La polizia ha sgomberato nella notte l’accampamento di Puerta del Sol, a Madrid, allestito da poco più di cinque settimane dagli attivisti per il diritto alla casa. L’intervento è iniziato intorno alle 3: nella tendopoli dormivano 334 persone, secondo fonti della polizia citate da Cadena Ser.
La polizia sgombera il presidio per il diritto alla casa a Madrid
Due persone sono state fermate, accusate rispettivamente di resistenza e attentato a pubblico ufficiale. La delegazione del governo di Madrid ha invece indicato la «disobbedienza» come motivo dei fermi. Dopo l’operazione, i servizi di pulizia del Comune hanno rimosso le tende e le strutture.
Sullo svolgimento dello sgombero, le ricostruzioni delle autorità e degli organizzatori sono opposte. «Lo sgombero dell’accampamento di Puerta del Sol si è svolto senza incidenti né episodi di violenza», hanno dichiarato fonti della delegazione del governo di Madrid. Gli organizzatori hanno denunciato su Telegram «un intervento violento della polizia che ha causato numerosi feriti».
Le motivazioni delle autorità e le denunce degli attivisti
Per la Delegazione del governo di Madrid, lo sgombero è stato una misura di «ultima istanza», preceduta da un processo graduale. L’obiettivo dichiarato era «garantire l’esercizio pacifico dei diritti fondamentali, proteggere le persone e i beni e recuperare l’uso ordinario di Puerta del Sol».
Secondo la prefettura, dopo oltre un mese la protesta avrebbe progressivamente perso la sua originaria finalità rivendicativa, dando luogo ad alterazioni dell’ordine pubblico. La Delegazione ha sottolineato che il diritto di riunione «non è illimitato».
Il movimento 26 settembre (26S) ha attribuito le ferite a «colpi e all’uso di spray al peperoncino». Gli attivisti hanno invitato i partecipanti a condividere eventuali registrazioni da trasmettere al proprio ufficio legale, in vista di possibili denunce.
La crisi abitativa e le iniziative dei sindacati
La mobilitazione per il diritto alla casa era nata per chiedere interventi contro la crisi abitativa dopo lo sfratto e la successiva morte in ospedale di Maricarmen Abascal. La donna, di 87 anni, aveva vissuto per settant’anni in affitto nella stessa abitazione ed era diventata un simbolo delle proteste per un alloggio.
Il Sindicato de Inquilinas aveva già parzialmente revocato l’accampamento nei giorni scorsi. Una parte degli organizzatori, fra cui i sindacati degli inquilini, aveva annunciato il progressivo scioglimento della protesta per preparare lo sciopero generale previsto per l’11 novembre prossimo.
