Il confronto tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci si accende sul tema delle possibili alleanze in vista delle prossime elezioni. La presidente del Consiglio ha ribadito di non voler scendere a compromessi con chi potrebbe condizionare l’azione del governo, mentre il leader di Futuro nazionale ha risposto sottolineando che la sua priorità resta il partito e che non intende modificare le proprie posizioni.
Meloni: “Voglio governare con il centrodestra che conosciamo”
La premier ha affrontato la questione rispondendo alle domande di Bruno Vespa nel libro Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, in uscita lunedì per Mondadori-Rai Libri. Interrogata sulla sua contrarietà a un’alleanza con Vannacci, Meloni ha spiegato di voler chiedere agli italiani un nuovo mandato per governare senza essere sottoposta a ricatti.
“Non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo e non intendo esserlo domani”, ha dichiarato. La sua intenzione è tornare alla guida del Paese insieme al centrodestra attuale, aprendosi anche ai nuovi movimenti civici in fase di formazione, che potrebbero contribuire a rafforzare la proposta politica della coalizione.
Vannacci: “L’unica fedeltà è nei confronti degli elettori”
La replica del leader di Futuro nazionale è arrivata durante un’intervista a Rai Radio1, nel corso della trasmissione Un Giorno da Pecora, con Giorgio Lauro e Nancy Brilli. Vannacci ha ridimensionato l’importanza delle dichiarazioni della premier, affermando che la sua attenzione è rivolta soprattutto al proprio partito e alle promesse fatte ai suoi sostenitori.
“L’unica fedeltà per noi è nei confronti degli elettori, loro credono nelle linee rosse che abbiamo stabilito”, ha spiegato, aggiungendo che Meloni prenderà le proprie decisioni a 30-40 giorni dalle elezioni. Il generale ha poi criticato alcuni esponenti della maggioranza, accusandoli di aver alzato barriere nei confronti del suo movimento: tra questi ha citato Ignazio La Russa, Licia Ronzulli, Antonio Tajani e Roberto Occhiuto.
Secondo Vannacci, le dichiarazioni di incompatibilità pronunciate da questi esponenti non cambieranno la posizione di Futuro nazionale: il partito, ha assicurato, non intende arretrare dalle linee rosse che si è dato.
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