Donald Trump è raffigurato dietro le sbarre su un enorme cartellone che domina piazza Enghelab a Teheran, in immagini diffuse il 3 novembre 2026.
I manifesti comparsi in più punti della capitale
Il cartellone recante la scritta “Uccideremo Trump” è stato esposto in una delle piazze principali della città, mentre nelle strade di Teheran tornano manifestazioni contro Washington e Israele. Le immagini, diffuse il 3 novembre 2026 e riportate da Tgcom24 con fotografie dell’agenzia AFP, mostrano il presidente americano con la testa china dietro le sbarre.
Poco distante è apparso un secondo manifesto che raffigura, oltre a Trump, il vicepresidente JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff e il primo ministro Benjamin Netanyahu, tutti rappresentati con il volto insanguinato e gli abiti strappati, mentre sullo sfondo le bandiere degli Stati Uniti e di Israele appaiono lacerate.
Raduni, slogan e riferimenti alla morte di Khamenei
Attorno ai cartelloni si sono radunate decine di persone, alcune con bandiere rosse e altre con striscioni recanti la scritta “Ci sarà sangue”, invocando vendetta per la morte della Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio 2026 durante i bombardamenti condotti da Stati Uniti e Israele su Teheran.
La sua uccisione ha segnato l’inizio della guerra che continua a coinvolgere il Medio Oriente e ha alimentato campagne di propaganda che prendono di mira i leader americani e israeliani.
La minaccia rivolta a Trump, come indicato nelle informazioni diffuse, non è accompagnata da elementi che la colleghino a un piano concreto per assassinare il presidente.
Altre rappresentazioni e rimandi artistici
Nel quartiere di Tajrish una mostra all’aperto ha esposto diverse rappresentazioni del presidente americano: in una immagine Trump giace a terra con il volto insanguinato e schiacciato da un piede; in un’altra una bomba gli copre il viso, richiamando Il figlio dell’uomo di René Magritte. Le immagini utilizzano riferimenti artistici per veicolare messaggi politici contro Washington.
La comparsa dei manifesti coincide con la giornata delle elezioni di midterm negli Stati Uniti, che rinnovano la Camera dei rappresentanti e una parte del Senato, e con resoconti dei media statunitensi, citati da Tgcom24, su possibili nuove azioni americane dopo il voto. Il segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito la disponibilità a una soluzione diplomatica, mentre Trump ha dichiarato di voler portare a termine l’azione americana contro l’Iran «attraverso un accordo oppure con altre modalità».
Sul fronte economico, intervenendo al WinWin Brussels Summit, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che la chiusura dello Stretto di Hormuz ha provocato un aumento di 127 miliardi di euro dei costi sostenuti dall’Europa per importare combustibili fossili.
