La raccolta fondi per sostenere le spese legali di Youssef Siher e della moglie Sagia Hammoud ha superato il primo traguardo. L’iniziativa, diffusa anche attraverso i profili social dei Giovani palestinesi Milano, nasce per aiutare la coppia ad affrontare il procedimento penale nel quale entrambi risultano ancora indagati. Siher è tornato in libertà dopo l’ordinanza di non convalida del fermo e della misura di custodia cautelare di Tiziana Landoni, ma il percorso giudiziario prosegue e le famiglie hanno chiesto un sostegno per affrontarne i costi.
Youssef Siher e Sagia Hammoud, quanto è stato raccolto
Nella rilevazione del 5 novembre alle 11.23, la pagina GoFundMe mostra 20.578 euro raccolti attraverso 718 donazioni, pari al 94% dell’attuale obiettivo di 22mila euro.
La campagna è stata lanciata online a fine ottobre poco dopo il fermo di Siher con un primo obiettivo di 20mila euro. Il 4 novembre aveva già oltrepassato i 17mila: nell’arco di poche settimane è stata quindi superata la soglia iniziale, mentre il traguardo indicato sulla piattaforma è salito.
Come donare per le spese legali
Per contribuire è possibile accedere alla raccolta “Sosteniamo Youssef e Sagia: aiuta a coprire le spese legali” su GoFundMe e selezionare “Fai una donazione”, scegliendo l’importo da versare.
La pagina indica Mohamed Siher come organizzatore e Sidanah Hammoud come beneficiaria. I promotori precisano che l’iniziativa è gestita direttamente dalle famiglie, senza essere promossa da enti o organizzazioni. I contributi serviranno a sostenere la difesa, le consulenze tecniche, le perizie e le spese amministrative e logistiche connesse al procedimento.
Nell’appello, le famiglie si impegnano a destinare il denaro esclusivamente a queste finalità e ad aggiornare i sostenitori sull’utilizzo dei fondi. Per chi non può contribuire economicamente, viene proposta anche la condivisione della pagina attraverso WhatsApp, Facebook e Instagram.
Youssef Siher libero, la gip: “La disobbedienza civile non è reato”
Il ricercatore Siher era detenuto nel carcere di San Vittore per aver creato la pagina Instagram e il gruppo Telegram “Movimento 17 Ottobre” che, in seguito alle mobilitazioni contro il carovita avvenute a Milano, promuoveva un’organizzazione autonoma delle manifestazioni in tutta Italia. Indagata con le accuse di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubblich risulta anche la moglie, Sagia Hammoud.
La giudice per le udienze preliminari Landoni però non ha convalidato il suo arresto e ha respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere, condividendo le valutazioni della difesa sull’assenza di gravi indizi di colpevolezza e sulla mancanza di elementi concreti a sostegno del pericolo di fuga.
Nell’ordinanza di 37 pagine, la giudice ha esaminato i messaggi pubblicati sui canali Telegram e Instagram del Movimento 17 ottobre, distinguendo la critica politica e l’organizzazione delle proteste dall’istigazione a commettere reati.
Per approfondire: Rilasciato Youssef Siher, la gip: “La disobbedienza civile non è violenza, nessun reato eversivo”
