Una guida intitolata “Rivoluzione, istruzioni per l’uso” circola nelle chat di Telegram legate alle mobilitazioni in Italia, con manifestazioni anche oggi in diverse città, tra cui Roma e Milano. Il documento contiene indicazioni sulla preparazione dei partecipanti, sull’organizzazione dei cortei e sulle tattiche da adottare in caso di confronto con le forze dell’ordine.
Non è chiaro se il testo rappresenti la linea ufficiale del Movimento 17 ottobre, quanto sia stato fatto circolare tra i manifestanti e chi lo abbia effettivamente scritto. Le istruzioni delineano una strategia che non sembra limitata alla gestione pacifica del corteo.
Tra gli obiettivi dichiarati figurano la contestazione del governo Meloni, l’ampliamento della mobilitazione e la protezione degli altri manifestanti. Il documento dichiara di ispirarsi alla Rivoluzione egiziana del 2011 e alle proteste della Primavera araba.
Abbigliamento e primo soccorso per il Movimento 17 ottobre in Italia
Una parte consistente del prontuario riguarda l’equipaggiamento individuale, con suggerimenti presentati come protezioni dai lacrimogeni e dallo spray al peperoncino. L’elenco comprende felpe o maglioni con cappuccio, kefiah o mascherine FFP2, occhiali protettivi e scarpe comode, adatte a spostarsi rapidamente. Sono menzionati anche guanti resistenti al calore, destinati a proteggere le mani dal contatto con i bossoli dei lacrimogeni.
Il materiale previsto per il primo soccorso include cerotti, bende e disinfettante, oltre ad antidolorifici e acqua. Per contrastare gli effetti dei gas, il documento cita inoltre il Maalox liquido e l’aceto da applicare sulla kefiah.
Gli spostamenti e la protezione reciproca
Il nucleo della guida è la cosiddetta “tattica collettiva”, articolata in 16 punti. Le indicazioni invitano a procedere in file parallele e a mantenere compatto il gruppo durante il corteo. Particolare importanza viene attribuita alla gestione delle reazioni della folla durante gli interventi di polizia e in presenza di lacrimogeni.
Per gli spostamenti in città, il documento descrive un’organizzazione che prevede concentrazioni iniziali in punti distinti, lontani dallo schieramento delle forze dell’ordine, e un successivo ricongiungimento verso il luogo stabilito per il raduno.
Accanto alle indicazioni più apertamente conflittuali trova spazio il mutuo soccorso: ogni partecipante è considerato responsabile della sicurezza delle persone ai suoi lati e alle sue spalle, secondo un modello di sostegno e comunicazione all’interno del corteo. Il principio dichiarato assegna all’aiuto di chi si trova in difficoltà la precedenza sul confronto con le forze di sicurezza.
Gli edifici circostanti sono descritti come possibili punti di osservazione utili al movimento. Il testo insiste anche sulla vigilanza all’interno della manifestazione, per individuare eventuali presenze considerate sospette.
