I combattimenti sono ripresi nella regione ucraina di Kherson dopo sei giorni di cessate il fuoco mediato da Melania Trump. La pausa aveva permesso di portare aiuti e trasferire quasi 800 civili da Oleshky, città occupata dalle forze russe. L’accordo, in vigore dal 27 ottobre al 1° novembre, è stato il più lungo dall’inizio dell’invasione russa su larga scala nel 2022.
La tregua di Oleshky e il ricongiungimento degli evacuati
La tregua ha consentito a centinaia di persone di lasciare una città segnata da anni di guerra. Alcuni evacuati sono arrivati sabato nell’Ucraina settentrionale e hanno potuto riabbracciare i familiari che non vedevano da anni. Molti hanno raccontato di aver vissuto nella fame e nelle privazioni.
“Il cessate il fuoco si è concluso. La missione è stata un successo, fornendo aiuti essenziali alla regione e consentendo l’evacuazione di quasi 800 persone”, ha scritto su X Melania Trump, che si è congratulata con Russia e Ucraina per la cooperazione, auspicando che l’operazione possa costituire una base per una pace duratura.
A coordinare la missione sono stati i commissari per i diritti umani dei due Paesi, la russa Yana Lantratova e l’ucraino Dmytro Lubinets, che si sono recati insieme nella città occupata. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha però definito Oleshky un caso isolato: “Non ci sono piani o iniziative simili”. Secondo Lantratova, per i residenti rimasti sono previste consegne mensili di aiuti umanitari.
I bombardamenti su Kherson e le accuse sulla pausa
A poche ore dalla conclusione della tregua le autorità ucraine hanno denunciato nuovi bombardamenti russi su Kherson lunedì 2 novembre. Nel quartiere di Korabelny, un drone ha poi attaccato un’automobile, ferendo una donna di 62 anni e un uomo di 73.
Secondo lo Stato maggiore ucraino, le forze russe avrebbero sfruttato il cessate il fuoco per rafforzare le proprie posizioni, trasferire munizioni e sostituire alcune unità militari. Peskov ha sostenuto che anche le forze ucraine avrebbero probabilmente approfittato della pausa per riorganizzarsi, definendo normale questa pratica in situazioni analoghe.
I droni ucraini hanno colpito diversi impianti energetici in quattro regioni russe. A Samara, secondo le testimonianze raccolte dalla BBC, una raffineria di petrolio è stata attaccata per la quinta volta in un mese.
18 vittime in un centro umanitario
Ma gli attacchi russi non si sono limitati alla regione di Kherson. A Komyshuvakha, nella regione sudorientale di Zaporizhzhia, un bombardamento russo ha provocato la morte di almeno 18 persone e, secondo quanto riferito dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l’attacco avrebbe colpito un centro per la distribuzione degli aiuti umanitari e un rifugio nelle vicinanze. Le autorità ucraine hanno riferito che sull’area sono state sganciate dieci bombe guidate.
Gli attacchi informatici ai sistemi di allerta
Alla ripresa dei combattimenti si sono aggiunti attacchi informatici contro le applicazioni utilizzate per avvertire la popolazione di possibili bombardamenti.
Il ministero russo delle Emergenze ha denunciato un “massiccio attacco informatico” alla propria applicazione, attraverso la quale sono stati diffusi falsi avvisi di pericolo.
Poche ore prima, anche le autorità ucraine avevano segnalato una possibile violazione dei propri sistemi di allerta, dopo la comparsa di messaggi che annunciavano una presunta minaccia di radiazioni.
Mosca non ha indicato i responsabili dell’attacco, mentre il Centro ucraino per le comunicazioni strategiche SPRAVDI ha attribuito alla Russia la responsabilità della violazione dei sistemi ucraini.
Ucraina, la tregua di Oleshky potrebbe non ripetersi
Secondo la BBC, la decisione di rispettare una tregua così lunga potrebbe essere stata influenzata anche da considerazioni diplomatiche. Per Mosca, violare un accordo mediato dalla moglie del presidente americano Donald Trump avrebbe rischiato di compromettere i rapporti con Washington.
Alcuni commentatori russi hanno inoltre collegato l’operazione alle elezioni di metà mandato statunitensi del 3 novembre, sostenendo che il presidente americano avrebbe potuto presentarla come un successo diplomatico.
Anche Kiev ha interesse a mantenere buoni rapporti con Washington, soprattutto per continuare a ricevere sostegno militare e sistemi di difesa antiaerea Patriot in vista dell’inverno.
