“Non è una questione personale tra me e il presidente Trump”. Volodymyr Zelensky prova a ridimensionare lo scontro con la Casa Bianca, ma ribadisce la sua opposizione a qualsiasi allentamento delle sanzioni contro la Russia. In un’intervista alla CNN rilasciata giovedì 22 ottobre da Kiev, il presidente ucraino avverte che riaprire i rapporti economici con Mosca rischia di rafforzare Vladimir Putin, mentre la guerra prosegue e le difese ucraine devono fare i conti con una grave carenza di missili intercettori.
Le relazioni tra Washington e Kiev si sono deteriorate nelle ultime settimane. A provocare nuove tensioni sono stati l’annuncio di un accordo per l’acquisto di carburante russo, la sospensione di alcune sanzioni contro Mosca e le limitazioni all’accesso delle forze ucraine al servizio Starlink di Elon Musk. Zelensky aveva accusato Trump di trovarsi “dalla parte sbagliata della storia”, ma nell’intervista alla CNN ha scelto un tono più conciliante, distinguendo il confronto politico dai rapporti personali.
“La mia posizione su Putin è molto chiara. Penso che se togliamo le sanzioni lo renderemo più forte”, ha dichiarato il presidente ucraino. “Non è una questione personale tra me e il presidente Trump e, naturalmente, sono contrario a qualsiasi revoca delle sanzioni”.
Zelensky Trump e sanzioni Russia: avvertimento contro Putin, secondo media
L’intervista arriva mentre l’amministrazione statunitense intensifica gli sforzi diplomatici per trovare una soluzione al conflitto, iniziato con l’invasione russa su vasta scala del febbraio 2022. Mercoledì 21 ottobre l’inviato speciale americano Steve Witkoff ha incontrato Putin a San Pietroburgo per circa tre ore, dopo aver visto Zelensky a Oslo il giorno precedente.
Witkoff ha descritto Putin come un “umanitario” in riferimento alla liberazione del cittadino statunitense Stephen Hubbard, 74 anni, detenuto in Russia. Una definizione controversa, arrivata mentre Washington cerca di mantenere aperto il canale negoziale con il Cremlino.
Trump ha sostenuto che un ulteriore inasprimento delle sanzioni avrebbe potuto impedire la liberazione di Hubbard, affermando che l’uomo sarebbe potuto rimanere in carcere per altri 25 anni. Zelensky, tuttavia, non ritiene che le aperture economiche e diplomatiche siano sufficienti a dimostrare una reale volontà russa di fermare la guerra.
“Putin sta giocando, è un giocatore”, ha detto alla CNN. “È un peccato, perché gioca con la vita delle altre persone e, naturalmente, non vuole fermare la guerra”.
Il presidente ucraino ha definito produttivo l’incontro di Oslo, ma ha sottolineato la necessità che i partner internazionali non concedano alla Russia nuove opportunità per rafforzarsi. Dopo il colloquio con Witkoff, Putin ha accettato di partecipare a nuovi colloqui a novembre, senza fornire per ora indicazioni precise sui possibili risultati.
Ucraina, possibile congelare il fronte ma non cedere territori
Sul piano territoriale, Zelensky ha lasciato aperta la possibilità di congelare le attuali linee del fronte come passaggio per un cessate il fuoco. L’obiettivo, ha spiegato, sarebbe interrompere le uccisioni e avviare negoziati senza imporre all’Ucraina la rinuncia ai territori che ancora controlla.
“Il nostro territorio è molto importante perché riguarda le persone. Non si tratta di chilometri”, ha dichiarato. Il presidente ha ricordato il costo umano della difesa del Paese e ha escluso che Kiev possa riconoscere come russe le aree occupate dall’esercito di Mosca.
“Nessuno riconoscerà questi territori, temporaneamente occupati, come territori russi”, ha aggiunto Zelensky, sostenendo che anche la Russia dovrebbe esserne consapevole.
La questione del Donbas resta uno dei principali ostacoli al negoziato. Mercoledì il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che il confronto si concentra soprattutto su ciò che accadrà nella parte restante della regione orientale, in gran parte sotto controllo russo. Rubio ha parlato di alcune proposte considerate creative per superare le divergenze, senza però indicare un accordo già raggiunto.
Difesa aerea, Kiev chiede più missili agli alleati
Mentre proseguono i contatti diplomatici, la situazione militare resta critica. Nella notte successiva alle dichiarazioni di Trump sulla vicinanza a un accordo, la Russia ha lanciato centinaia di droni e missili balistici contro l’Ucraina, secondo quanto riportato dalla CNN.
Zelensky ha spiegato che la condivisione di informazioni di intelligence con gli Stati Uniti è stata ripristinata dopo le tensioni dei giorni precedenti. Tuttavia, il servizio Starshield, la piattaforma di comunicazione satellitare di SpaceX destinata a impieghi militari, non è ancora tornato pienamente operativo.
Il problema più urgente riguarda la disponibilità di missili intercettori. Anche quando l’esercito ucraino riceve un allarme su un missile balistico in arrivo, la carenza di munizioni può impedirgli di abbatterlo. Gli alleati europei hanno fornito sistemi e missili per la difesa aerea, ma per Kiev gli aiuti non sono sufficienti a proteggere il territorio.
Zelensky ha sintetizzato in due richieste le priorità rivolte ai partner occidentali: “Non revocare le sanzioni a Putin” e “darci missili migliori”.
La posizione ucraina resta quindi legata a due obiettivi: evitare che la Russia acquisisca nuove risorse economiche e militari e rafforzare la capacità di difesa del Paese mentre proseguono i tentativi di negoziato. Un eventuale cessate il fuoco potrebbe aprire una fase diversa del conflitto, ma per Kiev non può tradursi nel riconoscimento delle conquiste territoriali russe.
