Il partito di Benjamin Netanyahu ha raccolto 571.627 voti, pari al 20,81%, nelle elezioni in Israele, con circa metà dei seggi scrutinati: 6.456 sugli oltre 12 mila. Il conteggio resta parziale e i risultati sono destinati a cambiare con il proseguimento dello spoglio.
Il Comitato centrale per le elezioni per il rinnovo della 26ª Knesset colloca dietro al Likud il partito Yashar di Gadi Eisenkot, con 468.460 voti, pari al 17,06%. La terza formazione più votata è Insieme, guidata da Naftali Bennett, che ha ottenuto 252.883 voti, il 9,21%.
Il precedente conteggio della Commissione Elettorale Centrale, relativo a quasi il 42% delle schede scrutinate, assegnava 57 seggi al blocco a sostegno di Netanyahu e 47 a quello contrario al premier. I restanti 16 erano attribuiti complessivamente alla Lista Comune e a Ra’am, entrambe formazioni a prevalenza araba. Nessuna coalizione sembrava quindi in grado di raggiungere la maggioranza.
Sotto la soglia di sbarramento del 3,25% si trovavano invece i partiti Reservists, con il 2,7%, People of Israel, con l’1,8%, e Charedi Public, con lo 0,3%.
Netanyahu chiede un governo di destra dopo le elezioni in Israele
La richiesta di un ampio governo di destra nazionale è stata al centro dell’intervento di Netanyahu nella sede della nottata elettorale del Likud a Gerusalemme. Il premier ha rivendicato una maggioranza per la propria coalizione, pur riconoscendo che il conteggio non era terminato.
«Stiamo aspettando ancora i risultati finali, ma si sono chiarite due cose finora: il Likud è il partito più grande d’Israele. I canali della propaganda ci davano 19 seggi, e sapevano di stare mentendo, volevano deprimere il voto. La seconda cosa è che la coalizione ha una maggioranza. E per questo dobbiamo formare un ampio governo di destra nazionale e fare di tutto perché non venga formato un governo con il sostegno dei partiti arabi», ha dichiarato Netanyahu.
Il premier ha affrontato anche il tema dell’Iran: «Israele ha un’opportunità storica, unica, insieme al nostro partner, il presidente Trump, di eliminare per sempre la minaccia esistenziale costituita dall’Iran».
L’affluenza e i tempi per il risultato definitivo
L’affluenza definitiva è stata del 77,7%, con un aumento del 7,1% rispetto al 70,6% delle elezioni del 2022, secondo la Commissione elettorale centrale. Hanno votato 5.444.277 persone su oltre 7 milioni di elettori. In corsa c’erano 36 partiti, dei quali solo 13 rilevati nei sondaggi perché sopra lo sbarramento.
Si è trattato delle prime elezioni politiche dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra che ne è seguita. Il voto serviva a rinnovare la Knesset, il parlamento, e a definire il prossimo governo.
I risultati finali saranno ufficializzati il 4 novembre, otto giorni dopo il voto. Il conteggio delle «doppie buste», utilizzate da chi vota lontano dalla propria residenza, richiede più tempo e avverrà in una fase successiva: riguarda anche i militari, i diplomatici e le persone ospedalizzate.
