È di almeno otto morti il bilancio degli attacchi condotti dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza nella giornata del 1° novembre. Le operazioni hanno interessato due diverse località: l’area di al-Mawasi, nei pressi di Khan Younis, nel sud dell’enclave palestinese, e Gaza City, nella parte settentrionale. L’Idf ha confermato di aver effettuato entrambi i raid, precisando che gli obiettivi erano persone considerate operative militari.
Khan Younis, cinque morti in un attacco con drone
Il primo attacco ha colpito la zona di al-Mawasi, a Khan Younis, dove cinque palestinesi sono rimasti uccisi in seguito a un raid condotto con un drone. Secondo quanto riferito dai media palestinesi locali, che citano fonti del ministero dell’Interno di Gaza, tra le persone colpite ci sarebbero agenti della polizia locale. Un secondo intervento militare ha interessato Gaza City, nel nord della Striscia, provocando la morte di altre tre persone. Tra le vittime, secondo le prime informazioni, ci sarebbe anche un bambino.
L’Idf conferma le operazioni: “Colpiti diversi operativi militari”
L’esercito israeliano ha confermato di aver condotto i due attacchi nel corso della giornata. Stando alla ricostruzione fornita dal portavoce dell’Idf, nel sud della Striscia l’obiettivo era costituito da diversi soggetti identificati come operativi militari, mentre nel nord sarebbe stato preso di mira un singolo miliziano. La conferma dell’esercito riguarda dunque entrambe le operazioni, ma non fornisce ulteriori dettagli sulle vittime segnalate dai media palestinesi.
Israele, protesta degli ultraortodossi contro il servizio militare
Intanto, in Israele, gruppi di ebrei ultraortodossi sono scesi in piazza davanti all’ufficio di reclutamento dell’Idf a Tel Hashomer per manifestare contro l’obbligo di leva. La protesta ha provocato la chiusura di diverse strade nella zona, come comunicato dalla polizia israeliana, che ha definito illegale il raduno e ha dichiarato di aver adottato misure per gestire la folla.
Secondo le forze dell’ordine, nonostante i tentativi di avviare un confronto, alcuni manifestanti hanno continuato a concentrarsi davanti alla struttura, arrivando a scontrarsi verbalmente con gli agenti e a rivolgere loro insulti, tra cui le parole “nazisti” e “terroristi”. Secondo quanto riportato da Channel 12, nella stessa giornata circa 230 ultraortodossi dovrebbero entrare nell’esercito israeliano per iniziare il servizio militare.
