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Morta Nadia Santini, la prima chef italiana con tre stelle Michelin: aveva 72 anni

La cuoca del ristorante Dal Pescatore, nel Mantovano, si è spenta il 2 novembre dopo una lunga malattia. Dal 1996 il suo ristorante conserva il massimo riconoscimento della guida Michelin. Il ricordo della famiglia: “Ci ha insegnato il rigore morale, l'etica del lavoro e la semplicità"

2 Novembre 2026
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Primo piano di Nadia Santini

Morta Nadia Santini, la prima chef italiana con tre stelle Michelin: aveva 72 anni | @dino_andreani

Martina Beretta di Martina Beretta

Mi chiamo Martina Beretta e sono una content editor e autrice digitale. Da anni lavoro nel mondo dei podcast e dei contenuti digitali, occupandomi di storytelling, approfondimenti editoriali e narrazione social. Ho collaborato alla crescita del progetto Passa dal BSMT, seguendo la scrittura e lo sviluppo di contenuti tra attualità, cultura e intrattenimento. Oggi collaboro anche con Ala News, dove unisco linguaggio giornalistico e sensibilità digitale.

È morta a 72 anni Nadia Santini, la prima donna italiana a conquistare le tre stelle Michelin, una delle figure più importanti della cucina italiana. Si è spenta il 2 novembre 2026, circondata dall’affetto dei suoi familiari, dopo una malattia con cui conviveva da vent’anni.

A dare la notizia è stata la famiglia, che ha affidato ai social un messaggio di addio. “Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo. Ha tracciato un solco profondo nelle nostre vite volto alla sensibilità, all’empatia e all’amore”.

Poi il ringraziamento più personale: “Le siamo grati per averci educato al rigore morale, all’etica del lavoro e alla semplicità. Grazie Nadia, grazie Mamma”.

Trent’anni di tre stelle Michelin al Dal Pescatore

Il nome di Nadia Santini è legato indissolubilmente al ristorante Dal Pescatore di Runate, frazione di Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova, che ha guidato insieme al marito Antonio Santini.

Nel 1996 arrivarono le tre stelle Michelin, il massimo riconoscimento della guida gastronomica francese. Nadia diventò così la prima cuoca italiana a raggiungere quel traguardo, in un mondo dell’alta ristorazione allora dominato soprattutto dagli uomini.

Da quel momento il Dal Pescatore non ha più perso le tre stelle. Trent’anni consecutivi al vertice della guida Michelin, un primato di longevità per la ristorazione italiana.

Un successo costruito lontano dalle grandi città e dai riflettori, in un piccolo paese della campagna mantovana diventato negli anni una destinazione per gli appassionati di cucina di tutto il mondo.

Una cucina fatta di tradizione, famiglia e semplicità

La cucina di Nadia Santini ha sempre avuto un legame profondo con il territorio. I sapori mantovani, le ricette tramandate e l’attenzione alle materie prime sono stati alla base di una proposta gastronomica capace di conquistare i riconoscimenti più prestigiosi senza rinunciare alle proprie origini.

Tra i piatti simbolo del Dal Pescatore ci sono i tortelli di zucca, espressione di quella tradizione locale che Santini ha contribuito a portare nell’alta cucina internazionale.

La sua è stata una storia di successo costruita insieme alla famiglia, con il marito Antonio al suo fianco e un ristorante diventato, nel tempo, molto più di un’attività professionale.

La malattia durata vent’anni

Nadia Santini conviveva da tempo con una malattia che, come raccontato dal marito Antonio, l’aveva accompagnata tra momenti difficili e periodi di miglioramento per circa vent’anni.

Una lunga vicenda personale affrontata mantenendo un legame stretto con la famiglia e con il ristorante che aveva contribuito a rendere famoso nel mondo.

Nel messaggio diffuso dopo la sua morte, i familiari hanno scelto di ricordare soprattutto ciò che Nadia ha lasciato loro come persona: la sensibilità, l’empatia, l’amore e il valore del lavoro.

Con Nadia Santini scompare una delle protagoniste della gastronomia italiana, una donna che ha raggiunto il vertice della cucina internazionale senza perdere il legame con la propria terra e con la propria famiglia.

Il Dal Pescatore resta il simbolo più concreto del suo percorso. Ma nelle parole dei suoi cari, prima delle stelle Michelin e dei riconoscimenti, rimane soprattutto Nadia. Una moglie, una madre e una donna capace di lasciare un segno ben oltre la cucina.

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