Ancora una volta Milano è scesa in piazza a fianco della Palestina: oggi pomeriggio alcune centinaia di manifestanti hanno sfilato, per circa due ore, dalla fermata di Affori Centro a piazzale Maciachini, per protestare contro il “genocidio a Gaza” e per chiedere la liberazione dei palestinesi detenuti in Italia. In testa al corteo uno striscione con la scritta ‘Fermiamo il genocidio. La solidarietà non si arresta. Liberi tutti’. “Netanyahu era per un genocidio, conclamato, dichiarato, rivendicato, che continua tutt’oggi. Eisenkot è per una pulizia etnica senza clamore: la sostanza purtroppo non cambia”, osserva Elio del centro sociale Vittoria, commentando la probabile formazione, in Israele, dopo le elezioni, di un governo guidato dall’attuale capo dell’opposizione. “In questo momento a Gaza è in corso un’alluvione”, ha continuato Elio, “Khan Yunis è sommersa, si vedono immagini di bambini feriti con i topi che galleggiano nell’acqua”. Sulla stessa linea Raffaella Polverino del Movimento 5 Stelle: “Dopo le elezioni l’unica cosa che potrebbe cambiare è che finalmente Netanyahu verrà arrestato, ma il genocidio continuerà a esserci, a bassa intensità”. La sindacalista Margherita Napoletano ha parlato di “sanitaricidio”, cioè di “un attacco deliberato al sistema sanitario in modo che tutti i palestinesi non abbiano più la possibilità di curarsi in nessun modo”, mentre Giorgia di Rete dei Comunisti ha sottolineato come Israele rimanga, a suo dire, “uno Stato illegittimo che continua a portare avanti da più di settant’anni un regime di occupazione coloniale e un genocidio che si è intensificato negli ultimi tre anni”. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione palestinesi in Italia (Api). Non si è verificato alcun momento di tensione con le forze dell’ordine.