Nessuna garanzia sulla continuità dei pagamenti e troppe incognite sulle future buste paga dei lavoratori. È il quadro denunciato da Guglielmo Gambardella, segretario nazionale della Uilm, al termine dell’incontro al Ministero del Lavoro sulla vertenza ex Ilva. Il confronto è stato rinviato perché, secondo il sindacato, non ci sarebbero ancora le condizioni per affrontare compiutamente tutte le criticità della procedura. La questione principale riguarda il passaggio dall’anticipazione della cassa integrazione da parte dell’amministrazione straordinaria al pagamento diretto dell’Inps. Una transizione che, secondo Gambardella, rischia di compromettere la regolarità nell’erogazione degli ammortizzatori sociali. Da qui la richiesta, avanzata fin dall’inizio della vertenza, di una legge speciale che possa disciplinare questa fase e offrire maggiori tutele ai dipendenti.
Restano da chiarire anche diversi aspetti economici e contrattuali, tra cui il riconoscimento della tredicesima e degli istituti previsti dal contratto. A complicare ulteriormente la situazione è il nuovo sistema di pagamento: i lavoratori potrebbero ricevere cedolini distinti per la cassa integrazione erogata dall’Inps, per l’integrazione salariale e per le eventuali giornate di attività lavorativa. Uno scenario che rischia di rendere ancora più difficile la gestione economica quotidiana per migliaia di dipendenti, già alle prese con un ricorso massiccio alla cassa integrazione a zero ore. La Uilm ha quindi accolto favorevolmente il rinvio del confronto, in attesa di un nuovo aggiornamento che coinvolga anche l’Inps. Per Gambardella è necessario definire prima un quadro chiaro delle modalità di pagamento e delle competenze spettanti ai lavoratori. Accelerare senza aver risolto questi nodi, avverte il sindacalista, rischierebbe soltanto di aggravare una situazione occupazionale e sociale già estremamente difficile.