Nessuno dei 27 candidati alle elezioni presidenziali in Bulgaria ha raggiunto la maggioranza necessaria per essere eletto al primo turno, domenica 25 ottobre. A votare è stato soltanto il 22% circa degli aventi diritto. La scelta del presidente della Repubblica passa quindi al ballottaggio del primo novembre, che vedrà contrapposti l’attuale presidente ad interim e giornalista Iliana Yotova e l’ex primo ministro Andrey Gyurov.
I candidati alla presidenza e le posizioni sull’Ucraina
Iliana Yotova, 61 anni, è una giornalista e ricopre la presidenza ad interim dallo scorso gennaio, quando ha assunto l’incarico dopo le dimissioni di Rumen Radev. È la prima donna a ricoprire la carica nella storia del Paese, ma non è stata eletta direttamente dai cittadini: se vincesse il ballottaggio del primo novembre, diventerebbe quindi la prima donna eletta presidente della Repubblica bulgara. Per queste elezioni si presenta come candidata indipendente, con il sostegno di Bulgaria Progressista, il partito dell’attuale primo ministro Radev, e del Partito Socialista Bulgaro, di orientamento filorusso.
La sua campagna elettorale ha sostenuto la necessità di una soluzione diplomatica alla guerra in Ucraina, favorendo il dialogo con Mosca. Una vittoria al secondo turno la renderebbe la prima donna eletta alla presidenza della Repubblica bulgara: Yotova occupa già la carica, ma in qualità di presidente ad interim.
Andrey Gyurov, 50 anni, è un economista. È stato vicegovernatore della Banca nazionale e primo ministro ad interim. A sostenerlo sono le forze politiche riformiste e filoeuropee, con una posizione diversa da quella della sua avversaria sul sostegno da garantire a Kyiv.
Gyurov si è espresso più favorevolmente per l’appoggio militare e politico all’Ucraina. Durante il mandato da premier aveva anche firmato un accordo di cooperazione sulla sicurezza con Kyiv. Il rapporto con la Russia e la risposta alla guerra sono così tra i temi sui quali i candidati arrivano al confronto con orientamenti differenti.
Bulgaria, l’affluenza alle urne
La partecipazione alle urne è rimasta attorno al 22% degli aventi diritto. La legislazione bulgara pone due condizioni per l’elezione del presidente già al primo turno: un candidato deve ottenere più del 50% dei voti validi e deve aver votato più della metà degli elettori. Nel voto di domenica non è stata raggiunta nessuna delle due soglie.
Il tema della sicurezza dopo gli scontri nel Mar Nero
Le elezioni si sono svolte in un contesto di crescente preoccupazione per l’inflazione, l’aumento dei costi energetici e le conseguenze della guerra in Ucraina. La sicurezza nazionale è tornata al centro del dibattito anche per diversi attacchi con droni contro navi commerciali nel mar Nero, al largo delle coste bulgare, nelle ultime settimane. Yotova e Gyurov hanno condannato gli episodi, pur mantenendo posizioni diverse nei rapporti con Mosca.
Yotova è favorevole a una soluzione diplomatica del conflitto, sostiene la ripresa del dialogo con la Russia e si oppone all’invio di ulteriori aiuti militari a Kyiv. Gyurov, invece, è sostenuto dalle forze filoeuropee e appoggia il proseguimento degli aiuti militari all’Ucraina e il rafforzamento della cooperazione con la Nato.
