Sono state effettuate dalla Digos e dalla polizia postale sessanta perquisizioni in 23 città italiane nei confronti di persone sospettate di aver incitato alla violenza durante lo sciopero generale del 30 Ottobre. L’operazione, di cui si è avuta notizia sabato 31 ottobre, si inserisce nel quadro delle miusre restrittive attuate dopo le proteste delle ultime settimane. Al centro degli accertamenti ci sarebbero messaggi diffusi attraverso chat e piattaforme social, utilizzate per organizzare le mobilitazioni.
Sciopero 30 ottobre, perquisizioni per chat online
Secondo quanto riportato da Sky TG24, gli accertamenti riguardano persone che, attraverso conversazioni online, avrebbero “incitato a compiere atti di violenza durante i cortei.”
Al momento non sono stati comunicati ulteriori dettagli sull’identità delle persone coinvolte, sulle città interessate o sull’eventuale adozione di provvedimenti cautelari.
L’operazione arriva all’indomani dello sciopero generale del 30 ottobre contro il carovita e il riarmo indetto dal sindacato Usb, che ha portato migliaia di persone a manifestare in oltre sessanta piazze italiane. Le manifestazioni sono state perlopiù pacifiche in quasi tutte le città; si sono registrati momenti di tensione principalmente a Torino e Roma.
30 Ottobre, il Coisp: “Undici poliziotti e due carabinieri feriti”
“Undici poliziotti e due carabinieri feriti, di cui un poliziotto con una frattura scomposta alla mano che dovrà essere sottoposto a intervento chirurgico: questo il bilancio finale delle manifestazioni di ieri”. Lo ha dichiarato Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, riferendosi agli scontri del 30 ottobre.
Secondo i dati forniti dal sindacato, sei poliziotti sarebbero rimasti feriti a Mestre, quattro a Vicenza e uno a Torino, dove sono stati contusi anche due carabinieri. A Mestre, in particolare, un agente del Reparto Mobile di Padova avrebbe riportato una frattura scomposta alla mano, con una prognosi di trenta giorni.
Il segretario del Coisp ha poi fatto riferimento ai tentativi di raggiungere il Parlamento a Roma e la Prefettura a Torino, sostenendo che l’obiettivo di alcuni gruppi fosse quello di “cercare lo scontro e forzare i blocchi”.
Che cos’è fermo preventivo
L’operazione arriva a pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo decreto sicurezza, approvato dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre e in vigore dal 23 ottobre 2026. Il provvedimento ha ulteriormente ampliato i poteri delle forze dell’ordine, estendendo il fermo preventivo, introdotto a febbraio, anche alle operazioni di polizia svolte in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone.
La misura permette agli agenti, in presenza di specifici presupposti di legge, di accompagnare una persona negli uffici di polizia e trattenerla fino a 12 ore, anche senza alcuna prova che abbia commesso un reato. Il fermo può essere applicato anche ai minorenni che abbiano compiuto 16 anni.
Il decreto introduce inoltre il reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, prevedendo pene più severe anche per chi organizza o promuove gruppi violenti attraverso strumenti informatici o telematici.
Youssef Siher, scarcerato dopo quattro giorni
Le perquisizioni arrivano a pochi giorni dalla scarcerazione di Youssef Siher, ricercatore e attivista di 30 anni fermato il 24 ottobre a Milano perché ritenuto l’amministratore dei canali Telegram e Instagram del “Movimento 17 ottobre”, creati dopo gli scontri avvenuti nel capoluogo lombardo.
La Procura gli aveva contestato i reati di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, quest’ultimo introdotto con il nuovo decreto sicurezza.
Il 28 ottobre, però, la gip Tiziana Landoni ha disposto la sua scarcerazione, non convalidando il fermo e respingendo la richiesta di custodia cautelare. Secondo la giudice, nei messaggi pubblicati dall’attivista non sono ravvisabili gravi indizi di colpevolezza: Siher avrebbe promosso una mobilitazione collettiva contro il governo, senza incitare concretamente alla violenza. La gip ha inoltre escluso la sussistenza del pericolo di fuga.
Notizia in aggiornamento…
