“Noi siamo sempre stati contrari agli scioperi, noi siamo più favorevoli all’azione diplomatica perché quando uno è forte delle proprie ragioni non credo che occorra dimostrare la forza in maniera da creare danno ai cittadini e agli utenti del nostro servizio e oltre a far perdere lavoro ai nostri tassisti. Non vogliamo creare blocchi stradali, non vogliamo far perdere inutilmente le giornate di lavoro ai nostri tassisti, però vogliamo continuare a portare avanti con più forza ancora di prima e determinazione le nostre sacrosante ragioni. So che l’autotrasporto ha delle agevolazioni, non so se siano giuste, adeguate o meno. Io vedo i problemi nostri, dei tassisti soprattutto, che stanno faticando dal punto di vista economico ad arrivare a fine mese. Aumentare il carburante vuol dire rinunciare a quel piccolo margine che oramai ci rimane come provente della nostra attività. Quindi ci terremmo se fossimo qualche modo estraniati da queste dinamiche. Se riusciamo a ottenere il carburante professionale sicuramente sarà un beneficio che si ripercuoterà non solo sugli operatori del settore ma anche sull’utenza perché se diminuiscono i costi della nostra attività è chiaro che sarà inferiore anche il costo finale per l’utente del servizio. Noi non ci accontentiamo mai come tutti, però da questo governo ci aspettiamo tuttora un’attenzione particolare perché questo governo tantissimi tassisti l’hanno votato. Purtroppo siamo agli sgoccioli della legislatura, vedremo, fino a che c’è vita c’è speranza”. Lo ha dichiarato Loreno Bittarelli, il presidente della cooperativa Radiotaxi 3570 di Roma, della URI (Unione Radiotaxi d’Italia), dopo l’incontro con i funzionari del Mit a Porta Pia.