La riforma del bilancio europeo per il periodo 2028-2034 non affronta in modo adeguato diverse criticità già individuate dagli organi di controllo. È la valutazione della Corte dei conti europea, secondo cui il progetto presentato dalla Commissione non sfrutta appieno le possibilità di rendere più trasparenti i finanziamenti, migliorare la rendicontazione e garantire una maggiore efficacia nell’impiego delle risorse. Su 28 interventi migliorativi suggeriti dai revisori nel giugno 2025, soltanto uno è stato recepito integralmente, mentre 19 hanno trovato un’accoglienza parziale e otto sono rimasti completamente esclusi.
I dubbi sul nuovo sistema di finanziamento
Tra gli aspetti che destano maggiori preoccupazioni figura il modello di finanziamento non collegato ai costi, già utilizzato nell’ambito del Recovery Fund e che la Commissione europea vorrebbe estendere alla maggior parte dei programmi dell’Unione. Per la Corte dei conti, questo meccanismo presenta ancora limiti importanti: l’attenzione continua a concentrarsi soprattutto sull’avanzamento delle attività previste, senza valutare in maniera sufficientemente efficace i risultati concretamente ottenuti.
I revisori ritengono quindi necessario introdurre criteri più rigorosi, a partire da condizioni per i pagamenti definite con maggiore chiarezza. Chiedono inoltre che venga assicurato il rispetto delle normative europee e nazionali e che sia possibile seguire in modo completo e verificabile il percorso dei finanziamenti.
Le criticità sui piani nazionali e sulle risorse europee
Le osservazioni della Corte riguardano anche altri elementi della proposta. Tra questi c’è l’assenza di una definizione normativa del concetto di “valore aggiunto Ue”, oltre al rischio che l’introduzione di nuovi piani nazionali e regionali finisca per restringere gli spazi decisionali delle regioni. Ulteriori perplessità interessano il sistema delle risorse proprie, che con le modifiche proposte potrebbe diventare più articolato e complesso. I revisori richiamano inoltre l’attenzione su alcune iniziative, tra cui quella relativa a Europa globale, nelle quali non viene garantito esplicitamente il diritto della Corte di svolgere le proprie attività di audit.
Semplificazione e Stato di diritto, i progressi riconosciuti
Non tutti gli aspetti della riforma ricevono però una valutazione negativa. La Corte dei conti riconosce infatti alcuni miglioramenti sul fronte della flessibilità e della semplificazione del bilancio europeo. Quest’ultimo intervento, tuttavia, non assicura automaticamente una diminuzione degli adempimenti amministrativi a carico dei beneficiari finali dei finanziamenti. Anche le misure destinate a tutelare lo Stato di diritto risultano rafforzate rispetto al passato. Restano però alcune disposizioni che, secondo i revisori, potrebbero comprometterne in parte l’effettiva applicazione.
Bilancio Ue, l’appello della Corte dei conti europea
A sintetizzare le esigenze alla base delle osservazioni è stato Jan Gregor, membro della Corte responsabile dell’analisi. “Abbiamo bisogno di un bilancio che mostri chiaramente quanto abbia da offrire l’Ue, che assicuri una gestione efficace del denaro e che rafforzi la rendicontabilità e la trasparenza”, ha dichiarato. Il giudizio complessivo richiama dunque la necessità di intervenire su diversi punti della proposta per il periodo 2028-2034, affinché le risorse europee siano gestite con maggiore trasparenza e i finanziamenti producano risultati verificabili.
