La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, la ragazza di 26 anni uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione a Garlasco, in provincia di Pavia. Per il delitto è già stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere l’allora fidanzato della vittima, Alberto Stasi. La richiesta dei pubblici ministeri dovrà ora essere esaminata dal giudice per l’udienza preliminare (gup), che stabilirà se gli elementi raccolti siano sufficienti per aprire un processo.
Perché la Procura ha chiesto il processo per Andrea Sempio
La richiesta arriva dopo la conclusione delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, riaperte nel 2025. Andrea Sempio, oggi 38enne, era un amico di Marco Poggi, fratello della vittima, e all’epoca del delitto frequentava la villetta di famiglia.
Il 28 settembre, la Procura aveva notificato un secondo avviso di conclusione delle indagini, depositando nuove consulenze tecniche per sostenere l’accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi.
Le prove presentate dall’accusa su Sempio
Al centro dell’inchiesta ci sono soprattutto le analisi del materiale genetico rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi, la cosiddetta impronta 33 individuata nell’abitazione e le tracce lasciate da una scarpa con la suola a pallini.
La difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha contestato le conclusioni degli investigatori, depositando cinque controconsulenze tecniche. Il 38enne ha sempre respinto le accuse, sostenendo che non esistano prove in grado di collegarlo all’omicidio.
Garlasco, cosa succede ora e la posizione di Alberto Stasi
La richiesta di rinvio a giudizio non comporta automaticamente l’apertura di un processo. Il gup dovrà valutare se esista una ragionevole previsione di condanna, sulla base degli elementi raccolti dalla Procura e delle argomentazioni della difesa.
La nuova indagine si affianca a una vicenda giudiziaria già conclusa: Alberto Stasi è stato condannato definitivamente nel 2015, dopo due precedenti assoluzioni. Da giugno 2026, dopo aver scontato dieci anni e mezzo di detenzione, si trova in affidamento in prova ai servizi sociali.
