“Coltivare la memoria civile di un paese è un grande contributo alla democrazia. Voglio dirlo qui in Fondazione Feltrinelli: scendere in piazza, soprattutto se hai 16, 18, 20 anni, in un contesto in cui l’impegno politico, pubblico e sociale delle nuove generazioni è residuale, e manifestare, in maniera fondata o infondata, contro l’ingiustizia sociale, rivendicare il diritto allo studio in una scuola dignitosa e il diritto alla casa, come stanno facendo più o meno timidamente alcuni nostri studenti e giovani in Italia, in Spagna e in Francia, è un formidabile gesto democratico che merita la nostra attenzione, la nostra considerazione, e anche la nostra adesione personalmente”. Così lo scrittore Antonio Scurati si è espresso sulle manifestazioni giovanili contro il caro vita dello scorso fine settimana, il 17 e il 18 ottobre, sfociate in scontri con la polizia e in saccheggi nei negozi.
“La mobilitazione non merita affatto di essere oscurata dalla concentrazione di ogni attenzione mediatica e politica nei confronti di forme di puro e semplice teppismo, che oscurano completamente l’iniziativa e le proteste dei giovani. Mi fa inc****re perché è la solita vecchia storia. Non voglio chiedermi né mi interessa sapere cosa muove i teppisti. È dai tempi di Genova che ci sono sconfitti che avevano ragione. E chi prese la scena a Genova? I Black Bloc. La polizia cosa fece? Massacrò i giovani pacifici che lottavano con ardore e passione per un mondo migliore. E lì si spense l’ultimo anelito di cambiamento sociale di una generazione e addirittura di una storia, di una tradizione che morì lì, in quelle galere, in quelle mattanze, in quei colpi di pistola sparati a bruciapelo. Adesso, per carità, è una scala molto diversa, però comunque sta succedendo che, sospinti dall’inasprirsi delle contraddizioni della nostra società, alcuni giovani si riaffacciano a esercitare il loro diritto democratico nelle piazze per contestare le ingiustizie sociali. E poi ci sono altri, pur giovanissimi, che compiono atti di puro teppismo, di pura soggezione a quella società dei consumi contro la quale si scagliano, e li lasciano fare. E perché tutta la nostra attenzione va su questi? Cosa sono? L’armata rossa? Sono inarrestabili? Dove sono le forze dell’ordine che dovrebbero garantire l’ordine quando serve? Siamo tutti qui a fare i sociologi. Io non ne voglio parlare! Voglio parlare dei giovani che protestano contro il caro vita, per il diritto alla casa e allo studio!”, ha continuato Scurati, durante la presentazione del suo nuovo libro ‘Storie di donne e uomini in lotta nella democrazia’ in Fondazione Giacomo Feltrinelli, a Milano.