La polizia ha smantellato nella notte a Madrid l’accampamento degli attivisti in protesta contro la crisi abitativa. Le tende occupavano da cinque settimane la piazza di Puerta del Sol, dallo sfratto della 87enne Maricarmen Abascal, diventata un simbolo del diritto alla casa che ha innescato manifestazioni perlopiù pacifiche in tutta la Spagna. Le autorità e gli stessi attivisti hanno riferito dello sgombero, fornendo però versioni opposte sulle modalità dell’intervento e sulle sue conseguenze.
Le versioni sullo sgombero di Puerta del Sol
“Lo sgombero del campo di Puerta del Sol si è svolto senza incidenti o episodi di violenza”, hanno dichiarato fonti del governo cittadino di Madrid. In un messaggio pubblicato su Telegram, gli organizzatori hanno descritto l’intervento come “una violenta operazione di polizia”, denunciando “percosse” e l’impiego di gas lacrimogeni.
Il dispositivo ha coinvolto 220 agenti della polizia nazionale e 180 della polizia municipale di Madrid, con il supporto dei vigili del fuoco e dei servizi sociali. La delegazione del governo ha precisato la composizione delle forze impiegate ed espresso soddisfazione per “un’operazione che ha consentito di completare lo sgombero senza turbative violente dell’ordine pubblico”
Gran parte della piazza, una zona molto frequentata dai turisti, è stata chiusa dalle forze dell’ordine durante le operazioni di pulizia dell’area.
La crisi abitativa in Spagna e le elezioni anticipate
L’accampamento era nato nell’ambito delle proteste contro la crisi abitativa, esplose dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, pensionata madrilena di 87 anni, costretta a lasciare l’appartamento in cui viveva da 70 anni. La donna è morta pochi giorni dopo lo sfratto e la sua vicenda è diventata il simbolo delle difficoltà di accesso alla casa in Spagna.
Dalla fine di settembre, le manifestazioni si sono estese a diverse città spagnole, riportando al centro del dibattito pubblico una delle principali preoccupazioni della popolazione: il costo degli affitti e la crescente difficoltà di trovare un’abitazione. A Madrid, i manifestanti hanno allestito un accampamento nella piazza della capitale, mentre a Valencia le proteste sono sfociate in scontri con le forze dell’ordine, con arresti e agenti feriti.
La crisi abitativa ha avuto anche conseguenze politiche. Venerdì scorso, il Parlamento spagnolo ha respinto due decreti del governo di Pedro Sánchez destinati a contrastare l’emergenza. La mancata approvazione dei provvedimenti ha aggravato le difficoltà dell’esecutivo, portando il primo ministro a indire elezioni legislative anticipate per il 29 novembre.
