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Fabio Roia: “L’intelligence ha permesso di prevenire le violenze”, il bilancio dopo i cortei

Il presidente del Tribunale di Milano interviene dopo le manifestazioni del 24 ottobre e sottolinea l’importanza dell’attività preventiva per evitare nuovi episodi di violenza\. Resta aperta la riflessione su come anticipare fenomeni legati ai social e al coinvolgimento dei più giovani.

26 Ottobre 2026
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Fabio Roia: “L’intelligence ha permesso di prevenire le violenze”, il bilancio dopo i cortei

Fabio Roia: “L’intelligence ha permesso di prevenire le violenze”, il bilancio dopo i cortei

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

L’attività di intelligence ha avuto un ruolo importante nel prevenire nuovi episodi di violenza durante le manifestazioni del 24 ottobre. A sottolinearlo è Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, intervenuto nel programma Timeline di Sky TG24. Secondo Roia, il lavoro di analisi e prevenzione ha contribuito a impedire che le proteste degenerassero nuovamente in episodi violenti, dopo gli scontri e i saccheggi che avevano colpito Milano il fine settimana precedente.

Il magistrato ha richiamato l’attenzione sulla necessità di distinguere le manifestazioni pacifiche dalle condotte violente che rischiano di comprometterle. Il tema è tornato al centro del dibattito dopo le misure di sicurezza rafforzate in diverse città italiane e le indagini sui disordini delle settimane precedenti.

Fabio Roja: il ruolo dell’intelligence nella prevenzione

Nel suo intervento, Roia ha riflettuto sull’importanza delle attività di intelligence per individuare in anticipo situazioni potenzialmente pericolose e prevenire nuovi episodi di violenza. L’obiettivo, in questo contesto, è consentire lo svolgimento delle manifestazioni pacifiche e intervenire prima che eventuali gruppi o singoli individui mettano in atto comportamenti violenti.

La prevenzione assume un ruolo centrale soprattutto di fronte a fenomeni difficili da ricondurre a un’unica organizzazione. I disordini possono infatti svilupparsi attraverso dinamiche di gruppo, emulazione e comunicazioni sui social network, rendendo più complesso individuare in anticipo le modalità con cui potrebbero manifestarsi.

In precedenti dichiarazioni, il presidente del Tribunale di Milano aveva sottolineato che, accanto alla repressione, sono necessarie analisi sociologiche e pedagogiche per comprendere il coinvolgimento dei più giovani. Un approccio che punta a studiare le cause del fenomeno, senza confondere la comprensione delle dinamiche con una giustificazione delle violenze.

Cortei del 24 ottobre, sicurezza rafforzata dopo gli scontri

Le dichiarazioni arrivano dopo una giornata di manifestazioni per la quale le autorità avevano predisposto un dispositivo di sicurezza rafforzato. L’obiettivo era evitare il ripetersi degli episodi del fine settimana precedente, quando a Milano si erano verificati danneggiamenti e saccheggi.

L’attività preventiva si è concentrata anche sul monitoraggio delle informazioni diffuse online e sull’individuazione di possibili segnali di rischio. In vista dei cortei, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli e svolto accertamenti su persone e gruppi ritenuti potenzialmente coinvolti in iniziative violente.

La gestione dell’ordine pubblico resta tuttavia legata a un equilibrio delicato: da un lato la necessità di prevenire reati e proteggere cittadini e attività commerciali, dall’altro la tutela del diritto costituzionale a manifestare pacificamente.

Prevenzione e repressione, il nodo dei giovani

Il dibattito sulla sicurezza non riguarda soltanto l’efficacia delle misure repressive, ma anche le ragioni per cui alcuni giovani partecipano a episodi di violenza collettiva. Il presidente del Tribunale di Milano ha già richiamato la necessità di comprendere i meccanismi di emulazione e l’influenza dei social network, che possono contribuire alla diffusione rapida di comportamenti aggressivi.

Per affrontare il fenomeno, secondo questa impostazione, non basta aumentare le sanzioni: occorre anche capire come si formano le dinamiche di gruppo, quali fattori favoriscono il passaggio dalla protesta alla violenza e come intervenire prima che si verifichino nuovi episodi.

Le parole di Roia riportano quindi al centro una questione che riguarda tanto la sicurezza quanto la tenuta degli spazi democratici. La prevenzione delle violenze è una condizione per proteggere il diritto di manifestare e impedire che le condotte di pochi compromettano le iniziative pacifiche di molti.

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