Bruno Vadalà, 52 anni, professore dell’istituto Carlo Grassi di Torino è stato aggredito all’interno della scuola nella mattinata di mercoledì 28 ottobre. A colpirlo è stato uno studente minorenne, iscritto al secondo anno delle superiori. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe sferrato calci e pugni contro l’insegnante, arrivando anche a scagliargli contro una sedia.
Torino, studente aggredisce il professore
Un collega del docente ha chiesto aiuto dopo l’accaduto, chiamando il numero unico per le emergenze 112. Nell’edificio scolastico sono intervenuti i carabinieri e il personale sanitario del 118. Gli operatori hanno prestato le prime cure al professore sul posto, prima di accompagnarlo all’ospedale Giovanni Bosco, dove è stato ricoverato in codice verde: la classificazione indica condizioni non gravi.
Il ragazzo accompagnato in caserma per gli accertamenti
Lo studente minorenne di Torino è stato accompagnato dai carabinieri in caserma dopo l’intervento a scuola. Gli accertamenti riguardano la dinamica dell’episodio e le eventuali responsabilità del ragazzo nella presunta aggressione.
La causa della reazione violenta non è ancora chiara; non sono emersi dettagli su eventuali discussioni precedenti tra il ragazzo e il professore, né sulle circostanze che avrebbero portato all’aggressione. Per l’insegnante, l’intervento sanitario è iniziato nell’edificio scolastico ed è proseguito con il trasferimento al Giovanni Bosco. Il ricovero è avvenuto in codice verde, dopo le cure prestate dagli operatori del 118 giunti sul posto in seguito alla richiesta di soccorso del collega.
Parla l’insegnante aggredito: “Stavo anche provando ad aiutarlo”
“Non c’è una causa scatenante, quindi se io non ti ho fatto niente, tutta questa violenza immotivata da dove viene fuori?”, ha dichiarato Bruno Vadalà all’Ansa.
Il professore ha riportato la frattura del naso, con una prognosi di 30 giorni. “Mi trovavo a scuola, era la seconda ora, avevo programmato un’interrogazione per tutta la classe sul calibro vettesimale, il ragazzo era seduto al mio fianco“, prosegue Vadalà, spiegando che stava cercando di aiutare lo studente durante la prova. “Come tutti i ragazzi non studiano tantissimo gli ho detto ma no dai, siediti, vedi che qualcosina la sai”.
