“Ma tu hai mai visto un mio film?”. Alessandro Siani ha fatto visita ai piccoli pazienti dell’ospedale Santobono Pausilipon di Napoli, trasformando per un pomeriggio i reparti di Neurologia e Neurochirurgia in un piccolo spettacolo di cabaret. Tra battute, risate e conversazioni con i bambini, l’attore napoletano ha trascorso del tempo con i pazienti e le loro famiglie, portando anche un regalo importante per la struttura.
Alessandro Siani al Santobono: le battute con i bambini e il regalo all’ospedale
Nel video pubblicato sui social dall’ospedale, Siani scherza con i bambini, chiedendo loro se abbiano mai visto uno dei suoi film. Con uno di loro, che si chiama proprio Alessandro, trova subito un punto in comune: “Guarda, abbiamo lo stesso nome”. La visita prosegue tra sorrisi, battute improvvisate e piccoli pazienti che si prestano volentieri al gioco, diventando a loro volta protagonisti dello spettacolo.
Ma la visita dell’attore non è stata soltanto un’occasione per trascorrere qualche ora di leggerezza. Siani ha donato al reparto un video-EEG portatile, uno strumento che permetterà di potenziare l’assistenza domiciliare dei bambini seguiti dalla struttura.
Il dispositivo consente di registrare contemporaneamente l’attività elettrica cerebrale e le immagini video del paziente, aiutando i medici a monitorare e valutare eventuali episodi neurologici. La sua portabilità rappresenta un’opportunità importante soprattutto per i bambini che hanno difficoltà a raggiungere l’ospedale.
Il ringraziamento dell’ospedale Santobono Pausilipon
A raccontare la visita è stato lo stesso ospedale attraverso un post pubblicato su Instagram. “Per un pomeriggio, tra battute, risate e abbracci, la leggerezza ha preso il posto delle preoccupazioni e gli occhi dei nostri bambini e dei loro genitori si sono riempiti di stupore, meraviglia e di tanta, tantissima allegria”, si legge.
La struttura ha poi ringraziato l’attore per la donazione e per il tempo dedicato ai pazienti: “Grazie Alessandro, per il tuo cuore grande, per questo dono prezioso e per averci ricordato che la cura, soprattutto quando si tratta di bambini, passa anche attraverso un sorriso”
