Il consumo di sostanze stupefacenti tra i giovani torna al centro del dibattito politico, questa volta in relazione agli episodi di violenza e devastazione registrati durante le recenti manifestazioni. A sollevare la questione è Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, intervenuto lunedì 26 ottobre in collegamento a un incontro dedicato alle dipendenze nell’ambito del Festival delle Regioni di Firenze.
Secondo Mantovano, una parte dei ragazzi coinvolti nei disordini delle ultime settimane avrebbe fatto uso di droghe prima di partecipare agli episodi di violenza. Una dichiarazione con cui l’esponente del governo richiama l’attenzione su un fenomeno che, a suo giudizio, non può essere trascurato nell’analisi dei comportamenti devianti in età adolescenziale.
Mantovano: “Molti ragazzi hanno assunto droghe prima delle devastazioni”
Nel corso del suo intervento, Mantovano ha fatto riferimento ai disordini del 17 e 18 ottobre, oltre agli episodi più circoscritti verificatisi durante l’ultimo fine settimana.
Il sottosegretario ha invitato a considerare anche il possibile ruolo delle sostanze stupefacenti nei comportamenti violenti, sostenendo che diversi giovani coinvolti avrebbero assunto droghe prima di prendere parte alle devastazioni e ai saccheggi.
Il ragionamento si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra dipendenze e disagio giovanile. Mantovano ha infatti affermato che la vicinanza alle sostanze stupefacenti attraverserebbe le diverse forme di devianza adolescenziale, individuando nel consumo di droga un elemento da non sottovalutare.
Le dichiarazioni, tuttavia, non sono state accompagnate, nei resoconti disponibili dell’intervento, da dati specifici sul numero dei giovani coinvolti o da accertamenti tossicologici relativi ai singoli episodi citati. Si tratta quindi di una valutazione espressa dal sottosegretario, che non permette di stabilire quanto il consumo di stupefacenti abbia effettivamente inciso sulle violenze.
Droghe e adolescenti, i dati sul consumo in Italia
Le parole di Mantovano arrivano in un contesto nel quale il consumo di sostanze tra i minorenni continua a rappresentare una questione di salute pubblica.
Secondo i dati della Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026, presentata lo scorso giugno, nel 2025 quasi 350mila studenti minorenni, pari a circa il 23% della popolazione scolastica considerata, hanno consumato almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno.
La cannabis rimane la sostanza maggiormente diffusa, pur mostrando una lieve diminuzione, mentre tra gli studenti di età compresa tra 15 e 19 anni è stata registrata una ripresa del consumo di diverse altre sostanze, tra cui cocaina, stimolanti, allucinogeni e ketamina.
A destare attenzione è anche la diffusione delle nuove sostanze psicoattive, comprese quelle sintetiche, che rendono più complesso il lavoro di prevenzione e contrasto.
Questi numeri documentano la diffusione del consumo di droghe nella popolazione studentesca, ma non dimostrano di per sé un collegamento diretto tra assunzione di stupefacenti e partecipazione a episodi di violenza durante le manifestazioni.
Il contrasto alle dipendenze e la prevenzione tra i giovani
Quello delle dipendenze è un tema sul quale Mantovano è intervenuto ripetutamente negli ultimi mesi, ribadendo la necessità di rafforzare la prevenzione e la consapevolezza dei rischi legati al consumo di sostanze.
Già in occasione della presentazione della relazione annuale sulle dipendenze, il sottosegretario aveva richiamato l’attenzione sulla diffusione del fenomeno anche in contesti familiari e sociali apparentemente lontani da situazioni di marginalità.
L’approccio sostenuto dal governo punta sul contrasto alla diffusione degli stupefacenti, sull’informazione rivolta ai più giovani e sul sostegno ai percorsi di recupero delle persone che sviluppano una dipendenza.
Il tema, tuttavia, richiede di distinguere tra consumo occasionale, dipendenza patologica e comportamenti violenti, fenomeni che possono talvolta sovrapporsi ma che non sono automaticamente collegati.
Le dichiarazioni pronunciate a Firenze riportano così l’attenzione su due questioni differenti ma rilevanti: da un lato la sicurezza durante le manifestazioni pubbliche, dall’altro la necessità di intercettare precocemente le situazioni di rischio tra gli adolescenti.
Per comprendere se e in quale misura l’assunzione di droghe abbia contribuito ai recenti disordini saranno necessari elementi concreti sulle persone coinvolte. Resta intanto centrale il problema della prevenzione, che non riguarda soltanto la repressione dei comportamenti illegali, ma anche la capacità delle istituzioni, delle scuole e dei servizi sanitari di intervenire prima che il disagio si trasformi in una condizione più grave.
