello globale del mare salirebbe di circa 58 metri. La calotta della Groenlandia da sola potrebbe contribuire con circa sette metri, mentre i ghiacciai montani con circa 41 centimetri.
Lo scioglimento non avviene in modo uniforme. La perdita delle calotte polari è il principale fattore dell’innalzamento dei mari, davanti allo scioglimento dei ghiacciai montani e all’espansione termica dell’acqua di mare. Tra il 1901 e il 2018, il livello medio globale dei mari è aumentato di circa 20 centimetri. Il ghiaccio marino, che si scioglie in estate e si riforma in inverno, non contribuisce direttamente all’innalzamento del livello dei mari.
I ghiacciai montani hanno perso circa 9,18 trilioni di tonnellate di ghiaccio tra il 1976 e il 2024, principalmente in Alaska, Patagonia e Artico, secondo uno studio del 2025 pubblicato su Earth System Science Data. Ai poli, Groenlandia e Antartide insieme ne hanno perso circa 7,56 trilioni di tonnellate tra il 1992 e il 2020, secondo dati satellitari analizzati dall’Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise (IMBIE), collaborazione tra NASA ed ESA. Il ghiaccio marino artico si è notevolmente assottigliato, passando da uno spessore medio di 3,59 metri nel 1975 a 1,25 metri nel 2012. La Groenlandia da sola ha perso quasi 4,9 trilioni di tonnellate di ghiaccio nello stesso periodo.
Le misurazioni storiche, soprattutto per l’Antartide prima dei satelliti, restano difficili. La scienziata britannica Ruth Mottram sottolinea quanto sia complesso determinare la perdita a lungo termine a causa della scarsità di osservazioni prima dell’era satellitare.
Accelerazione dello scioglimento
Il ritmo di scioglimento del ghiaccio sta accelerando. La calotta groenlandese si sta sciogliendo cinque volte più velocemente rispetto agli inizi degli anni ’90, mentre la perdita di ghiaccio in Antartide è aumentata del 25% nello stesso periodo, secondo uno studio del 2023 pubblicato su ESSD. Lo scioglimento estivo in Groenlandia ha raggiunto livelli mai registrati negli ultimi 850 anni e la stagione di fusione si protrae più a lungo, fino a settembre, cosa rara in passato.
Anche i ghiacciai montani stanno scomparendo rapidamente: circa il 41% della loro perdita totale è avvenuta tra il 2015 e il 2024, con i maggiori decrementi in Alaska, Nord America occidentale ed Europa centrale. Gli ultimi tre anni, i più caldi mai registrati, non offrono segnali di ottimismo, segnalando un’accelerazione continua dello scioglimento, dell’innalzamento dei mari e degli impatti climatici globali.






