“Va tutto bene? No, non va tutto bene”. Giancarlo Giorgetti interviene al congresso straordinario della Lega, in corso a Milano domenica 25 ottobre, e richiama il partito alla necessità di affrontare il calo dei consensi elettorali. Il ministro dell’Economia chiede di valorizzare i dirigenti che hanno dimostrato di saper raccogliere voti sul territorio, soprattutto nelle regioni dove il Carroccio ha storicamente avuto maggiore successo.
Le dichiarazioni arrivano durante la seconda e ultima giornata del congresso, nella quale 705 delegati sono chiamati a eleggere il segretario federale. A sfidare Matteo Salvini, alla guida del partito dal 2013, è il senatore Massimo Garavaglia. Sullo sfondo, però, ci sono anche le tensioni interne sulla direzione politica della Lega, il rapporto con l’elettorato del Nord e la riorganizzazione dei vertici.
Giorgetti sul recupero dei voti della Lega
Giorgetti ha chiamato in causa Marti, segretario della Lega in Puglia: “Marti è chiaro che tu sei contento se fai un 8%. Il problema è se a Bergamo, dove erano abituati a fare il 50%, fanno il 20% e si incazzano e si chiedono perché“.
Per recuperare i consensi persi negli ultimi anni, Giorgetti propone di rivedere la composizione della squadra dirigente, dando maggiore spazio a chi ha dimostrato di saper raccogliere voti sul territorio: “E allora come si fa a recuperare? Qui si è parlato di squadra. Io dico semplicemente: facciamo salire in squadra quelli che hanno dimostrato sul territorio di riuscire a produrre consenso”.
Il ministro ha distinto anche due possibili identità del Carroccio: “Io credevo e credo in una Lega nazionale, ma non una Lega nazionalista. Sono due cose completamente diverse”. La presenza sull’intero territorio italiano, nella sua indicazione, non coincide con il progetto di una forza nazionalista.
Lega, Sardone chiede un partito d’attacco: “Basta inciuci con il Pd”
Anche l’eurodeputata Silvia Sardone interviene sul futuro del Carroccio, chiedendo una Lega più combattiva, lontana da compromessi politici con il Partito democratico. La vicesegretaria del partito rivendica la necessità di mantenere una linea politica riconoscibile, respingendo l’idea di una Lega “democristiana” e gli “inciuci” con il Pd.
“La Lega è forte quando dà battaglia, quando è orgogliosa, quando non arretra ma anzi avanza”, afferma durante il congresso. “Dobbiamo affrontare le sfide con coraggio e determinazione attaccando e mai indietreggiando”.
Sardone conclude il proprio intervento citando Benjamin Franklin sulla necessità di mantenere unito il partito: “Diceva che dobbiamo davvero stare uniti o con tutta probabilità finiremo impiccati. A voi la scelta”.
Valditara: “La lega è in rincrescita grazie al no al burqa”
“Voterò concretamente Salvini. Sono nato politicamente nella Lega, l’idea che ho sempre avuto è quella di una Lega federale e nazionale: quando Salvini è stato eletto nel 2013, ho trovato l’uomo giusto che poteva rappresentare l’idea giusta”, ha dichiarato il ministro Valditara
Il radicamento territoriale è centrale anche nel suo intervento: “Il federalismo o è nazionale o non è. Io vado sui territori, in Puglia, in Calabria, in Friuli, in Veneto. La Lega è in calo quando non ci si dà da fare sul territorio”:
“La Lega è in ricrescita, forse perché abbiamo messo in cantiere il tetto agli stranieri, il no al burqa e l’obbligo per gli stranieri di imparare italiano, da qua dobbiamo ripartire con Salvini”, ha concluso il ministro.
