Il cantautore americano Bob Dylan ha incontrato papa Leone XIV nel Palazzo Apostolico, in Vaticano, mercoledì 4 novembre, alla vigilia del suo concerto a Roma. Ad accompagnare il musicista sono stati padre Antonio Spadaro e Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano. Il Pontefice aveva già richiamato una canzone dell’artista per sostenere il proprio appello al disarmo nucleare.
Spadaro ha reso noto l’incontro sui social: “Oggi ho accompagnato Bob Dylan da papa Leone insieme ad Andrea Monda”. Il religioso ha pubblicato anche due fotografie della visita, nelle quali il cantautore appare accanto al Papa con un cappuccio nero sulla testa. Nel raccontare l’emozione provata, Spadaro ha descritto la visita come “un incontro che ha il sapore della storia”, riferendo la sensazione che, attraversando il Palazzo Apostolico, potesse accadere qualunque cosa.
Il richiamo del Papa alla canzone contro la bomba atomica
Il precedente punto di contatto tra Leone XIV e Bob Dylan è nella prefazione al libro Disarmata e disarmante. La pace è un dono, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana. In quelle pagine il Papa aveva citato Go Away You Bomb, una composizione scritta dal musicista nel 1963, in piena Guerra fredda, e dedicata alla minaccia della bomba atomica.
Nel brano Dylan denunciava la responsabilità dell’essere umano nella costruzione di armi capaci di provocare distruzioni su scala globale. Leone XIV ne aveva ripreso le parole per sostenere la necessità di superare la logica della deterrenza nucleare e della corsa agli armamenti.
Il Pontefice aveva ribadito che la sicurezza non può dipendere esclusivamente dalla paura di una distruzione reciproca. A oltre sessant’anni dalla composizione, il messaggio della canzone conserva la propria attualità nel dibattito internazionale sul disarmo nucleare: il rifiuto della guerra e della minaccia atomica accomuna il musicista e il Papa.
Dalla musica di protesta al Nobel per la Letteratura
Nato nel 1941 in Minnesota, Dylan è una delle figure più influenti della musica contemporanea. La sua carriera è cominciata nei primi anni Sessanta e ha attraversato folk, rock e blues, trasformando profondamente la scrittura delle canzoni.
Brani come Blowin’ in the Wind e The Times They Are A-Changin’ sono diventati simboli delle mobilitazioni per i diritti civili e dei movimenti pacifisti. L’artista ha tuttavia sempre cercato di sottrarre il proprio percorso alle etichette.
Il Premio Nobel per la Letteratura gli è stato assegnato nel 2016 per aver creato nuove forme di espressione poetica nella tradizione della canzone americana. Il richiamo di Leone XIV alla composizione contro la bomba atomica riguarda una dimensione centrale della sua produzione: il racconto, attraverso la musica, delle paure, dei conflitti e delle contraddizioni della società.
Il concerto al Palazzo dello Sport di Roma
La visita al Pontefice si inserisce nel soggiorno italiano del cantautore, che a 85 anni continua a esibirsi sui palchi internazionali dopo oltre sei decenni di carriera.
Dylan è atteso giovedì 5 novembre, alle ore 21, al Palazzo dello Sport dell’EUR, a Roma, per una nuova tappa della sua attività dal vivo.
